
Presenza e influenza di Paolo nel cristianesimo dei primordi vanno oltre l’orizzonte delle sette lettere autentiche che l’apostolo scrisse ai primi gruppi cristiani. Paolo fu venerato e ferocemente osteggiato in un numero ancora maggiore di lettere scritte a suo nome, e in narrazioni diffuse su di lui e contro di lui, che vennero incluse nel nostro Nuovo Testamento e, molto più spesso, custodite e trasmesse al di fuori di questo. Richard Pervo delinea un quadro illuminante e in tutto esaustivo dell’eredità di Paolo e dei vari modi in cui tra le prime chiese egli venne ricordato, onorato o anche vilipeso. Il primo volume del suo saggio è dedicato alla costruzione della sua figura come apostolo e come libro: il primo libro cristiano!
In questo secondo volume Richard Pervo prende in esame le posizioni paoline e antipaoline espresse nella letteratura protocristiana sia neotestamentaria sia patristica. In questa prospettiva - la prospettiva dell’atteggiamento che si prese a riguardo sia di Paolo apostolo sia del corpus paolino - sono esaminate le lettere pseudopaoline anche non canoniche e le varie e diverse figure di apologisti, epistolografi, storici della chiesa, ortodossi e cosiddetti eretici. Paolo diede la vita alla ricerca dell’unità dei credenti in Cristo, e paradossalmente fu la ricerca costante e sempre sfuggente di una unità che non fosse semplice uniformità che spesso fece di Paolo l’apostolo della disunione. La ricostruzione della complessità della sua figura riserva non poche sorprese.
Il capitolo 13 della Prima lettera ai Corinzi è spesso ridotto a un «inno romantico». Nicola Tedoldi lo restituisce alla sua forza originaria: agàpe, l’amore che viene da Dio e cambia la vita. In venti meditazioni il testo di Paolo diventa specchio e guida per pregare, discernere, ricominciare: nelle relazioni, nella chiesa, nel quotidiano. «Agàpe non calcola il male: l’amore non ha tra le sue facoltà quello di contare tutte le azioni, i pensieri, le parole che hanno provocato o provocano il male. Siamo destinati al perdono di un Dio senza memoria che ha dato follemente sé stesso, nel suo Figlio, solo per amore verso le sue creature. Questa è agàpe. Agàpe è agire e non reagire. Agire per il bene, per la felicità nostra e degli altri. Agàpe è agire per la pace. Agàpe perdona, cioè non conta il male, perché sa mettersi a fianco del male (non davanti e nemmeno dietro), perché riesce a disarmarlo e a convincerlo della bellezza del bene».
Le lettere di Paolo costituiscono il mezzo attraverso il quale l’apostolo continua il rapporto, fondato sulla fede in Cristo, intrapreso con le sue comunità o, come avviene per Romani, intende iniziarlo. Con esse egli coinvolge i lettori in un percorso di decostruzione delle loro convinzioni, nel caso di vissuti problematici, o rafforza le stesse, nel caso di comunità che mostrano una buona sintonia con le sue prospettive, per rinsaldare la loro adesione di fede. Per cogliere l’intenzione dell’apostolo è indispensabile analizzare le sue lettere nella forma in cui esse giungono a noi (prospettiva sincronica) e interrogarsi sul tipo di interlocuzione che esse instaurano con il lettore (prospettiva pragmatica). Il metodo retorico-epistolare qui presentato sviluppa queste prospettive (senza ignorare quelle storico-sociali) e permette di apprezzare lo stretto legame tra gli elementi argomentativo-teologici e quelli comunicativi. In tal modo si mette in luce lo scopo delle parole dell’apostolo, che è quello di convincere gli interlocutori a radicarsi in una fede che trasforma le loro esistenze. Pur non trascurando le necessarie premesse teoriche a giustificazione del metodo, il presente testo è un manuale che presenta una griglia d’analisi dei testi paolini e offre ampi esempi della stessa.
Paolo di Tarso è il fondatore del cristianesimo? No, ma sicuramente ha fornito, per primo, alle origini cristiane, da ebreo sapientemente dotato di tre culture, un modo di ragionare, un linguaggio, una prospettiva di vita che sono state essenziali fin dalla metà del I secolo d.C. per la diffusione del Vangelo di Gesù Cristo. Questo libro intende aiutare lettrici e lettori molto vari a confrontarsi con questa figura appassionante e con i suoi scritti, tutti aspetti fondamentali per la cultura di ispirazione cristiana e molto rilevanti nel patrimonio culturale euro-mediterraneo e globale. Tale confronto, che queste pagine confidano di rendere comprensibile e avvincente, potrà far cogliere quanto universale possa essere l’apporto delle lettere di Paolo ad un umanesimo del cuore e della mente, chiaro nelle sue radici e inclusivo nelle sue attenzioni. Tutto ciò nella logica quotidiana di una fede che si costruisce attraverso l’amore fraterno.
Pur non avendo incontrato personalmente Gesù di Nazaret, Paolo di Tarso è il primo a scrivere dei testi che annunciano con vibrante passione il Cristo Risorto e gli effetti dirompenti di vita nuova prodotti dall’adesione credente a lui. Per Paolo «vivere è Cristo», in un intreccio sempre più stretto tra la predicazione missionaria incarnata in uno stile di vita concretamente trasformato dal Vangelo e, viceversa, un’esistenza rinnovata che avverte come necessità l’annuncio di Gesù morto e risorto.La stessa dinamica attraversa anche le altre lettere neotestamentarie, delle quali sono approfondite quelle non giovannee.Destinato in particolare agli studenti di scienze religiose e di teologia, il manuale si presenta come introduzione didattica alla letteratura epistolare del Nuovo Testamento. Accanto alle informazioni di carattere storico e letterario di ciascun testo, la peculiarità del volume è la guida alla lettura seguendo lo sviluppo logico-argomentativo degli scritti. In tal modo, è possibile accostarsi a questa letteratura cogliendo la situazione epistolare che ha originato ciascuno scritto e l’intenzione retorica perseguita dagli autori. Ampio spazio è riservato all’indagine esegetica di brani scelti, così da favorire un contatto diretto con i testi.
Qualcosa si muove negli studi paolini. Mentre il Paolo maggioritario, come primo teologo cristiano o come secondo fondatore del cristianesimo, è ancora vivo e vegeto, sta emergendo anche un altro Paolo, convinto di vivere e operare negli ultimi momenti della storia. Le sue lettere trasportano i lettori di oggi in due mondi antichi: uno ebraico e uno pagano. Il primo era incandescente di speranze apocalittiche, nell’attesa che Dio, attraverso il suo messia, adempisse le sue antiche promesse di redenzione a Israele. Il secondo pullulava di attori non solo umani ma anche divini: forze sovrumane rabbiose, demoni gelosi e divinità cosmiche ostili. Entrambi i mondi sono quelli di Paolo, e le sue convinzioni sul primo hanno plasmato le sue azioni nel secondo. Solo collocando Paolo in questo contesto sociale carico di tensione tra divinità ed esseri umani, pagani ed ebrei, città, sinagoghe e assemblee rivali di seguaci di Cristo, si possono cominciare a comprendere la sua missione e il suo messaggio. Temi centrali come conversione, fede, giustificazione, acquistano nuovi significati.
Circa duemila anni dopo Paolo giungeva a Roma dalla Germania un suo grande ammiratore: il cardinale Joseph Ratzinger. Divenuto papa, Benedetto XVI proclamò un anno paolino e alla figura dell’apostolo delle genti dedicò numerose catechesi. Inizialmente pubblicate in tre differenti volumi dediti alla vita e alla predicazione, ai collaboratori e alle comunità per terminare poi con i suoi insegnamenti contenuti nelle lettere, le catechesi di papa Benedetto vengono ora raccolte in un unico volume. È un’operazione editoriale simile a quella che portò a pubblicare in un unico volume i tre precedenti testi dedicati alla vita e all’insegnamento di Gesù. Paolo non è solo l’autore delle sue lettere. Egli è il fondatore molto amato di comunità. Egli seppe scegliersi dei collaboratori che diedero continuità al suo annuncio, al suo amore per Gesù. Da ultimo, non è un caso che l’opera venga pubblicata da una casa editrice che prende il nome dall’apostolo delle genti. Papa Benedetto mostrò sempre simpatia e affetto per la congregazione fondata dal beato Giacomo Alberione proprio con il proposito di diffondere la parola di Dio, la parola di speranza per la salvezza di tutti gli uomini. Questa iniziativa vuole trasmettere l’entusiasmo, la speranza e la fiducia che viene da Gesù e che fu annunciata con entusiasmo dirompente dall’apostolo delle genti.
Oggi non si può più essere cristiani per convenzione, ma solo per convinzione. È quindi urgente risvegliare una fede che risulta troppo spesso assopita. In questo tempo di evangelizzazione, una risorsa fondamentale è rappresentata dal dono degli esercizi spirituali.Frutto di una esperienza che negli anni da vescovo emerito (di Rimini) si va facendo sempre più frequente e intensa, l'Autore propone con questa guida un percorso sul tema della Grazia. Tutt'altro che periferico e marginale, nelle lettere di san Paolo il tema della Grazia risulta come un principio architettonico centrale e basilare, capace di abbracciare le molte situazioni della vita spirituale e di ridurle ad unità. La struttura del percorso parte dall'evento capitale, la grazia della Pasqua del Crocifisso-Risorto, prosegue con la grazia della parola di Dio, per passare alla grazia del battesimo e dell'ecucaristia, e quindi alla grazia della Chiesa, della preghiera e della vita nuova. Il metodo per ogni meditazione è ispirato alla lectio divina, rimodulato in cinque passaggi essenziali: 1. proclamazione della Parola; 2. scrutatio o discernimento della Parola; 3. meditazione del messaggio; 4. scrutatio o discernimento sulla vita; 5. contemplazione del Signore.
Perché Dio continua a parlare attraverso segni e profeti? Nel corso dei secoli, la Chiesa ha visto fiorire apparizioni mariane, carismi straordinari, lacrimazioni di immagini sacre, fenomeni mistici e nuovi veggenti. Non si tratta di eventi isolati o folkloristici, ma di interrogativi teologici che toccano il cuore della rivelazione cristiana. Questo saggio affronta il tema con serietà e discernimento, alla luce della Sacra Scrittura, del Magistero e della Tradizione viva della Chiesa. La domanda centrale – “Perché questi segni?” – viene letta nella prospettiva del disegno salvifico di Dio, che non ha smesso di ammonire, consolare e richiamare l’umanità attraverso i suoi profeti, come avveniva già nell’Antico Testamento. Dalla voce dei profeti biblici fino alle rivelazioni private riconosciute, l’autore invita a riscoprire il senso profondo di questi interventi divini: non miracoli fini a sé stessi, ma richiami alla conversione, segni escatologici e annuncio di una verità che salva.
Vincenzo Spezialeè nato nel 1950 a Serradifalco (CL). Dopo il diploma di ragioneria, è entrato all’Accademia Militare di Modena e, in seguito all’incontro illuminante con un sacerdote che gli ha fatto conoscere Fatima, ha iniziato una nuova vita spirituale, collaborando con Radio Maria sotto la direzione di don Mario Galbiati. Da allora ha cominciato anche a scrivere, pubblicando diverse opere su santi e beati. Di tanto in tanto tiene conferenze su Fatima. Per le Edizioni Segno ha recentemente pubblicato i libri “Le apparizioni della Regina della pace ad Anguera”, “La Madonna delle Rose. Apparizioni e messaggi a San Damiano Piacentino” e “Le apparizioni di Fontanelle e Montichiari di Maria Rosa Mistica Madre della Chiesa”
"Anche grazie agli studiosi ebrei, l'ebraicità dell'Apostolo dei gentili è tornata nell'agenda del pensiero cristiano, quello biblico-teologico in particolare. Tale evidenza deve ora scendere a livello pastorale, bloccando usi impropri di alcuni passi paolini, estrapolati dal loro contesto e usati in chiave di pregiudizio antiebraico." Dall'introduzione di Fabio Ballabio e Massimo Giuliani
Il volume raccoglie venticinque studi pubblicati negli ultimi anni (2004-2024) che trattano testi e temi dell’epistolario paolino. Per la sua finalità didattica e la sua natura antologica tale pubblicazione, senza la pretesa di essere esaustiva, mira a integrare la presentazione generale della figura di Paolo e delle sue lettere proposta nel precedente manuale dell’autore Paolo di Tarso e il suo epistolario. Introduzione storico-letteraria e teologica (Roma 2021). Il percorso è cadenzato secondo una progressione «canonica». I primi due studi riguardano la lettera ai Romani. Seguono otto contributi dedicati alle lettere ai Corinzi. Per la lettera ai Galati si approfondisce il brano della seconda dimostrazione (Gal 3,1-4,7). Due contributi si occupano della lettera agli Efesini, uno di quella ai Filippesi, uno della lettera ai Colossesi e altri tre riguardano le lettere ai Tessalonicesi. Quattro approfondimenti concernono le Lettere Pastorali (1-2Tm; Tt) e uno la lettera a Filemone (Fm 10-20). Chiudono la rassegna due studi di carattere generale. Il primo riguarda la sostenibilità economica nelle comunità paoline e il secondo focalizza il pensiero dell’Apostolo sul lavoro umano e la sua santificazione. Seguendo gli odierni approcci metodologici, il libro unisce sapientemente l’analisi letteraria dei brani esegetici con la ricchezza del loro messaggio teologico, riletto alla luce dell’intera lettera presa in esame e nell’orizzonte unitario del pensiero dell’Apostolo.

