
Una raccolta di riflessioni sul discernimento nel cambiamento d’epoca capace di offrire alcune linee di ricerca e di impegno, sia culturale che educativo al fine di attualizzare l’insegnamento di papa Francesco e aprire nuove prospettive per la pastorale giovanile. Il volume nasce in vista del prossimo Sino dei Vescovi dal tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” in programma nel mese di ottobre 2018.
Uno degli inviti più ricorrenti di Papa Francesco è quello di accogliere il passaggio dall’epoca del cambiamento al cambiamento d’epoca. Con le sue riflessioni, monsignor Lorenzo Leuzzi, traccia le coordinate per realizzare un progetto culturale in grado di interrogare, leggere ed affrontare questo cambiamento d’epoca. Il realismo storico di Papa Francesco ci invita a tracciare la strada di una rinnovata diakonia della storia che la Chiesa è chiamata a donare alla società contemporanea per costruire ciò che san Paolo VI definiva la “civiltà dell’amore”. Allargare gli orizzonti della carità – spiega monsignor Leuzzi nella Presentazione – «non significa riverniciare il comandamento dell’amore, ma entrare con decisione e coraggio nelle dinamiche del cambiamento d’epoca scoprendo che la novità del Cristianesimo non è lontano dalle attese della società contemporanea ma che è da essa sollecitato a verificare se la via del realismo storico le appartiene o se, invece, lo riduce a semplice esperienza religiosa o sociale». Il volume è aperto dalla Prefazione di Stefano Zamagni ed è chiuso dalla Postfazione di Maria Chiara Malaguti e Alessandro Toscano.
L'iniziazione cristiana, terzo ambito della verifica pastorale della Diocesi di Roma, costituisce l'architrave della nuova evangelizzazione, tema del prossimo Sinodo ordinario dei Vescovi, e del progetto educativo, che è al centro degli orientamenti pastorali dell'Episcopato italiano per il decennio 2010-2020. Per comprendere tale ruolo è necessario riannodare il suo legame con il dies Domini, il primo giorno dopo il Sabato, senza del quale non è possibile promuovere la trasmissione della fede che è la vera forza rinnovatrice dell'evangelizzazione e delle dinamiche educative nella Chiesa e nella società. Le riflessioni proposte sono, in questa prospettiva, innovative e di grande interesse per l'elaborazione di nuovi percorsi per l'azione pastorale delle comunità cristiane e per diakonia della storia.
Un libro che fa bene al cuore, come una tazza di tè caldo in una giornata di gelo. Anche le cose che Gesù ha visto, toccato, utilizzato, hanno una storia da raccontare. Così, in questo volume prendono voce prima gli oggetti presenti nei Vangeli, e alla fine sarà Gesù stesso a raccontarsi. Sono storie di speranza, per ricordare la tenerezza che avvicina a Dio, e suggerire strade nuove per leggere e riscoprire la bellezza della Sacra Scrittura. I capitoli sono divisi in base ai tempi liturgici e possono diventare un valido strumento per la catechesi. Questa nuova edizione contiene un racconto inedito, una presentazione di mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, e la postfazione di don Emilio Salvatore, direttore della rivista “Bibbia Ieri e Oggi- della Elledici.
Le “Sorelle dell’Immacolata” costituiscono una giovane Congregazione religiosa non molto numerosa, ma già diffusa nel mondo. Amabilmente il fondatore don Domenico Masi la chiamava
il “Granellino di Senape”, ma era orgoglioso del bene che la Congregazione poteva fare nella Chiesa. Partite da Miramare di Rimini nel 1925, le “Sorelle” si sono moltiplicate con il crescere delle necessità a cui hanno cercato di rispondere. La solidità, non solo spirituale ma anche organizzativa, dell’Istituto è stata riconosciuta e sancita con l’approvazione pontificia nel 1960. Il fondatore ha sentito vivo nello spirito l’amore di Cristo per l’umanità e ha capito subito che con l’amore avrebbe portato avanti la sua opera. Quando in seguito al conflitto mondiale c’erano tanti orfani egli, a imitazione di Cristo, si è dimostrato Buon Samaritano. Ha sempre tenuto gli occhi aperti per cogliere eventuali bisogni ai quali veniva incontro non solo con la fantasia, ma con efficacia operativa.
La missione delle “Sorelle” è quella di annunciare al mondo l’amore di Cristo per l’uomo. Gli uomini sono gli stessi, i problemi ed i bisogni cambiano. Sono perciò in continua fase di ricerca e di attenzione per essere presenti dove un uomo stende la mano.
L'autore
Valerio lessi (1957), giornalista e consulente di web marketing, vive e lavora a Rimini. È stato redattore al «Il Resto del Carlino» e al «Il Messaggero», vicedirettore a «La Voce di Rimini». Per le Edizioni San Paolo ha pubblicato: Con questa tonaca lisa (2001), libro-intervista con don Oreste Benzi; Una donna felice. Il ‘’segreto’’ di suor Maria Rosa Pellesi (2007); Genio di carità. Maria Domenica Brun Barbantini (2008); Un faro sulle strade degli ultimi. Giovanni Battista Quilici (2008); Don Oreste Benzi. Biografia (2008); Giuseppe Gemmani. Una fede ‘’Invincibile’’, una creatività operosa (2009); Da Betlem al mondo. Giacinto Bianchi missionario e fondatore (2010). Tra le altre sue pubblicazioni: Enrico Bartoletti, Vescovo del Concilio - Testimone di speranza (Ed. Paoline, 2009); Don Oreste Benzi. Parroco, cioè padre (Ed. Paoline, 2011).
Un filosofo-teologo dell'Ottocento negli anni dell'adolescenza aveva forte la domanda su quale fosse il principio unitario su cui tutto si fonda, e lo trovò nel Verbo che si è fatto carne, centro e respiro di tutta la storia. Il suo capolavoro finisce nelle mani di un sacerdote ambrosiano che lo apprezza molto perché vi trova conferma della lezione appresa "un bel giorno" dal suo professore di religione negli anni del liceo: "Il Verbo di Dio [ovvero il termine delle esigenze del cuore umano, cioè l'oggetto ultimo dei desideri del cuore umano, la felicità] si è fatto carne". Di quel libro, La Vita di Gesù Cristo di Vito Fornari, Luigi Giussani dirà che è stato per lui fondamentale «come genesi poetica per l'idea di Cristo». Cosa intendeva don Luigi Giussani con questa affermazione? Per la prima volta in questo libro si indaga su questo decisivo debito culturale del fondatore di Comunione e Liberazione. Prefazione di Massimo Borghesi.
Attraverso un rinnovato esame della tradizione manoscritta, gli Autori decifrano i vaticinii, circoscrivono la genesi della raccolta agli anni 1328-1330 e ne riportano la produzione in ambienti di spirituali francescani della Francia Meridionale.
Un lavoro che rappresenta, per gli scritti di de Lubac, una sicura chiave ermeneutica della sua riflessione teologica e della sua vicenda personale.
"Tutti in realtà cercano i propri interessi, non quelli di Gesù Cristo." (Fil 2,21) La nostra vera felicità non sta nel compimento della ricerca dei nostri interessi, ma della ricerca degli interessi di Dio e degli altri. È questo il grande mistero della vita, il grande mistero che il cristianesimo è venuto a mettere in piena luce e che da duemila anni viene annunciato assieme all'annuncio pasquale, perché è un mistero inerente al mistero pasquale: che l'uomo trova soddisfazione piena degli interessi del suo cuore rinunciando a cercare i propri interessi e abbracciando quelli di Cristo. È un paradosso, è una follia, ma una follia in cui si trova la sapienza pasquale del cristianesimo, una realtà inconcepibile eppure reale, tanto che è possibile farne esperienza, verificare che è proprio così. Ce lo testimonia Cristo stesso, incarnandosi, vivendo da povero e da servo di tutti, e soprattutto morendo in croce e risorgendo. E alla sua sequela ce lo testimoniano tutti i santi.
Un mazzo di fiori variegati viene raccolto nel grande prato del mondo e tenuto insieme da un nastro rosso: la speranza. È la speranza cristiana la vera ed incondizionata protagonista delle nove storie di donne che vengono proposte. L'intento è quello di dimostrare come il Signore attraverso vie a volte molto capillari, entra nella nostra vita per portarci un'ancora di salvezza, una possibilità di rinascita. Basta un po' di lievito, per fermentare la pasta della nostra umanità e lasciando agire la grazia divina, possiamo diventare come il pane, qualcosa di bello e di nuovo, che non avremmo mai immaginato.
L’itinerario è pensato per accompagnare gli operatori pastorali nella riscoperta della Sacra Scrittura nei processi di educazione alla fede. In particolare, gli autori, presentano 10 laboratori attraverso i quali approfondire il valore pedagogico ed educativo della narrazione Sacra.
Che cosa accadde quando il Deuteronomio venne agganciato ai primi quattro libri della Bibbia? L’interrogativo orienta questo studio sull’intervento scribale di rilettura e di adattamento dei testi che in epoca tardiva accompagna il processo di formazione del Pentateuco. I racconti che contenevano somiglianze evidenti vennero ripresi e completati per farli meglio corrispondere. Si cercò di uniformare nel modo migliore le piccole differenze, le asperità, le divergenze.
Questo procedimento lascia segni evidenti soprattutto se si considerano i racconti che i libri dell’Esodo e del Deuteronomio hanno in comune. Al loro interno è possibile rintracciare la finalità precisa di offrire al lettore un impianto narrativo ben strutturato, una trama senza lacune, un percorso lineare di lettura.
Tre casi risultano emblematici. Il primo è Es 16, dove furono inserite nel racconto della manna le categorie tipiche e vicine alla sensibilità deuteronomistica, in particolare il tema della cosiddetta «prova di Israele nel deserto». Il secondo è Es 20, il Decalogo, che all’inizio non si leggeva nel libro dell’Esodo, ma che vi fu inserito per corrispondere esattamente al Deuteronomio, dove lo stesso testo aveva una sua centralità nel contesto della rivelazione dell’Horeb. Il terzo è rappresentato dai versetti dell’intercessione di Mosè sul monte dopo il peccato del vitello, in Es 32,7-14. Anche in questo caso, come nei due precedenti, è evidente il tentativo di completare il testo rendendolo meglio rispondente al racconto parallelo presente nel Deuteronomio.
Assunte come casi esemplari, queste tre pericopi rivelano che in epoca tardiva vi fu un lavorare astuto, preciso e minuzioso per far corrispondere tra loro testi paralleli, racconti con lo stesso contenuto, episodi emblematici di un solo e unitario corpus letterario chiamato Pentateuco.

