
Questo è un libro che l'autore non poteva non scrivere, e che si è portato dentro per quattro decenni. Perché fu più di quarant'anni fa che, reduce dai fervori e dai clamori del maggio '68, Hervé Clerc ebbe "un'esperienza incommensurabile rispetto a tutte quelle che avrebbe poi fatto nella sua vita e, ovviamente, a quelle fatte in precedenza": scoprì il buddhismo nella sua essenza - nudo, immobile, vuoto. Allora non sapeva che cosa fosse. Oggi, riprendendo il filo della propria biografia, riesce a renderci partecipi di un insegnamento plurimillenario, e nella forma più semplice e spoglia possibile, scardinando cliché, tic accademici, gerghi, mode.
Era la prima volta che un concilio della Chiesa cattolica parlava delle religioni non cristiane, riconoscendone il cammino verso la salvezza e i valori morali e spirituali. Come si riuscì, durante il Concilio Vaticano II, ad arrivare all'approvazione di un documento tanto innovativo che conteneva un paragrafo sull'islam e uno sull'ebraismo e che lasciava intravedere un orizzonte nuovo per il dialogo, proprio a partire da una valutazione positiva delle altre religioni? L'autore ricostruisce nei dettagli le complesse fasi di scrittura, modifica e approvazione della dichiarazione Nostra aetate promulgata da Paolo VI il 28 ottobre 1965, che ha aperto una nuova fase nella storia della Chiesa cattolica. Conoscere come Nostra aetate venne redatta, discussa, trasformata in concilio, costituisce un passaggio fondamentale e irrinunciabile per comprendere meglio come la Chiesa seppe aprirsi al dialogo senza rinunciare alla sua missione. Con una prefazione del cardinale Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi e membro del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani.
Una nuova traduzione italiana del testo che segna l'apice e l'origine del pensiero sociale della Chiesa. L'opera affronta le questioni del giusto salario, dell'ingordigia della borghesia, dell'erosione della morale causata dal trionfo dell'egoismo rapace, con straordinarie capacità di analisi. In essa non si ferma sul terreno morale ma polemizza con il pensiero liberale e con quello socialista, misurando le insufficienze e le ingiustizie propugnate dai loro programmi politici. La stessa "Rerum novarum", l'enciclica che inaugura la dottrina sociale della Chiesa, attingerà molte delle sue argomentazioni da tale scritto. Tradotto nelle principali lingue, pubblicato in italiano nel 1870, è ora edito in una nuova traduzione, emendata da fraintendimenti linguistici, più disinvolta nei riferimenti ideologici.
Jewish-Christian/Christian-Jewish Polemics in the Middle Ages Polemiche giudaico-cristiane e cristiano-giudaiche in epoca medievale Piero Capelli - Ursula Ragacs (eds.) EDITORIAL / EDITORIALE (Ursula Ragacs) THEME SECTION / SEZIONE MONOGRAFICA Jewish-Christian/Christian-Jewish Polemics in the Middle Ages - ALEXANDRA CUFFEL, Jesus, the Misguided Magician. The (Re-)emergence of the Toledot Yeshu in Medieval Iberia and its Retelling in Ibn Sahula's Fables from the Distant Past - ALEXANDER FIDORA, The Latin Talmud and its Translators. Thibaud de Sézanne vs. Nicholas Donin? - GÖRGE K. HASSELHOFF, The Parisian Talmud Trials and the Translation of Rashi's Bible Commentaries - PIERO CAPELLI, Editing Thirteenth-Century Polemical Texts. Questions of Method and the Status Quaestionis in Three Polemical Works - URSULA RAGACS, Paris 1240: Christians and Jews Defining the Talmudic Aggadot ARTICLES / ARTICOLI - ALEXANDER ROFÉ, David Overcomes Goliath (1 Samuel 17). Genre, Text, Origin and Message of the Story - JOSHUA EZRA BURNS, The Synagogue of Severus. Commemorating the God of the Jews in Classical Rome - SHALOM SADIK, Les opinions du Rebelle dans le Mostrador de Justicia (Maître de justice) d'Abner de Burgos
Il concetto di "fedeltà" - alla base della vita dei singoli, delle comunità e delle fedi religiose - sembra perdere progressivamente rilevanza nella società contemporanea mentre i confini della libertà si espandono; ma al venir meno di ogni limite corrisponde una carenza di senso che per eterogenesi dei fini torna a interpellarci. Una dialettica fra libertà e bisogno di fondamento che si riflette nei vari ambiti dell'umano, e sulla quale il volume offre una ricca panoramica: dalla prospettiva antropologica, leggendo il tema della fedeltà come origine dell'agire umano in cerca di sicurezza, a quella etico-filosofica, riprendendo la fenomenologia della fedeltà di Paul Ricoeur come apertura all'alterità, a quella teologico-esistenziale di Romano Guardini, che riporta alla "fiducia". Parallelamente l'indagine è condotta sui testi della Bibbia più significativi per comprendere il tema della fedeltà di Dio, oltre che a Dio (per esempio nel Libro di Isaia) e approfondendo il significato teologico e cristologico di ciò che è "degno di fede". La rilettura di Ignazio di Antiochia aiuta poi a comprendere il nesso tra fedeltà e martirio. Un ponte fra teologia e filosofia, in dialogo con la letteratura psicanalitica (Lacan), lo si trova nel confronto tra la fede in quanto consegna a un fondamento e l'affidarsi nelle relazioni personali, entrambi atti costitutivi dell'umano. Si osserva poi come il tema si declina nella vita liturgica...
"Laudato si', mi' Signore", cantava san Francesco d'Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l'esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: "Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba". Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell'uso irresponsabile e dell'abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c'è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell'acqua, nell'aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c'è la nostra oppressa e devastata terra, che "geme e soffre le doglie del parto" (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.
Dalla vita e dalle opere di Mamma Luisa continuano ad emergere testimonianze, situazioni e comportamenti sempre in linea con l'insegnamento cristiano, che la definiscono come la figlia spirituale di San Pio da Pietrelcina, fondatrice ed animatrice del suo Gruppo di Preghiera a Napoli e, a sua volta, Mamma spirituale di numerosi figli.
La storia del Sefer hêkalôt è probabilmente fra le più travagliate e affascinanti nell'intero corpus della letteratura mistica giudaica. Il testo attualmente disponibile sembra essersi formato in almeno tre tempi successivi intorno a un antico nucleo preesistente, il cui contenuto, di tenore fortemente apocalittico, è per molti versi affine a certe sezioni dello pseudepigrafo Libro di Henoch, cui l'intero nostro testo è stato a lungo direttamente ma impropriamente accostato. Redatto forse in area babilonese intorno al V-VI secolo d.C, il Sefer hêkalôt afferisce a quel ramo della speculazione cabalistica noto come ma'aseh merkavah o "Opera del Carro", il cui obiettivo è l'esperienza diretta della presenza di Dio. Tale esperienza, come insegnano le tradizioni, è conseguibile tramite pratiche ascetiche e un viaggio estatico attraverso le realtà ultra-terrene dei Cieli, dei campi angelici e dei Sette Santuari, di cui è possibile varcare le soglie eludendo la sorveglianza dei guardiani ad esse preposte grazie a inni, parole e simboli magici. Nel Sefer hêkalôt il viaggio verso la visione della merkavah è attribuito a Rabbi Ismael ben Elisa, un autorevole tanna realmente vissuto nella Palestina del I-II secolo d. C; gli fa da guida il Metatrôn, importante e complessa figura della speculazione cabalistica, misterioso "Angelo della Presenza" dimorante presso il trono divino.
Un sussidio pratico e vivace per impostare il percorso annuale di un gruppo formativo di adolescenti. Il filo conduttore è la storia di Michi, con il suo blog e la vita dei suoi amici: i successi, le fatiche, le esperienze e le crisi tipiche di un gruppo in divenire che, settimana dopo settimana, impara a guardarsi intorno per inserirsi nella vita dell'oratorio, della parrocchia e del territorio. Integrazione, accoglienza, diversità, amicizia, carismi, impegno, gestione dei conflitti, vocazione, scelte di vita cristiana, missione, sofferenza e spiritualità sono solo alcuni dei temi affrontati nelle varie tappe, accompagnate da brani della Parola di Dio e da commenti adatti a iniziare la discussione e la riflessione.
La domanda di religione è ancora presente nella società, ma il tipo di religione che ha più successo è quello conservatore. Dopo esempi tratti dalle altre religioni, Introvigne analizza come nel mondo islamico, dalla Palestina alla Turchia, dall'Algeria all'emigrazione musulmana in Europa, da bin Laden al Califfato dell'ISIS, situazioni di tensione nazionale o internazionale possano favorire lo sviluppo di movimenti fondamentalisti e di frange ultra-fondamentaliste, protagoniste anche degli episodi di terrorismo suicida. Anche di questi ultimi Introvigne propone una ricostruzione e un'interpretazione che ne confermano la natura religiosa e gettano una luce inquietante sui possibili sviluppi del terrorismo e del Califfato. Una guida indispensabile al mondo che il terrorismo ultra-fondamentalista ha cambiato per sempre, fondata su solide basi metodologiche ma ricca di esempi, dati, casi concreti tratti da una trentennale esperienza di ricerche sul campo, dal Texas alla Palestina e all'India, di agevole lettura anche per i non addetti ai lavori.
Dopo aver guardato da vicino la struttura della messa (2012), i gesti, i canti e i luoghi che danno forma alla fede (2013), in questo terzo percorso di spiritualità liturgica viene presentato l'itinerario di fede più importante del cristiano: l'Anno liturgico.

