
L'Autore ha suddiviso intelligentemente un enorme materiale erudito, mostrando come le varie epoche e tappe rendano più comprensibile, e persino avvincente, la grande avventura culturale della teologia cristiana.
Dall'economia alla teologia nella ricerca costante dell'unità tra cielo e terra, tra divino e umano. È questo l'itinerario spirituale di Sergej Bulgakov (1871-1944), uno dei più geniali pensatori che la Russia abbia mai donato all'Occidente, anche a causa dell'ostracismo politico prima, teologico poi, che la sua patria gli ha inflitto. Al centro del suo pensiero sta la scoperta, durante un viaggio giovanile nel Caucaso, di Sophia, la forza primigenia, la potenza fontale del cosmo. Sophia diventa il principio della somma sinfonia, i cui suoni sono udibili nella Sobornost, l'unione, l'accordo, il pensare e il vivere tutti insieme come fratelli con tutti gli altri uomini. Piero Coda è presidente dell'Associazione Teologica Italiana.
L'autore
GIACINTO PADOIN è docente di Cristologia, di Teologia dei Sacramenti e di Escatologia nello Studio Teologico Treviso-Vittorio Veneto e in altre Scuole di Formazione Teologica. Per le Edizioni Boria ha pubblicato: Il pane che io darò - L'Eucaristia mistero di fede e sorgente di vita (2a ed. 1998).
Il libro
Il presente scritto teologico su "Gesù il Cristo", nella sua stesura sintetica e breve, si immette nella scia delle risposte date alla domanda iniziale di Gesù: "voi, chi dite che io sia?". Non può prescindere, oggi, dalle note indicative del Concilio Vaticano II (OT 16), che alla teologia propone un costante riferimento alle fonti bibliche, attenzione alla riflessione ecclesiale elaborata lungo la storia e una sistemazione organica dei vari punti trattati. Di fronte a persone che desiderano maturare una comprensione nella fede, offre una visione d’insieme, risposte agli interrogativi ricorrenti sulla identità di Cristo e sul suo riferirsi alle persone e alla storia. Lo scritto, dimensionato nell'ampiezza e nello sviluppo dei singoli temi, privilegia il prospetto unitario, la sinteticità e l’impianto vitale del discorso.
Nonviolenza e riconciliazione sono doni preziosi che il Kosovo porta con sé avvicinandosi all'Europa. Il Kosovo non é stato solo il teatro dell'ultima guerra sul suolo d'Europa, ma è stato soprattutto la terra che ha visto svilupparsi, nell'ulltimo decennio del secolo scorso, la più grande esperienza di nonviolenza in Europa. I messaggi di amore e perdono di Madre Teresa, sono stati fecondi e hanno portato al Kosovo frutti di pace che costituiscono un modello per i Balcani e per tutti i Paesi in cui vi sono conflitti etnici, religiosi e nazionalistici.
La portata evangelizzatrice dell’agire umano è sottolineata da Gesù stesso quando comanda agli apostoli di essere una cosa sola «perché il mondo creda» (Gv 17,21). I vari capitoli del libro si srotolano attorno all’idea centrale del lasciare che Gesù discenda sempre più profondamente nel tessuto del mondo e, attraverso gli uomini, si mostri secondo i molteplici aspetti del suo volto.
Note sull'autore
Réal Tremblay è ordinario di teologia morale fondamentale all’Accademia Alfonsiana e incaricato alla Pontificia Università Lateranense (specializzazione dogmatica, indirizzo cristologico). Nato in Canada, redentorista dal 1960, sacerdote dal 1966, ha conseguito il dottorato a Regensburg (1975) sotto la direzione dell’allora prof. J. Ratzinger. Ha pubblicato Cristo e la morale in alcuni documenti del Magistero, Roma 1996; Radicati e fondati nel Figlio. Contributi per una morale filiale, Roma 1997; La manifestation et la vision de Dieu selon s. Irénée de Lyon, Münster 1978, Irénée de Lyon. «L’empreinte des doigts de Dieu», Roma 1979; L’«Homme» qui divinise. Pour une interprétation christocentrique de l’existence, Montréal-Paris 1993.
Il poderoso trattato sulla Chiesa, nel descriverne la struttura e la funzione, intende farsi interprete della novità del concilio, come pure del percorso dei quarant’anni che ci separano dal suo evento. Non si avventura su sentieri perigliosi, ma offre piuttosto stimolanti certezze.
Note sull’autore
Cettina Militello, laurea in filosofia e in teologia, è una delle prime laiche impegnata nel lavoro teologico; si è dedicata soprattutto a ecclesiologia (e in essa alla teologia del laicato e della vita religiosa), a mariologia, ecumenismo, questione femminile, rapporto tra architettura e liturgia. Ha insegnato ecclesiologia e mariologia presso l’Istituto San Giovanni Evangelista per la Sicilia Occidentale (1975 al 1981), poi Facoltà teologica di Sicilia (1981-1989); dal 1990 insegna a Roma al Marianum, al Teresianum, al Pontificio Ateneo S. Anselmo e al Claretianum. È presidente della Società Italiana per la Ricerca Teologica (SIRT), direttore dell’Istituto Costanza Scelfo per i problemi dei laici e delle donne nella Chiesa, membro del direttivo della Pontificia Accademia Mariologica Internazionale. La sua collaborazione a volumi e riviste assomma a più di 100 titoli ed abbraccia gli ambiti di ricerca indicati. Tra i volumi: Ecclesiologia, Casale Monferrato 1991; Mariologia, Casale Monferrato 1991; Donna in Questione, Assisi 1992; Il volto femminile della storia, Casale Monferrato 1995; Maria con occhi di donna, Casale Monferrato 1999; Nostra Donna coronata di dodici stelle, Roma 1999.
Questo libro e il tentativo di una visione rinnovata della teologia, alla scuola dei Santi del Carmelo in un campo decisivo della partecipazione alla vita divina: l'antropologia soprannaturale.
Filosofi, poeti, scrittori, medici e responsabili di opere sociali si sono messi in gioco davanti a giovani universitari, dando le ragioni della propria speranza e rileggendo, da diverse angolature, i percorsi dell'uomo moderno e contemporaneo.
L'Autore si occupa in questo libro della problematica cristologica nel contesto della nuova cultura e dei nuovi interrogativi. Il dubbio si insinua. Il grande affresco cristico di un progetto comune che unisce storia umana e divenire cosmico, che riconcilia giudaismo e cristianesimo, che porta a termine la convergenza delle religioni, appare illusorio. Gesu, strappato da Dio alla morte, non ha realizzato il sogno profetico evocato negli inni delle epistole della cattivita. Il dono del suo Spirito non ha eliminato le fratture: le divisioni sono attive e degenerano spesso in ostilita. Bisogna assumere in maniera positiva la divisione. Se i frammenti che costituiscono il nostro mondo venissero eliminati, l'unita sarebbe crudele e totalitaria: non permetterebbe di riconoscere la libera singolarita di quei frammenti e sfruttarne le ricchezze. Il cristiano crede nell'esecuzione di una sinfonia finale, ma ne ignora la partitura.
Nel tentativo di definire la complessa realtà umana, l'antropologia filosofica del XX secolo ha cercato di risalire agli elementi strutturanti dei linguaggi corporei, esplorando ambiti poco considerati da quelle prospettive che per lungo tempo hanno invece privilegiato i codici della razionalità. Il volume approfondisce questa prospettiva postulando una trascendente sorgente di senso che si dispieghi sulla "testualità" del nostro corpo e del mondo intero. L'autore riprende le sollecitazioni provenienti dalla cultura filosofica contemporanea e individua i percorsi di senso segnati dal richiamo alle cose sensibili. Paolo Miccoli è ordinario di Storia della filosofia moderna e contemporanea presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma.

