
Indagate le relazioni tra l'esperienza di un trauma anche infantile e la comparsa di disturbi alimentari quali anoressia e bulimia. Fornite anche specifiche direttive per assicurare ai pazienti il recupero del proprio disequilibrio. Con casi clinici e questionari per l'autotest. Inoltre rischi, complicazioni e insidie.
L'estremo digiuno religioso e l'astinenza delle sante, gli scioperi della fame, l'esibizione degli scheletri viventi, il destino dei melanconici, delle isteriche, dei posseduti e delle streghe: il libro di Vandereycken e van Deth si interroga sul rapporto esistente tra l'anoressia, malattia del nostro tempo, e altre manifestazioni che appartengono a contesti storici diversi, mostrando il significato attribuito in epoche differenti all'alimentazione, al suo rifiuto, al rapporto con la corporeità, con il trascendente, con la morte.
Strade, scuole, traffico, trasporti: su questo e su molto altro si concentra l'attività di comuni e province. Compiti, poteri, struttura organizzativa di chi amministra i luoghi in cui viviamo.
Traffico, trasporti, strade e piazze, scuole e centri per gli anziani. Su tutto questo si concentra l'attività di comuni e province. Nel volume si spiega come funziona e come si va trasformando il governo locale, dopo gli effetti della crisi economica e delle manovre per contenere i costi e razionalizzare il funzionamento delle istituzioni.
Un dio, un compagno per le streghe, l'animale preferito di Maometto, l'amico di Richelieu, il favorito dei poeti: sono soltanto alcune delle molteplici identità feline che Cari Van Vechten esamina in questa gloriosa panoramica sulla storia d'amore tra gli esseri umani e il gatto. Dal 1920, anno della prima edizione, ogni autore che abbia voluto scrivere su questa affascinante creatura, più o meno consapevolmente, ha seguito la strada che Van Vechten ha spianato con questo lavoro, ormai un classico della vastissima letteratura dedicata ai felini. In questo affascinante peana dei gatti, si ritrovano innumerevoli aneddoti, eventi e tradizioni riguardanti la loro mutevole natura, come la lunga associazione con l'occulto e la presenza nel folclore, nella musica, nell'arte e nella letteratura. Una vera miniera di informazioni che vanno a formare un compendio maniacale di riferimenti letterari, narrati con intelligenza, grazia e ironia e arricchiti da bellissime illustrazioni di famosi artisti tra cui Grandville, Steinlen e Beardsley.
Questo libro racconta la storia di libri che c'erano e non ci sono più. I libri perduti non sono libri dimenticati oppure libri pensati dall'autore e mai nati. Sono quelli che l'autore ha scritto, che qualcuno ha visto, magari ha anche letto, e che poi sono stati distrutti o dei quali non si è saputo più niente. Libri scomparsi, ma che sono di certo esistiti. Ogni libro perduto ha la sua storia che non assomiglia alle altre, se non per qualche particolare che stabilisce strane relazioni. Si parte così dalla casa di Firenze di Romano Bilenchi per poi passare all'Inghilterra di Byron e di Sylvia Plath, alla Francia di Hemingway, attraverso la Russia di Gogol' e la frontiera spagnola che Walter Benjamin cerca di superare, dalla Polonia occupata dai nazisti di Bruno Schulz fino al remoto paesino del Canada dove si rifugia Malcolm Lowry. Un lungo viaggio che vale senz'altro la pena di fare, perché magari un giorno, da qualche parte, uno di questi libri che sembra perduto per sempre potrebbe miracolosamente riemergere.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una continua invasione di campo: da una parte c'è stato il ritorno a una dimensione narrativa della storia. Dall'altra, sempre più romanzieri si sono inoltrati nel terreno della storia, da Cercas a Binet, da Littell a Scurati. Ma qual è la relazione fra la letteratura e la storia? Un romanzo può essere uno strumento per indagare la realtà? Prendiamo il caso di "Se questo è un uomo". È testimonianza? È letteratura? È riflessione storica e sociologica? Certamente il contributo teorico e interpretativo di Primo Levi, e in particolare la sua nozione di 'zona grigia', è decisivo per chiunque voglia studiare la Shoah. Oppure "Una questione privata". Cosa c'è di più romanzesco? Eppure la storiografia ha impiegato oltre trent'anni per arrivare a interpretare, come Fenoglio, la Resistenza anche come guerra civile. Insomma, si potrebbe parlare di una vera e propria 'ragione letteraria', diversa da quella storica, ma non meno ficcante e rivelatrice. In fondo storia e letteratura hanno molte cose in comune: entrambe vogliono ricreare mondi perduti, riesumando i morti oppure infondendo la vita a uomini che non l'hanno mai avuta.
Nada ha vent'anni, una bambina di due ed è sola. Il marito è partito volontario per la guerra in Africa. La sua famiglia è lontana e nella nuova città dove abita non conosce quasi nessuno. Hermann di anni ne ha quasi quaranta, una famiglia in Germania, è sottufficiale della Wehrmacht e odia Hitler. Si incontrano per caso in un pomeriggio d'inverno a Marina di Carrara e si innamorano. Insieme decidono di fuggire, lei da una famiglia sbagliata, lui da un esercito che da alleato è diventato occupante e invasore. Scappano sui monti e si uniscono ai partigiani. Rischieranno la vita, parteciperanno alla liberazione di Parma, convinti che il futuro sia dalla loro parte. Non sarà così. Giorgio van Straten ci porta sapientemente sulle tracce di Nada e di Hermann, inseguendo persone, documenti, oggetti, fotografie: riaffiora così una storia incredibile e ricca di colpi di scena. Una ricerca che ci fa 'inciampare' in domande e interrogativi che riguardano tutti: l'amore è una forza capace di travolgerci, anche di farci rischiare la vita stessa? I grandi sogni della giovinezza indirizzano tutta la nostra esistenza o sono destinati a diventare fonte inesauribile di nostalgia e frustrazione? Le cicatrici di esperienze così travolgenti possono essere nascoste e dimenticate?

