
L'autore riprende e approfondisce l'enciclica di Benedetto XVI Deus Caritas est in cui si afferma che eros e agape sono due volti dell'unico vero amore.
La polarizzazione ideologica tra scienza e fede compromette la coesione dei cittadini. Una Stata di diritta può garantire la convivenza, nella tolleranza e a parità di diritti, di comunità religiose inconciliabili nelle loro visioni del mondo, e di queste con la comunità dei non credenti, sola se tutti i suoi membri sana disposti o considerarsi reciprocamente liberi ed eguali nella loro cittadinanza politica. Nei saggi raccolti in questo volume Jürgen Habermas indica la via di una cultura che superi la polarizzazione inconciliabile tra laicità e religione per il tramite di un accertamento riflessivo dei confini, sia della fede sia della scienza. Anche le grandi religioni fanno parte della riflessione universale dell'umanità. Il pensiero post-metafisico non potrebbe intendere se stesso se non includesse nella sua genealogia, accanto alla metafisica, anche le tradizioni religiose.
La parola "rivelazione" racchiude in se stessa il nucleo della fede cristiana: la relazione tra Dio e l'uomo e, in ultima analisi, il mistero di Dio come fine ultimo dell'uomo. Tuttavia tale concentrazione della tradizione cristiana in un solo vocabolo rischia di restare astratta o esteriore. Il volume propone un cammino di esperienza nell'intento di inscrivere la rivelazione dentro l'umanità dell'esistenza individuale, sociale e cosmica, di porre le condizioni di un'intelligenza interiore del mistero. L'itinerario si articola in tre momenti. I primi tre capitoli esplicitano la nozione stessa di rivelazione tracciando qualche via di accesso al mistero cristiano. Il capitolo centrale del percorso propone una tappa biblica, lasciandosi condurre dalle varie accezioni di "rivelazione" proposte dalla Scrittura e prendendo come guida i generi letterari del Nuovo Testamento. L'ultima parte del percorso invita infine il lettore a fare esperienza di rivelazione in tre luoghi elementari dell'esistenza: la relazione umana nelle sue diverse forme; la storia con le sue dimensioni politiche, culturali, religiose e comunitarie; l'universo nei suoi aspetti scientifici, ecologici ed estetici.
Descrizione dell'opera
Con la costituzione dogmatica Dei Verbum, il concilio Vaticano II intendeva «proporre la genuina dottrina sulla divina Rivelazione e la sua trasmissione, affinché per l’annunzio della salvezza il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami» (n. 1). Sulla linea tracciata da queste parole redatte dai Padri conciliari, il manuale presenta e spiega alcuni concetti e metodi che stanno alla base della teologia, ma che talora vengono dati per scontati.
Nella prima parte prende in esame l’iniziativa salvifica di Dio, definita da secoli ‘divina Rivelazione”: come l’hanno compresa i due concili vaticani, come l’hanno elaborata i teologi, come il farsi della Rivelazione nella comunità credente dà origine alla Tradizione.
Nella seconda parte affronta la trasmissione della Rivelazione: il sacro deposito affidato alla Chiesa; gli aspetti che costituiscono la Bibbia in ‘Sacra’ Scrittura, diversa da ogni altro testo; i concetti di ispirazione e canonicità; infine la nozione di ermeneutica, che implica anche i riferimenti alla Tradizione e al magistero.
Sommario
Introduzione. 1. L’iniziativa salvifica di Dio. A. La Rivelazione divina. B. Modelli di rivelazione. C. La Parola di Dio diventa parola scritta e parola trasmessa. 2. «Un solo sacro deposito della Parola di Dio affidato alla Chiesa». D. La sacra Scrittura. E. La Tradizione. F. Mutua relazione tra la Tradizione e la sacra Scrittura. G. Il magistero vivo della Chiesa. Schemi. Indici.
Note sull'autore
Donath Hercsik, nato nel 1965, gesuita dal 1985, ha compiuto gli studi di filosofia e teologia a Monaco di Baviera, Francoforte e Parigi. Dal 2001 è professore di teologia fondamentale e moderatore del primo ciclo della Facoltà di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma. Oltre a numerosi saggi e articoli su riviste specializzate e su La Civiltà Cattolica, ha pubblicato i volumi: Jesus Christus als Mitte der Theologie von Henri de Lubac, Verlag Josef Knecht, Frankfurt a.M. 2001 e Die Grundlagen unseres Glaubens. Eine theologische Prinzipienlehre, LIT-Verlag, Münster 2005 e ha curato la sezione Rivelazione e Tradizione in: Teologia Fondamentale. vol. 2. Fondamenti. A cura di Giuseppe Lorizio, Città Nuova Ed., Roma 2005, 235-281.
Quasi a ogni pagina dell'Antico e del Nuovo Testamento si possono rintracciare temi connessi alla mobilità umana, che si presenta come fenomeno ampio e articolato, comprendente realtà come la patria, la terra, l'estraneità, l'ospitalità, l'esilio, la diversità, la comunione. Proprio per la sua vastità, questo argomento offre un complessivo quadro di riferimento sociale, culturale e teologico, o un interessante orizzonte per una comprensione globale della rivelazione biblica. Questo studio propone una sintesi del pensiero biblico su alcuni contenuti che fondano la pastorale della mobilità umana, con particolare riferimento al tema della terra, come cifra della vocazione di ogni creatura umana a vivere un giusto rapporto con il Creatore e con il creato, con un approccio diretto ad alcuni passi scelti dell'Antico Testamento. Segue un confronto con i temi dell'ospitalità e dell'accoglienza, come proposta di un fondamento biblico-teologico alla visione cristiana dell'incontro con l'altro, concludendo con la lettura di passi scelti del Nuovo Testamento.
"I morti sono morti" del paganesimo antico
La speranza di risurrezione corporea dell'ebraismo degli ultimi secoli prima di Cristo
La risurrezione di Gesù e la risurrezione dei giusti del cristianesimo
La risurrezione corporea di Gesù come evento storico
Un corposo ma leggibilissimo volume sul tema centrale delle fede cristiana, la risurrezione.
Un'analisi dettagliata della concezione della risurrezione a partire dal paganesimo antico, passando per l'ebraismo degli ultimi secoli prima di Cristo, fino al cristianesimo delle origini.
La Shoah e gli interrogativi fondamentali dell'esistenza
La domanda di senso e la religione
Fede e scienza, due percorsi all'interno della medesima ricerca della verità
Lo psichiatra e neurologo Victor E. Frankl e il teologo Pinchas Lapide - entrambi ebrei, entrambi sopravvissuti all'olocausto - si confrontano sul senso della vita e sulla religione: un dialogo apertamente interdisciplinare "tra chi si prodiga per favorire, a seconda dei casi, la guarigione o la salvezza dell'essere umano".
Mistero denota il dogma fondamentale della fede cristiana riguardante l'incomprensibilità di Dio, e attraverso di esso si costruisce una consistente riflessione teologica che concerne la natura incomprensibile del Dio che rivela se stesso nel tempo.
"Le pagine che seguono non hanno la pretesa di dire qualcosa su Dio. Ma se Dio c'è, oggi ha più che mai bisogno di qualcuno che, se non sa dire chi egli è, dica almeno chi non è. Non nel senso della teologia negativa, ma nel senso di una distruzione (o di un tentativo di distruzione) dell'idolo metafisico e imperiale che scambiamo per Dio (...) Forse ciò vuol dire soltanto cambiare il nostro pensare Dio. O forse no? Questo piccolo libro è un incerto tentativo, fatto soprattutto con l'aiuto di testi altrui, di compiere un passo in tale direzione, di cercare Dio dietro gli angoli della Bibbia e della tradizione ebraica, di giungere infine a uno scambio di compassione non letteraria tra lui e noi." (dalla premessa)
Nel '500 la discussione sul Purgatorio ha opposto in dura polemica la Chiesa di Roma ai seguaci della Riforma protestante. Ma è sin dal 1100 che si afferma la credenza di un luogo intermedio dell'aldilà: un evento che va oltre la storia della religione e della spiritualità, e che Le Goff ricollega alle nuove strutture sociali e politiche del feudalesimo, e alle conquiste economiche, agricole e mercantili del secolo. Una nuova visione del mondo chiede che il peccato non decida tragicamente il destino dell'anima umana, che possa darsi una possibilità di redenzione. In una società profondamente impregnata di religione, osserva Le Goff, cambiare la geografia dell'aldilà significa operare una vera rivoluzione mentale, vuol dire cambiare la vita.

