
Chi era Gesù prima di diventare il Maestro che ha cambiato la storia? Com’era la sua infanzia nella Galilea del primo secolo? Da ragazzo Gesù è stato un rifugiato, un outsider, un immigrato nella Galilea in cui poi è cresciuto. Ha vissuto la precarietà, ha visto la violenza esercitata dai Romani, ha sperimentato la marginalità di una famiglia semplice in un tempo complesso. Eppure, da quelle esperienze, è nato il cammino che lo avrebbe portato a diventare il «Messia». "La vera storia di Gesù bambino" è il racconto accurato sull’infanzia di Gesù, degli anni della sua formazione avvenuta durante l’occupazione della Giudea dai romani, la sua identità tribale, la vita familiare, l’educazione, il lavoro manuale che svolse prima della predicazione. Basandosi sulle più recenti scoperte archeologiche e sulle fonti storiche dell’epoca, l’autrice ci consegna un ritratto inedito e sorprendente: non solo il bambino che fu, ma anche i semi che hanno plasmato l’uomo, il Maestro, il Messia. Un racconto appassionante e autorevole, che porta i lettori nel cuore dell’infanzia di Gesù come mai prima d’ora. Con un inserto fotografico sui luoghi dell’infanzia di Gesù.
Scuola è il luogo dove si impara a leggere e a scrivere, condizioni essenziali per orientarsi nel mondo. Così, la scuola della parola vuole essere un luogo in cui si incontra con la Parola che la abita, dove si vuole ascoltare proprio quella parola, per orientarsi, per comprendersi e comprendere il mondo e gli altri. per vivere con l'unica speranza che sia solo quella parola ad illuminare i nostri passi, facendo nostra la preghiera del Profeta: "Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore, così che non ti tema?" (Is 63, 17)
Il capitolo 13 della Prima lettera ai Corinzi è spesso ridotto a un «inno romantico». Nicola Tedoldi lo restituisce alla sua forza originaria: agàpe, l’amore che viene da Dio e cambia la vita. In venti meditazioni il testo di Paolo diventa specchio e guida per pregare, discernere, ricominciare: nelle relazioni, nella chiesa, nel quotidiano. «Agàpe non calcola il male: l’amore non ha tra le sue facoltà quello di contare tutte le azioni, i pensieri, le parole che hanno provocato o provocano il male. Siamo destinati al perdono di un Dio senza memoria che ha dato follemente sé stesso, nel suo Figlio, solo per amore verso le sue creature. Questa è agàpe. Agàpe è agire e non reagire. Agire per il bene, per la felicità nostra e degli altri. Agàpe è agire per la pace. Agàpe perdona, cioè non conta il male, perché sa mettersi a fianco del male (non davanti e nemmeno dietro), perché riesce a disarmarlo e a convincerlo della bellezza del bene».
Nella Domenica della Parola di Dio del 21 gennaio 2024 Papa Francesco affermava che non possiamo fare a meno della Parola di Dio, della sua forza mite che, come in un dialogo, tocca il cuore. Alle soglie del Giubileo della Speranza non possiamo rimanere sordi alla parola di Dio: cos'altro può dare speranza al nostro vivere se non ascoltare, custodire e pregare quel che Lui, domenica dopo domenica, ci racconta? Questo libro presenta non un semplice commento ai Vangeli delle domeniche e delle solennità dell'Anno C, ma una preghiera per ogni brano evangelico: una riflessione costante di quello che siamo, davanti alla grandezza dell'amore universale di Dio, nella nostra fragilità di essere umani.
Le belle riflessioni che l’autore offre in questo libro in forma di racconto spaziano per l’intero arco della vita di Pietro. Cercano di cogliere la sua capacita di seguire il Maestro, coniugando la debolezza della sua vita con l’entusiasmo e la generosita di cui era capace.
Don Massimo Tellan é geniale nel descrivere i vari momenti dell’esistenza travagliata del primo degli apostoli. D’altronde, la sua polivalente attivita artistica gli ha consentito di scrivere queste pagine di spiritualita come se stesse dipingendo un’icona
Dalla prefazione di mons. Rino Fisichella
A metà tra meditazione e narrazione, questo libro nasce dalle suggestioni che l'autore ha ricavato nel vivere il Vangelo nei luoghi che ne hanno fatto da scenario storico e geografico. Le storie bibliche, dalle antiche profezie agli eventi della nascita di Gesù, vengono ripercorse attraverso gli occhi di Serafino, un asinello cocciuto ma angelico, che diventa testimone della nascita del Re dei Re e la offre al lettore in maniera personale, ma profondamente ancorata alla verità storica e alla realtà geografica. È attraverso la curiosità di questo ciuchino che la vicenda di salvezza si arricchisce di spiegazioni su aspetti della cultura ebraica, piccole leggende, quotidianità del mondo antico. Perché Gesù è, oltre che Vero Dio, un Uomo Vero immerso nel Suo tempo. Serafino, insieme al lettore, compie un vero e proprio cammino spirituale, nel quale si rispecchia la riflessione dell'autore sulla vita credente, prima, e poi sul ruolo di "pastore di gregge", in questi tempi che chiedono, a gran voce, risposte e misericordia. Serafino sa porsi domande per cercare risposte; quelle risposte che chiede, con animo grato, alla stella che illuminerà la notte di Betlemme, custodendo la vita di quel bambino fino all'epilogo, più di trentatré anni dopo, a Gerusalemme.
Vescovo dell’importante diocesi di Cirro (all’epoca contava più di 800 chiese), Teodoreto (393-458) è considerato l’ultimo grande della tradizione antiochena: protagonista della storia teologica del V secolo, fu amico di Nestorio - del cui pensiero, però, non condivise gli esiti più estremi - e strenue avversario di Cirillo di Alessandria.
Il “Commento alle lettere di Paolo”, che qui viene per la prima volta offerto integralmente al pubblico italiano, è un’opera imponente - un’esegesi analitica di tutto l’epistolario paolino-: si tratta di una testimonianza assai rilevante di una tradizione esegetica, di stampo tipologico, di origine antichissima e dagli esiti originali rispetto a quelli della scuola alessandrina (Clemente e Origene) e a quelli della tradizione latina (Agostino e Girolamo).
Che rapporto c'è tra il rito e la Parola nella celebrazione, tra l'"azione rituale" oggi messa particolarmente in luce dalle nuove scienze e la Parola che da sempre sta al centro dell'annuncio cristiano? Ci troviamo davanti a un binomio indissolubile e dove tuttavia c'è una polarità tra rito e mito, tra dromenon e legomenon. Come venirne a capo? Il libro persegue sia il filone storico e antropologico di indagine, sia quello teologico e teologico pastorale, creando un quadro assai completo sia delle presunte priorità, sia in particolare delle inter relazioni e della complementarità tra i due aspetti che costituiscono l'atto liturgico in senso pieno. Contributi di: Daniele Barbieri, Giorgio Bonaccorso, Michele Cassese, Andrea Grillo, Emanuela Prinzivalli, Roberto Tagliaferri, Aldo N. Terrin, Sergio Ubbiali.

