
Il settore della didattica è in continua evoluzione. Il volume nasce da un equilibrato e originale connubio fra teoria e pratiche di insegnamento della storia che mette in relazione dimensione umanistica e spirito imprenditoriale, inclusione e interdisciplinarità, tradizione e innovazione, facendo dialogare didattica, ricerca e public history. Un viaggio nell'universo dell'insegnamento e della sperimentazione, fondamentale per la formazione universitaria dei futuri docenti, per l'aggiornamento professionale e per coloro che nella società civile interagiscono con il mondo della scuola.
In questo stimolante saggio, l'autore, Giuseppe Ferraro, intreccia il dialogo sulle forme di amore di Platone nel "Simposio" con la visione cosmologica di Giordano Bruno, esplorando come le idee, simili a meteore luminose, impattino e si trasformino nell'incontro con la realtà umana. Dalla concezione platonica dell'amore come elevazione verso un ideale di verità e bellezza, al radicalismo di Bruno con un universo infinito senza centro, questo libro offre una profonda riflessione sulla natura trasformativa delle idee e sul loro potere di modellare la società attraverso i secoli. "Le idee cadono dal cielo" è un viaggio attraverso la storia del pensiero, che rivela come le visioni filosofiche possano ancora oggi illuminare e ispirare la nostra realtà.
Durante la prima guerra mondiale circa seicentomila soldati italiani furono destinati ai campi di prigionia dell’Impero austro-ungarico e tedesco. Per mitigare la durezza delle condizioni di vita e per spezzare la monotonia di una quotidianità fatta di appelli, pasti in comune e rare uscite nei villaggi limitrofi, i prigionieri si dedicarono a iniziative che potessero ricreare nei campi le attività proprie della vita libera: dallo sport ai giochi da tavolo, dall’artigianato alla musica e al teatro, fino lo studio delle lingue, alla lettura e al giornalismo. Proprio i giornali di prigionia costituiscono uno strumento privilegiato per indagare dall’interno la vita dei prigionieri italiani, facendone affiorare gli aspetti storici, culturali, sociali, psicologici e intimamente umani. A differenza dei giornali di trincea, che raccontavano il conflitto seguendo gli schemi della propaganda bellica e della mobilitazione patriottica, quelli redatti nei campi di prigionia narrano in presa diretta le conseguenze della guerra e le sue atrocità, facendosi portavoce del desiderio di pace dei soldati, della nostalgia per le famiglie e per la patria lontana, delle afflizioni derivanti prima dalla vita al fronte e poi nei campi dei nemici. Compilati a mano, illustrati, poligrafati, ciclostilati o stampati, questi fogli rappresentano un originalissimo laboratorio umano e culturale, che in questo libro viene analizzato nel dettaglio anche grazie a un inedito apparato iconografico. I «giornali prigionieri» finirono per diventare una sorprendente via di fuga psicologica per i soldati italiani caduti in mano nemica, un modo per sopravvivere all’inferno e al tedio dei campi di prigionia.
Perché fare filosofia con i bambini? Per sentire risposte che non sappiamo più trovare? Per ridare forza alla professione di insegnante, sommersa e provata da riforme che ne minano il senso e ne cancellano la passione? Per tutte queste cose insieme, risponde Giuseppe Ferrara, filosofo che da anni si impegna a parlare di filosofia con i bambini. In questo libro racconta la sua straordinaria esperienza nelle scuole elementari di Napoli, in cui ha cercato di restituire alla filosofia una funzione, un compito e una posizione sociale da troppo tempo anestetizzata nelle mura accademiche o ridotta a un sapere specialistico di chi parla e discute senza farsi capire e senza capirsi. Con i bambini, la filosofia può tornare a vivere quella meraviglia da cui è nata più di duemila anni fa.
Una caratteristica delle opere teologiche di Antonio Rosmini è la ricchezza di citazioni e di allusioni alla Sacra Scrittura. Nella sua riflessione Rosmini parte dai testi scritturistici e sviluppa poi la sua concezione, sulla base della vasta e profonda conoscenza che egli ha della grande Tradizione e sullo sfondo della sua visione personale di pensatore originale. Ne risulta una singolare unità organica, in cui la sacra Scrittura costituisce l'anima e l'ispirazione generale della teologia rosminiana, anticipando le indicazioni date a questo proposito dal concilio Vaticano II. Il presente lavoro si divide in due parti, costituite la prima dallo studio dell'opera: "L'introduzione al vangelo secondo Giovanni commentata", la seconda dallo studio della "Antropologia Soprannaturale". Per ognuna di queste opere ricerchiamo dapprima l'esegesi che l'autore dà dei testi pneumatologici neotestamentari, di quelli giovannei, di quelli paolini, dei vangeli sinottici e degli altri scritti sacri. La teologia dello Spirito Santo proposta dal Rosmini appare così nel suo aspetto di profonda radicazione nella grande Tradizione della Chiesa Cattolica e insieme nel contributo originale della visione personale di lui.
Un saggio di spiritualita liturgica, ispirata ai riti della dedicazione della chiesa e della dedicazione dell'altare. Uno studio dettagliato e accurato per dare risalto al protagonista della vita cristiana: l'altare di una chiesa.
I PRIMI QUATTRO CAPITOLI CONTENGONO RIFLESSIONI ESCATOLOGICHE ATTRAVERSO LO STUDIO DI TERMINOLOGIA TEMPORALE: OGGI, DOMANI..." IL QUINTO CAPITOLO E`UN ESAME CRISTOLOGICO-MARIOLOGICO. GLI ALTRI STUDI SONO SULLA PNEUMATOLOGIA. " un trattato di notevole spessore. I capitoli trattano argomenti differenti. E' compiuto l o studio escatologico sulla terminologia temporale nel vangelo di luca e negli atti. Un capitolo e`dedicato all'esegesi della pericope delle nozze di cana. Seguono studi sulla pneumatologia. L'ultimo capitol o tratta il tema della gioia e della sofferenza nei vangeli.
IL PRESENTE STUDIO OFFRE UN SAGGIO DELLO SPIRITO E CRISTO NEL COMMENTO AL QUARTO VANGELO E NEL TRATTATO TRINITARIO DI SANT AGOSTINO.
il tema della gioia, ampiamente diffuso nel nuovo testamento, raggiunge un vertice di rivelazione nel quarto vangelo, nelle lettere giovannee e nell apocalisse a motivo della concentrazione cristologica. Il tema della gioia, ampiamente diffuso nel nuovo testamento, raggiunge un vertice di rivelazione nel quarto vangelo, nelle lettere giovannee e anell'apocalisse a motivo del la concentrazione cristologica. Ogni capitolo di questo libro studia una pericope che presenta il tema della gioia, esamina la sua collocazione e funzione nel contesto immediato e generale del libro, ne mette in luce il legame con l'oper a intera e illustra la sua originalita specifica. Viene poi indicata l'articolazione del brano, viene proposta l'eseg esi dei punti principali e si analizzano gli enunciati riguardanti la gioia, esponendone il significato. La conclusione del libro raccoglie e compendia i risultati conseguiti.attraverso la penetrazione della identita cristiana, a cui la gioia rivelata negli scritti giovannei conduce, si e`guidati alla conoscenza di cristo e, in lui, degli autori divini della gioia salvifica: il padre e lo spirito paraclito; si e`introdotti cioh alla contemplazione del mistero centrale della fede comunicata da dio agli uomini nel suo figlio fatto uomo. La gioia di gesu, che viene comunicata agli uomini, e`una via per comprendere e sperimentare la vita divina immortale che rende gli uomini figli di dio.

