
DESCRIZIONE: Dalla teologia liberale alla rottura rappresentata dalla teologia dialettica; dalla demitizzazione alla teologia della storia, per giungere alle teologie extra europee (latino americana, africana, asiatica) e di nuovo genere (femminista, ecologista). Una ricostruzione chiara ed essenziale del pensiero cristiano nei suoi molteplici volti, attenta a far emergere le continuità di lungo periodo e le fratture che ne hanno segnato la storia novecentesca. Ad emergere sono quattro modelli – teologia della Rivelazione, teologia della rilevanza esistenziale e antropologica del discorso cristiano, teologia della svolta politica, teologia nell’età della globalizzazione – che oggi si intrecciano generando quel «conflitto delle interpretazioni» intorno al significato della Parola incarnata che è la ricchezza della teologia cristiana.
COMMENTO: La storia della teologia nel Novecento, fino ai nostri giorni, in un breve ma esaustivo volume, scritto dal maggiore specialista, conosciuto in tutto il mondo.
In varie zone pastorali della Diocesi di Milano i docenti del Seminario hanno promosso la nascita di alcune «scuole di teologia», offerte in modo particolare ai laici affinché possano approfondire la loro fede. Dopo un anno biblico (il cui contenuto è stato raccolto nel volume AsSaggi biblici), ci si è proposti di riflettere sull’uomo. La domanda, raccolta dalla complessa ricerca della contemporaneità, trova la sua risposta più compiuta in riferimento a Cristo («chiunque segue Cristo si fa lui pure più uomo» dice il Concilio Vaticano II), conosciuto nella fede e testimoniato nella vita.
Ermenegildo Conti (1965), sacerdote della Diocesi di Milano, dottore in filosofia, insegna Filosofia contemporanea e Antropologia filosofica presso il Seminario Arcivescovile di Milano, Etica filosofica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano; tiene il Seminario filosofico presso la sede centrale della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.
Franco Giulio Brambilla (1949), dottore in teologia, preside della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, dove insegna Cristologia e Antropologia teologica. Fino a non molto tempo fa ha insegnato le stesse materie presso il Seminario Arcivescovile di Milano. E' stato recentemente nominato vescovo ausiliare della Diocesi di Milano.
Francesco Scanziani (1968), sacerdote della Diocesi di Milano, dottore in teologia, insegna Antropologia teologica e Mariologia presso il Seminario Arcivescovile di Milano e presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.
Giuseppe Como (1961), sacerdote della Diocesi di Milano, dottore in teologia, insegna Teologia spirituale presso il Seminario Arcivescovile di Milano e presso il Centro Studi di Spiritualità della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.
Una introduzione alla cristologia e alla teologia trinitaria.
Una indagine sociologico sul mondo degli intellettuali cattolici con particolare attenzione posta sull'associazionismo e la formazione. L'attenzione sociologica al mondo degli intellettuali suscita prese di posizione quasi sempre ideologicamente schierate e poco corrette scientificamente. Da qui l'esigenza di condurre una ricerca su basi sociologiche.
Terzo e penultimo di quattro volumi, il testo è organizzato per lemmi come un dizionario, ma si propone di essere un significativo esperimento che rivisita e attualizza la concettualità della teologia cristiana per favorire un confronto con la cultura contemporanea. Un libro che rende disponibili le forme e le strutture essenziali di una scienza religiosa responsabile e aperta al futuro, fornendo un servizio prezioso sia alla ricerca teologica sia al dialogo con la filosofia e le scienze.
Dalla quarta di copertina:
L’opera, I concetti fondamentali della teologia, si articola in quattro volumi. Non si tratta propriamente di un dizionario teologico, anche se è scandita in ordine alfabetico, ma di un significativo esperimento che rivisita e attualizza, con tutti i sussidi della scienza moderna, la concettualità della teologia cristiana.
Ogni voce è affidata a uno specialista, generalmente di lingua tedesca, che presenta, in una monografia di sintesi, storia e teoresi della concettualità teologica, esposta, analizzata e contestualizzata in forma nuova, con ricca e aggiornata bibliografia internazionale.
L’opera rende un servizio prezioso alla ricerca teologica, ma anche al dialogo con la filosofia, con le scienze e con la cultura contemporanea, rendendo disponibili le forme e le strutture essenziali di una coscienza e di una scienza religiosa, responsabile e aperta al futuro.
Una discussione ad alto livello sulla controversa lezione tenuta a Ratisbona da Benedetto XVI: quale rapporto tra fede e ragione? tra religione e violenza? tra le diverse religioni mondiali?
Dalla quarta di copertina:
La lezione che Papa Benedetto XVI ha tenuto a Ratisbona ha ricevuto una grande eco in tutto il mondo e provocato accese discussioni. Il suo significato sta nell’importanza delle questioni che solleva: qual è il rapporto tra fede e ragione, tra religione e violenza? In quali rapporti stanno le diverse religioni e come si manifesta la religiosità nel nostro mondo occidentale? Una discussione ad alto livello. Knut Wenzel ha raccolto le principali prese di posizione che il discorso del Papa ha suscitato fra teologi e filosofi di rilievo internazionale. Il libro riflette così in modo completo l’ampiezza dei toni registrati nella discussione.
AUTORI:
Kurt Flasch, dal 1970 al 1995 professore di storia della filosofia all’istituto di filosofia dell’università della Ruhr a Bochum.
Jürgen Habermas, dal 1971 al 1983 direttore del Max Planck Institut per la ricerca sulle condizioni di vita nel mondo tecnico-scientifico; dal 1983 al 1994 professore di filosofia all’università Johann Wolfgang Goethe di Francoforte.
Wolfgang Huber, professore, vescovo della chiesa evangelica di Berlino - Brandeburgo - Lusazia superiore, presidente del Consiglio della chiesa evangelica tedesca (EKD).
Walter Kasper, cardinale, è stato professore di dogmatica alla facoltà di teologia cattolica dell’università di Münster prima e di Tubinga poi; dal 2001 presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani.
Aref Ali Nayed, è stato docente ospite al Pontificio Istituto di studi arabi e d’islamistica e attualmente è consigliere del Cambridge Inter-Faith Programme della facoltà di teologia dell’università di Cambridge (Gran Bretagna).
Magnus Striet, professore di teologia fondamentale presso la facoltà di teologia cattolica dell’università Albert Ludwig di Friburgo.
Knut Wenzel, professore di teologia sistematica all’università Johann Wolfgang Goethe di Francoforte.
Uwe Justus Wenzel, dottore in filosofia, redattore della pagina culturale (ambito di competenza le scienze umane) della Neue Zürcher Zeitung.
Un libro che punta all’essenziale, su un tema che sta sempre – e da sempre – al di là di ogni narrazione e argomentazione.
Un saggio su Dio scritto con umorismo e saggezza, senza tecnicismi filosofici e teologici, per raggiungere ogni lettore e lettrice di oggi.
Dalla quarta di copertina:
Di rado si è scritto su Dio in maniera tanto intensa, con umorismo e saggezza, con uno stile tanto avvincente eppure tanto rispettoso del più Grande!
Sotto la penna di Manfred Lütz, autore di bestseller, la questione di Dio si trasforma in lettura piacevole ed emozionante, che arricchisce e al tempo stesso rende più saggi tanto gli scettici quanto i credenti.
«Il libro propone “una piccola storia”, nonostante sia storia di secoli e millenni, non solo perché intende andare all’essenziale, ma anche per sottolineare che il tema proposto sta sempre al di là di ogni narrazione e argomentazione, in quanto propone la storia “del più Grande”, che si può assumere come un altro nome di Dio, meno connotato sotto il profilo filosofico e teologico. In questa sfumatura si evidenzia lo sforzo dell’Autore di raggiungere ogni lettore e lettrice».
Dalla Introduzione alla edizione italiana di Rosino Gibellini.
Parlare di "missione" nell'Antico Testamento può sembrare improprio, perché in esso non viene sviluppato esplicitamente il tema della "missio ad gentes" e neppure si individua la volontà di fare proselitismo. Spesso ci si rivolge all'Antico Testamento, allora, andando alla ricerca di brani o figure (Abramo, il Deutero Isaia, Giona, alcuni Salmi, ecc.) che sembrano anticipare la prospettiva missionaria del Nuovo Testamento. È però importante cogliere qual è il contributo specifico che l'Antico Testamento può fornire al tema della missione senza forzare i dati biblici.
L'ipotesi sviluppata in questo volume è che la missione di Israele consiste nel rendere testimonianza al Signore attraverso tutta la vita del popolo, assumendo quindi la sua elezione come una responsabilità da vivere in rapporto agli altri. II particolare "servizio" che il popolo offre al suo Dio è analizzato a partire da alcuni esempi emblematici (la creazione, la liturgia, il culto, ecc.) che consentono di individuare e apprezzare la novità che scaturisce dalla rivelazione.
Alla luce di alcune pagine bibliche, del percorso pastorale diocesano famiglia diventa anima del mondo, i giovani sono invitati a risalire alle origini della loro fede. Il sussidio intende offrire ai giovani spunti per la meditazione, domande per la riflessione personale e lo scambio all'interno del gruppo, partendo dal loro punto di vista e cercando di intercettare i bisogni e i desideri dei giovani nella loro crescita umana e cristiana.
Il testo vuole offrire ai giovani un luogo e un tempo per l'incontro con la persona di Gesù nell'Eucaristia. Questa preghiera silenziosa permette di assimilare, con l'intelligenza e con il cuore la Parola, aiuta a meditare ed esprimere l'amore verso il Signore, riflettendo sulle scelte della propria vita. I testi del sussidio riprendono il Vangelo di Giovanni.
Avere il senso dell’eucaristia,
è sapere che la vita
è più forte di tutto,
che l’amore ha sempre l’ultima parola.
Ogni nostra eucaristia svela, al cuore dell'universo e dell’umanità, la resurrezione di Cristo e annuncia la sua azione salvifica per ogni uomo. L’eucaristia diviene centro di resurrezione perché in essa è vissuta e attualizzata la novità radicale della Pasqua: tutti gli elementi della morte sono trasformati in vita, amore, fiducia, gioia. Celebrata e vissuta in verità, l’eucaristia diviene così dinamismo e potenza di resurrezione che rende ciascuno di noi un essere pasquale, cioè uomini e donne capaci di aprirsi a cammini di speranza, di libertà e di vita, e capaci di comunicare questa speranza a tutta l’umanità, con gesti di condivisione che dicono l’amore folle di Cristo per ogni essere umano. In questi testi l’autore non raccoglie solo i risultati di una riflessione teologica ma ci comunica anche un’esperienza di fede, per suscitare in ciascuno di noi il desiderio di cibarci del Pane di vita.
I filosofi, nell'età moderna, hanno abbozzato le loro teorie eucaristiche sullo sfondo delle controversie teologiche e delle eresie: da Descartes a Pascal, da Leibniz all'idealismo tedesco, fino a Blondel, Simone Weil, Teilhard de Chardin e altri protagonisti del XX secolo. La sorte filosofica del Cristo eucaristico è identica a quella del Cristo tout-court: in gioco è l'attitudine di un pensiero o di un sistema a innalzarsi alla comprensione del mistero rivelato. Nelle diatribe sul "pane eucaristico" - sulla presenza reale o simbolica di Cristo - si è disegnato un capitolo importante della filosofia per lo più non indagato, e che queste pagine riportano alla luce. Un capitolo che completa l'indagine di cristologia ed ecclesiologia filosofica di Xavier Tilliette, confermando come in lui l'originalità storiografica faccia tutt'uno con l'acutezza speculativa.

