
A prima vista può sembrare strana la presenza di un frate francescano tra le statue di personalità illustri nel Capitol di Washington D.C., eppure Junipero Serra - oggi beato - non sfigura affatto, anzi: con il suo impegno missionario, lavorando senza sosta con pazienza, perseveranza e umiltà, oltre che lungimiranza e coraggio, sparse i semi della fede cristiana in California, contribuendo a costruire una società, un nuovo stato.
Inserendosi nel cammino sinodale sulla famiglia aperto da Papa Francesco e accogliendo il suo invito ad una discussione aperta, il presente volume si assume il compito di presentare una proposta nella quale, come il titolo esprime, vengono esposte documentate riserve alla linea suggerita dal Cardinal Kasper, pur apprezzandone taluni elementi. Il testo, tuttavia, vuole essere soprattutto un contributo positivo che indica una linea alternativa di atteggiamento pastorale misericordioso, che si ispira all'insegnamento e alla testimonianza di San Giovanni Paolo II, che Papa Francesco ha indicato a tutta la Chiesa come "il Papa della Famiglia": una linea che vuole veramente "guarire le ferite" e quindi promuovere un'autentica conversione e che per questo unisce intimamente la dottrina alla pastorale, la verità alla misericordia, la fedeltà alle parole di Gesù all'attenzione concreta per la persona.
L'esercito mongolo guidato da Ögödei, terzogenito di Gengis Khan, diede inizio all'invasione dell'Europa alla fine dell'anno 1236. Dopo aver devastato le popolazioni di Ungheria, Bulgaria, Russia e Ucraina, gli invasori erano penetrati nel territorio austriaco arrivando fino ai confini del Friuli. La conquista dell'intero continente, allora diviso in numerosi regni e indebolito dal contrasto tra papato e impero, si interruppe inaspettatamente alla fine del 1241 con la morte di Ögödei. Poco più di tre anni dopo, papa Innocenzo IV decise di inviare ai Tartari un'ambasciata di pacificazione e investì del compito il socievole e colto frate umbro Giovanni da Pian del Carpine, uno dei primi seguaci di san Francesco. Accanto alla missione ufficiale, egli era incaricato di raccogliere il maggior numero di informazioni sul misterioso popolo dei mongoli e soprattutto sul segreto della sua forza militare. L'avventuroso viaggio via terra iniziò da Lione il 16 aprile 1245, ma solo alla fine dell'anno successivo il frate riuscì a consegnare la missiva del Papa al Gran Kahn. La missione del primo europeo a essere ricevuto nel cuore del potere tartaro terminò solo alla fine del 1247: oltre alla risposta negativa dei mongoli, frate Giovanni portò in Europa un prezioso resoconto sulla geografia, la storia, la civiltà e la vita quotidiana di un popolo bellicoso allora pressoché sconosciuto.
"Nella casa del missionario ci vive il regno animale e il regno vegetale, scarseggia il regno minerale, come il platino, l'oro, l'argento. C'è però una perla. Ci credete? La perla sono io". Così si presentava il Beato Clemente in un articolo pubblicato negli anni venti del Novecento, quando viveva a Monglin in un capannone di fango e paglia, abitato da legioni di insetti, lucertole, granchi, topi e l'erba cresceva nel pavimento di terra battuta, persino sotto la sua branda militare. Ecco, questo libro tenta di penetrare nella personalità di un tipo così originale; e nella sua "spiritualità", anche questa originale e quasi all'opposto di come altri santi vivevano il cammino verso l'unico modello, il Signore Gesù Cristo. La Chiesa ha proclamato Beato Clemente Vismara, ma com'era possibile quando sia nel seminario diocesano di Milano, che in quello teologico del Pime, i superiori volevano mandarlo via perché era "indisciplinato" e "non adatto ai sacrifici di un sacerdote"? Quando poi aveva 86 anni, padre Clemente diceva: "E pensare che nella mia vita missionario ho fatto tanti sacrifici che bastano per una decina di preti". Il messaggio di Clemente è questo: "La vita missionaria è bella, solo se la si dona". Questo libro è scritto specialmente per i giovani alla ricerca di un ideale per spendere bene la propria vita. Come Clemente Vismara, se il Signore vi chiama, non ditegli di no: avrete una vita faticosa ma piena di gioia, per aver fatto "felici gli infelici".
Il libro presenta un'esposizione completa, ragionata e documentata delle tesi che stanno alla base delle proposte elaborate dal card. Kasper, su incarico di papa Francesco, per suscitare un dibattito in riferimento ai temi del matrimonio sacramento e della famiglia cristiana oggi. Motivando quanto sinteticamente sostenuto nel suo "Il vangelo della famiglia", il testo si compone allora di un trattato sulla teologia del matrimonio cristiano e di due rilevanti appendici integrative.
È un tempo particolarmente affascinante quello che sta vivendo la sfida di diffondere il Vangelo del matrimonio e della famiglia. Si tratta di passare, soprattutto nella costruzione di relazioni ecclesiali feconde, come più volte ci ha raccontato Papa Francesco, «dalla cultura dello scarto alla cultura dell'incontro», In famiglia non puoi scartare chi è parte di te nel legame di sangue: c'è un'appartenenza incancellabile. Così è tra il presbitero e la sua comunità, così è fra la piccola chiesa domestica e la Chiesa Universale.
La famiglia è dunque presentata come luogo naturale ove si attua la cultura dell'accoglienza, la carità, la condivisione del quotidiano. Il volume è corredato da un CD con il sussidio pastorale.
Sia l'enciclica Veritatis splendor di Giovanni Paolo II, sia la Deus caritas est di Benedetto XVI e più recentemente la Lumen fidei di papa Francesco hanno aperto un cammino più chiaro di rinnovamento della morale. È giunto quindi il momento di ripensare il significato autentico di un'etica della fede, che assuma la novità implicata dalla rivelazione dell'amore come principio di vita e la proposta di una verità che muove la libertà a rispondere in modo totale alla sequela di Cristo nella comunione ecclesiale. Sono questi i passi proposti in questo volume secondo una struttura nello stesso tempo trinitaria e cristocentrica.
Con il sostegno della psicoanalisi freudiana, il teologo, psicoanalista e psicologo della religione Antoine Vergote appurerà che la vita spirituale del cristiano, senza essere riducibile alla dinamica propriamente psichica, è profondamente radicata in essa: l'amore-agape, nell'amore-eros; il rapporto filiale con Dio, nella problematica edipica; la malattia e la salute spirituali, nella malattia e nella salute psichiche.
L'Indice Concettuale del Medio Giudaismo fornisce una nuova forma di repertorio che permette di accedere ai testi di un'epoca cruciale (300 a.C.-200 d.C.) per la storia del giudaismo e del cristianesimo. Dopo Famiglia, Sessualità e Messianismo, in questo 4° fascicolo è analizzato il sovralemma Eschata, che si articola nei lemmi "destino dell'individuo", "giudizio", "mondo a venire", "luoghi metastorici".
Il volume raccoglie un'indagine socio-religiosa aacurata e completa relativa a catechesi ed evangelizzazione nella chiesa vicentina, insieme a linee orientative utili per quel cammino di catechesi missionaria invocato da papa Francesco.
Anima. Dio. Oltre. Sono le tre parole da cui prende le mosse questo viaggio alle soglie della sfera più intima dell'essere umano. Sfera indicibile, inafferrabile, eppure difficilmente negabile. Di fronte a un lutto o a un abbandono, la carne non soffre, ma qualcosa comunque "geme"; e così di fronte a una nascita, a un lieto evento, alla bellezza, qualcosa "si muove". Nondimeno, l'anima non può essere ridotta nei confini angusti della psiche, del cervello e delle sue pulsioni. C'è ben oltre, e quest'"oltre" ci sfugge. Soprattutto in Occidente, alcuni filoni di pensiero della modernità hanno manifestato una dichiarata insofferenza nei confronti del discorso sull'anima, ritenendolo una "pericolosa inclinazione". Alle soglie del terzo millennio, invece, pare sempre più esplicito un riorientamento, anche all'interno di correnti un tempo negazioniste. Questo nuovo sentire, quasi una "rivincita dell'anima", ha preso forma e nome intorno a una parola - spiritualità - sulla quale converge una rinnovata attenzione e attrazione, anche fra chi si è sempre tenuto lontano dalla teologia. Questo libro non vuol essere dunque un trattato, ma una "mappa" che invita a percorrere prospettive che - a proposito di Anima, Dio, Oltre - aiutino a ritrovare un percorso intorno ad alcune domande chiave: è possibile oggi "dire l'anima"? L'anima parla con Dio o dialoga solo con se stessa? Ha senso parlare di "cura d'anime"? E cosa si può ancora teorizzare sul rapporto fra corpo e anima?
Le Comunità Maria Famiglie del Vangelo (CMFV) nascono in un orizzonte di crisi come un percorso di speranza. Si tratta di un cammino nato nella Terra del Poverello all'interno del piano pastorale diocesano, con al centro il Vangelo, con l'intento di far sperimentare il carattere familiare della Chiesa. Le CMFV intendono rispondere all'esigenza di ritessere, con la forza propria del Vangelo, i rapporti tra le persone, in particolare nelle famiglie "spirituali" che possono includere le famiglie "coniugali", accogliendo anche altri cristiani non legati dal vincolo matrimoniale. L'approfondimento della Scrittura diventa Parola vissuta comunitariamente. Il modello a cui fanno riferimento è quello vissuto da Gesù stesso e sperimentato nella prima ora del cristianesimo, l'ottica è di far diventare la parrocchia una "famiglia di famiglie" o una "comunione di comunità". Così la "Chiesa come Famiglia potrà dare la sua piena misura di Chiesa".

