
Giuda Iscariota, uno dei Dodici scelto da Gesù, è per antonomasia il traditore, «l’apostolo delle tenebre», personaggio oscuro come buia è la nostra anima quando ne riconosciamo la miseria, anche se «solo accettando di entrare nel buio della propria solitudine, si può, con stupore, ritrovare o scoprire la bellezza della luce».
L’autore ne esplora la complessa figura che non risulta alla fine tanto lontano dalla nostra quotidiana e comune esperienza.
Senza darne un giudizio, ma attraverso la strada della comprensione e dell’interpretazione, il lettore medita sul personaggio biblico, grazie ai passi dei Vangeli e alle riflessioni di Stevan.
Scoperto negli anni Settanta, l’apocrifo Vangelo di Giuda ha molto da dirci sull’antico gnosticismo e sul fallimento della sua visione del mondo. E ha molto da dirci sulla moderna ricerca sensazionalistica di un Gesù ‘alternativo’ a quello ufficiale. Rivelando l’irresistibile forza della genuina fede cristiana del Nuovo Testamento.
Dalla quarta di copertina:
Il Vangelo di Giuda fu scoperto negli anni Settanta e ha impiegato quasi trent’anni per diventare di pubblico dominio e per ottenere un’analisi critica. Ora Tom Wright, rinomato biblista, rivolge la propria attenzione a quest’affascinante manoscritto. Egli domanda che cosa esso ci dice dell’antico gnosticismo e del moderno entusiasmo nel collegarlo a questo. Lo straordinario nuovo documento ha rivelato, nella chiarezza finora più assoluta, ciò che credevano gli gnostici? E perché accadde che alcuni dei più grandi scrittori cristiani delle origini rigettarono appassionatamente il loro messaggio alternativo?
Considerando Il Vangelo di Giuda come un ritrovamento archeologico spettacolarmente interessante, Tom Wright sostiene che esso non ci dice niente del Gesù reale o del Giuda reale. Piuttosto, l’entusiasmo con cui alcuni l’hanno accolto è l’espressione di una sterile «ricerca di un Gesù alternativo», e di un materiale sensazionale, come quello indagato ne Il Codice Da Vinci di Dan Brown.
Lo studio di questo antico materiale ha convinto Wright che esso espone, più evidentemente di quanto sia mai accaduto prima, il fallimento della visione del mondo che articola. Esso rivela pure, per converso, l’irresistibile e attraente natura della genuina fede cristiana del Nuovo Testamento: la fede per la quale coloro che si opponevano agli gnostici del II secolo soffrirono e morirono.
Venti secoli dopo, viene annunciato il ritorno di Giuda, e si sarebbe perfino scoperto il suo vangelo al Cairo, un papiro di sessantadue logli in dialetto copto. Ma Giuda era davvero scomparso? Sembrerebbe che, al contrario, sia continuamente tornato. Che si tratti del fantasma del nostro odio, o anche del nostro senso di colpa? Pierre-Emmanuel Danzai ci conduce in una straordinaria inchiesta storiografica, teologica e letteraria, alle origini del Cristianesimo e attraverso tutta l'Europa. Dai rari riferimenti del Nuovo Testamento, passando per la nutrita letteratura patristica o apocrifa, fino ai Giuda russi, orientali o yiddish. Non è possibile dimenticare Giuda. Leggende e miti di ogni sorta hanno inscritto il suicida traditore del Cristo nel nucleo più oscuro della nostra cultura, eroe, malgrado se stesso, del nostro odio più tenace. Egli appare in ogni colpevole, ma anche in tutti gli innocenti condannati, gli esclusi o i capri espiatori.
Un libro per introdurre i laici alla lettura e alla preghiera dei salmi, spesso ritenuto compito esclusivo di preti e consacrati. E' l'occasione per l'autore di rivalutare così anche il ruolo dei credenti laici, normalmente presenti con le incombenze di tutti nella vita quotidiana e proprio per questo più adatti a "riscoprire nella Parola le parole per il mondo e spiegare a tutta la Chiesa come si possa parlare di Dio nel pieno centro del villaggio" .
Del Vangelo di Giovanni il volume propone: il testo greco: è tratto dall'edizione interconfessionale The Greek New Testament (GNT), basato prevalentemente sul codice manoscritto B (Vaticano), risalente al IV secolo; la traduzione interlineare: eseguita a calco, cerca di privilegiare il più possibile gli aspetti morfologico-sintattici del testo greco, anche a scapito, in alcuni casi, della semantica; il testo della Bibbia CEI a piè di pagina con a margine i passi paralleli. Non si tratta di una 'traduzione', ma di un 'aiuto alla traduzione': un utile strumento di facilitazione e sostegno per affrontare le difficoltà del greco e introdursi nel testo biblico in lingua originale.
Pur narrando la stessa vicenda dei Sinottici, il Vangelo di Giovanni appare autonomo rispetto a essi e fornisce spesso informazioni complementari utili anche ai fini della ricostruzione storica. La differenza più evidente consiste nell'estensione temporale del ministero di Gesù, oltre alla sua persistente presenza in Gerusalemme e, in particolare, nel Tempio, cornice privilegiata di diversi insegnamenti.
Le riflessioni-contemplazioni elaborate da papa Francesco sul Quarto Vangelo, raccolte in questo volume, nascono dal suo silenzio, un silenzio in cui prende dimora la Parola che era in principio e si è fatta carne, un silenzio meditativo a cui il Papa è allenato fin dalla sua formazione di fedele discepolo di sant'Ignazio di Loyola, dall'abitudine di accogliere nel silenzio la Parola per farla poi risuonare nel suo intimo, coglierne tutte le variazioni, aprendosi allo stupore, vedendola nel suo farsi storia di oggi.
Il Vangelo di Giovanni è il più colto dei Vangeli ma anche il meno affidabile dal punto di vista storico. È questa un'opinione antica, diffusa, tenace. Ed è però un'opinione profondamente falsa.
Questo breve commento al Vangelo più teologico e spirituale, è rivolto ad un vasto pubblico. Senza attardarsi su questioni riservate ai biblisti, offre delle chiavi di lettura che accompagnano nella comprensione delle sue «parole di vita eterna» (Gv 6,68).
Il Quarto Vangelo il "vangelo della donna"? E la tesi di questo libro. A Cana di Galilea la donna risulta il nome proprio di persona intorno a cui gravita, come intorno al suo baricentro, la verità dell'uomo.
L'intento dell'intera riflessione sul Quarto Vangelo non è quello di un nuovo commentario, ma di uno sguardo sulla totalità del kèrigma giovanneo che sia provocatorio di nuovi commentari. Tutto il contenuto dello scritto si focalizza e insiste su un solo versetto, anzi su una brevissima espressione di quel versetto, il semitismo "Quid mihi et tibi est, mulier?"; ribaltato però che sia il senso di esso, Io sguardo sull'insieme (dal punto di vista della Donna, e dunque dell'Uomo e della Donna) cambia radicalmente; è questo che legittima il titolo, mirato proprio a provocare commentari sostanzialmente rivisitati e - innovativi.
Per una conoscenza dei testi biblici che cerchi di essere intelligente e appassionata, occorre tentare di stabilire dei solidi "ponti" tra letture che analizzino e interpretino i testi, per quanto possibile, nei loro significati originari, e la vita e la cultura di oggi, senza fondamentalismi e superficialità. Nel quadro del progetto culturale "Per una nuova traduzione ecumenica commentata dei vangeli", ideato dall'Associazione Biblica della Svizzera Italiana, questo volume - una nuova traduzione ecumenica commentata del testo secondo Giovanni - è la quarta tappa. L'intero progetto è pensato per accompagnare l'attività formativa di tante persone nella Chiesa (nelle parrocchie, nei gruppi, nei movimenti, nelle associazioni di qualsiasi orientamento). Esso intende anche sostenere la volontà di singole persone che vogliano approfondire temi, contenuti e valori, che possono interpellare intensamente il cuore, la mente, la vita di chiunque. Ideatore del progetto e curatore del volume: Ernesto Borghi, biblista cattolico, presidente dell'Associazione Biblica della Svizzera Italiana (www.absi.ch) e coordinatore della formazione biblica nella Diocesi di Lugano (Svizzera). Redattori e redattrici: François-Xavier Amherdt - Guido Benzi - Emanuela Buccioni - Elena Chiamenti - Giuseppe De Virgilio - Stefania De Vito - Gaetano Di Palma - Fabrizio Filiberti - Nicoletta Gatti - Adrian Graffy - Luciano Locatelli - Lidia Maggi - Mariarita Marenco - Francesco Mosetto - Eric Noffke - Lorella Parente - Renzo Petraglio - Angelo Reginato - Luciano Zappella - Stefano Zeni - Giorgio Zevini. Prefazione: Gaetano Castello. Postfazione: Marinella Perroni. Appendici culturali e pastorali: Roberto Geroldi - Giorgio Jossa - Carmine Matarazzo - George Ossom-Batsa - Stefano Zuffi.

