Una riflessione sulla confessione di fede della "Dominus Iesus", elaborata dalla prospettiva dell'unità dell'economia cristiana e nel quadro della teologia delle religioni. La Dichiarazione "Dominus Iesus" della Congregazione per la Dottrina della Fede alzò la voce affinché risuonasse l'affermazione centrale del Simbolo cristiano: Gesù è il Signore, il Salvatore unico e universale. Questo libro tenta di dialogare con alcune delle proposte maturate nell'ambito della Teologia delle religioni, rilevando le difficoltà cui vanno incontro e motivandone le deficienze. Allo stesso tempo tenta di ricollocare la questione delle religioni nell'argine della genuinia tradizione cristiana.
Marco Cardinali porta il lettore alla scoperta della parte conclusiva della "Dei Verbum". Si focalizza con dovizia di particolari sull'intero capitolo sesto che ha per titolo "La Sacra Scrittura nella vita della Chiesa". Pur rimanendo ancorati alla profondità teologica che si respira nei cinque capitoli precedenti, col capitolo finale si entra gradualmente in un orizzonte più pastorale, più esistenziale e certamente affascinante ed attuale riguardante il nostro cammino di credenti. Si delineano, così, percorsi e tematiche che coinvolgono in profondità la vita di fede anche negli aspetti più inerenti alla sua quotidianità. L'appendice termina la lettura della "Dei Verbum" e apre uno sguardo sull'esortazione apostolica di papa Francesco "Evangelii Gaudium" e sul discorso di Benedetto XVI al clero di Roma.
Pubblicata la Nota sul rapporto tra Intelligenza Artificiale e Intelligenza umana dei Dicasteri per la Dottrina della Fede e per la Cultura e l'Educazione: «L'IA non è una forma artificiale dell'intelligenza, ma uno dei suoi prodotti». In 117 paragrafi, Antiqua et Nova (in riferimento alla "sapienza", antica e nuova) mette in luce sfide e opportunità dello sviluppo dell'Intelligenza Artificiale (IA) nei campi di educazione, economia, lavoro, sanità, relazioni internazionali e interpersonali, contesti di guerra.
Testo del Discorso alla Città di Milano in occasione della festività di Sant'Ambrogio 2024.
Il Giubileo 2025, tempo propizino per una società amica del futuro.
L'esperienza della Chiesa nella tutela dei più piccoli è unica e senza pari. Uomini e donne, istituzioni e organizzazioni, nel corso dei secoli, hanno testimoniato un impegno straordinario nel prendersi cura dei più fragili, e tale dedizione continua anche oggi con la stessa generosità. Tuttavia, il dramma degli abusi sollecita una riflessione profonda sulla responsabilità di ciascun membro della Chiesa. L'ascolto delle vittime e la consapevolezza degli effetti devastanti degli abusi impongono una conversione personale e comunitaria. Non si tratta solo di prevenire i rischi, ma di creare, con azioni proattive, ambienti e relazioni che promuovano la crescita sana e sicura dei più piccoli, a partire da una fede adulta che si fa carico dell'altro, in particolare del minore. La tutela dei minori, pertanto, è un impegno che riguarda l'intera comunità, in quanto ogni membro è chiamato, secondo le proprie capacità, a essere corresponsabile della crescita e del benessere dei figli della Chiesa. Il presente volume si propone di accompagnare gli operatori pastorali nel loro difficile ma essenziale compito, offrendo loro strumenti concreti per garantire la protezione e la cura dei più piccoli, affinché ogni comunità parrocchiale possa davvero diventare un luogo sicuro, in cui il Vangelo si traduce in un'azione educativa che promuove la generatività e la fiducia reciproca, in sintonia con le esigenze di ogni realtà parrocchiale.
Il titolo scelto per il Convegno Nazionale 2024 «Dallo sfigurato al trasfigurato: un cammino di fede nella sofferenza (Lc 9,29)» rivela lo splendore della trasfigurazione in vesti bianchissime e l'oscurità della passione, con le tenebre su tutta la terra, la nudità, la morte del Crocifisso e la spoliazione della nostra fragile umanità. Momenti belli, dove ogni cosa appare semplice e affascinante; momenti di paura, sconforto e solitudine, dove tutto sembra perduto. Si tratta del chiaroscuro dell'esistenza umana, delle realtà narrate dalla storia della salvezza. Dall'alto dei cieli, Dio Padre onnipotente accoglie il nostro grido e il buio del dolore cede il passo alla luce della Risurrezione. Lo sforzo di ricoprire le nostre nudità, di colmare il vuoto esistenziale, cercando di passare dalla porta stretta, ci regala speranza, ci fa incontrare negli eventi della vita terrena, anche quelli più dolorosi, l'amore di qualcuno che ci è vicino, che si prende cura di noi e non ci abbandona. Il Santo Padre Francesco, nella Bolla di indizione dell'Anno Santo 2025 ce lo ricorda: «Spes non confundit» ... la speranza non delude!
All'inizio del suo pontificato Giovanni Paolo II, nella sua prima enciclica, riflette sul mistero della redenzione, sulla realtà dell'uomo redento, la sua situazione nel mondo contemporaneo e sulla missione della Chiesa. Nella conclusione contempla il mistero della Chiesa, Madre e l'immagine della Madre di Cristo e Madre della Chiesa.
Mitria, anello pastorale, vincastro e croce sul petto. Nell'immaginario collettivo il vescovo è questo, un funzionario di Dio immerso nel sacro, distante anni luce dal sentire e dai problemi degli uomini del suo tempo. Non solo vescovi va oltre i paramenti per scardinare i luoghi comuni che accompagnano la figura del successore degli apostoli in un dialogo serrato e senza riverenze tra l'autore e tredici pastori sulle sfide della Chiesa: dalla sessualità alla pedofilia, dall'eredità del Concilio Vaticano II all'esercizio dell'autorità nel popolo di Dio, dalla laicità dello Stato all'impegno dei cattolici in politica. Quel che emerge è una Chiesa in ascolto, plurale, arrovellata nella continua dialettica tra conservazione e innovazione, nel tentativo, non sempre riuscito, d'incarnare il Vangelo sulla faccia della terra prima del ritorno dell'Eterno. Con il contributo iniziale del Card. Carlo Maria Martini - Intervengono nel libro i seguenti Vescovi: Lucio Soravito De Franceschi, Vescovo di Rovigo-Adria - Roberto Busti (Mantova) - Carlo Mazza (Fidenza) - Dante Lafranconi (Cremona) - Delio Lucarelli (Rieti) - Sebastiano Dho (emerito Alba) - Domenico Mogavero (Mazara) - Silvano Montevecchi (Ascoli) - Paolo Urso (Ragusa) - Tommaso Ghirelli (Imola) - Ivo Muser (Bolzano) - Luigi Bettazzi (emerito di Ivrea) Francesco Ravinale (Asti) - Giovanni Giudici (Pavia).
A conclusione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi è stato elaborato il Documento finale “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione”, che l'Arcidiocesi di Milano propone nella sua versione integrale, corredata dalle riflessioni dell'arcivescovo Mario Delpini, di Maria Ignazia Angelini, Mario Antonelli ed Erica Tossani.
Questo volume vuole accompagnare il cammino di coloro che si apprestano a studiare e fare propri i contenuti del Documento, per una Chiesa davvero sinodale.
Vivendo il processo sinodale abbiamo preso nuova coscienza che la salvezza da ricevere e da annunciare passa attraverso le relazioni. Camminando in stile sinodale, nell’intreccio delle nostre vocazioni, carismi e ministeri, e andando incontro a tutti per portare la gioia del Vangelo, possiamo vivere la comunione che salva: con Dio, con l’umanità intera e con tutta la creazione. In questo modo, grazie alla condivisione, inizieremo già adesso a sperimentare il banchetto di vita che Dio offre a tutti i popoli.
"Il costato trafitto del Redentore è la sorgente alla quale ci rimanda l'Enciclica Haurietis aquas: a questa sorgente dobbiamo attingere per raggiungere la vera conoscenza di Gesù Cristo e sperimentare più a fondo il suo amore. Potremo così meglio comprendere che cosa significhi conoscere in Gesù Cristo l'amore di Dio, sperimentarlo tenendo fisso lo sguardo su di Lui, fino a vivere completamente dell'esperienza del suo amore, per poi poterlo testimoniare agli altri." (Benedetto XVI)
La dichiarazione Dignitas infinita fa memoria del 75° anniverario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e riafferma l’imprescindibilità del concetto di dignità della persona umana all’interno dell’antropologia cristiana (Introduzione). La principale novità del documento, frutto di un lavoro durato cinque anni, è l’inclusione di alcuni temi portanti del recente magistero pontificio che affiancano quelli bioetici.
Tra le violazioni della
dignità umana, accanto all’aborto, all’eutanasia e alla maternità surrogata compaiono la guerra, il dramma della povertà e dei mi granti, la tratta delle persone. In questo modo, la Dignitas infinita si propone come un testo che, pur radicato nella storia, si proietta con urgenza verso le questioni più pressanti del nostro mondo.