
Descrizione dell'opera
Testo di riferimento delle riflessioni dell’autore è la nota pastorale della CEI «Rigenerati per una speranza viva» (1Pt 1,3): testimoni del grande “sì” di Dio all’uomo, che ricapitola e riconsegna alle comunità cristiane il lavoro scaturito dal 4° Convegno ecclesiale nazionale (Verona, 16-20.10.2006). L’occasione che le ha originate è una tre giorni di aggiornamento e di spiritualità tenuta a Pietralba (BZ) ai sacerdoti dehoniani dell’Italia settentrionale a fine agosto 2007. Lo stile fresco e colloquiale del volume fa trapelare il contesto in cui è nato, ovvero quello di una grande passione per la Chiesa, di un confronto libero e franco con un gruppo di religiosi impegnati nella pastorale e quindi assai partecipi dei problemi trattati.
Il tema della speranza è diventato quindi il prisma attraverso cui fissare lo sguardo sulla realtà della Chiesa italiana. Le sei riflessioni di quelle giornate sviluppano, in sequenza, i temi della speranza, della testimonianza e della missione. «La speranza è che questa meditazione, nutrita dalle Scritture, dalla teologia e dalla partecipazione al cammino del nostro tempo, aiuti sacerdoti e operatori pastorali a capire meglio questo tempo e a saperlo vivere con consapevolezza e con serenità» (dall’Introduzione).
Sommario
Introduzione. 1. Rigenerati per una speranza viva. 2. La verità sulla vita come sfida educativa e culturale. 3. L’alfabeto della vita quotidiana. 4. La globalizzazione: sfide e risposte. 5. Chiamati a condividere il cammino di Gesù di Nazaret. 6. L’Eucaristia: Gesù testimone in mezzo a noi. Conclusione.
Note sull'autore
Gianni Colzani, ordinato sacerdote per la Chiesa di Milano nel 1964, insegna alla Pontificia Università Urbaniana e al Marianum. È stato Assistente nazionale delle Équipes Notre Dame (1994-1998) e Assistente generale dell’Istituto delle Ausiliarie diocesane di Milano (1997-2002). Presso le EDB ha pubblicato La missionarietà della Chiesa. Saggio sull’epoca moderna fino al Vaticano II, 1975; Antropologia teologica. L’uomo paradosso e mistero (Corso di teologia sistematica 9), 1988 21997. Tra i suoi lavori più recenti ricordiamo: Cattolicesimo, Brescia 2000; La vita eterna. Inferno, purgatorio, paradiso, Milano 2001; Convertirsi a Dio. Opera della Grazia, scelta della persona, sfida per le Chiese, Città del Vaticano 2004.
Secondo di quattro volumi, il testo è organizzato per lemmi come un dizionario, ma si propone di essere un significativo esperimento che rivisita e attualizza la concettualità della teologia cristiana per favorire un confronto con la cultura contemporanea. Un libro che rende disponibili le forme e le strutture essenziali di una scienza religiosa responsabile e aperta al futuro, fornendo un servizio prezioso sia alla ricerca teologica sia al dialogo con la filosofia e le scienze.
Dalla quarta di copertina:
L’opera, I concetti fondamentali della teologia, si articola in quattro volumi. Non si tratta propriamente di un dizionario teologico, anche se è scandita in ordine alfabetico, ma di un significativo esperimento che rivisita e attualizza, con tutti i sussidi della scienza moderna, la concettualità della teologia cristiana.
Ogni voce è affidata a uno specialista, generalmente di lingua tedesca, che presenta, in una monografia di sintesi, storia e teoresi della concettualità teologica, esposta, analizzata e contestualizzata in forma nuova, con ricca e aggiornata bibliografia internazionale.
L’opera rende un servizio prezioso alla ricerca teologica, ma anche al dialogo con la filosofia, con le scienze e con la cultura contemporanea, rendendo disponibili le forme e le strutture essenziali di una coscienza e di una scienza religiosa, responsabile e aperta al futuro.
Negli snodi cruciali della vita – la nascita e la morte, l’ingresso nell’età adulta o il matrimonio… – i rituali vengono in aiuto dell’uomo, in tutte le culture. Così pure i sacramenti cristiani: sono segni efficaci della benefica vicinanza di Dio, che lui stesso ci dona per accompagnarci e offrirci sostegno lungo il cammino.
Dalla quarta di copertina:
Soprattutto in alcuni momenti di svolta della nostra vita, avvertiamo che essa è legata a contesti che esistevano prima di noi e ci saranno dopo di noi. In occasione di eventi importanti i rituali ci accompagnano e ci sostengono nelle relazioni con gli altri e con noi stessi.
Nella tradizione cristiana i sacramenti ci aiutano a dare forma a simili momenti di passaggio. Essi sono un segno del fatto che ci viene donata la benefica vicinanza di Dio.
Queste sante celebrazioni sono rese accessibili in questo libro con una introduzione pratica.
Il quarto volume è antologico; esso raccoglie i testi sacramentali, che hanno avuto maggiore incidenza nella storia della Chiesa. Data la particolare interdipendenza che, soprattutto nella teologia sacramentaria viene rilevata tra lex orandi, credendi et intelligendi (tra celebrare, credere e comprendere), per ogni epoca storica vengono presentati i testi liturgici più rilevanti, gli interventi magisteriali più significativi, le riflessioni più originali degli autori.
Si può dire che Sobrino sia uno degli ultimi solidi pilastri della teologia della liberazione. Unico scampato all’eccidio dei sei gesuiti dell’Università del Centro America (UCA – San Salvador) avvenuto su mandato di gruppi politici e paramilitari, su di lui continua a concentrarsi l’attenzione della Congregazione per la Dottrina della Fede. Queste pagine, con inusitato coraggio, riportano il testo integrale della “Notificatio” e una riflessione puntuale e condivisa che un gruppo di autorevoli teologi gesuiti spagnoli ha svolto su tale testo. L’intento è duplice. Da una parte evidenziare il carattere freddo e distaccato, ma anche approssimato, di una cristologia astratta che privilegia più gli spazi della filosofia che della vita. Dall’altra alimentare il crescente interesse per la figura, la persona e il messaggio di Cristo che da alcuni anni a questa parte esce dal dominio dei teologi di professione per ritornare a essere oggetto di dibattito e motivo di speranza per credenti e non credenti. La lettura dei due testi si rivela illuminante perché, attraverso l’approfondimento delle argomentazioni contestate, si può scorgere la scomparsa di un dibattito teologico vero e vitale capace di tradurre la parola di Dio agli uomini di oggi.
Il presente studio ha ad oggetto la questione del soprannaturale, così come si è sviluppato nel corso del secolo XX, ad opera soprattutto di due tra i più grandi teologi: Henri de Lubac e Karl Rahner. Le loro posizioni hanno di fatto costituito un confronto vertente sulla teoria della "natura pura", alla ricerca della migliore argomentazione a difesa della gratuità specifica del soprannaturale.
Questo libro mette a tema la questione del linguaggio religioso e vuoi suggerire un modo di dire Dio che sia radicalmente non violento. Perché la Parola di Dio possa risuonare carica di senso è necessario deporre le pietre. L'allusione è a un racconto del Vangelo (Gv 7, 53-8, 11): una donna, sorpresa in adulterio, rischia di essere lapidata da un gruppo animato da zelo religioso; ma, proprio quando tutto sembra ormai perduto, di fronte a una parola autorevole e sorprendente di Gesù, sopraggiunge nel cuore di ciascuno un barlume di umanità e di verità religiosa. Deporre le pietre è necessario perché il dire religioso abbia senso. Allora come oggi.
I testi qui raccolti sono il frutto di due intense riflessioni proposte dal vescovo, mons. Francesco Lambiasi, in questi primi mesi del suo episcopato. Scaturite da distinte circostanze (la prolusione al nuovo anno accademico dell'ISSR "A. Marvelli" e la lezione magistrale tenuta all'Università di Bologna - Polo di Rimini) queste due riflessioni trovano la loro profonda connessione nel rinnovato incontro tra fede e ragione, tra verità e libertà, tra conoscenza e amore. In profonda sintonia con la più autentica tradizione del pensiero cristiano, il vescovo Lambiasi ci mostra, con magistrale sintesi, come la verità manifesta diviene amore e, nel contempo, come l'amore realizzato si trasformi in bellezza.
Un cartoon che affronta le questioni fondamentali dell'esistenza
Dal beffardo Bart Simpson al teologo calvinista Karl Barth
L'umorismo come antidoto al fanatismo
In una società molto spesso imbarazzata dalle dimostrazioni pubbliche della spiritualità e della fede, i Simpson – litigarella, rumorosa e normalissima famiglia della classe lavoratrice di una città della provincia americana – aiutano a riflettere sui nostri timori e le nostre speranze, sull'oggi e su Dio.
Dalla quarta di copertina
... ma cos'ha a che fare Bart, il ragazzino scavezzacollo con una vocazione particolare a condurre alla collera suo padre, Homer, con Karl Barth, il grande teologo calvinista che ha segnato con la sua opera sterminata l'intero Novecento?
Da Bart a Barth: soltanto un - facile - gioco di parole? A tale angosciosa domanda – leggera di quella leggerezza che Italo Calvino suggeriva di portare con sé all'incrocio del nuovo millennio quale antidoto al senso diffuso di precarietà cosmica – è dedicato questo libretto.
Che (con la bassa scusa di parlare una volta di più della famiglia più famosa della TV mondiale, la famiglia Simpson) discute di noi, della nostra fatica di capire gli altri ma anche di capirci, dei nostri timori e delle nostre speranze, religiose e non: insomma, del nostro oggi, e di cosa ci fa – ancora? – colui che ci ostiniamo a chiamare Dio nel nostro oggi.
"Un'opera che si legge tutta d'un fiato e che alla fine – esattamente come accade dopo la visione di un episodio dell'amata serie – ti costringe a desiderare una successiva puntata." (Dalla prefazione di Gioele Dix)
Una caratteristica delle opere teologiche di Antonio Rosmini è la ricchezza di citazioni e di allusioni alla Sacra Scrittura. Nella sua riflessione Rosmini parte dai testi scritturistici e sviluppa poi la sua concezione, sulla base della vasta e profonda conoscenza che egli ha della grande Tradizione e sullo sfondo della sua visione personale di pensatore originale. Ne risulta una singolare unità organica, in cui la sacra Scrittura costituisce l'anima e l'ispirazione generale della teologia rosminiana, anticipando le indicazioni date a questo proposito dal concilio Vaticano II. Il presente lavoro si divide in due parti, costituite la prima dallo studio dell'opera: "L'introduzione al vangelo secondo Giovanni commentata", la seconda dallo studio della "Antropologia Soprannaturale". Per ognuna di queste opere ricerchiamo dapprima l'esegesi che l'autore dà dei testi pneumatologici neotestamentari, di quelli giovannei, di quelli paolini, dei vangeli sinottici e degli altri scritti sacri. La teologia dello Spirito Santo proposta dal Rosmini appare così nel suo aspetto di profonda radicazione nella grande Tradizione della Chiesa Cattolica e insieme nel contributo originale della visione personale di lui.
Mai come di questi tempi la questione della compatibilità tra fede e ragione, tra scienza razionale e credenze religiose ha appassionato il pubblico dei lettori. Molti libri di successo radicalizzano lo scontro, sostenendo che nessuna teologia può resistere di fronte al cammino inarrestabile del progresso scientifico. Frank Tipler, fisico americano, non è d'accordo e sostiene una tesi sorprendente: nulla, nella dottrina cristiana e nel racconto evangelico, è incompatibile con le leggi della fisica moderna. L'esistenza del Dio di Ebrei e Cristiani, la causa prima dell'universo, non contraddice alcuna legge di natura, al contrario: sono gli stessi fisici che postulano la necessità di una singolarità cosmologica, un inizio non causato del cosmo. I miracoli raccontati nei Vangeli, lungi dall'essere improponibili in un quadro di riferimento scientifico, sono, invece, fisicamente realistici: è addirittura possibile ideare dei veri e propri esperimenti per provare la validità di alcuni dei miracoli più importanti. Dalla dottrina della resurrezione, alla verginità di Maria, all'incarnazione, Tipler ci dimostra come le concezioni in apparenza meno scientificamente plausibili del Cristianesimo si fondino, o possano fondarsi, su una legge fisica certa, e possano trovare conferma nei più recenti studi di laboratorio. La fisica del cristianesimo è un ponte gettato tra la nuova scienza e la teologia.
I cinque interventi che compongono il volume, tutti risalenti al 2007, hanno il loro filo conduttore nello sguardo rivolto ai grandi mutamenti del nostro tempo. Strettamente collegati tra loro, affrontano l'approfondita ricerca di ciò che è "bene" per l'uomo anche e nonostante i contrastanti aspetti della cultura moderna. La sintetica lettura del Gesù di Nazareth di Benedetto XVI, che completa il volume, è ancora una forte indicazione per l'orientamento a Cristo in ogni azione umana.

