
Un esaustivo trattato sulle tematiche escatologiche - di cui viviamo gli anticipi - alla luce dell'esegesi biblica cattolica. Adamo è il solo responsabile del peccato originale: la sua moglie legittima, la Donna, è totalmente innocente, e deve essere riabilitata per aver subito un plurisecolare e ingiusto processo di condana. Questo rivoluzionario assunto è espresso da Lorenzo Ventrudo che, con questo trattato, analizza una delle pagine più scottanti della Bibbia, il libro della Geùesi, alla luce delle formulazioni biblico-esegetiche cattolicamente affermate e degli scritti di don Guido Bortoluzzi, in controtendenza rispetto alla tradizionale lettura del peccato originale. Un punto di vista alternativo e ricco di spunti d'interesse per chiunque e da molteplici punti di vista (teologico, antropologico, scientifico), oltre che un'occasione preziosa di accostarsi alla miniera della Parola di Dio attraverso uno dei suoi messaggi-chiave, al cuore del progetto originario e al vero significato della Redenzione.
Il discorso della fede in Cristo è un discorso breve. Discorso breve perché Cristo è il discorso breve o abbreviato di Dio. Tutto è detto in Cristo e dunque Cristo è il centro di questa dizione divina. Il cristocentrismo ha una statura cosmica perché mostra come tutte le cose siano centrate in Cristo e siano permeate da lui. In queste pagine il cardinale Giacomo Biffi offre una sintesi relativa appunto alla tesi del cristocentrismo cosmico ed insieme una presentazione rapida, organica e, per quanto è consentito, integrale della verità rivelata. Non è catechismo. Lo scopo di questa esposizione è quello di offrire ai credenti e ai non credenti un mezzo idoneo per conoscere con esattezza che cosa creda la Chiesa. Non esclude perciò la mediazione catechistica: la precede e la postula. Anche le formule di domanda-risposta sono introdotte all'unico fine di porre alcune affermazioni in particolare rilievo. Questo lavoro suppone di essere accessibile agli uomini che siano disposti a fare un po' di fatica per imparare. Ma ne vale la pena, perché la verità è intrinsecamente salvifica e liberante.
Il volume raccoglie gli Atti del XXIV corso di aggiornamento promosso dall'ATI. Il tema affrontato anticipa in modo singolare il prossimo Sinodo straordinario sulla famiglia. Il corso ha avuto un impianto interdisciplinare, mettendo in dialogo voci diverse, non solo teologiche e non solo cattoliche. Il senso dell'amore coniugale è stato indagato alla luce della riflessione filosofica e teologica. Passi biblici tradizionali hanno avuto nuove vie d'interpretazione. La figura ecclesiale della coppia cristiana, nata dalla grazia del sacramento, è stata investigata nella sua missione specifica, con senso inclusivo verso altre figure di coppia. La sacramentalità cattolica del matrimonio si è specchiata con la svolta operata da P. Evdokimov per la tradizione ortodossa e l'apertura recente di autori protestanti. Infine, il tema emergente della fede all'interno del consenso sponsale fra battezzati ha permesso una ricognizione sulla ricerca e sulla prassi che recentemente sono portati avanti dall'azione pastorale, dalla giurisprudenza canonica e dal pensiero teologico sistematico. La raccolta degli Atti in questo volume permette di avere un ampio sguardo su come la ricerca teologica cerchi di rispondere alle domande che nascono dall'esperienza coniugale di molti credenti e della Chiesa intera.
resentazione del Presidente dell’Associazione Famiglia Domani
Luigi Coda Nunziante
Presentazione del Presidente del Movimento Europeo per la Difesa della Vita e della Dignità Umana
Alberto Zelger
Intervento del Sindaco di Verona
Flavio Tosi
Intervento del Vescovo di Verona
Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Zenti
Roberto de Mattei
I cattolici davanti alla teoria del gender
Mario Palmaro
La teoria del gender tra diritto naturale e diritto positivo
Chiara Atzori
Genere o gender? Una lettura scientifica
Dina Nerozzi
Rivoluzione di Genere: Inizio, decorso e prospettive
Luca Galantini
I nuovi diritti umani secondo l’ONU: un’aggressione alla società naturale
Matteo D’Amico
Ideologia del gender e omosessualismo: verso un nuovo totalitarismo
Dopo il concilio Vaticano II la dottrina sulla collegialità, espressa dalla Lumen gentium, ha ricevuto una debole recezione, venendo di fatto accantonata. Con l'elezione di papa Francesco si è tornati a invocare più collegialità: solo riscoprendo la strettissima unità esistente fra la comunità dei fedeli e i suoi pastori possiamo superare lo scisma invisibile che purtroppo caratterizza l'attuale stagione ecclesiale. Come tornare allora a una chiesa basata sull'ascolto reciproco? L'autore ci offre qui una proposta realistica di chiesa sinodale, capace di assumere anche la sfida ecumenica, in cui le diversità si compongano nell'unità.
Dio vuole un mondo di poveri o senza poveri? Dalla Bibbia al concilio, da Giovanni XXIII a papa Francesco queste pagine ci descrivono una chiesa che, oltre a lottare contro la povertà, è chiamata a essere essa stessa povera e a stare con i poveri, perché Dio non si rassegna alla de-creazione del mondo, ma fa dei poveri i soggetti di una nuova creazione.
Il problema dell'origine del male, della scelta e della libertà del pensiero di Luigi Pareyson. Chi è il primo colpevole del male? Perchè il male morale e la sofferenza? Forse fa parte delal natura? Alle risposte seguono nuove domande ancora più intricate. Quanto più aumenta la luce sulla questione tanto più aumenta la complessità. Quando si cerca di tornare indietro per cercare il colpevole o il perchè dell'esistenza del male, scopriamo che è difficile se non impossibile farlo. Se i colpevoli del male morale sono l'uomo e il demoniaco (quest'ultimo sicuramente solo per chi crede) l'origine e la possibilità di esso trova invece spiegazione" solo se si arriva al Principio di tutto. Lì, in quel "Luogo Immemorabile", come lo chiama Luigi Pareyson, si è fatta una Scelta che, ancor prima della Libertà, Lì proprio in Dio, inteso come Luogo e ancor di più come Soggetto, si è prodotta un'ambiguità che può darci una certa intelligenza circa l'origine del male."
"'Homo sum: nihil humani a me alienum puto', 'sono uomo: nulla di ciò che è umano lo considero a me estraneo'. Poniamo questa considerazione in apertura ideale al saggio che mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro-Squillace, ha voluto dedicare a un soggetto capitale da sempre, divenuto particolarmente urgente e fin rovente ai nostri giorni: la questione antropologica. La cultura moderna ha smitizzato la grandezza della creatura umana, ma ne è rimasta pur sempre affascinata, a partire da Cartesio che, nel Cogito ergo sum, ha posto nel pensiero l'identità trascendente della persona. Vorremmo ribadire solo un paio di componenti radicali. La prima è quella della libertà. Il secondo lineamento significativo è che la creatura umana è un essere posto in relazione: non è una cellula isolata, ma è una persona che comunica, che ama, che ha incontri." (dalla prefazione del card. Gianfranco Ravasi)
Illuminati dalla narrazione biblica, guidati dal magistero ecclesiale e con l'apporto del dibattito contemporaneo, diventa possibile parlare di Dio che vive, a modo suo, la sofferenza umana, e che fa diventare la propria Chiesa ripensata alla luce del Vaticano II - una comunità che è sacramento della compassione divina, 'luogo' di solidarietà, di giustizia, di liberazione e di esperienza viva del Dio compassione, popolo della condivisione del dolore e della vicinanza agli ultimi.
Secoli prima della "Commedia dantesca", Giovanni Scoto Eriugena, monaco, teologo, insigne traduttore e filosofo irlandese alla corte di Carlo il Calvo, produsse uno sforzo simile per esprimere "la delicata relazione tra Creatore e creatura attraverso l'impiego dell'immagine poetica". Nasce così questa raccolta di carmi intensi, complessi e spesso di non agevole interpretazione, dove incontriamo erudite interpolazioni nel tessuto linguistico latino di termini filosofici e teologici in greco. Si tratta di un'opera importante ma fino a oggi poco nota anche agli storici della letteratura medievale, proposta nell'elegante traduzione in lingua italiana, con testo originale a fronte, di Filippo Colnago, arricchita dall'indispensabile commento storico-filologico e teoretico.
Una riflessione a due voci (biblica e antropologica) sul tema della strada e del viaggio, autentico momento di verità e di incontro con l'altro, occasione di scoperta di sé e del mondo.

