
Una versione aggiornata nei contenuti e nella forma editoriale del fortunato commento pastorale al vangelo di Marco de I Vangeli". " Una nuova edizione e una nuova veste editoriale del commento al Vangelo di Marco che, pur conservando i criteri e la metodologia della prima edizione (1975) contenuta nel volume I Vangeli", e stata completamente rivista. Il testo tiene presenti le ipotesi interpretative piu sicure e gli apporti esegetici piu significativi per la comprensione attuale. E' inoltre arricchito da brevi percorsi tematici utili all'attualizzazione personale ed ecclesiale del messaggio di Marco. Ne risulta un commento lineare e accattivante di uno dei piu prestigiosi biblisti italiani. "
La seconda edizione del volume, mentre riprende sostanzialmente i contributi della prima, si arricchisce di specifici complementi che riguardano: la storiografia biblica, la letteratura ebraica non canonica, il mistero delle Scritture (la "divina ispirazione"), la metodologia esegetica (nuova trattazione aggiornata) e l'uso degli strumenti informatici per lo studio della Bibbia. Si articola in quattro sezioni: storica, filologica, teologica, ermeneutica.
Un testo per una lettura attualizzante del messaggio giovanneo.
Nella prospettiva dell'alleanza biblica, la trascendenza di Dio è libertà di amare l'uomo gratuitamente costituendolo soggettività responsabile.
Tra le 138 voci raccolte nel VII volume del Grande Lessico dell'Antico Testamento edito da H.-J. Fabry e H. Ringgren; edizione italiana a cura di Pier Giorgio Borbone molte sono di grande utilità per la comprensione della lingua, della storia e della religione dell'Israele antico. Alcune voci sono vere e proprie monografie, ad esempio pasah/pesah (pasqua), sadaq, ecc. (giustizia), sijjôn (Sion), qahal (assemblea), qodes, ecc. (santo), qara' (chiamare/annunciare), ecc. Di ogni parola presa in esame si approfondiscono gli impieghi secondo piani successivi, indicati nei sommari ad inizio di ciascuna voce, così da illustrare e scandagliare i diversi significati che la singola parola viene ad acquisire sia in rapporto all'ambiente semitico sia nelle diverse parti del testo biblico. Anche in questo volume, a facilitare la consultazione dell'opera parole e frasi in ebraico e in ogni altra lingua semitica sono riportate in traslitterazione e seguite dalla traduzione corrispondente.
Tra le 115 voci raccolte nel IX volume del Grande Lessico dell'Antico Testamento molte sono di grande utilità per la comprensione della lingua, della storia e della religione dell'Israele antico. Alcune voci si distinguono per l'importanza che il termine trattato ha negli scritti della Bibbia ebraica, ad esempio il verbo sub e derivati (inviare, ritornare, convertirsi), samajim (cielo/cieli), sem (nome), sa'ar (porta della città), e altre. Di ogni parola presa in esame si approfondiscono gli usi secondo piani successivi, indicati nei sommari a inizio di ciascuna voce, così da illustrare e scandagliare i diversi significati che la singola parola viene ad acquisire sia in rapporto all'ambiente semitico sia nelle diverse parti del testo biblico. A facilitare la consultazione dell'opera, anche in questo volume parole e frasi in ebraico e in ogni altra lingua semitica sono riportate in traslitterazione e seguite dalla traduzione corrispondente.
La questione del Messia è il punto centrale del dissenso nel dialogo ebraico-cristiano: essa è quindi di particolare significato per l’attualità interreligiosa. Ma in che termini l’Antico Testamento parla di questa figura? Spesso le riletture dell’Antico fatte a partire dal Nuovo Testamento hanno portato a offuscare la molteplicità delle attese messianiche nel giudaismo. Dal canto loro, i quattro vangeli documentano che la vita e l’opera di Gesù furono interpretate dai discepoli in maniera messianica. Ma in che senso Gesù di Nazaret è il Messia?
Il testo costituisce la quinta uscita di una collana che illustra che cosa dicono l’Antico e il Nuovo Testamento sui temi fondamentali della fede. Ogni tema è presentato da due autori: uno per l’Antico e uno per il Nuovo Testamento, che poi, in un dialogo conclusivo, discutono come le idee centrali dell’AT vengono filtrate, assunte o modificate nel NT. Il lettore può così percepire la tensione e l’unità esistente tra i due Testamenti.
Ecco il piano completo dell’opera: 1. C. Dohmen - T. Söding, Il Dio uno; 2. K. Koenen - R. Kühschelm, La fine dei tempi (2001); 3. J. Schreiner - R. Kampling, Il prossimo lo straniero il nemico (2002); 4. G. Vanoni - B. Heininger, Il Regno di Dio (2004); 5. H.-J. Fabry - K. Scholtissek, Il Messia; 6. C. Brüning - K. Kertelge, Il problema del male; 7. G. Fischer- K. Backhaus, Espiazione e riconciliazione (2002); 8. G. Steins - M. Theobald, La creazione; 9. I. Müllner - P. Dschulnigg, Feste ebraiche e feste cristiane; 10. U. Berges - R. Hoppe, Povero e ricco; 11. C. Frevel - O. Wischmeyer, L’uomo; 12. F.-L. Hossfeld - K. Berger, Lo Spirito di Dio; 13. P. Deselaers - C.-P. März, Morte e risurrezione.
Sommario
I. Antico Testamento (H.-J. Fabry). 1. Definizioni introduttive. 2. Terminologia. 3. Il fenomeno «unto» quale punto di partenza. 4. Le radici delle attese messianiche nell’Antico Testamento. 5. Attese messianiche nel Protogiudaismo. 6. Attese del Messia negli scritti di Qumran. 7. Tesi riassuntive. II. Nuovo Testamento (K. Scholtissek). 1. Introduzione. 2. Il linguaggio dell’«unzione» nel Nuovo Testamento. 3. Gesù di Nazaret la domanda storica di chiarificazione. 4. Paolo. 5. I discepoli di Paolo. 6. Il Messia Gesù nella testimonianza dei quattro vangeli. 7. Ulteriori testimonianze neotestamentarie. 8. Sguardo retrospettivo e prospettivo. III. Dialogo. Antico Testamento (H.-J. Fabry). Nuovo Testamento (K. Scholtissek). Bibliografia.
Note sugli autori
Heinz-Josef Fabry (1944), dottore in teologia, è docente di Antico Testamento all’Università di Bonn.
Klaus Scholtissek (1962), dottore in teologia, insegna alla Facoltà cattolica di teologia dell’Università di Würzburg; è professore e decano all’Anno di studi teologici a Gerusalemme.
Il libro tratta di numeri, ma numeri "speciali”e “significativi" quelli contenuti nella Bibbia. Si entra nel testo biblico attraverso una via non comune, diversa dalle solite, per approfondire il suo Messaggio e scoprirne la grande ricchezza. Si potrà avere l'impressione di scorrere una miscellanea di temi assai diversi, ma il filo conduttore sono i numeri stessi, che nella Bibbia assumono moltissimi significati e sfaccettature di senso, permettendo molteplici approcci e interpretazioni. Apparirà chiaro quanto siano importanti, ma anche quanto sia delicato il loro studio e facile l'esagerazione o la manipolazione. La Bibbia non è un manuale per rispondere alle domande sui misteri del creato o predire il futuro, ma un mezzo privilegiato per cogliere il senso profondo della esistenza umana. Questo importante dato di fatto deve essere tenuto ben presente nell'avvicinarsi ai testi biblici e nell'interpretarne i numeri espressi, simboli pregnanti di significati e potenti trasmettitori delle verità ivi contenute. Possiamo parlare di salvezza e redenzione, male e peccato attraverso i numeri? Chissà
Qual è il fine della lettura? La parola contenuta nel testo biblico possiede la capacità di operare una trasformazione, un mutamento nella persona e nella vita di colui che legge e che ascolta. Leggere è, infatti, accettazione di una ricerca, di una discussione, di un confronto che include la convinzione di non essere possessori della verità: è vivere un momento di passaggio, un'aporia, una crisi. Leggere significa accettare un'ospitalità, richiede la disponibilità allo stupore, implica infine la gratitudine. Ecco qui un percorso alla scoperta della lettura e del rapporto con il libro, attraverso la sapienza degli antichi.

