
Il testo propone una rilettura della vita pastorale della Chiesa alla luce dell'Evangelii gaudium attraverso un itinerario segnato da un'esperienza pastorale che si rinnova a partire dalla presa di coscienza dell'essere Chiesa. Una Chiesa che vuole stare con la gente per accompagnarla, consapevoli che l'incontro e il dialogo possono aiutare l'uomo di oggi ad avvicinarsi a Dio e ai fratelli. La dimensione ecclesiale ci fa cogliere il decisivo incontro tra Dio e l'uomo come esperienza generativa di un popolo fedele in cammino. In gioco ci sono le relazioni fraterne che vanno ben oltre le semplici dinamiche di gruppo e che, attraverso una pastorale dell'incontro e del dialogo, si fa carico delle solitudini e delle ferite dell'uomo di oggi. Un'attenzione particolare è riservata al dialogo interreligioso e al suo rapporto con la prassi pastorale. Infine, si presenta l'esperienza di Francesco di Assisi come trasparenza della Chiesa; in particolare l'incontro del poverello di Assisi con il Sultano d'Egitto, che è quasi una profezia per le scelte pastorali di papa Francesco, finalizzate ad intraprendere un cammino segnato da un cambio mentalità, per costruire una fraternità universale che trova il suo fondamento nella fede in Dio Padre.
Da quando l'espressione' "limbus inferni", "l'orlo dell'inferno", cominciò a essere usata dai teologi occidentali nel tardo XII secolo fino al 19 gennaio 2007, quando papa Benedetto XVI invitò i fedeli a "lasciar cadere l'ipotesi limbo", sono trascorsi quasi mille anni. Oggi la vicenda del limbo sembra finita. Questo saggio com'è nata e come si è sviluppata. Se Jacques Le Goff, in un capolavoro della storiografia contemporanea, aveva ricostruito la nascita del purgatorio, sul limbo mancava una ricerca completa e autorevole. Chiara Franceschini ha condotto questa ricerca, gettando luce sulla parabola di un'ipotesi teologica che fu non solo una questione centrale del cristianesimo, ma anche un'idea diffusa, concepita per rispondere a problemi antropologici e sociali ben definiti, rappresentata nelle arti figurative e narrata nella letteratura. Da Agostino a Dante, da Mantegna a Michelangelo, da Lutero a Federico Borromeo, con grande attenzione alla teologia, alle immagini, alle idee e pratiche diffuse, Franceschini riconduce l'affascinante storia del limbo al problema di fondo che l'ha segnata fin dall'inizio: quello dell'umanità residuale, cioè della difficoltà secolare da parte della Chiesa occidentale di risolvere l'anomalia della morte senza battesimo. Un percorso attraverso le fonti di un'intera civiltà per raccontare la storia di un'immagine che ha sfidato dall'interno la costruzione dell'aldilà cristiano.
Fin dal primo Rinascimento le cappelle delle chiese di Roma furono decorate con ricchi corredi. Ma fu nel Cinquecento e nel Seicento che le cappelle diventarono gli spazi dove le grandi famiglie patrizie e l'alta borghesia romana poterono dimostrare il proprio prestigio sociale. Nella ricchezza degli apparati trionfò l'autorappresentazione di compagnie, casate e grandi uomini. Spesso le cappelle venivano concepite come parti di un sistema più complesso, allargato alla navata e alle altre cappelle, in un dialogo tra le arti e i committenti dei diversi ambienti. La «voce» individuale di ogni cappella (i suoi fini e significati) rispondeva in questo modo al più vasto «discorso» corale delle arti all'interno della chiesa, con esiti sempre più articolati e spettacolari negli anni del Barocco. Il volume indaga questo fenomeno - così rilevante, ed esclusivo della capitale pontificia - nell'esame di diversi casi tra XVI e XVII secolo. Diversi anche i tagli e gli approcci dei contributi, dai riflessi storici, filologici, iconografici, che aprono ad uno sguardo nuovo i penetrali delle chiese più venerate di Roma.
Un lavoro di Teologia Spirituale sulla figura di San Filippo Neri che nasce dalla consapevolezza della grande attualità della sua testimonianza.
DESCRIZIONE
La Chiesa si trova sempre in stato di discernimento per leggere i segni dei tempi. Tra resistenze venate di nostalgia e spinte in avanti ancora incerte, la teologia cerca di dare il suo contributo perché i percorsi pastorali siano ancorati ad una visione di fede solida ed aperta alle novità dello Spirito. La teologia spirituale ha il compito di cercare nella Tradizione quelle tracce di percorso che dalla memoria viva del passato sono capaci di aprire veri orizzonti di speranza. San Filippo Neri, padre nello spirito, parla al nostro tempo assetato di relazioni vere, che mentre desidera libertà si ritrova bloccato, senza itinerari capaci di togliere la paura di girare a vuoto nel supermercato delle infinite proposte della postmodernità. Accogliere la sua testimonianza, cercarne il fondamento in una antropologia teologica positiva, lasciarsi portare dalla sua gioia può essere un tassello importante nel mo mosaico di una
visione realmente spirituale del presente.
AUTORE
Andrea Franceschini è presbitero della diocesi di Senigallia. Dopo la laurea in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano ha conseguito la Licenza in teologia dogmatica ed il Dottorato in teologia spirituale a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana. Dopo essere stato responsabile di Pastorale giovanile e vocazionale nella sua diocesi, ora è Parroco ed Assistente dell’Azione Cattolica diocesana. Attualmente insegna teologia pastorale presso L’Istituto Teologico Marchigiano. Questa è la sua prima pubblicazione.
La collana GESTIS VERBISQUE è il frutto della collaborazione editoriale di Cittadella Editrice con l’Istituto Teologico Marchigiano di Ancona. Nella collana compariranno gli studi dei docenti dell’Istituto e gli Atti dei convegni.
François-Xavier Nguyen Van Thuan (1928-2002), vescovo vietnamita creato cardinale da san Giovanni Paolo II, è uno straordinario testimone della pace e della speranza nella Chiesa del XX secolo. Vive personalmente i drammi della storia del Vietnam, che si riflettono nelle sue vicende familiari e culminano in un lungo periodo di reclusione e isolamento: tredici anni di deserto durante i quali scopre la possibilità di seminare l'amore nel momento presente, contagiando quanti gli sono affidati all'interno e all'esterno del carcere. Quest'antologia propone una selezione delle sue opere, che rievocano alcuni episodi della prigionia e ci tratteggiano un Dio sorprendente, completamente estraneo alle nostre logiche.
Dopo aver preso in esame alcuni tra i contributi filosofici e soprattutto sociologici elaborati ultimamente in materia, l'autore passa a considerare un tentativo di riforma dell'amore per approdare alla riduzione dei termini del fenomeno erotico in Jean-Luc Marion e successivamente al pensiero filosofico di Karol Wojtyla.
Nella Prefazione dell'Instrumentum Laboris per il prossimo Sinodo Ordinario sulla famiglia, si ricorda che la Relatio Synodi, che viene inviata come Lineamenta, si è conclusa con queste parole: "Le riflessioni proposte, frutto del lavoro sinodale svoltosi in grande libertà e in uno stile di reciproco ascolto, intendono porre questioni e indicare prospettive che dovranno essere maturate e precisate dalla riflessione delle Chiese locali nell'anno che ci separa dall'Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi" (Relatio Synodi n. 62). In seguito, facendo riferimento a questo anno di approfondimento, si parla del coinvolgimento delle istituzioni accademiche in questo periodo. Accogliendo questa proposta, la Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università della Santa Croce, in collaborazione con le altre Facoltà della stessa Università, ha organizzato, il 12 e 13 marzo del 2015, il Convegno Matrimonio e famiglia. La questione antropologica e l'evangelizzazione della famiglia, i cui frutti sono raccolti in questo volume, nel quale ci sono due linee guide che hanno illuminati tutti i lavori. Nella prima parte del volume sono presentate le diverse relazioni, che ruotano attorno al tema fondamentale dell'antropologia del matrimonio, affrontata da diverse prospettive: teologica, filosofica, giuridica. Vengono anche studiati alcuni argomenti fondamentali sui quali Papa Francesco ha ripetutamente invitato ad una riflessione seria e approfondita...
La santità è l'unica vera fonte di serenità, l'unico insuperabile segreto della felicità umana che tutti ricerchiamo. Questo volume ne è una affascinante conferma e una ulteriore e coinvolgente riprova, perché si sente palpitare in quello che fra Benigno ha scritto e come lo ha scritto, nello stile appassionato e perciò a volte ridondante, ma sempre chiaro, semplice, accessibile a tutti, la profonda convinzione del credente e il desiderio ardente del pastore, del catechista e del direttore spirituale, di aiutare i fratelli, ricordando verità necessarie per la loro salvezza eterna e donando consigli utilissimi per la loro santificazione.
Fra Benigno, al secolo Calogero Palilla, è frate francescano dal 1957, sacerdote dal 1966 ed esorcista dal 2000. Della famiglia religiosa dei Frati Minori Rinnovati. Licenziato in Teologia alla Pontificia Università Lateranense di Roma e laureato in filosofia aLL'Università di Palermo, ha ricoperto nel suo Istituto Religioso diversi incarichi ed è stato per vent'anni maestro dei novizi. Attualmente è esorcista dell'Arcidiocesi di Palermo. Dal 2004 è incaricato dalla Conferenza Episcopale Siciliana di organizzare incontri di formazione per gli esorcisti di Sicilia e per i sacerdoti che si preparano a svolgere questo ministero. E' Consigliere dell'Associazione Internazionale degli Esorcisti, riconosciuta dalla Santa Sede. Ha pubblicato vari libri: Cammino di amore (1982); Vivere in grazia, voglia e gioia (2004); Dalla filosofia all'esorcismo (2005); Il diavolo esiste, io l'ho incontrato (2008); La nostra battaglia è spirituale con Massimo Introvigne (2010); Con Francesco sulle orme di Gesù (2012); Cercate le cose di lassù (2016); Il vostro nemico, il diavolo (2017); L'omicida sconfitto (2017); Il chicco di grano (2017); La Felicità, la via per trovarla (2018); Il diavolo esiste davvero... e opera (2019).
Fozio (813-893 ca.) è probabilmente l’autore bizantino più noto del suo tempo. Conosciuto soprattutto per la sua monumentale Bibliotheca, fu in realtà autore fecondo sia nel campo degli studi sacri che in quello degli studi profani. Quasi duecento anni prima dello “scisma d’Oriente”, dopo aver ricoperto la carica di patriarca di Costantinopoli, nella Mistagogia accusa chi, nella Chiesa romana, voleva modificare il Credo in modo che vi si affermasse che lo Spirito Santo procede non solo dal Padre – come nella sua antica redazione – ma anche dal Figlio, con pesanti ricadute sulla teologia trinitaria la cui gravità egli paragona a quella delle grandi eresie dei secoli III e IV. Primo trattato orientale su questa delicata questione teologica (il Filioque) che divide tuttora la Chiesa cattolica da tutte le Chiese ortodosse e dalle antiche Chiese orientali, l’opera fu riscoperta in Occidente in età umanistica ed è stata per cinque secoli oggetto di feroce censura da parte delle autorità religiose. Pubblicata per la prima volta da Joseph Hergenröther nel 1857 sulla base di pochi e non selezionati manoscritti, la Mistagogia appare ora nella prima edizione critica approntata con criteri moderni. La traduzione italiana e l’agile commento che accompagnano il testo rendono finalmente accessibile l’opera al pubblico interessato a una delle più affascinanti e attuali dispute teologiche della storia del Cristianesimo.
Prete della Chiesa episcopale con un passato di frate domenicano prima di essere espulso dall'ordine, Matthew Fox è un uomo di fede capace di colpire nel profondo dell'animo umano trattando con senso dell'umorismo e purezza temi fondamentali della nostra coscienza. In queste "Confessioni", Fox racconta i momenti decisivi della sua tumultuosa vita, dalla decisione di prendere i voti alla formazione in seminario, dall'esperienza del maggio parigino al definitivo abbandono della Chiesa romana in seguito agli scontri con le più alte gerarchie vaticane. Attraverso il racconto dei passaggi decisivi della sua crescita, prendono forma le tracce di una personale evoluzione spirituale capace di fondare una teologia che tiene insieme ecologia, cosmologia, giustizia e misticismo.
In questo testo, snello, limpido e provocatorio, Matthew Fox presenta in estrema sintesi la sua visione di una spiritualità del creato che – con Francesco d’Assisi, Tommaso d’Aquino, Ildegarda di Bingen e Meister Eckhart – recupera la tradizione di una mistica che si meraviglia e gode della vita e, al contempo, lotta per la trasformazione personale e sociale. Fox ci invita ad ascoltare la nuova storia della creazione, quella che ci viene offerta dalla scienza, per meravigliarci e imparare a riconoscere l’esistenza come una serie ininterrotta di doni e di benedizioni. La nostra epoca non è soltanto un tempo di declino, ma anche di grandi opportunità, spiega Fox, perché per la prima volta nella storia abbiamo una “storia cosmica” che può unire tutte le culture; si sta risvegliando il senso dello stupore mistico in relazione alla scienza e non contro di essa; le religioni del mondo si pongono fraternamente le une di fronte alle altre; la vera compassione torna ad essere al centro della vita spirituale. Un libro utile per chiunque ancora non conosca il pensiero del teologo americano e allo stesso tempo per quanti hanno già letto le sue opere, trovando in questo testo un vero e proprio “manuale” per diventare “mistici ribelli”.

