
La vita monastica viene presentata alla luce degli ideali evangelici che hanno animato e sostenuto le prime comunità cristiane.
Riflessioni sulla lettura meditata della Sacra Scrittura.
DESCRIZIONE: Benedetto Carucci Viterbi tratteggia con maestria la storia di rabbi Aqivà, uno dei più grandi maestri dell’antichità [vissuto tra il 50-135 e.v.], a cui dobbiamo, quanto meno, la presenza nel canone biblico del Cantico dei Cantici, ma che fu anche tra i grandi testimoni – lui, figlio di pecorai, pastore a sua volta, analfabeta e ignorante – della bellezza dello studio, che ricompensa di ogni fatica e di ogni sacrificio. Spinto dalla moglie Rachel a intraprendere una vita di sapere, diventa guida morale nei giorni del pericolo, sostiene la rivolta di Bar Kokhba contro l’impero romano, e quando i rabbini si riuniscono per discutere se si debba anche rischiare la vita per insegnare la Torà, Aqivà, che morirà martire con il sorriso sulle labbra, risponde che se avessero abbandonato la Torà avrebbero anche abbandonato Dio.
(Gabriella Caramore)
COMMENTO: Un ritratto, il primo in Italia, di rabbi Aqivà (50-135 e.v.), il primo maestro dell'esegesi rabbinica della Bibbia e protagonista della rivolta ebraica contro i Romani.
BENEDETTO CARUCCI VITERBI è preside delle Scuole ebraiche di Roma e insegnante del Corso di laurea in Studi ebraici del Collegio rabbinico di Roma. Tra le sue opere: Il qaddish (Marietti 1992); Le luci di Shabbat (Morcelliana 2009).
DESCRIZIONE: Paolo Ricca ci invita a fare quello che ogni essere pensante dovrebbe avere interesse a fare: liberarci dai cliché e dai pregiudizi. Nel caso di Calvino il primo, e più ingombrante, è quello dello spietato e freddo riformatore, uccisore del mite e ottimo Serveto. Va detto che – lo testimoniano le biografie e le sue parole – anche Calvino era mansueto e tenero negli affetti, desideroso di pace e di concordia. Questo non lo assolve certo dall’aver assecondato (non eseguito) la condanna al rogo di Serveto. Ma una volta di più dovrebbe rendere a noi più problematico il nodo che si ripresenta in tutta la cristianità – come in tutte le “fedi”, religiose o meno – del nesso tra la certezza del bene e la possibilità dell’errore.
In secondo luogo, se cerchiamo di esercitare “critica” invece di “pre-giudizio”, forse arriveremo a capire che anche la dottrina della predestinazione, inconcepibile, se assunta in maniera schematica da noi, figli della postmodernità, se invece considerata dialetticamente ci può aiutare a rimettere a fuoco, quanto meno, il dramma del rapporto tra destino e libertà, e, biblicamente, il dramma del conflitto tra la volontà di Dio e la decisione che spetta a ogni singola creatura.
Paolo Ricca ci esorta a prendere in considerazione, nel proporci di conoscere Calvino, la vera posta in gioco della Riforma: una ricerca intorno alla “verità”.
(Gabriella Caramore)
COMMENTO: Il pensiero di Giovanni Calvino nella lettura chiara e partecipata del massimo storico protestante italiano. La teologia, la dottrina della predestinazione, le vicende della Riforma, l'attualità.
BENEDETTO CARUCCI VITERBI è docente emerito di Storia della Chiesa presso la Facoltà Valdese di teologia a Roma. Per l’editrice Claudiana cura le Opere scelte di Martin Lutero. Presso la Morcelliana ha pubblicato: Le dieci parole di Dio. Le Tavole della libertà e dell’amore (20012); Il pane e il Regno. Commento al Padre nostro (2001); Evangelo di Giovanni (2005).
Parlare di responsabilità sociale d'impresa è divenuto quasi un obbligo per tutti coloro che si occupano di aziende; proprio la grande diffusione di studi e applicazioni pratiche può fare sì che si proceda in modo un po' troppo trionfalistico, acritico ed astorico, rischiando di perdere di vista tutta la complessità, e talvolta la problematicità, legata al concetto di responsabilità sociale. É fondamentale pertanto approfondire l'analisi e la conoscenza delle basi etiche, talvolta differenti, che stanno alla base di studi ed applicazioni pratiche della responsabilità sociale d'impresa. Il presente lavoro studia le basi etiche della CSR secondo la Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica (DSC). In questo modo si arricchisce la DSC dell'apporto strumentale e concettuale di studi e applicazioni pratiche connesse alla responsabilità sociale, mostrando come questi non possano che basarsi su solidi principi etici e antropologici (per il credente fondati in ultima analisi su una Realtà Ultima Trascendente). Si contribuisce inoltre ad evitare che la responsabilità d'impresa poggi su basi deboli, che potrebbero farla scivolare, a parere di questo lavoro, verso applicazioni più strumentali, o conformi alla moda, che etiche in senso proprio.
Questo studio affronta il tema della formazione delle virtù umane e cristiane.
Il libro racconta attraverso un viaggio fotografico accompagnato dai testi di S. Paolo, la storia del sepolcro di Gesù, da quando Costantino lo riportò alla luce e lo isolò edificandogli attorno il magnifico mausoleo.
Il presente volume sulla Torah (Pentateuco) è il primo di una serie di testi, il cui obiettivo è presentare una nuova interpretazione della Bibbia e della sua ricezione in Occidente, relativamente alla storia delle donne e alle cosiddette questioni di "genere". In questo testo la scelta del canone ebraico, in relazione con la tradizione cristiana, offre elementi di riflessione per una diversa considerazione del femminile. I testi della creazione vengono rivisitati alla luce dell'identità maschio-femmina, a immagine di Dio. Il ruolo delle donne nella storia della salvezza - dalle progenitrici d'Israele alle salvatrici di Mosè, con particolare rilievo alla figura politico-profetica di Miriam - è presentato in un'originale chiave interpretativa sullo sfondo del contesto culturale, sociale, giuridico e iconografico dell'Antico Oriente.Scritti di Silvia Schroer, Carol Meyers, Sophie Démare-Lafont, Donatella Scaiola, Thomas Hieke, Mercedes Navarro Puerto, Irmtraud Fischer, Jopie Siebert-Hommes, Ursula Rapp, Mercedes Garcia Bachmann, Dorothea Erbele-Kuster, Karin Finsterbusch.

