
Partendo dalle lettere dei giovani, il volume affronta in 27 capitoli altrettanti problemi tipici dell'età: "quando il morale è a terra; quando c'è un foruncolo sul naso; quando mi sento in gabbia; quando il mio amico si droga; quando l'amicizia fa male; quando ronza la noia...".
C'è un momento, nella vita di tutti, degli adolescenti in modo particolare, in cui la fede ricevuta da bambini in maniera inconsapevole, non basta più. Mille domande si affacciano all'orizzonte, mille interrogativi esplodono: Perché credere? Cosa c'è dopo la morte? Perché devo andare a Messa? È un momento importante in cui la fede infantile si prepara a diventare una fede adulta. Una fede che rompe con le abitudini del passato per diventare più vera e più forte: ecco il significato del titolo di questo libro. Non è un thriller da leggere tutto d'un fiato, ma un volumetto da tenere a portata di mano e da consultare quando, appunto, la fede "diventa difficile", cioè tormenta, provoca, interpella. Questo libro può essere di aiuto anche per gli educatori dei ragazzi: per la catechesi, gli incontri giovanili, i ritiri spirituali, in famiglia.
Il magistero di Benedetto XVI raccolto in un dizionario tematico che presenta tutti i suoi insegnamenti teologici e spirituali. Le parole di questo Papa, semplici ma chiarissime in questi tempi di confusione e relativismo, riflettono i grandi temi che la Chiesa si trova ad affrontare (l'ecumenismo, il rapporto con il mondo, la pace, il sacerdozio, i preti pedofili, l'ecologia) e mettono in guardia dal pericolo di un'umanità poco interessata alla verità e al senso profondo dell'esistenza. Una vera e propria sintesi della fede della Chiesa, della sua morale e del suo lavoro pastorale da parte di un "umile lavoratore nella vigna del Signore" che ha costantemente richiamato i fedeli a riscoprire la misericordia e l'amore di Dio.
Signora del silenzio e della croce, Signora dell'amore e dell'offerta, Signora della parola accolta e della parola restituita. Signora della pace e della speranza, Signora di tutti quelli che partono, perché sei la Signora del cammino e della Pasqua. Anche noi abbiamo condiviso il pane dell'amicizia e dell'unione fraterna. Ci sentiamo forti e felici. La nostra tristezza sarà mutata in gioia, e la nostra gioia sarà piena, e nessuno ce la potrà rapire. Insegnaci, o Madre, la gratitudine e il gaudio di tutti i distacchi. Insegnaci a dire sempre sì, con tutta l'anima. Soccorri la fragilità del nostro cuore e pronunzialo tu stessa per noi. (card. Eduardo Pironio)
Francesco d’Assisi, negli Scritti che ci ha lasciato, parla spesso di questo mondo e del mondo che verrà: per questo i suoi primi biografi parlano di lui come di un «uomo nuovo e di un altro mondo». Nei tantissimi studi che in questi decenni sono stati dedicati a Francesco e alla sua esperienza, l’aspetto escatologico, cioè la riflessione sulle realtà ultime e definitive dell’esistenza umana, non è mai stato molto presente. Il libro che presentiamo cerca di iniziare a colmare questa lacuna, impegnandosi in un’analisi sistematica degli Scritti per far emergere contenuti e sfumature escatologiche del pensiero del santo di Assisi. Si tratta di un lavoro accurato e metodico, che aiuta il lettore a cogliere da un punto di vista non comune la visione dell’uomo, del mondo e della storia propria di san Francesco.
LUIS LARRA LOMAS (1964) è un frate minore conventuale spagnolo, noto come giornalista e divulgatore. In parallelo agli studi di specializzazione in teologia, presta il suo servizio presso le comunità cristiane di alcune zone particolarmente difficili della Colombia.
Vera e propria summa della spiritualità ortodossa, questo studio originale costituisce una vasta sintesi degli insegnamenti patristici e ascetici orientali dal II al XVI secolo. È una rinnovata visione della dottrina cristiana della "salute" che ci viene offerta dal voluminoso trattato di Larchet, teorico e pratico al contempo, di psicologia e di medicina spirituali. Dalle origini del cristianesimo, la "salute" è stata considerata dai Padri della Chiesa come una guarigione portata dal Cristo, medico delle anime e dei corpi, all’umanità malata. Tale concezione, che trova nella Sacra Scrittura e nella liturgia un solido fondamento, è stata fatta propria dalla tradizione ascetica dell’Oriente cristiano, al punto da costituire un vero metodo diagnostico e terapeutico delle malattie spirituali. Questo metodo fu messo a punto nel corso del tempo, sulla base dell’antropologia cristiana elaborata dai Padri, da generazioni di spirituali, i quali hanno esplorato l’anima umana nei suoi angoli più reconditi, hanno appreso a dominare tutti i suoi movimenti e si sono impegnati a trasformarla. Tale metodo ha progressivamente raggiunto una coerenza, una precisione e una profondità che ci lasciano sbalorditi.
Gli abbozzi di carattere teologico-fondamentale che vengono proposti in questo volume rappresentano il tentativo dell'Autore di rendere fruttuoso un nodo sistematico di una ricerca pluriennale, sulla sfera di incontro tra "arte e Chiesa" e "arte e religione". Essi intendono produrre una vera e propria teoria fondamentale del cristianesimo, istruita sulle coordinate di un confronto assiduo con l'arte. Sia perché l'arte nel suo sviluppo verso la contemporaneità rappresenta uno dei fattori critici più potenti interni ai paradigmi della modernità stessa; sia perché il cristianesimo, che alla modernità si è contrapposto, smarrendo qualsiasi vena ispirativa, reclama di ritrovare il legame con l'estetico, se vuole essere, come deve essere, un cristianesimo culturale e sensibile alla forma cristiana della verità. Non tanto per asservire l'arte a scopi confessionali, né per rendere la fede un pochino più bella e presentabile in società, ma perché essa possa essere ultimamente sempre fedele al corpo del logos del sensibile Iddio.
Un comandamento segnato da tensioni e ambivalenze che ha significato - nella tradizione biblica - non solo generico rispetto dei genitori, ma responsabile e fattiva dedizione a essi. Ma quale può essere oggi la dimensione del "rendere onore" scissa da una gerarchia fondata sul potere e sulla presunzione della saggezza dei più vecchi? Una riflessione che si spinge fino all'orizzonte attuale, dove il rapporto tra generazioni si fa sempre più complesso e la vecchiaia dei genitori irrompe talvolta drammaticamente nella vita dei figli.
Considerando la povertà spirituale della nostra epoca, con la vita interiore sottoposta a mutazioni, cancellazioni, innovazioni, necessari rinnovamenti, può essere utile ripercorrere la via attraverso la quale l'uomo è salito dalla sua condizione materiale all'individuazione di valori spirituali e soprannaturali, conquistando la dimensione religiosa. Seguire l'itinerario che il pensiero ha segnato attraverso immagini, metafore, simboli, analogie (forme del linguaggio e delle parabole evangeliche) costituirà una premessa e un aiuto per ritrovare, nel confuso mondo che la modernità ha generato, una visione coerente della realtà che sia feconda di linfa capace d'alimentare le esigenze di spiritualità. La realtà del passato è stata scardinata nel suo ordine ed è stata cancellata o invasa da un «nuovo» in parte benefico, in parte utile, in parte futile o dannoso, comunque sempre arido e non ancora elaborato in un senso accettabile. Il mondo della macchina, della scienza, aspetta questa bonifica, questa fecondazione, per poter vivere l'eternità nel tempo. L'esempio dell'opera umana dei decenni e dei secoli che abbiamo alle spalle è una traccia per il lavoro che compete agli uomini di oggi.
Una serie di importanti scelte di stile di vita, suddivise per brevi capitoli tematici, che consentono di rileggere con originalità la regola benedettina.

