Ieri un simpaticissimo professore di Harvard esponeva con semplicità e umiltà la maniera di capire il risveglio del pensiero nella specie animale. Io meditavo sull'abisso che divide il mondo intellettuale in mezzo al quale mi trovavo, e di cui capivo la lingua, dal mondo teologico e romano, di cui conosco egualmente l'idioma. Mi son detto che io ero forse capace, parlando la prima lingua, di fargli legittimamente esprimere ciò che l'altro conserva e ripete nelle sue parole divenute per molta gente incomprensibili. Per quanto possa sembrare bizzarro a prima vista, ho finito per capire che il Cristo non era estraneo alle preoccupazioni del professor Parker e che, con l'aiuto di qualche intermediario, si sarebbe potuto farlo passare dalla psicologia positivista ad una certa prospettiva mistica.
Questa constatazione mi ha confortato. Oh, ecco delle Indie che mi attirano più di quelle di San Francesco Saverio! Pierre Teilhard de Chardin
Le pagine di questo sussidio costituiscono un percorso pratico, dettagliato e completo per la formazione di catecumeni adulti durante la loro iniziazione alla vita cristiana. Può essere usato anche per la formazione di adulti e giovani-adulti che, riavvicinandosi alla fede, desiderino completare la propria iniziazione cristiana con la cresima e/o l'eucaristia. L'itinerario che integra sapientemente vita quotidiana, liturgia e fondamenti della fede cristiana, è stato elaborato su ispirazione del Rito dell'Iniziazione Cristiana degli Adulti (RICA). Il catechista, vero destinatario di questo sussidio, avrà tra le mani una guida pratica per affrontare in 4 tappe un percorso fatto di 30 incontri, ben scanditi nel tempo e di cui si propone non solo un calendario da personalizzare nello scorrere dell'anno liturgico, ma anche contenuti da affrontare e specifiche indicazioni da seguire per costruire ogni singolo incontro.
Fino al V secolo, i Padri latini utilizzavano instrumenta per indicare l'insieme delle Scritture o loro parti: le consideravano mezzi con cui Dio si fa conoscere e tramite cui l'uomo può accogliere la proposta salvifica divina. Essi erano consapevoli della distanza linguistica e culturale che si frappone tra quegli scritti e i loro nuovi destinatari e, comunque, nutrivano il desiderio di coglierne il messaggio al fine di corrispondere alla volontà divina. Perciò, fin dall'inizio elaborarono metodologie in parallelo, in dialogo o in autonomia rispetto ai grandi interpreti ebrei o non cristiani. Questo impegno è proseguito nel tempo contribuendo a rendere l'ermeneutica una disciplina autonoma. La collana si inserisce in questo solco e offre preziosi strumenti per comprendere le Scritture di Israele e della Chiesa antica. Illustra le metodologie più aggiornate e adeguate per interpretare in modo corretto i testi biblici secondo il loro corpo di appartenenza. Gli autori, docenti del Pontificio Istituto Biblico e della Pontificia Università Gregoriana, sono tra i più qualificati esponenti dell'esegesi biblica in campo cattolico.
Un sussidio per spiegare ai ragazzi l'importanza del sacramento della Cresima perché, attraverso le attività, i circle time e gli stimoli proposti, si rafforzi in loro la fiducia nei doni che lo Spirito Santo infonde con il suo passaggio. Età di lettura: da 10 anni.
La Bibbia, e in particolare l'Antico Testamento, è stata spesso chiamata in causa, a torto o a ragione, per giustificare vuoi la disparità uomo-donna, vuoi una morale sessuale restrittiva, vuoi il divieto di rapporti tra persone dello stesso sesso. Questo libro illustra, in forma facilmente leggibile ma con rigore scientifico, le molteplici affermazioni della Bibbia ebraica sulla sessualità. Fischer passa in rassegna i racconti della creazione e le disposizioni giuridiche che normano l'esercizio della sessualità, i canti d'amore che riempiono un intero libro (il Cantico dei cantici) e le descrizioni delle gioie e delle fatiche nelle relazioni fra uomini e donne, senza sottrarsi alla sfida di esaminare pagine intollerabili sulla violenza sessuale che presentano Dio addirittura come complice. Nelle undici sezioni del saggio i lettori sono messi a contatto con l'intero spettro della sessualità umana: tanto orribili casi di abuso, a un estremo, quanto la liberante dimensione di senso che, all'altro, continuano ad avere i testi scritturistici. L'autrice rilegge la tematica in una società come la nostra che, oggi, aspira faticosamente a costruire una parità di genere.
La Comunità delle Monache Agostiniane vive nella clausura del Monastero dei Santi Quattro Coronati in Roma dal 1564. Incastonato nel cuore di Roma, il Monastero è da sempre e ancora oggi un luogo di preghiera e di accoglienza; la Comunità si offre con semplicità per portare a Dio il canto dell'uomo, le sue gioie e le sue speranze, le sue tristezze e le sue angosce, il suo infinito bisogno di Dio.
La necessità e l’urgenza di una sana direzione spirituale sono oggi messe in risalto da autorevoli interventi del Magistero, da numerose pubblicazioni e dalla persistente richiesta di illuminazione e di chiarificazione del tema da parte di varie componenti del Popolo di Dio. Il presente studio vuole offrire un contributo specifico alla riflessione in atto, prendendo le mosse da studi condotti per lezioni, conferenze e corsi, e, ancor più, dalla riflessione sull’esperienza di direzione spirituale fatta e ricevuta. Il lettore è condotto a rileggere la direzione spirituale soprattutto alla luce del discernimento spirituale, come «momento forte» per apprenderla ed esercitarla meglio. Questa quarta edizione si presenta arricchita per più di un quinto dell’opera: le novità riguardano non solo temi inediti, ma anche precisazioni e puntualizzazioni di contenuti già precedentemente trattati.
P. Maurizio Costa, nato a Genova nel 1937, è entrato nelle Compagnia di Gesù nel 1955; ha conseguito il dottorato in teologia spirituale alla Pontificia Università Gregoriana. Dopo l’Ordinazione (Chieri, 1965) ha esercitato il ministero prevalentemente nel campo della Pastorale (Esercizi Spirituali, Direzione Spirituale, animazione di gruppi, ecc…) e in quello dell’insegnamento. A Roma, all’Università Gregoriana, è stato direttore del Centro Interdisciplinare per la formazione dei Formatori nei Seminari (CIFS) e professore di spiritualità. Attualmente risiede a Milano presso il Collegio Leone XIII con compiti prevalentemente pastorali. Tra le principali pubblicazioni: Legge Religiosa e Discernimento Spirituale, Brescia 1973; Voce tra due silenzi: La preghiera cristiana, Bologna 1998; Tra identità e formazione: la spiritualità sacerdotale, Roma 2003 e vari articoli soprattutto sulla spiritualità degli Esercizi Spirituali e della Compagnia di Gesù, sul Discernimento spirituale, e su problemi del sacerdozio e della vita consacrata. Inoltre ha curato un Commento all’Autobiografia di S. Ignazio di Loyola, Roma 1994.
Fino a che non saremo capaci di processione, di canto, di sguardo, di rapporti di corretta prossemica, di abitare simbolicamente gli spazi, ogni pretesa di "far parlare" i riti rimarrà irrimediabilmente delusa. Curare gli inizi è un'antica sapienza ecclesiale per creare le premesse del novum che è il dono di Dio in Cristo, una novità che redime e salva la vita. Una novità che riscatta dal logorio delle incombenze e delle preoccupazioni quotidiane l'assemblea ogni volta che osa ricomporsi per accogliere l'hodie della salvezza. A questa responsabilità ci richiama questo volume. Prefazione di Loris Della Pietra.
Quarta enciclica di papa Francesco, Dilexit nos (Ci ha amato) vede i natali in uno dei momenti più drammatici della storia dell'umanità. La sua pubblicazione arriva durante le celebrazioni per il 350° anniversario della prima manifestazione del Sacro Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque. Celebrazioni che, iniziate il 27 dicembre 2023 si concluderanno il 27 giugno 2025. Era stato Francesco stesso ad annunciarne l'uscita, condividendo il desiderio che il testo possa far meditare su aspetti e sfaccettature "dell'amore del Signore", perché possano illuminare il cammino del rinnovamento ecclesiale e parlare a un mondo che sembra aver perso il cuore. Sempre il Papa spiegava che il documento avrebbe raccolto «le preziose riflessioni di testi magisteriali precedenti e di una lunga storia che risale alle Sacre Scritture, per riproporre oggi, a tutta la Chiesa, questo culto carico di bellezza spirituale».
Metafore e simboli rappresentano l'idioma privilegiato del corpus biblico, la cui funzione va ben oltre quella puramente decorativa. Non esiste ancora, tuttavia, uno specifico approccio di lettura che valorizzi, in modo rigoroso e sistematico, questo dato unanimemente riconosciuto. La ricorrente confusione tra attenzione ai simboli e interpretazione allegorica del testo ha prodotto una certa diffidenza per tale ambito, assimilando due procedimenti del tutto diversi. Come si cercherà di mostrare, l'analisi simbolica indica una procedura propriamente esegetica, ma attenta al simbolo. Perciò l'Autore propone anche un metodo di lettura tracciando tappe per un'analisi esegetico-simbolica corretta. Più che di una spiegazione figurativa o allegorica, si tratta di un'interpretazione del testo alla luce dei simboli contenuti e opportunamente individuati con criteri che impediscano l'arbitrarietà o la simbolizzazione forzata. Il simbolismo in questione non è dunque una veste imposta dall'esterno, quanto una dimensione originaria e intrinseca al testo nel suo senso letterale.
Dialogo tra due esperti della Sacra Scrittura che indagano il significato e la portata esistenziale di 18 domande di Dio all’uomo e dell’uomo a Dio, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento. Un libro unico, che mette a confronto uno degli autori cattolici più noti al mondo con un giovane e brillante biblista: un incontro di generazioni e di esperienze diverse che dà vita a un testo ricco, profondo e suggestivo.
Nel mondo, dopo l'immane tragedia della Seconda Guerra Mondiale, ci sono stati e ci sono tuttora innumerevoli conflitti "locali" che hanno provocato milioni e milioni di morti, distruzioni di ogni genere, povertà, malattie. E mentre siamo indignati e impauriti per la recente guerra in Ucraina, non possiamo dimenticare che contemporaneamente ci sono nel nostro pianeta popolazioni che quotidianamente soffrono violenze, umiliazioni, persecuzioni, in guerre dimenticate o sconosciute. L'agendina di quest'anno non può non parlare di pace, non può non augurare la pace. Apriamo le pagine di riflessione e preghiera con un meraviglioso sermone di Martin Luther King, proclamato ad Atlanta, nella Vigilia di Natale del 1967, pochi mesi prima di essere assassinato, martire della pace e della nonviolenza.