
"L'autore coglie nel Padre nostro una luce per l'umano in quanto tale, una traccia per il cammino dell'uomo in quanto uomo, ancor prima delle sue credenze e delle sue appartenenze confessionali. L'idea che rende possibile una simile impresa è che questa preghiera esprima l'umanità dell'uomo, sicché ogni essere umano può trovarsi rappresentato nel Padre nostro. La parola poetica, quella parola che sola riesce a sostenere il peso dell'essere, è ciò che meglio può fare eco alle parole semplici e inesauribili del Padre nostro." (dalla Prefazione di Enzo Bianchi)
Questo nostro tempo frettoloso ha un estremo bisogno di mistica. Una frase che sembra la regina delle contraddizioni: come può l'esercizio interiore per eccellenza, l'intimo cammino verso la contemplazione del divino che richiede l'abbandono se non la rottura dei legami con il mondo, venire in soccorso delle donne e degli uomini di oggi? Eppure José Tolentino Mendonça non ha dubbi. Esiste una mistica da praticare nel qui e ora della vita, che parte dall'uomo tutto intero, anima - certo - ma anche corpo, sensazioni, relazioni. È la 'mistica dell'istante', che riconosce come portali d'ingresso del divino nella nostra vita i cinque sensi, quanto di più concreto e corporeo ci caratterizza. E, a pensarci, è un'esperienza ben nota alle Scritture, per le quali il corpo è immagine e somiglianza di Dio. È grammatica di Dio che si inscrive nella nostra pelle. È la lingua materna di Dio. Questo libro poetico e volutamente frammentario, aperto alla modulazione personale di ognuno, ci guida per mano per insegnarci come fare, come riconoscere in ciascuno dei sensi l'occasione di incontri che nel presente ci schiudano frammenti di infinito: un infinito che diventa semplice gesto, suono armonioso, profumo di nuovo, sapore frugale... Con il soccorso della poesia, di certi film e libri universali, di storie di vita, di suggestioni per una lettura dei testi biblici nuova eppure così vicina alle radici originarie, Tolentino ci indica i modi di questa mistica alla portata di tutti. Impariamo così che gustare, vedere, annusare, ascoltare e toccare Dio si può nell'istante che ci è dato di vivere e che ci appartiene. Perché l'istante «è il contatto fra le infinite possibilità dell'amore divino e l'esperienza mutevole dell'umano. È il fango in cui la vita si modella e si scopre. È il fragile ponte di corda che unisce il tempo e la promessa».
Nell'opera vengono trattati molti temi che accompagnano la vita quotidiana degli uomini. Ogni pagina è accompagnata da riferimenti alle Sacre Scritture e con citazioni di poeti di ogni parte del mondo. Un libro agile e da leggere tutto d'un fiato. Il titolo fa riferimento al passo della Bibbia, il Libro di Giobbe in cui Dio sfida Giobbe, vessato da mille difficoltà, a guardare le cose con un altro sguardo, perché se il male è un enigma che ci lascia senza parole, il bene è un mistero ancora più grande.
Il libro è un viaggio intenso ma leggibile – in capitoli brevi e adatti alla meditazione - attraverso l’amicizia vista dal punto di vista della fede e di tutte le sue fonti: la Bibbia, la riflessione dei credenti più saggi, la teologia. Il punto di partenza è una considerazione sorprendente: nella comunicazione della fede delle nostre comunità e delle nostre omelie e catechesi si parla molto di amore, un termine che finisce per essere svalutato, come se stessimo parlando di una generica benevolenza. La Bibbia, invece, ci presenta meravigliose e ben definite relazioni di amicizia con Dio e basa sull’amicizia la stessa visione del rapporto tra Dio e gli uomini.
Nei 21 capitoli del libro scopriamo anzitutto le principali figure bibliche dell’amicizia – da Abramo e Dio a Gesù e Lazzaro fino a Paolo e i coniugi Prisca e Aquila – e da qui cominciamo un percorso che ci aiuta a: 1. Pensare l’amicizia (cos’è? cosa le da valore e bellezza? quando c’è davvero e quando è falsa?); 2. scoprire come vivere bene l’amicizia secondo la fede;
3. confrontarci con la stessa esperienza di amicizia che ha vissuto Gesù; 4. gustare il «Vangelo dell’amicizia» come Vangelo della gioia, imparando anche ad affrontare la delusione e la separazione della morte.
Il volume aiuta il lettore a scoprire la visione biblica dell’amicizia e ad applicare la teologia cristiana dell’amicizia alle proprie esperienze personali. Inoltre risulta utile per arricciare con spunti originali la catechesi, le omelie, i percorsi formativi per giovani e adulti.
L’AUTORE
José Tolentino Mendonça è un teologo e poeta portoghese molto apprezzato dal pubblico. Specializzatosi presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma, è docente di scienze bibliche all’Università Cattolica di Lisbona. Uno degli aspetti più importanti della sua attività di scrittore è la riflessione sull’interrelazione tra cristianesimo e cultura. Molto importante, al pari di quella saggistica, la sua produzione poetica. Ai lettori italiani è noto per aver pubblicato la raccolta di poesie La notte apre i miei occhi (Ets, Pisa 2006). Presso Paoline editoriale libri ha pubblicato Il tesoro nascosto (ottobre 2011).
DESTINATARI
• Lettori comuni - pastori - insegnanti - educatori.
• Per animare scuole, parrocchie e associazioni.
«L'amicizia di Gesù ci ricorda che Dio mette una virgola dove noi credevamo possibile solo un punto finale.» L'amicizia è uno dei valori più importanti per ognuno di noi, ma anche un aspetto della vita così naturale, e a volte dato per scontato, che raramente ci fermiamo a riflettere su cosa significhi davvero la parola "amico". Se ci pensiamo, l'amico è chi cammina sempre al nostro fianco, anche se separato da migliaia di chilometri o da decine di anni di distanza: nell'amicizia, il lontano e la distanza sono dimensioni del tutto relative. Così come il silenzio e la parola: gli amici parlano una lingua tutta loro, basta un cenno per capirsi a fondo. O un solo sguardo. Con gli amici costruiamo una storia che è sacra, anche se ci sembra fatta soltanto di cose semplici e del tutto umane. L'amicizia, poi, acquisisce una dimensione universale quando supera i confini per unire nel suo abbraccio popoli diversi, rendendo così il mondo un posto migliore, un luogo di pace. L'amicizia è un miracolo che conserva serenamente l'apparenza che non vi sia proprio alcun miracolo. È di questo miracolo che ci parla, in modo tanto diretto quanto poetico, José Tolentino de Mendonça, regalandoci un libro che è un vero e proprio inno all'amicizia, fonte inesauribile e generatrice di valori e azioni positive, esperienza fondamentale per riportare la luce nel nostro presente.
Sommario: De Gasperi e la prima guerra mondiale (a cura di Giuseppe Tognon).M. Mondini, La genesi del nostro mondo. La Grande guerra italiana tra Europa e Trentino; M. Cau, "Una svolta della storia". De Gasperi e la Grande guerra. Interculturalità. Scontri e incontri di culture e civiltà (a cura di Giuseppe D'Anna e Stefano Santasilia) G. D'anna - S. Santasilia, Premessa; L. Bruni, Economia e interculturalità; G. Cacciatore, Nuovo umanesimo e filosofia interculturale; A. Ciccozzi, Interculturalità, critica postcoloniale, immigrazionismo; C. De Angelo, Immigrazione, diritto e interculturalità. I tribunali islamici in Gran Bretagna; R. Diana, Interculturalità e storia. Elementi per un'etica delle migrazioni; C. Dieskmeier, Libertà, interculturalità ed éthos globale; G. Di Palma, Un esempio di lettura interculturale della Bibbia: Paolo; F. Fanizza, Interculturalità e gentrification; R. Fornet-Betancourt, Interculturalità e religione. Appunti per un'interpretazione interculturale della crisi del cristianesimo in Europa; M. Kaufmann, Esiste un diritto umano all'identità culturale?; I. Loiodice, Interculturalità a scuola. Per una formazione al dialogo e alla condivisione "oltre i confini"; M. Marianelli, "Chaque religion est seule vraie". Il modello weiliano come paradigma di un umanesimo interculturale; G. Pasqualotto, Dalla filosofia comparata alla filosofia interculturale; S. Reding Blase, Oltre l'assimilazionismo indigenista...
Si potrebbe dire che questo testo è una "scuola di preghiera". Con queste meditazioni, p. Serafino aiuta a prendere coscienza che la preghiera realizza il rapporto personale con Dio, perciò deve nascere dal profondo del cuore come un grido interiore. Il rapporto con Dio riempie il cuore di pace, di letizia, di fiducia. Perciò il programma di vita del cristiano suggerito da San Paolo è possibile: essere sempre lieti, pregare incessantemente, in ogni cosa lodare Dio e rendergli grazie. La preghiera dunque è un modo di essere che va coltivato, è imparare a stare alla presenza di Dio sempre, e questo implica una lotta dura con se stessi e con il nemico. P. Serafino prende in considerazione diverse forme di preghiera (preghiera contemplativa, preghiera vocale, giaculatorie, Rosario, Salmodia ecc.) e le difficoltà che si possono incontrare pregando, in particolare le distrazioni. La preghiera è "un duro lavoro", certo, ma imparare a pregare scioglie le paure, fortifica l'anima e il corpo, introduce sempre di più nella dimensione della gioia, e cambia realmente la vita.
Desideri che tutti i tuoi peccati, per quanto gravi e numerosi, siano perdonati? Desideri la grazia di Dio, la pace del cuore e una gioia profonda e duratura? Desideri riconciliarti con i fratelli, che in qualche modo hai offeso? Desideri rinvigorire la tua volontà, evitare le ricadute negli stessi peccati e fare le scelte giuste nella vita? Desideri la grazia per superare le tentazioni del demonio, vincere le cattive inclinazioni (per esempio la pornografia e la maldicenza)? Accostati al sacramento della Riconciliazione: lì il Signore ti attende per ricolmarti di ogni suo dono. Padre Serafino Tognetti in questo testo ti aiuterà a vincere le tue paure e resistenze per gettarti con fiducia nelle braccia del Padre.
Se, in passato, il cristianesimo era parte del patrimonio nazionale, oggi la fede è vissuta con riservatezza e non pochi fraintendimenti. Credere, oggi, è vivere un incontro che non lascia indifferenti. Quando accolta, la fede cambia la vita fino alla santità. L'autore di questo libro si è messo in ascolto di persone che vivono la fede in maniera diversa: da figure apicali a giovani impegnati. Egli interroga idealmente tutto il popolo di Dio. E nel dialogo ha scoperto che ai giorni nostri credere è ancora bello. Temi affrontati: la santità, con Paolo Curtaz; la famiglia di Gesù, con il cardinal Angelo Comastri; la famiglia nella sua quotidianità, con Beatrice Bocci e Alessandro Greco; la paura di aver fede, con don Luigi Maria Epicoco; l'impegno di un giovane nel mondo di oggi, con Matteo; lo Spirito Santo, con Salvatore Martinez; la varietà dei carismi nella Chiesa, con la testimonianza di suor Chiara; la misericordia, con il cardinal Raniero Cantalamessa; la carità, con Ernesto Olivero.
Che valore hanno, nel mondo di oggi, i comandamenti dell'Antico Testamento? Un interrogativo che aggancia il presente alle origini non solo della spiritualità, ma della cultura condivisa dall'Europa e dal Medio Oriente nel corso dei secoli. Questo volume scava molto in profondità nella questione, pur con un linguaggio e una struttura accessibili a tutti. A ciascuno dei dieci comandamenti l'autore dedica un capitolo, nel quale si pone in dialogo con altrettanti esponenti (donne e uomini) delle tre grandi religioni monoteiste che si riconoscono nel Decalogo. Percorrendo queste conversazioni, improntate a una prospettiva interreligiosa, il lettore è invitato a interrogarsi a sua volta sulle grandi domande che le Tavole sollevano, oggi più che mai: i comandamenti possono dirsi "ragionevoli" (un vocabolo, questo, che farà da filo conduttore sotterraneo per molte delle interviste riportate nel libro)? I loro significati sono cambiati nel tempo, con il mutare della percezione di elementi come la proprietà, l'etica del lavoro, il matrimonio e il ruolo della donna? In che rapporto ci mettono rispetto alla finitezza della vita, in una contemporaneità che tende a negare la morte? I valori che professano entrano in conflitto con i progressi della scienza? Ritroviamo ancora, in essi, il Dio che pensiamo di conoscere (o dal quale ci siamo distaccati)? Con quali paradigmi deve misurarsi l'essere umano del nuovo millennio? Ciascuno degli intervistati offre considerazioni e prospettive illuminanti, intrecciate con elementi di psicologia, sociologia, teologia e storia delle religioni. Ciò che colpisce, tanto i credenti quanto chi non lo è, è un'interpretazione comune del Decalogo come uno strumento di libertà: la vita spirituale - emerge dalle pagine - non va intesa come una dinamica di ricompensa, oppure di colpa e punizione, nella quale ciò che conta è soddisfare un precetto. Va anzi vissuta come un percorso di scelte che conducono verso la libertà, la pace, la fratellanza. L'essenza dei comandamenti, se ridotta all'osso, parla infatti di ciò che ci unisce, non di ciò che ci divide e classifica.
Pensiero cristologico di Chiara d'Assisi. Quale personale elaborazione del mistero di Cristo ha permesso l'esperienza travolgente e beatificante che Chiara d'Assisi ha vissuto? Chi era Cristo per lei? In che modo lo percepiva come salvezza? Per scoprire questo abbiamo interrogato i suoi scritti, ma non solo. Si e rivelato spesso illuminante quanto su di lei e stato scritto. Facendo attenzione al particolare taglio delle antiche testimonianze abbiamo potuto cogliere alcuni elementi biografici adatti a rilevare il pensiero di Chiara su Colui che aveva conquistato il suo cuore e la sua vita. Quello che soprattutto vorremmo aver fatto e semplice e arduo al tempo stesso: una lettura oggettiva a partire dalla documentazione che abbiamo, sul pensiero cristologico di Chiara d'Assisi.
Tutti desideriamo la felicità. Ma cosa intendiamo con questo termine? Quale lo stato d'animo che qualifichiamo "felice"? Per rispondere a domande così importanti, l'Autore si affida agli scritti di san Bonaventura da Bagnoregio, autorevole rappresentante della Scuola francescana del sec. XIII, per il quale «unicamente in Dio risiede la felicità originaria e vera».
Attraverso un'analisi rigorosa dei testi, l'Autore recupera un percorso di fede e di sapienza, di libertà e autenticità interiore, un vero e proprio itinerario per imparare a stare bene al mondo.

