
Il Dio della vita si mette in cammino per i molti sentieri della storia e dei tempi: non per esservi posseduto stabilmente, ma come un nascente che coglie sempre di sorpresa. Egli sorge quale desiderio, rinvio, attesa, evento toccante, viaggio, scoperta, fedeltà, immagine di un domani al di là dell’immediato.
La domanda evangelica “Quando ti abbiamo visto?” rimanda a una realtà abitata da mille presenze e assenze; rende sensibili agli innumerevoli passaggi di Dio nei paesaggi dell’anima, negli arcipelaghi delle emozioni, nei voli e nei naufragi della mente, nelle vicende drammatiche e liete dei nostri giorni...
Nell’incontro tensionale tra l’umano andare e il divino venire l’autore ricerca alcune tracce e alcune voci – un poeta, un artista, un Dio orientale, una scrittrice – in cui coglie che Avvento è il nome di Dio. Tracce e voci diventano invito a un atteggiamento di accoglienza verso Dio che passa.
Note sull'autore
Ivan Nicoletto (Vo’ Euganeo [PD] 1958), monaco all'Eremo di Camaldoli, si è laureato in filosofia all'Università di Padova e si è licenziato in teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Accanto ai servizi che svolge nella propria comunità, si interessa principalmente dell'intreccio fra fede, pensiero ed espressione artistica.
Il volume prosegue l’itinerario di spiritualità su testi biblici visti alla luce del messaggio di san Francesco e dell’attualità, avviato con la Genesi, letta per temi. Ora l’attenzione è rivolta ai libri sapienziali, gli ultimi dell’Antico Testamento: Giobbe, Proverbi, Qoèlet, Siracide, Sapienza, Cantico dei cantici.
Lo schema è quello collaudato: si parte dal testo biblico (la sezione Parola...), si passa poi a osservare com’è stato recepito e vissuto nel francescanesimo (...e sandali), per arrivare infine alle sfide dell’oggi (...per strada). Il tutto «con brevità di sermone», come consigliava Francesco d'Assisi. È un modo semplice e chiaro di presentare una visione cristiana e francescana della vita.
I testi proposti hanno già subito l'esame dei lettori su Messaggero Cappuccino, il bimestrale dei Cappuccini bolognesi-romagnoli. L'apprezzamento ricevuto ha indotto la rivista a farne un libro.
Sommario. Presentazione. I. Giobbe e la sofferenza dei perché che non spiegano. II. I proverbi molecole di saggezza esistenziale. III. La gratitudine del niente di Qoèlet. IV. La strada del Siracide, dove Dio incontra i maestri e i discepoli. V. La Sapienza guida i nostri passi sulle vie del mistero. VI. Io, tu, noi: il gioco amoroso dei pronomi nel Cantico dei cantici.
Note sul curatore
Dino Dozzi (Montese - MO, 1944) è frate cappuccino. Ha conseguito il dottorato in scienze bibliche presso il Pontificio istituto biblico di Roma. È stato rettore del Collegio internazionale San Lorenzo da Brindisi e ministro provinciale dei frati minori cappuccini di Bologna. Ha insegnato presso il Pontificio Ateneo Antoniano di Roma; attualmente è docente di Sacra Scrittura a Modena, a Ravenna e presso lo Studio teologico Sant’Antonio di Bologna. Ha pubblicato: Il vangelo nella Regola non bollata di Francesco d’Assisi, Roma 1989; Chiara. Francescanesimo al femminile, Roma 1992, curato con D. Covi; «Così dice il Signore», EDB, Bologna 2000; Genesi: cantico della creazione, cantico della creatura (a cura), EDB, Bologna 2002.
«Non è difficile scoprire il filo rosso che lega tutti i libri della Bibbia: l’amore e la solidarietà che Dio manifesta verso l’uomo, modello del comportamento che ogni persona deve vivere verso gli altri». La parola della Scrittura che il cristiano deve porre all’inizio di ogni azione per illuminare le proprie scelte, incita costantemente ad andare verso il prossimo, a misurare su questo campo la fede e la speranza.
Le icone bibliche proposte a modello nel volume, tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento (Mosè, Geremia, il samaritano, il ricco Epulone, i discepoli di Emmaus, ecc…), individuano nella solidarietà la strada privilegiata per amare Dio e costruire una società più giusta e umana. Dopo le riflessioni biblico-teologiche iniziali, ogni scheda stimola la verifica del rapporto tra fede e vita, avendo come guida la Parola e l’insegnamento sociale della Chiesa.
Note sull'autore
Renzo Gradara, prete operaio per sedici anni, è da alcuni anni parroco in un grande quartiere popolare di Rimini. Licenziato in teologia a Bologna, ha seguito corsi di specializzazione presso l’Istituto Biblicum Franciscanum di Gerusalemme; attualmente dirige l’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia ed è direttore della Caritas di Rimini.
Dal 1980 il periodico Parola Spirito e Vita si è affermato come prezioso strumento di lettura spirituale della Bibbia. Ogni sei mesi un numero monografico di Parola Spirito e Vita conduce all'incontro con le Scritture, non solo come libro di riferimento per i fedeli, ma come parola viva capace di portare l'uomo contemporaneo alla scoperta di Dio: un appuntamento di riflessione essenziale per gruppi biblici, comunità, operatori pastorali e per tutti coloro che aspirano a una conoscenza più intima e profonda della Parola.
In queste pagine si raccoglie il frutto delle ricerche che hanno animato in questi ultimi decenni gli studi su San Bernardo, abate di Clairvaux, e il suo mondo", offrendo al lettore uno strumento agile e puntuale, scientificamente aggiornato, ma anche di facile lettura"
Il volume propone un percorso che permette di capire che i testi sacri non sono miti, ma raccontano fatti reali che riguardano un uomo che ha lasciato tracce reali nella storia. Il libro risponde all'esigenza di conoscere e comprendere le origini della fede cristiana, partendo dai Vangeli e dal suo protagonista. Un percorso completo, per aiutare i fedeli del terzo millennio a vivere nel solco del Signore della Vita.
L'autore analizza come, alla luce della scoperta di Qumran, sia cambiata l'immagine monolitica della religione di Mosè; non più una religione identica a se stessa, ma un'ebraismo che si è adattato a nuove circostanze elaborando forme diverse e originali di religiosità e di culto.
Questa edizione del Vangelo di Marco è un commentario di taglio scientifico che utilizza non solo il metodo storico-critico, ma i metodi sincronici che prediligono l'analisi narrativa del testo così come oggi è nelle nostre mani. Quale è l'intreccio del racconto? Quali sono le grandi tensioni narrative del testo? Che tipi di reazione suscita nel lettore? Quali compiti quest'ultimo si assume? Come sono costruiti i personaggi che compaiono sulla scena?? Ecco alcune delle domande che hanno spinto l'autore, S. Grasso, alla composizione di questo commentario che vuole guidare alla comprensione profonda del racconto che da duemila anni ha suscitato in uomini e donne coraggiosi scelte di fede in Gesù Cristo, il Figlio di Dio.

