La formula dubii definita oltre a dare direzione e orientamento all'istruttoria, diviene il punto di riferimento sia per il giudice sia per le parti in tutte le fasi del processo. Modificarla può significare reimpostare il giudizio dal punto di vista del diritto sostanziale, ma anche sotto il profilo processuale può avere una serie di conseguenze. Pertanto, la materia iudicii una volta determinata è protetta da stabilità ed è tendenzialmente immutabile, benché il divieto di modifica non sia assoluto. Il can. 1514 elenca le condizioni alle quali può essere effettuato validamente un mutamento: a) che la proposta di modifica dell'oggetto provenga da una delle parti; b) sussista una grave causa che giustifica tale modifica; c) il giudice abbia ascoltato le altre parti al riguardo; d) abbia soppesato le ragioni esposte; e) abbia emesso un nuovo decreto con la nuova formula dubii.Il can. 1514 è solo a prima vista un atto processuale fra i tanti; in esso si riscontrano principi fondamentali e costitutivi del processo giudiziale, come la dispositività, il contradittorio, il diritto di difesa, l'imparzialità del giudice con l'obbligo di procedere ex officio nelle cause riguardanti il bene pubblico della Chiesa, l'economia processuale. Il fine ultimo del processo è sempre l'accertamento della verità, affinché tramite la sentenza emessa dal giudice sia raggiunta la conformità della verità reale-oggettiva con quella giuridico-processuale.L'obiettivo principale dello scrivente è stato di offrire un approfondimento completo dell'argomento, affrontando i singoli elementi del can. 1514, tenendo conto non solo del testo del canone, ma pure del contesto delle cause di nullità matrimoniale, con l'intenzione di dimostrare che esso si inserisce organicamente nella normativa processuale e trova applicazione in toto anche nei processi di nullità matrimoniale.
La Parola di Dio ogni giorno 2025 si colloca nell'anno del Giubileo, un'istituzione che affonda le radici nella tradizione biblica. Papa Francesco ha voluto riprendere questa tradizione con l'intento di favorire la nascita di un nuovo futuro. Per questo ha scelto il motto Pellegrini di speranza. Oggi siamo in mezzo alle guerre in Ucraina e in Terra Santa e alle altre 57 ancora aperte, in un clima di odio e di conflitto che sembra crescere piuttosto che diminuire. Non possiamo dirci estranei. Siamo sull'orlo dell'abisso non per caso ma per l'insipienza irresponsabile dell'intera umanità. A tutti si chiede uno scatto di responsabilità, di creatività e di audacia. È indispensabile incamminarsi verso una rinascita spirituale perché le società crescano in umanità, in amore e fraternità. Pellegrini di speranza nell'Anno Santo con la compagnia quotidiana della Parola di Dio.
Questo volume raccoglie il ricco ventaglio di contributi che docenti di varie istituzioni hanno voluto offrire in occasione del seminario di ricerca dal titolo Per una lettura dei segni dei tempi. Epistemologia, fondamenti, percorsi, svoltosi a Molfetta presso l’Istituto “Regina Apuliae” della Facoltà Teologica Pugliese. L’occasione ha portato a mettere in circolo idee, fiducia reciproca, franchezza, rigore scientifico e umiltà tali da disporre i partecipanti, singolarmente e insieme, a discernere il tempo presente non solo attraverso il lume della propria o altrui ragione, ma anche alla luce dell’Evento pasquale che è al cuore del mondo e delle nostre relazioni
(Vincenzo Di Pilato).
In questo secondo volume del dittico dedicato ai fenomeni straordinari che possono interessare la vita del credente, Raffaele Talmelli indaga con scrupoloso rigore le manifestazioni diaboliche, nelle loro molteplici e subdole espressioni, e in special modo nelle dinamiche intrinsecamente divisive che investono l’integrità dell’individuo e delle comunità cristiane. Presentando un ampio excursus storico — dalle antiche superstizioni alle aberrazioni dei regimi totalitari, fino alle sfide etiche del nostro tempo — e coniugando riflessione teologica e casistica clinica, lo studio offre una guida per mettere in pratica un corretto discernimento così da «rettamente distinguere» ciò che è autentico da ciò che rischia di rivelarsi ingannevole. Sintesi di un’esperienza accademica e pastorale pluridecennale, l’opera conferma come la Chiesa nella sua unità sia bussola imprescindibile per orientarsi verso la giusta interpretazione degli eventi straordinari e delle esperienze spirituali, superando ogni superstizione nel cammino verso «la patria eterna».
La Seconda Lettera ai Corinzi, benché sia la lettera di Paolo più personale ed autobiografica, è uno scritto di alto livello teologico. Essa lascia intravedere i tratti della personalità ricca e "vulcanica" di Paolo, ma anche l'altrettanto magmatico contesto sociale e religioso della comunità cristiana da lui fondata a Corinto, una città di mare, crocevia di etnie, di religioni e di mentalità variegate. Il quadro ecclesiale multicolore che traspare dalla lettera è in grado già di spiegarne l'attualità rispetto alla situazione odierna della Chiesa, che, soprattutto in alcuni luoghi, è per molti aspetti simile alla comunità cristiana della Corinto dei tempi di Paolo. A cura di C. Manzi.
"Francesco non chiede d'essere guardato: è un dito teso verso la luna, un fuoco che indica Dio e ci consegna - nudi e liberi - alla gioia". Di san Francesco crediamo di sapere tutto: il santo della natura, dei poveri, della pace. Ma proprio ciò che crediamo di sapere ci impedisce di conoscerlo. In questo libro a due voci, Franco Nembrini e Fabio Rosini tornano ai testi che Francesco ci ha lasciato di suo pugno e li liberano dalle letture addomesticate, riconsegnandoci un uomo molto più scomodo e molto più vivo. Dall'incontro con i lebbrosi, dove ciò che era amaro diventa dolce, fino alla povertà scelta come libertà totale, emerge il volto di un convertito che non si accontenta: tenero e durissimo, capace di chiamare "sorella" la morte e di restare lieto nella tribolazione. Il dito e la luna: perché Francesco non vuole essere ammirato, ma indica un Altro. Un percorso che, capitolo dopo capitolo, smonta i nostri inganni e ci mette davanti alla domanda che davvero conta: quanto siamo disposti a giocare della nostra vita.
Stigmate che sanguinano misteriosamente, apparizioni in luoghi lontani, guarigioni inspiegabili, profumi celesti, estasi… la vita di Padre Pio da Pietrelcina continua ancora oggi a interrogare credenti e studiosi di tutto il mondo. Questo libro offre un percorso chiaro, documentato e ricco di testimonianze attraverso i principali fenomeni mistici che hanno accompagnato l'esistenza del frate cappuccino. Dalle stigmate, segno visibile della sua partecipazione alla Passione di Cristo, alla bilocazione, dai doni di lettura dei cuori alle profezie, il lettore scoprirà come questi eventi non fossero semplici episodi straordinari, ma strumenti attraverso i quali Padre Pio guidava, consolava e conduceva a Dio le anime che gli venivano affidate. In queste pagine si intrecciano spiritualità, storia e teologia, offrendo un viaggio nel mistero di uno dei santi più amati e discussi del Novecento
Umile prete napoletano, povero e perseguitato, ma ricchissimo di fede: questo libro racconta la vita e la spiritualità di don Dolindo Ruotolo (1882- 1970), sacerdote che amava definirsi solo "o’ viecchierielle d'a Madonna".Sospeso, frainteso e provato duramente, don Dolindo rispose alle croci con un abbandono totale alla Volontà di Dio, che ha lasciato alla Chiesa nella celebre preghiera: Gesù, pensaci Tu. Cuore del libro è il suo rapporto unico con la Madonna, madre, maestra e consolatrice, da lui cantata come Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra a cui dedicò trattati, preghiere, meditazioni e perfino il suo ultimo respiro. Maria fu la sua Maestra, la sua protezione contro le insidie del demonio, la sua fonte di luce nelle tenebre interiori, la sua forza nei momenti di prova. Miracoli, conversioni, intuizioni profetiche e testimonianze di grazie ricevute attraverso la sua intercessione completano il ritratto di questo sacerdote che veniva cercato dalla gente, amato dai poveri e in cui i peccatori trovavano pace.
«Quando scrivi ti amerò per sempre scrivilo con la matita», diceva Tagore.
Molti matrimoni vengono cancellati dalla separazione o dal divorzio, ma per il battezzato rimangono matrimoni firmati per sempre.
Ci sono però dei casi, sempre più frequenti, in cui il matrimonio cristiano si può cancellare perché è nullo, cioè mai esistito.
Questo libro, scritto da uno specialista che sa usare un linguaggio divulgativo, è una guida per un primo approccio alle problematiche relative alle condizioni di eventuale invalidità del matrimonio canonico.
È un sussidio indispensabile per i pastori d’anime, per i consulenti che operano in consultori di ispirazione cattolica, e può rivelarsi molto utile anche per chi si pone seri interrogativi sulla validità del proprio matrimonio.
L’Imitazione di Cristo appartiene alla ristretta schiera dei capolavori assoluti. Nei secoli ha saputo parlare in modo inimitabile al cuore non solo di monaci, per i quali fu composto, e di fedeli di ogni religione, ma anche di deisti, agnostici, miscredenti. Secondo Voltaire «bisognerebbe che le opere utili non appartenessero ad alcuno. Si hanno ancora dubbi sull’autore dell’Imitazione di Cristo. Che importa l’autore di un libro, se fa del bene alla brava gente?». Carducci lo definì «il più sublime libro religioso del Medioevo». Il suo segreto è proprio quello di interpretare l’anelito più profondo dell’uomo, quel bisogno di assolutezza, di completezza, di infinità che nessun bene finito può colmare, e chi l’ha detto – con tutta probabilità, l’abate benedettino Giovanni Gersen, cadute ormai le impossibili attribuzioni a Tommaso da Kempis e a Giovanni Gerson – si rivela profondo conoscitore del cuore umano.
La presente edizione, con testo e apparati riveduti e aggiornati, si impone per rigore, facilità di lettura, limpidezza di commento.
Il volume è a cura di Giovanni Bacchini, che ha anche seguito per Ares l’edizione di L’Amicizia spirituale & Gesù a dodici anni di Aelredo di Rievaulx, La contemplazione di Dio con La Lettera d’oro di Guglielmo di Saint-Thierry e i Sermoni sul Cantico dei Cantici di Bernardo di Chiaravalle.