
È la seconda edizione riveduta e ampliata di un intenso saggio sul significato della conversione e del pentimento che fa da introduzione al Grande canone di sant’Andrea di Creta dell’VIII secolo. Canone letto dai cristiani ortodossi durante il lungo periodo di Quaresima.
Olivier Clément aiuta a cogliere tutta la ricchezza liturgica e spirituale vissuta dalla Chiesa ortodossa in preparazione alla Pasqua, la “festa delle feste”.
Consiste in un «lungo periodo di raccoglimento, di “trasformazione del cuore”, di digiuno nel senso più preciso, ma anche più largo del termine (il “digiuno delle passioni”) che insiste sull’umiltà del pubblicano, sintonizza gli animi sul tono eminentemente cristiano dell’ascesi. Seguono le sei settimane della Quaresima propriamente detta, che portano alla Grande settimana e, dopo un lungo periodo dedicato al pentimento, all’esplosione di gioia della notte pasquale».
Il saggio di Claudio Daniele recupera il concetto teologico, derivato dal contributo riflessivo di sant'Alfonso Maria de' Liguori, per cui "la gloria di Dio rappresenta la felicità dell'uomo". La trattazione mette a fuoco come il desiderio, quale istanza antropologica fondamentale, ancora oggi, grazie al contributo della filosofia e della psicanalisi, può essere ricompreso positivamente nella riflessione teologico-morale come pienezza di felicità. La questione a cui si tenta di delineare una risposta è la seguente: l'uomo ancora oggi desidera essere felice e realizzato, come la riflessione teologico-morale può aiutare a ricomprendere questo desiderio in chiave positiva di promessa? Si tratta di una ricerca nell'ambito della teologia morale, che si fonda su criteri di scientificità e rigore analitico, nell'ottica di un discorso interdisciplinare, di dialogo e confronto con i saperi, in particolare con il prezioso contributo della tesi psicanalitica di Jacques Lacan.
Come incontrare davvero il Signore nella sua Parola? Come accoglierne la rivelazione e il dono che egli fa di sé attraverso di essa? Se è vero che le conoscenze sulla Bibbia sono aumentate, a ciò non corrisponde affatto una più intima familiarità con il testo sacro.
«Ciò che mi ha indotto a ripensare al nostro modo di porci davanti alla Bibbia è una percezione di fondo che registro molto diffusa: sembra che qualcosa ci manchi. Che cosa? Il percorso delineato cercherà proprio di individuare e rendere ragione di quel che ci manca nell'accostarci alle Scritture e tenterà di fornire indicazioni - spero utili - per favorirne l'accesso e dare riposta alla domanda dei cuori» (dall'Introduzione).
Avvalendosi della grande tradizione spirituale della Chiesa, che nei secoli ha letto e vissuto la Parola di Dio, il percorso si snoda in sette tappe, ognuna suddivisa in due momenti: il primo di riflessione e approfondimento, il secondo di suggerimenti pratici.
DESCRIZIONE: Da qualche tempo nel mondo cristiano è vivamente avvertita l’aspirazione a una concentrazione essenziale dei contenuti oggettivi della fede, che renda più agevole e spontaneo al credente raccoglierli nell’unità della sua adesione soggettiva, del suo assenso a Cristo il quale, comunicandosi all’uomo, glieli ha rivelati. L’ambizione di creare una nuova formula sintetica delle credenze può tuttavia opportunamente cedere di fronte a una riscoperta e a un’interpretazione rinnovata, inserita nel nostro tempo e sintonizzata sulla nostra cultura, del compendio delle verità cristiane offerto, con l’autorevolezza della tradizione, dal Credo, dal Simbolo cosiddetto degli Apostoli, più originario e meno segnato da aspetti di controversia teologica del più ampio Credo niceno-costantinopolitano. L’autore di questa concisa riflessione, senza proporsi intenti “scientifici”, animato da passione apostolica, ha voluto esporre il Credo, in continuo riferimento principalmente alle fonti bibliche, per quelle persone, soprattutto laici, la cui cultura, magari ragguardevole in campo profano, risulta non adeguatamente informata in quello della fede cristiana, cosicché sperimentano una frattura, o almeno uno iato tra le due dimensioni della loro formazione. Elementi dottrinali, “catechetici” in senso preciso, doverosamente non sono trascurati, ma entrano in un discorso fluente, che cerca di sfuggire al minuto nozionismo e riconduce tutto alla centralità di Cristo, mostrando la continuità, attestata dal Credo, fra Scrittura e insegnamento ecclesiale. L’autore presenta, con discrezione, anche punti di vista, “opzioni” teologiche proprie.
COMMENTO: Una concisa riflessione in cui l'Autore, senza intenti "scientifici", animato da una passione apostolica, espone il Credo, con riferimento soprattutto alle fonti bibliche, anche per i non specialisti. Un libro per tutti.
GIULIO CITTADINI d.O. (Trento 1924) ha compiuto i suoi studi a Brescia nelle scuole pubbliche. Dopo la partecipazione alla Resistenza, è stato ordinato sacerdote nel 1950 presso l’Oratorio dei Padri della Pace di Brescia. Dottore in teologia a Venegono con una tesi su Armando Carlini, è stato docente di religione negli Istituti superiori e assistente per vari anni di FUCI e MEIC. È attivo in iniziative ecumeniche e sulla famiglia, e collabora con «Humanitas» e altre riviste. Presso la Morcelliana ha pubblicato: Elevato da terra (1987); Invitati a sperare (1996); La tenda e i paletti (Isaia 54,2) (2000); Sull’umiltà. Spunti di meditazione (2003) e Virtù quotidiane (2006).
"Mi metto, idealmente, di fronte a un interlocutore incredulo che, giustamente, a buon diritto, mi domanda le ragioni del mio credere in Cristo. A questo interlocutore dovrò rivolgermi con 'dolcezza e rispetto' così come mi suggerisce Pietro, il primo papa. Devo infatti pensare che chi mi sta di fronte è forse più vicino a Dio di quanto lo sia io che cerco di convertirlo. Potrebbe essere più vicino in ragione di una sua maggiore carità che esercita nei confronti di quei poveri, affamati, infermi, carcerati, nei quali, secondo il vangelo (Mt 25), il Cristo e cioè Dio di fatto è presente. Potrebbe anche trattarsi di un inquieto ricercatore di assoluto, titubante sulla soglia della fede cristiana e disponibile a varcarla, ma soltanto in modo motivato e responsabile. Mi chiedo se potrò essere di aiuto a questi miei 'compagni di viaggio' per raggiungere insieme la meta che attende tutti noi, la verità che dà significato al nostro esistere nel mondo e nel tempo." (dalla Premessa)
Il libro Perché la Chiesa? offre una introduzione alla «questione Chiesa» che tiene presente i diversi approcci disciplinari, in particolare quello della teologia sistematica, quello della teologia pastorale, quello della storia della Chiesa. E' il quarto volume della collana "Teologia per laici": sussidi per le Scuole di Teologia per laici attive in molte diocesi in diverse regioni d'Italia.
Efficace introduzione al pensiero teologico di Eberhard Jungel.
La Madonna chiede al mondo la Consacrazione al suo Cuore Immacolato per farci, a sua imitazione, santi. È Lei stessa che vive in colui che a Lei si consacra e gli trasmette la Vita e la Santità di Dio.
La fede cristiana e la cultura attuale hanno tante cose da spartire, tra le quali la stessa teologia, che è atto e frutto di mediazione tra fede e cultura: si tratta di un ruolo che oggi è particolarmente importante approfondire, in quanto aiuta a comprendere perché sia necessaria una formazione teologica per ogni cristiano consapevole della sua missione nella Chiesa e nel mondo (pp. 256).
L'Esortazione apostolica Evangelii Gaudium, firmata da Papa Francesco nel 2013, è il suo documento programmatico, un "testo-evento" coraggioso e innovativo che forse l'ambiente ecclesiastico non ha ancora accolto e valorizzato in modo adeguato. A partire da un'accurata analisi dell'Esortazione, l'autore offre una riflessione di ampio respiro sulla necessità di un rinnovamento della Chiesa, che spesso appare impreparata ad affrontare le complesse sfide della modernità, e indica alcune prospettive operative su cui confrontarsi. Nel tracciare il percorso di questa "conversione missionaria", Cirignano affronta con linguaggio accessibile e brillante temi concreti e attuali come l'ecumenismo, il ruolo della donna nella Chiesa e l'esigenza di un cambiamento di mentalità di preti e vescovi. Proprio quest'ultimi, insieme ai laici, sono chiamati ad essere più vicini a poveri e agli emarginati come testimoni credibili del gaudio evangelico.

