
In occasione del suo 70º genetliaco i professori dell’Istituto di Dogmatica vogliono esprimere la gratitudine, la riconoscenza, il rispetto e la stima per Sua Ecc. mons. Angelo Amato, già Decano della Facoltà di Teologia e Direttore dell’Istituto di Dogmatica, dove il suo apporto è stato decisivo per la ricerca scientifica e per la docenza universitaria nella formazione di tanti giovani teologi, avviati alla riflessione matura sulla fede, all’insegnamento e alla prassi pastorale. L’esperienza diretta del lavoro teologico di mons. Angelo Amato nell’ambito dell’Istituto di Dogmatica della Facoltà di Teologia nell’Università Salesiana, ha offerto ai colleghi e agli studenti la percezione che la passione per Cristo diventa anima del fare Teologia. Nei sei contributi del presente volume emerge l’attenzione al dato positivo, sul quale si applica un lavoro interpretativo che è sollecito nel rispettare la fonte, per esprimere la sua vitalità e il suo senso; si presenta così la relazionalità teologica che evita la chiusura in cerchi troppo ristretti e si preoccupa di trattare le questioni con la maggiore apertura possibile. Gli studi sono realizzati con quella sensibilità pedagogica, che offre percorsi concreti per far teologia, di modo che il lavoro compiuto non sia soltanto un punto di arrivo, ma significhi anche suggestione e proposta per ulteriori contributi.
La centralità della liturgia
nella vita spirituale del cristiano
La liturgia è culmine e fonte di tutte le azioni vitali della chiesa, ma anche della vita del cristiano. Il rinnovamento della liturgia voluto dal concilio Vaticano II ha avuto un grande impulso per l’approfondimento della vita spirituale: lo scopo della riforma è stato quello di ricondurre ai suoi fondamenti evangelici lo spirito dei credenti che celebrano la liturgia. Il presente volume offre per la prima volta in italiano l’insegnamento liturgico di uno dei teologi cattolici più apprezzati, in un percorso che tocca tutti gli ambiti essenziali della liturgia: le dimensioni del tempo e della comunità, il rapporto con la parola di Dio, la prassi e il ruolo dell’omelia, la preghiera dei salmi, le celebrazioni dell’iniziazione cristiana e la dimensione estetica dello spazio e della musica sacra.
Albert Gerhards (1951), ordinario di liturgia e direttore del Seminar für Liturgiewissenschaft dell’Università di Bonn, membro del comitato scientifico dei Convegni liturgici di Bose, dal 2007 è presidente della Commissione d’arte cristiana della diocesi di Aquisgrana. La sua ricerca si è focalizzata in particolare sulla teologia e la prassi della liturgia, l’ecumenismo, la musica e l’arte sacra.
Un ritorno alla fonte. Un tentativo di spiegare l'Eucaristia con la Parola attraverso alcune finestre bibliche per ridestare lo ''stupore eucaristico''. Così otto biblisti percorrono il cammino eucaristico con i tre momenti che la Rivelazione presenta. La prefigurazione dell'Eucaristia attraverso alcuni passi dell'AT, i momenti centrali dell'istituzione e alcune testimonianze tratte dagli scritti delle prime chiese neotestamentarie. Un saggio, forse meglio un ''assaggio'' di Profezia, di Evento e di Sacramento, per condurre oltre il velo dei segni, per aiutare a ''vedere l'invisibile'' (Eb 11,27)… (dalla Presentazione di Giacomo Violi) GIACOMO VIOLI ha conseguito il Dottorato in Teologia Biblica presso la Pontificia Università Urbaniana. è professore di Esegesi del Nuovo Testamento e Teologia Biblica presso l'Istituto di Scienze Religiose ''Contardo Ferrini'' di Modena. GLI AUTORI Claudio Arletti, Guido Benzi, Elena Bosetti, Bernardo Estrada, Paolo Garuti, Ramirez Rafael Martin, Giacomo Morandi, Giacomo Violi.
L'autore con questo libro intende far approfondire il dono della fede nel lettore. Il suo desiderio è che ogni lettore avendo fede possa piacere a Dio (cfr Eb 11,6), superare le frustrazioni della vita (cfr Eb 11,17), ottenere tutte quelle grazie che desidera (cfr Mc 9,23) e riuscire a spostare quelle difficoltà che sembrano delle montagne insormontabili (cfr Mt 21,21).
"Non è casuale che il primo e il più tipico rappresentante di questa universale coscienza religiosa della vita non sia stato un filosofo che svolgesse sistematicamente i concetti tradizionali, ma un'anima ardente di ingenua, violenta fede religiosa. Jacob Böhme non è giunto al pensiero per un'esigenza logica o sulla base di una problematicità teoretica del mondo. La sua filosofia non è che l'espressione dell'universalità, dell'indipendenza, del dominio assoluto dello spirito religioso che accese il suo cuore e travolse la sua vita. Il pio calzolaio di Görlitz trasse certo il materiale della sua visione del mondo in parte dai libri santi e dalla tradizione della teologia dogmatica, in parte dagli scritti teosofici e di filosofia naturale di Paracelso e di Valentin Weigel, ma il principio in cui il caos del suo sapere s'unificò in un significato preciso e profondo fu l'esperienza mistica interiore. E questa non rimase in lui fine a se stessa, né si concluse in una redenzione dell'anima individuale, ma fu fiamma di grazia da cui si accese in lui la luce della conoscenza divina, perché si svelasse agli uomini la visione religiosa del mondo nella sua assoluta universalità." (Dallo scritto di Antonio Banfi)
“Quello che doniamo
è meno importante
di colui al quale doniamo”
Nell’epoca degli aiuti umanitari e delle associazioni senza frontiere è importante che la carità non sia confusa con la solidarietà, non rimanga semplicemente un sinonimo di filantropia. Attraverso la meditazione di testi biblici e di documenti del magistero, e fondandosi sulla sua esperienza personale, l’autore pone domande e propone riferimenti teologici ed etici per un impegno umanitario e una carità vissuti concretamente. Ogni cristiano e la chiesa nel suo insieme sono chiamati a crescere nella coscienza che la carità è ancorata al cuore dell’eucaristia: in essa ha origine. È dietro al Gesù del vangelo e ricevendo il suo mandato che noi possiamo essere testimoni credibili della carità di Dio.
Jacques Turck, presbitero della diocesi di Nanterre, fondatore della Maison d’Église Notre-Dame-de-Pentecôte nel quartiere della Défense a Parigi, è cappellano nazionale del Comitato cattolico contro la fame e per lo sviluppo, e direttore del Servizio per le questioni familiari e sociali della Conferenza dei vescovi di Francia. È anche professore di teologia.
Una certa mistica ecclesiastica ha per un certo tempo perso di vista la reale consistenza storica della Chiesa.
Essa si è così sentita posta al di là della storia, sopra la storia, in stato di assedio continuo da parte di una cultura e duna società troppo spesso interpretate come semplicemente ostili.
Gli studi di Acerbi intorno alle tematiche ecclesiologhe del Vaticano II, ordinate con cura e sapienza da questo lavoro, diventano una provocazione molto attuale per chi intende ripensare la Chiesa non solo partendo dal mistero della sua origine, ma anche dal suo cammino storico fatto in compagnia degli uomini.
Uno strumento a servizio di quanti - teologici e laici impegnati - si dedicano allo studio dell'ecclesiologia in Italia. Il Dizionario, frutto del contributo di 114 professori, teologici, storici ed esperti di pastorale - di università pontificie romane e di altre università e facoltà italiane, di nazionalità italiana e straniera -, raccoglie 162 voci che sviluppano, esplicitano e approfondiscono le tematiche e le questioni ecclesiologiche tradizionali e quelle emergenti soprattutto nel postconcilio. Il Dizionario privilegia le voci sistematiche secondo lo schema teologico-dogmatico della Lumen Gentium e della Gaudium e spes. Un'opera che coniuga alto rigore scientifico e un linguaggio comprensibile e fruibile da tutti.
Il volume affronta il tema della profezia e del suo posto nella Chiesa, contribuendo a colmare così il vuoto che esiste nella riflessione teologica contemporanea.
Il XX secolo, e in particolare il periodo successivo al Concilio Vaticano II, ha visto l'ingresso delle donne in teologia, sia per quanto riguarda la ricerca e la produzione scientifica, sia per quanto riguarda il loro inserimento nelle istituzioni accademiche. Le teologhe italiane hanno conseguito i più alti gradi accademici, hanno prodotto ricerche scientificamente rilevanti, insegnano nelle Università e negli Atenei Pontifici, nelle Facoltà e negli Studi Teologici distribuiti su tutto il territorio nazionale. Sebbene l'apporto delle donne abbia raggiunto ormai proporzioni significative non è stata ancora realizzata una ricognizione della loro produzione e della loro presenza nelle istituzioni scientifiche. Chi sono le teologhe italiane? Quante di esse insegnano nelle realtà accademiche? Di cosa si occupano? Quale accoglienza la loro produzione incontra in un campo di plurisecolare monopolio maschile? È stato quindi necessario tracciare un quadro ragionato, sia per quanto riguarda la cosiddetta teologia femminista, sia per ogni altro tipo di produzione teologica femminile. Altrettanto indispensabile si è rivelata sulla consistenza effettiva della collocazione delle donne nelle istituzioni accademiche. La ricerca si presenta suddivisa in due sezioni. La prima consiste in una panoramica della produzione teologica femminile in Italia. La seconda si presenta come una mappatura della presenza delle donne insegnanti all'interno delle istituzioni accademiche.
L'annuncio della risurrezione, fondamento della speranza cristiana, chiede costantemente l'intelligenza della fede, per mostrare la forza rinnovatrice del mistero del risorto per ogni uomo e per venir proposto in maniera significativa anche alla cultura attuale. Tale è l'intento del volume che presenta il vivace confronto tra i teologi dell'Associazione Teologica Italiana nell'annuale corso di aggiornamento svoltosi nel 2008. In ascolto delle voci più aggiornate sul tema muove, da un lato, approfondendo il significato cristologico-trinitario dell'evento pasquale, dall'altro, osa declinarne le implicazioni antropologiche, sociali e cosmiche, mostrandone le reali implicazioni sulla vita intera dell'uomo. L'evento della risurrezione, introducendoci nel mistero di Cristo annunciato dalla Chiesa, ha infatti la pretesa di illuminare non solo il volto di Dio, ma anche di rischiarare la vita dell'uomo. Un tema di sempre che torna nuovo nell'oggi.

