
Una breve e semplice guida alla scoperta di una delle più straordinarie scoperte dell'archeologia. Questo volume inaugura una collana dedicata ai grandi temi legati al mondo della Terra Santa (fede e storia, archeologia e arte, attualità, ecc.).
L'autore propone passi e figure della Bibbia, affinché i lettori, riconoscendovi un'analogia con i loro problemi, trovino la forza per cambiare e vivere una vita riuscita. Gli argomenti trattati nei cinque capitoli sono: vivere la quotidianità gestendo saggiamente il ritmo del tempo tra lavoro e tempo libero; imparare a essere in armonia con se stessi e gli altri; coltivare la propria spiritualità, aprendosi al silenzio e alla preghiera; trovare la forza per superare i momenti di sofferenza e difficoltà. Afferma l'autore: "I primi monaci avevano sviluppato il "metodo antirretico". Alle parole che fanno male contrapponevano sempre parole terapeutiche tratte dalla Bibbia. Così facendo avevano sperimentato che queste sono davvero parole che guariscono, ma sviluppano il loro potere terapeutico soltanto se le meditiamo di continuo e le pronunciamo consapevolmente nella nostra situazione concreta. Le parole della Bibbia non offrono soluzioni facili ai nostri problemi, ma racchiudono un'energia che trasforma". La parte finale offre anche una piccola raccolta di benedizioni e preghiere per varie occasioni.
"Il recupero di un atteggiamento sapienziale, in mezzo a un così vasto groviglio di sciocchezze e di superficialità ovunque diffuse, costituisce per l'essere umano non solo un riparo protettivo ma, più profondamente, uno sprone e un'incalzante sollecitazione di benefico effetto per sé e per gli altri". (dalla Prefazione). Le riflessioni antiche del libro della Sapienza suonano tonificanti anche oggi al fine di riscoprire le linee orientative per un costruttivo vivere umano nella docilità alla Parola di Dio: portano infatti uno sprazzo di luce e di speranza, di risveglio e di rinnovamento. Il tema mette in campo un aspetto antropologico (la struttura profonda dell'uomo), un aspetto teologico (la presenza di Dio nel sentire dell'uomo), un riferimento cristologico (Gesù, il giusto per eccellenza) e un dinamismo escatologico (l'esito finale dello scontro tra bene e male nella storia). Sono le quattro prospettive che vengono sviluppate nello spiegare l'"unità tematica" del giusto e dell'empio, presente all'inizio del Libro della Sapienza e largamente utilizzata nella liturgia.
Le annotazioni di segno psicologico e sentimentale su Gesù fornite dagli evangelisti sono assai scarse, in quanto le narrazioni di costoro sono piuttosto interessate a descrivere la sequela delle azioni compiute dal loro grande protagonista. Ciò nondimeno è possibile individuare molte emozioni nei testi dei Vangeli, traendole soprattutto dai personaggi delle parabole, cui Gesù non esita a prestare la gamma dei sentimenti propri.
Il volume, che prosegue la raccolta dei molti materiali disseminati dall'autore in pubblicazioni diverse, presenta una prima parte di sedici capitoli dedicati al "sentire di Gesù". La seconda parte trova nel tema della Chiesa il centro unificatore.
Il lettore ha così di fronte una proposta coerente e articolata del pensiero di Barbaglio, i cui contributi, nati da competenza scientifica, sono sempre finalizzati alla percezione spirituale del messaggio biblico.
Anfore scambiate per navicelle spaziali, simboli di divinità che diventano UFO, lo Spirito Santo fatto passare per un'astronave, la gloria di Dio trasformata in un'arma di distruzione di massa. Sono i fondamenti della lettura della Bibbia secondo Mauro Biglino: una lettura letterale e materialistica del testo sacro, spesso legata alla tecnologia odierna. Per non parlare delle interazioni con gli extraterrestri: per esempio, il termine Elohim come riferimento a presunti alieni potentissimi, piuttosto che a un'entità divina. Secondo questa lettura paleo-astronautica, alle origini della religione giudeo-cristiana ci sarebbe infatti una civiltà extraterrestre, e sarebbero stati gli Elohim ad aver creato o modificato geneticamente l'umanità.
Tutto sembra obbedire a leggi che imitano l'amore umano. Su questa che sembra essere la più universale delle leggi della natura si inserisce il comando cristiano dell'amore - in latino caritas, in greco agàpe. Le pagine di questo libro passano in rassegna i più importanti testi neotestamentari che ne parlano, dicendo da dove la carità viene e dove torna, che cosa crea nelle diverse categorie di credenti, qual è il suo rapporto con la libertà e la verità. È un elogio dell'agàpe che cerca di illustrare quello che Paolo scrisse in 1Cor 13,13: "Fede, speranza e carità restano, ma più grande è la carità". L'autore è sacerdote della diocesi di Cesena-Sarsina ed è docente di Nuovo Testamento presso l'Università Urbaniana di Roma.
Un commento all'inno alla carità di San Paolo che attinge ai testi sacri e agli scritti dei Padri e del Magistero ecclesiale. Prefazione di Fabio Ciardi.
Quella di ellenizzazione è una categoria capitale della storia antica, in particolare della storia religiosa del giudaismo e del cristianesimo antichi, e di conseguenza anche della storia del cristianesimo, della chiesa e della teologia. Questa categoria funge al tempo stesso da paradigma di ricerca, sulla base del quale si narra la storia dei tempi passati. Ma la nozione di ellenizzazione è altamente problematica e il modello di ricerca che vi corrisponde è assai complesso. Nel suo breve saggio Christoph Markschies ripercorre la storia della nozione di ellenizzazione dagli inizi fino a tutto il XIX secolo, facendone emergere ed enucleandone le criticità e le aporie lasciate in eredità al XX e XXI secolo, e al tempo stesso mostrando come si sia davanti a una categoria e a un modello tutt'oggi irrinunciabili.
A differenza di quella del profeta Elia, la vita del suo successore, Eliseo, non è così nota. La maggior parte dei miracoli di Elia furono compiuti in un contesto di morte e distruzione, mentre i miracoli di Eliseo avevano principalmente a che fare con la guarigione e la restaurazione.
Elia fu principalmente un profeta di giudizio, mentre il suo successore fu più un profeta di grazia.
Se è così, la storia della vita di Eliseo è molto rilevante per i tempi in cui viviamo. Eliseo profetizzò in Israele durante il nono secolo a.C. come una luce splendente in mezzo alle tenebre dell’idolatria e dell’incredulità. Faremmo quindi bene a seguire il suo nobile esempio mentre cerchiamo di essere testimoni per il Signore nella nostra generazione.

