
Con l'inferno si è fatto ricorso alla paura, ovviamente con buone intenzioni. Ma la storia ha dimostrato che la "pastorale della paura" conduce al sicuro fallimento. La parola è giunta sin qui, e con essa la confusione o anche il terrore. Non è fuor luogo, quindi, il tentativo di chiarire questo tema.
Di fronte alla sofferenza dei divorziati risposati, che vivono sulla loro pelle l'esclusione dell'eucarestia, non bastano parole di conforto. Spesso si tratta di persone che hanno alle spalle una forte esperienza di fede, una convinta pratica religiosa, una consapevole testimonianza cristiana nella vita sociale. Avvertono il bisogno di vivere pienamente la celebrazione eucaristica insieme con i fratelli di fede. Ma non possono. Devono rimanere sul fondo della chiesa. Si sentono giudicati, anche dai figli. Siamo ancora lontani da un approccio fraterno, che non generi un discriminazione di fatto. Si fa finta di nulla. Si lascia che ciascuno si arrangi per proprio conto, scaricando le scelte sulla coscienza della persona oppure costringendo a soluzioni di contrabbando (come andare a ricevere l'eucarestia in un luogo dove non si è conosciuti). Le testimonianze riportate nelle pagine di questo libro ne sono la prova. L'esclusione dei divorziati risposati dall'eucarestia si fonda su una interpretazione contrattualistica del matrimonio, poco attenta alla dimensione dell'amore come rapporto interpersonale. Ma l'amore di Cristo non è rivolto proprio alle persone, chiamate a realizzarsi in un rapporto di mutua donazione? È questo l'interrogativo al quale i contributi di questo volume provano a dare risposta, integrando, in modo agile ma qualificato, le acquisizione della ricerca teologica, le esperienze pastorali più innovative, la sperimentazione in ambito ecumenico.
CRISTO NEL DIBATTITO INTERRELIGIOSO CONTEMPORANEO l'autore riflette sulla figur a di cristo unico e universale salvatore alla luce dell'att uale dialogo ecumenico e del rapporto fra fede e cultura. In una societa dalle molte sfaccettature etniche e culturali, l'annuncio di cristo si prese nta irto di difficolta e d'in certezze. La vita e il messaggio cristiano possono essere pienamente assimilati da una cultura solo attraverso un vivo processo d'evangelizzazione. S i assiste cosi`alla crescita e all'arricchimento di quella cultura, ma non al suo annullamento. Il volume termina presentando massimiliano kolbe come modello d'evangelizzazione e come patrono del dialogo inte
La divisione in Sentieri e Cantieri è forse l'unico criterio organizzatore per una trattazione che si è voluta libera da vincoli, quasi interamente da ricostruire ad opera del lettore, dell'amatore, del cultore della materia. Non si meravigli, dunque, il lettore, se ravviserà grande varietà di approcci, di domande e di risposte, di tagli teoretici, di opzioni epistemologiche, di interpretazioni del tema. Tutto risponde alla logica di eludere ogni pretesa di "parola definitiva" sulla tematica della persona, come pure di impostazione unilaterale e pretenziosamente omologante.
La fede cristiana e la cultura attuale hanno tante cose da spartire, tra le quali la stessa teologia, che è atto e frutto di mediazione tra fede e cultura: si tratta di un ruolo che oggi è particolarmente importante approfondire, in quanto aiuta a comprendere perché sia necessaria una formazione teologica per ogni cristiano consapevole della sua missione nella Chiesa e nel mondo (pp. 256).
Il presente volume costituisce la raccolta degli interventi dei relatori al Congresso di Missiologia organizzato dalla Pontificia Università Urbaniana e dall'International Association of Catholic Missiologists (IACM). Il Congresso, svoltosi a Roma dal 17 al 20 ottobre 2000, ha proposto una riflessione missiologica sul passato, sul presente e sul futuro della missione cristiana studiando il ruolo salvifico di Gesù Cristo alla luce dei contesti socio-culturali dei diversi continenti.
I saggi raccolti in questo volume intendono suggerire e articolare il nesso tra fede nell'evangelo e verità dell'umano. Essi interrogano l'esistenza (nella sua ricerca di Dio, nella 'perdita' della fede, nello stile di vita cristiano, etc.) circa la singolare necessità della fede e la qualità veritativa dell'esperienza e del sapere che la riguardano. Provando quindi a 'pensare', per verificare ultimamente la qualità delle idee sulle quali è appoggiata oggi la vita spirituale. Alle riflessioni proposte fa spesso da contrappunto il confronto con il pensiero di Simone Weil, che rappresenta un 'modello' di interrogazione spirituale in quanto mantiene fedelmente tutti gli elementi costitutivi dell'intelligenza della fede.

