
"La Bibbia non è stata scritta per i biblisti, né il Don Chisciotte per gli studiosi di Cervantes, né la Divina Commedia per gli esperti di Dante". Luis Alonso Schökel ricorre all'aforisma per sintetizzare la finalità di questi "appunti", raccolti in quasi quarant'anni di insegnamento al Pontificio Istituto Biblico e rielaborati con l'aiuto del suo allievo José María Bravo Aragón. Riflessione teorica sulla comprensione, la spiegazione e l'interpretazione dei testi letterari, l'ermeneutica si differenzia sia dal metodo esegetico (il modo sistematico di procedere nella comprensione) che dall'esegesi (l'esercizio della comprensione e dell'interpretazione). E si configura come la disciplina che riflette sul modo di dialogare con la pagina scritta, con il mondo dell'autore che l'ha generata e con quello del lettore che intende comprenderla.
Che la nascita del cristianesimo non possa spiegarsi senza il giudaismo antico oggi può essere considerato un luogo comune, al pari dell'idea che il "giudaismo" e il "cristianesimo» non siano state fin dall'inizio due "religioni" dai contorni precisi, l'una all'altra giustapposte o anche contrapposte. Che il giudaismo rabbinico dei primi secoli dell'era cristiana si sia sviluppato gradualmente, e che tale processo di formazione non possa essere considerato a prescindere dalla nascita del cristianesimo – questa è invece un'idea che soltanto negli ultimi anni ha iniziato a imporsi. Il volume di Peter Schäfer è appunto dedicato alle ripercussioni che sul giudaismo rabbinico ebbe verisimilmente il cristianesimo delle origini, e si distingue per partire non da problematiche sistematiche o storiche già date (né tantomeno per mirare a "dimostrar" tesi preconcette), ma per prendere come punto di partenza alcuni testi rabbinici accuratamente selezionati, situandoli in un contesto storico-religioso e storico-culturale più generale.
Questo Nuovo Testamento tascabile, è tratto dal volume della Bibbia edita dalla San Paolo in Giappone, tradotta direttamente dalle lingue originali dallo Studium Biblicum Franciscanum (Istituto di Ricerca Biblico Francescano), che ha impiegato 55 lunghi anni e ha fatto ricerche combinate sui testi originali della Bibbia per realizzare una traduzione ancor più vicina alla parola di Dio nell’edizione definitiva della Bibbia
in lingua corrente dell’Antico e Nuovo Testamento. Piccoli titoli, eleganti note e spiegazioni basate sulle teorie più aggiornate aiutano la comprensione del testo. Inoltre, nei posti opportuni ci sono mappe e illustrazioni. Il volume è maneggevole, con copertina morbida e facile da portare con sé a incontri di preghiera. Per facilitarne la lettura, tutto il testo è provvisto a lato della pronuncia degli ideogrammi.
Tutte le bibbie esistenti in Giappone sono copie tradotte; per questa mancanza di traduzioni in giapponese direttamente dalle lingue originali,
lo Studium Biblicum Franciscanum (Istituto di Ricerca Biblico Francescano) impiegando 55 lunghi anni, ha fatto ricerche combinate sui testi originali della Bibbia e
ha realizzato una traduzione ancor più vicina alla parola di Dio nell’ edizione definitiva della Bibbia in lingua corrente dell’ Antico e Nuovo Testamento in un solo volume. Piccoli titoli, eleganti note e spiegazioni basate sulle teorie più aggiornate aiutano la comprensione del testo. Inoltre, nei posti opportuni ci sono mappe e illustrazioni. Il volume è
di grandezza media, con copertina morbida e facile da portare con sè a incontri di studio della Bibbia. Per facilitarne la lettura, tutto il testo è provvisto a lato della pronuncia degli ideogrammi.
La lettera agli Ebrei, secondo una ormai nota espressione di E. Grässer, non è una lettera, non è di Paolo, né è stata inviata agli ebrei. È invece un magnifico e dotto "discorso di esortazione" (cfr. Eb 13,22) sul sacerdozio di Cristo, messo per iscritto e poi inviato a cristiani vittime di opposizioni e persecuzioni, bisognosi di una parola di incoraggiamento e di consolazione per rimanere saldi in Gesù, "autore e perfezionatore" della loro fede (12,2), unico mediatore tra Dio e gli uomini. Il titolo "Agli Ebrei" (Pròs Hebraíous) non fa parte dell'opera, ma è stato aggiunto successivamente. Infatti, non c'è alcun riscontro nel testo di questo nome o di quello di "giudei" oppure di "Israeliti", né ci sono allusioni a pratiche loro proprie come la circoncisione. Inoltre, non è indicata la regione in cui i destinatari vivono, né le loro origini etniche. Non si sottolinea, altresì, alcuna distinzione tra giudei e pagani. Ciò che è certo è che il predicatore si rivolge a dei cristiani (cfr. 3,14) - e cristiani di lunga data (cfr. 5,12) - i quali sono esortati a rimanere saldi nella fede in Cristo contro tendenze giudaizzanti di ritorno. Proprio questo aspetto, insieme a una conoscenza approfondita del culto giudaico, ha fatto pensare che l'autore si rivolgesse alla comunità di ebrei.
Lo studio dei Libri storici dell'Antico Testamento si è evoluto non poco negli ultimi decenni. Se una volta l'approccio era prevalentemente di tipo storico, autori più recenti hanno invece dedicato maggiore spazio all'analisi letteraria dei testi biblici considerandone prevalentemente i loro caratteri narrativi. Infine, è emerso in tutta la sua importanza un terzo ambito di studio: le narrazioni bibliche condividono numerosi elementi letterari con varie opere redatte da popoli che hanno in comune un ambiente culturale simile a quello in cui è sorta la Bibbia. Il presente manuale prende il meglio dei tre approcci e offre indicazioni per un'adeguata comprensione della natura letteraria e teologica del testo biblico. Si scopre così l'intenzionalità prima del racconto biblico, che non è di descrivere gli eventi come sono effettivamente accaduti, ma di fornire al lettore una chiave interpretativa di come il popolo ebraico ha concepito, nello scorrere degli eventi, il proprio rapporto con Yhwh. Lo scritto storico, per l'autore sacro, è in primo luogo espressione di una teologia della storia.
Il libro di Ester entrò con fatica nel canone dei libri ispirati: le scene di stragi e l'assenza di Dio sembravano testimoniare contro il suo carattere ispirato. Anche i Padri della Chiesa raramente lo commentarono. Ecco perché appare affascinante il tentativo dell'autore di affrontare con ampiezza e precisione, ma senza tecnicismi, la vicenda che vede coinvolti la regina Ester, il padre adottivo Mardocheo e gli altri personaggi. La chiave di lettura principale è mutuata dall'utilizzo che la tradizione ebraica ha riservato a questo libro: la festa di carnevale, in cui prevale l'uso delle maschere. Leggere il rotolo di Ester può essere, soprattutto all'inizio di questo nuovo, complesso e avvincente millennio, una scuola di riconoscimento che comporta una graduale capacità di tirare giù la maschera, la propria e quella degli altri. Qui si impara a meditare sul mistero del Male non in modo astratto, ma nel suo inverarsi e mascherarsi ogni volta che si sente il bisogno di eliminare il fratello sentendolo come una minaccia fino a maturare il bisogno di sterminarlo. Attingendo alla sapienza interpretativa rabbinica, patristica e persino cinematografica contemporanea, l'autore mostra quanto questo libro sia ricco teologicamente e spiritualmente.
"Il vangelo di Marco nella nuova traduzione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana, in un comodo formato da portare sempre con sé. Le pagine della Bibbia devono essere una porta aperta a tutti i credenti." (Papa Francesco)
"Il vangelo di Marco nella nuova traduzione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana da portare sempre con sé. Le pagine della Bibbia devono essere una porta aperta a tutti i credenti." (Papa Francesco)
Con la maestria del profondo conoscitore della Bibbia, Gianfranco Ravasi conduce il lettore a un sorprendente incontro con i Dieci Comandamenti, una riflessione sul senso dell'esistenza che non lascerà nessuno indifferente. "Non c'è specchio migliore in cui tu possa vedere quello di cui hai bisogno se non i dieci comandamenti nei quali tu trovi ciò che ti manca e ciò che devi cercare" (Martin Lutero). È uno specchio in cui non deve riflettere il suo volto solo l'ebreo o solo il cristiano, ma anche il "laico", ogni uomo che si interroga sul senso dell'esistenza, sul valore del bene e del male, della verità e della menzogna, della giustizia e del crimine, della vita e della morte.
La vita di Gesù scritta con gusto e passione. L'attesa del Messia e le parabole che danno un'immagine nuova di Dio. La passione, la trasfigurazione, l'eucarestia. Gesù nella vita dei discepoli. Il cardinale Angelo Comastri conosce bene gli studi di cristologia; preferisce, tuttavia, accostarsi a Gesù con l'entusiasmo genuino del credente, con la fiducia generosa dell'uomo di fede.
Il libro contiene alcune riflessioni sulle parabole di Gesù. Non hanno la pretesa di essere esaustive, ma sono semplicemente una introduzione pratica che accompagnerà il lettore a gustare sempre meglio questo materiale letterario che troviamo nei primi tre Vangeli. Vogliono anche essere una riflessione spirituale che, basata sulla parola di Dio aiuta a meglio entrare nella mentalità di Gesù. Sono dunque parte di ciò che normalmente viene chiamata spiritualità biblica. Al termine del commento a ogni parabola, l'autore propone una breve preghiera.

