
In cinque capitoli viene interpretata e attualizzata una delle storie" piu conosciute della Genesi. "
Una guida essenziale alla lettura del libro dei Proverbi e del libro della Sapienza.
Le riflessioni qui proposte aiutano a comprendere, nelle linee di fondo, il pensiero di Qohelet.
Prosegue il viaggio di approfondimento a Isaia, un viaggio ricco di teologia.
Il volume nella prima parte tratta del dibattito attuale sui Profeti, nella seconda affronta i temi di Nahum, Sofonia e Abacuc, per finire con le Lamentazioni.
L'autore si accosta alla narrazione giovannea non con il semplice intento di studiarla esegeticamente, ma con il desiderio di creare un ponte tra il lettore e il Vangelo, di porre "in dialogo la ricchezza dell'esegesi odierna con la vita quotidiana".
Introduzioni, saggi di esegesi, temi teologici tratti dai libri sapienziali dell'Antico testamento. La varietà delle trattazioni, mentre si compone nella fondamentale coerenza del metodo e dell'interpretazione, mette in risalto la ricchezza di questa parte delle Scritture, così vicina alla sensibilità e alla problematica contemporanea.
Il libro indaga i diversi usi del vocabolo exodos, a partire dalla letteratura greca antica fino alla letteratura cristiana dei primi secoli, attraverso un percorso unitario e sistematico. Sono tre le domande principali che costituiscono il filo conduttore della riflessione: perché la partenza degli israeliti dall'Egitto viene chiamata exodos? la storia di tale sostantivo nella letteratura di lingua greca può spiegare questa scelta terminologica? fino a che punto tale scelta ha influenzato la ricezione dell'idea dell'esodo? Nella ricerca storica, filologica e biblica questa tematica non era stata finora affrontata in maniera sistematica ed esaustiva. Utilizzando un approccio lessicale, filologico e storico, il volume intende colmare una lacuna importante nella conoscenza di un termine che ha segnato la nostra storia sin dall'antichità.
Intorno all'anno 400 la chiesa d'Occidente, di lingua latina, si trovò ad affrontare un problema: la Bibbia utilizzata, sia per la liturgia sia per lo studio, era un testo latino tradotto dal greco (la cosiddetta Vetus Latina), un testo che presentava vari errori di traduzione. Di qui la necessità di intervenire: se per il Nuovo Testamento si trattava solo di adottare un buon manoscritto greco, per l'Antico Testamento la questione si presentava più complessa perché il testo latino in uso era, sì, tradotto dal greco, ma questo a sua volta era stato tradotto dall'ebraico. Non era forse meglio risalire alla fonte? Si poneva un problema non solo linguistico ma di natura teologica: la Bibbia greca appariva più ampia di quella ebraica e anche nei libri comuni - che erano la maggior parte e i più importanti - c'erano frequenti varianti, talvolta di notevole spessore teologico. Due padri della chiesa latina, entrambi venerati poi come santi, Girolamo e Agostino, presero posizioni opposte. Girolamo sosteneva che il testo ebraico dovesse essere preferito perché più antico: essendo scritto nella lingua originale, era il solo ispirato. Agostino difese invece il greco, perché aveva permesso alla Parola di Dio di essere accolta nel mondo pagano; apparteneva, quindi, alla storia della salvezza, diversamente dal testo ebraico. La vinse Girolamo e la sua Vulgata - testo latino corretto abbondantemente sull'ebraico, ma non del tutto - lentamente si impose nelle chiese di lingua latina.
L'arte contemporanea interpreta il sacro. Due preziosi volumi raccontano l'Antico e il Nuovo Testamento attraverso 500 opere pittoriche dell'artista Bruno Bordoli. L'opera di Bruno Bordoli, oltre 10.000 lavori in cinquant'anni, si è sempre distinta per una forza poetica e intimista fuori dal comune. Lontano dai canoni rigorosi di uno sterile accademismo, l'artista ha fatto sue le suggestioni espressioniste e simboliste che caratterizzano la sua arte: il colore intenso, il segno marcato, la pennellata sciolta creano un mondo personale unico che, pur sfiorando il surreale, resta fortemente radicato alla realtà circostante. Dal 1972 Bordoli porta avanti un'intensa attività di interpretazione pittorica di autori classici e moderni del panorama letterario, oltre che dell'Antico e Nuovo Testamento. Degne di nota sono le opere sulla Passione di Cristo nella loro indagine sul rapporto che lega la fede religiosa all'emozione. "La Bibbia illustrata da Bordoli" si presenta in un elegante edizione in due volumi - Antico e Nuovo Testamento - curata dal gallerista, antiquario e illustratore Jean Blanchaert. Il materiale iconografico, 500 opere dell'artista, è corredato da un'introduzione del curatore e un saggio di Fra Paolo Garuti, docente ordinario di Esegesi del Nuovo Testamento alla Pontificia Università San Tommaso di Roma.

