
La traduzione strutturata del "Vangelo secondo Giovanni" è lo strumento preparato e utilizzato nella settimana biblica organizzata dal centro catechistico della diocesi di Padova a Villa Immacolata (Torreglia) l'ultima settimana di agosto 1997 e diretta dal prof. Giovanni Leonardi. Il criterio fondamentale seguito è quello di una traduzione che sia il calco del testo originale così da riprodurre non solo le frasi ma tutte le parole, anche le particelle secondarie come un men o un de o l'articolo.
L'esperienza delle madri ci tocca tutti, perché ci conduce all'origine della nostra esistenza ed evoca sentimenti e valori profondi. Eppure è difficile trovare una realtà tanto falsificata da stereotipi e luoghi comuni, per non parlare di vere e proprie devianze, quanto la maternità. Restituire l'esperienza dell'essere madri alle donne che partoriscono e/o crescono qualcuno/a, dare voce ai loro corpi e imparare il loro linguaggio, è l'unica via perché la maternità si liberi da ciò che la mistifica e si dischiuda a significati capaci di raccontarci l'umano, la chiesa, il mondo e Dio, grembo e nutrice di ogni vita.
Si stagliano in questo romanzo i giorni più intensi e drammatici della vita del Maestro attraverso gli occhi di coloro che gli furono più vicini: amici e nemici, credenti e traditori. Giuda, lacerato dai dubbi, è delatore per denaro in seguito a un ideale infranto. Pietro, uomo semplice e fedele, lotta contro la paura, pur volendo compiere la missione ricevuta. Pilato, il governatore romano, si trova a decidere il destino di un uomo che non comprende, mentre il Sommo Sacerdote Caifa vede in Gesù una minaccia per la stabilità della nazione. E poi Maria, con tante altre donne, icone memorabili di forza e compassione. Ognuno affronta il proprio conflitto interiore in una narrazione che mescola eventi evangelici e approfondimenti psicologici, gettando nuova luce sul mistero insondabile della Passione di Cristo. Con uno stile coinvolgente e poetico, Stefano Segreto rende attuali riflessioni eterne su giustizia, fede e sacrificio. La capacità di alternare descrizioni vivide a dialoghi intensi dona al testo una straordinaria forza visiva e drammatica. L'autore sa scavare nell'animo dei personaggi con delicatezza e precisione, facendo emergere le fragilità, i tentennamenti e le contraddizioni di un'umanità fatta di carne e spirito. Non solo una narrazione potente, ma un viaggio emotivo e spirituale attraverso il mistero del dolore e della redenzione. Prefazione di Romano Penna. Post-fazione di Nicola Ciola.
L’intento editoriale che ha dato forma al libro di Isaia nel suo complesso
L’impianto strutturale del libro di Isaia come chiave interpretativa
La rappresentazione del profeta Isaia e del suo messaggio
Nel suo commentario, Chistopher R. Seitz orienta l’interpretazione della prima parte di Isaia – ovvero i capitoli 1 - 39, precedenti a quelli dei cosiddetti Secondo e Terzo Isaia – in base alla forma finale del libro nella sua interezza, concentrando l’attenzione sulla prospettiva teologica.
Seitz getta così luce sul libro nel suo complesso nonché sulla figura di Isaia, uno dei principali protagonisti della Bibbia, profeta di Israele in un tempo di decadenza religiosa e morale nonché di drammatiche vicende politiche: la sua voce richiama con forza sovrano e popolo agli impegni con il Signore, proclamando l’imprescindibilità della fede rispetto ai semplici mezzi umani e riportando al centro la salvezza.
Christopher Seitz affronta la prima parte del libro di Isaia con particolare attenzione alla prospettiva teologica in un tempo di decadenza etico-religiosa e di drammatiche vicende politiche. Paul D. Hanson esamina invece il testo dei cosiddetti Secondo e Terzo Isaia, fornendo preziose intuizioni sulla crisi della comunità ebraica nella difficile seconda metà del VI secolo.
Sobrietà, rispetto dell'ambiente, ritmi più lenti, relazioni più umane? Verso questi "nuovi stili di vita" molti credenti e non credenti camminano assieme da tempo. Ma, per un cristiano, questa può essere anche una scelta di fede? Certamente, risponde l'autoore. È l'ora di passare dal "primato della morale" al "primato della fede". Di attrezzarsi con una spiritualità che attinge a fonti bibliche ed ecclesiali, ma anche "trasversale, ossia di tutti, anche degli atei". Prefazione di Rosanna Virgili.

