
DESCRIZIONE: Memoriale della creazione e della libertà – e per questo cuore della vita ebraica – il sabato (Shabbat) acquista nelle parole di rav Benedetto Carucci Viterbi il sapore di una conoscenza che cerca di dar conto di quale sia il rapporto di Dio con le sue creature, di quale “progetto” abbia Dio stesso per tutta l’umanità.
Rav Carucci Viterbi si addentra nel significato dei versetti biblici, nei movimenti della vita quotidiana, nella sapienza di maestri antichi e moderni, per cercare di avvicinare il lettore alla complessità della celebrazione del sabato, ma anche alla sua assoluta centralità nella vita degli ebrei di tutti tempi. L’immagine, proposta da Abraham Joshua Heschel, del sabato come di una «architettura del tempo» è sufficiente a farci comprendere anche l’insegnamento antiidolatrico racchiuso nell’idea del sabato. Le pietre si consumano, le case costruite sulla terra sono destinate a crollare, a ritornare polvere. Sulla polvere non è possibile edificare qualcosa di eterno. Pretendere di farlo sarebbe sovvertire l’ordine delle cose, idolatrare lo spazio. Il sabato, dice Heschel, è fatto «per celebrare il tempo», non per idolatrare un luogo.
(Gabriella Caramore)
COMMENTO: Un'intervista al preside delle Scuole ebraiche di Roma sul significato e il culto del sabato per gli ebrei.
BENEDETTO CARUCCI VITERBI è preside delle Scuole ebraiche di Roma e insegnante del Corso di laurea in Studi ebraici del Collegio rabbinico di Roma. Tra le sue opere: Il qaddish (Marietti 1992); Rabbi Aqivà (Morcelliana 2009).
Quattordici testimonianze di ex appartenenti alla più controversa organizzazione religiosa, la cosiddetta «chiesa» di Scientology, fondata mezzo secolo fa dallo scrittore di fantascienza Ron Hubbard. Quattordici storie diversissime, per raccontare la stessa vicenda: quella di qualcuno che entra nel movimento spinto dalla speranza di migliorare la
propria vita, ma che con il tempo scopre di essere piombato in cui incubo da cui è diffcile svegliarsi.
Un’esperienza che si rivela distruttiva per se stessi e per i propri averi. È il racconto lucido e sconvolgente di quattordici adepti che, alla fne, sono riusciti a uscire da Scientology, così come ha fatto Maria Pia Gardini, la più
nota ex adepta italiana del movimento americano.
Queste pagine danno fnalmente voce a chi per tanto tempo non ha avuto alcuna voce.
Il bacino del Mediterraneo è stato la culla delle tre maggiori religioni monoteiste - ebraismo, cristianesimo e islam - tutte emerse dal medesimo contesto vicino orientale. Il dossier tratta lo sviluppo e l'emergere di queste religioni, le dinamiche di interazione, la "concorrenza" tra il cristianesimo e gli dei pagani orientali, i quali avevano assunto nel mondo greco romano una nuova connotazione salvifica e misterica.
Contenuto
Coniugando la profondità della dottrina a una narrazione avvincente, Yahya Pallavicini, ci invita a conoscere i profeti di Allah presentati nel sacro Corano e nella tradizione islamica: da Adamo a Noé; dal padre del monoteismo Abramo alla «storia più bella» del Corano, quella di Giuseppe; da Mosé e Aronne a Khidr, il profeta immortale depositario di una «scienza segreta». I lettori sfoglieranno poi con stupore le pagine dedicate a «nostro Signore Gesù», la «parola di verità» che Dio ha posto tramite l’angelo Gabriele nel grembo della Vergine Maria e che i musulmani attendono come sigillo della santità alla fine dei tempi. Infine, l’autore ci conduce all’incontro con il profeta Muhammad, il sigillo della profezia, messaggero dell’islam e modello perfetto di servitù spirituale, tramite cui avviene la rivelazione del sacro Corano.
Destinatari
Per educatori e studiosi dei rapporti interreligiosi e interculturali.
Autore
YAHYA SERGIO YAHE PALLAVICINI è un cittadino italiano nato musulmano nel 1965 da madre giapponese e padre italiano. Vice presidente della Comunità religiosa islamica italiana, é imam della moschea al-Wahid di Milano. Inoltre riveste gli incarichi di consigliere del ministro dell’interno nella consulta per l’islam, Global Expert delle Nazioni Unite e fondatore del Comitato internazionale di imam, rabbini e cristiani per la pace costituito all'UNESCO di Parigi. Testimone di un islam spirituale, ortodosso ed ecumenico e relatore di seminari sull'islam in numerose sedi universitarie italiane ed estere, Yahya Pallavicini ha trattato attentamente temi attuali come il rapporto tra fede e laicità, l'educazione interculturale, il dialogo interreligioso e la conoscenza interiore.
L'autore sceglie San Tommaso come guida in questa sua ampia riflessione su religione e vita civile.
San Gabriele dell'Addolorata (Assisi 1838 - Isola del Gran Sasso 1862) è conosciuto universalmente come il santo dei miracoli. Fin dal 1892, anno della riesumazione del suo corpo, il giovane studente passionista morto a 24 anni inizia a operare strepitosi segni in favore dei suoi devoti. Da allora si contano a migliaia gli episodi che si possono definire prodigiosi, attribuiti all'intervento del santo. Il libro illustrato racconta i più recenti. Nei fatti narrati c'è una costante ricorrente, quella del sogno premonitore. E tra questi casi ci sono quelli di persone che sognano il santo pur senza neanche conoscerne l'esistenza.
In questo volume Neusner raccoglie una serie di studi sul rapporto tra ebrei e cristiani, che nell’immaginario comune sono considerati “parenti” dal punto di vista religioso, in quanto derivati da un’unica tradizione: l’Antico Testamento. Ma secondo l’autore questa “tradizione comune” si rivela un mito: «Mentre il cristianesimo è rappresentato come una germinazione dell’“ebraismo”, di fatto iniziò come sistema religioso autonomo e assoluto; solo in seguito si formulò la teoria delle sue origini assumendo e facendo proprie alcune componenti dell’eredità dell’antico Israele». Questo forse meraviglia, ma seguendo Neusner nella sua rassegna ci si renderà conto della distanza di mentalità che c’è ancora tra i cristiani e i loro “fratelli maggiori”.
Ebraismo e Cristianesimo sono davvero “imparentati”? neusner,teologo dell’ebraismo di fama internazionale, sfata il mito di una “tradizione Comune”.
L’autore
Jacob neusner, nato negli Stati Uniti nel 1932, è professore di storia e teologia dell’ebraismo presso il Bard College di New York. Ordinato rabbino presso il Jewish Theological Seminary, “visiting professor” in numerose università americane ed europee, conferenziere richiesto dalle più prestigiose istituzioni culturali, con una ventina di lauree “honoris causa” e di premi accademici, ha una bibliografia di oltre 900 titoli. È considerato il più grande specialista vivente della letteratura rabbinica antica. Con le Edizioni San Paolo ha pubblicato: Un rabbino parla con Gesù (2007); Il Talmud. Cos’è e cosa dice
(2009).
«Uniamoci a Dio nella preghiera fervente e la nostra anima verrà trasfigurata in Lui».
destinatari
Sacerdoti, laici e quanti vogliono avvicinarsi, in modo semplice, agli scritti spirituali della Beata.
l’autore
La Beata Celestina donati (al secolo Marianna) nasce a Marradi (Fi) il 26 ottobre 1848. Sotto la guida spirituale dal padre scolopio Celestino Zini, allora provinciale delle Scuole Pie, Marianna matura la vocazione alla vita religiosa. Su impulso di padre Zini nel 1889 fonda la Congregazione delle Figlie Povere di San Giuseppe Calasanzio (Suore Calasanziane). Spende tutta la sua vita a favore dell’infanzia abbandonata e bisognosa. Muore il 18 marzo 1925; nella Cattedrale di S. Maria del Fiore a Firenze il 30 marzo 2008 è beatificata dall’allora Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, Cardinale José Saraiva Martins, a nome di Benedetto XVI.
Nicola Gori, laureato in lingue e letterature straniere presso l’Università di Firenze,collabora con la Cattedra di Letteratura spagnola della Facoltà di Lettere e Filosofia ed è redattore dell’Osservatore Romano. Studioso appassionato degli autori mistici, ha pubblicato numerosi libri in questo campo. È anche autore di premiati racconti e poesie.
Il Diario portoghese redatto tra il 1941 e il 1945, è una testimonianza diretta, intensa e drammatica di un periodo cruciale della vita di Mircea Eliade e ci presenta un ritratto inedito del grande studioso romeno. Non destinato alla pubblicazione durante la vita del suo autore, appare ora quale unico documento edito in forma integrale nella produzione memorialistica dell’autore del Trattato di storia delle religioni. Una scrittura nervosa, febbrile, sincera e incandescente ci rivela un complesso intreccio di orgoglio e consapevolezza intellettuale, spiritualità e carnalità, ascesi ed erotismo, tensione creativa e disorientamento interiore, ossessione patriottica e presa di distanza dalle scelte politiche nazionaliste del passato, sconforto psicologico e lucidità di analisi. All’autenticità della riflessione intima si accompagna l’attenzione critica: note di lettura, appunti di viaggio, incontri, considerazioni e annotazioni a margine delle proprie creazioni letterarie e scientifiche. Infine, la decisione radicale: Parigi e la scelta dell’esilio.
MIRCEA ELIADE (1907-1986), nato a Bucarest, ha vissuto in India dal 1928 al 1932. Ha insegnato filosofia all’Università di Bucarest dal 1933 al 1940. Addetto culturale a Londra e poi a Lisbona, nel 1945 viene nominato professore presso l’École des Hautes Études a Parigi.
Ha insegnato alla Sorbona e in diverse università europee. Dal 1957 è stato titolare della cattedra di Storia delle religioni dell’Università di Chicago, dove nel 1985 è stata istituita la cattedra «Mircea Eliade
a lui dedicata.
Questo volume (circa 500 colonne,
70 voci) della Enciclopedia delle religioni,
è dedicato alla trattazione dei
fenomeni religiosi, o variamente legati
alla religione, che si sono sviluppati
nell’Africa. Il Dizionario ha natura
notevolmente composita e variegata a
causa, naturalmente, della particolarità
della vicenda storica del continente.
Poiché si tratta di precocissimi e ripetuti
incontri fra le tradizioni religiose
native e le grandi religioni missionarie
dell’umanità, provenienti dall’esterno,
l’indice che in questo volume si propone
alterna, grandi voci che trattano
delle tradizioni religiose dell’intero
continente o di sue ampie parti a voci
che trattano della presenza in Africa delle grandi religioni
monoteistiche, fino a voci più specifiche dedicate alle religioni
propriamente africane di singole popolazioni o gruppi di popolazioni. Ma sono altresì
presenti voci che trattano delle principali
figure divine oggetto delle credenze
delle popolazioni africane,
accanto alle biografie dei tanti profeti
e fondatori di culti millenaristici o di
Chiese indipendenti (talora influenzati
dalle religioni tradizionali, talora
dal Cristianesimo o dall’Islam) che
hanno punteggiato in modo particolarissimo
la storia religiosa del continente.
Si aggiungono, infine, alcune
voci dedicate alle particolari espressioni
africane di fenomeni o concezioni
universalmente diffusi nel mondo
delle religioni (Anima, Iconografia,
Magia, Maschere, Musica, Regalità,
Stregoneria, Teatro, Trickster) e qualche voce che descrive
fenomeni religiosi tipicamente ed esclusivamente africani
(Culti di afflizione).
Mircea Eliade (1907-1986), nato a Bucarest, ha vissuto in India dal 1928 al 1932. Ha insegnato filosofia all’Università di Bucarest
dal 1933 al 1940. Addetto culturale a Londra e poi a Lisbona, nel 1945 viene nominato professore presso l’École des Hautes Études
a Parigi. Ha insegnato alla Sorbona e in diverse università europee. Dal 1957 è stato titolare della cattedra di Storia delle religioni
dell’Università di Chicago, dove nel 1985 è stata istituita la cattedra “Mircea Eliade” a lui dedicata.

