
È possibile un incontro tra ragione e spiritualità? Per il Dalai Lama tra la strada indicata dalle religioni, basata sui principi etici e sempre attenta all'individuo e al suo universo interiore, e quella tracciata dalla scienza, improntata alla verifica sperimentale e concreta delle leggi del mondo, è possibile trovare una terza via. Un testo che è un'occasione preziosa di crescita spirituale, utile per affrontare le più scottanti problematiche etiche e religiose sollevate dalle scoperte scientifiche, in particolare quelle legate alla genetica e alla riproduzione umana.
L'esperienza del sacro si svolge e si definisce attraverso alcuni elementi costanti che la caratterizzano in tutti i tempi e a tutte le latitudini. Il primo di tali elementi è il simbolo: "il simbolo costituisce una componente essenziale del pensiero umano e della vita dell'uomo. Si situa all'origine della creatività artistica, poetica e letteraria. Svolge un ruolo centrale nell'insieme delle attività umane ed è all'origine della cultura, del suo sviluppo e della sua permanenza". Stabiliti i punti di riferimento teorici necessari per lo studio del simbolismo religioso attraverso una ricostruzione storiografica e metodologica che vede quali suoi punti di forza le concezioni di Jung, Gaston Bachelard, Mircea Eliade, Ricoeur, Jacques Vidal e l'attuale antropologia dell'immaginario, Ries ricostruisce in dettaglio l'emergere del pensiero simbolico nella preistoria e presenta le forme che il simbolo ha assunto nelle religioni antiche, in quelle orientali, nell'ebraismo, nel cristianesimo e nell'islam, mostrando come esso abbia sempre svolto un ruolo determinante nelle diverse sfere della cultura umana. Alla panoramica storica si accompagna la trattazione tematica, con l'analisi di alcuni motivi simbolici che sono descritti e interpretati in tutta la loro pregnanza di significato: il ciclo, la figura umana, la montagna sacra, le componenti dell'ambiente, la croce, la luce e tutta la costellazione di immagini che ruota intorno a una delle attività religiose dell'uomo, il pellegrinaggio.
Negli anni ’70 era convinzione comune che il futuro avrebbe riservato una progressiva e irreversibile secolarizzazione delle società politiche. Viceversa, il volto del mondo del XXI secolo non è quello di un mondo liberato da Dio. Anzi, sembra che il divino non sia mai stato così presente nel discorso del potere politico.
Attraverso un percorso che va da Socrate a Gesù, da Lutero e Calvino alla religione civile americana, l’autore ricostruisce quale ruolo ha assunto la religione nella tradizione politica dell’Occidente, com’è nata la nozione di cristianità, come si è sviluppata, in quali assetti politici ha preso corpo e come la cultura politica dell’Occidente è giunta al suo superamento.
Egli esamina la natura del potere specifico delle religioni ponendosi come interrogativo di fondo se quest’ultimo possa mettere in questione la democrazia e l’idea di un’altra libertà: quella laica.
Il volume dà avvio alla nuova serie della collana «Studi religiosi».
Sommario
Introduzione. I. Ipotesi. 1. Il fenomeno religioso. 2. Le sette dimensioni del fenomeno religioso. II. Storia. 3. Il cristianesimo, la cristianità e la nascita politica dell’Occidente. 4. Gli Stati Uniti: la fine della cristianità. 5. La Rivoluzione in Francia: verso una cristianità senza cristianesimo. 6. La religione della democrazia in America. III. Problemi e prospettive. 7. Il potere: due secoli di connivenza e di reciproche manipolazioni. 8. Occidente post-cristiano o cristianesimo post-occidentale? Bibliografia scelta.
Note sull'autore
Gabriel Fragnière, nato a Losanna nel 1934, dopo gli studi in lettere e filosofia a Losanna e la laurea in filosofia all’università di Maastricht, ha avuto una lunga carriera di ricerca e di impegno a livello europeo nell’ambito educativo e universitario, della riflessione filosofica e delle politiche sociali. È stato rettore del Collegio d’Europa (Bruges) e ha insegnato sociologia della religione al Centro studi sociali della Central European University (Varsavia). Presidente onorario dell’associazione europea Forum Europe des Cultures, dirige attualmente le collane «Philosophie et Politique» e «Dieux, Hommes et Religions» per le edizioni P.I.E.-Peter Lang.
Edizione inglese. Atti della tredicesima Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita. Citta' del Vaticano, 23-25 febbraio 2007.
Il libro costituisce una riflessione filosofica sul marrano, quella figura in cui il segreto trova per eccellenza la sua incarnazione.
Non solo si è sempre ritenuto i marrani capaci di condurre, dopo la conversione forzata, un’esistenza segreta e di conservare nel silenzio più assoluto la fedeltà alla religione da cui provenivano, pena la morte per mano dell’Inquisizione, ma anche i marrani costituiscono una presenza che, rompendo l’ordine rigidamente stabilito delle appartenenze, non si lascia tradurre nella lingua dell’identità, religiosa, politica, culturale o di qualsiasi altro tipo.
Qui la loro figura è convocata a parlare dell’aspetto nascosto della vita di ognuno, e cioè a parlare di ciò che di marrano c’è in ciascuno di noi, e dell’inaggirabile lato marrano di ogni singola esistenza, nelle sue implicazioni più controverse.
GLI AUTORI
GIANLUCA SOLLA insegna Filosofia presso l'Università di Verona.
L'autore
GERHARD GÄDE, nato nel 1950 a Brema, sacerdote, è Professore di Teologia Dogmatica e di Teologia delle Religioni presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma e presso la Facoltà Teologica di Sicilia (Palermo). Ha pubblicato parecchi contributi su temi teologici e pastorali in Germania e in Italia. La teologia delle religioni costituisce l'interesse principale dei suoi studi e del suo insegnamento.
Il libro
Il presente studio fa parte di un progetto di ricerca della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia. Queste pagine vorrebbero contribuire a comprendere la fede islamica nello Spirito in cui Gesù ha compreso la propria religione ebraica e ha imparato a valorizzare anche la fede di gente di altra religione. Questo appartiene alla novità del suo messaggio. In questa scia, il Concilio Vaticano II ci ha indicato la direzione di un percorso per il nostro tempo. Questo libro si colloca nel quadro dell'insegnamento conciliare e vorrebbe tracciare alcune linee per un'ermeneutica cristiana delle religioni non-cristiane e in particolare dell'islam. In sostanza, si tratta di imparare a percepire la Parola di Dio anche dalle Scritture sacre di altre religioni, ad esempio dal Corano, e di scoprire la realtà del Cristo al di là dei confini della cristianità. In base a una tale comprensione forse ci sarà possibile dialogare con l'islam valorizzando il suo Corano come una testimonianza che Dio non ha abbandonato l'umanità alla propria sorte.
"L'interprete delle Passioni" è un canzoniere in cui con gli accenti dell'amore terreno si canta l'amore per Dio. È lo stesso Ibn Arabi a chiarirlo nel prologo e nel commentario (uno dei rari casi in cui un autore offre un commento alla sua stessa opera poetica). Del resto, dal "Cantico dei Cantici" a Giovanni della Croce, sempre l'amore celeste è stato espresso con le parole e i toni delll'amore carnale, come non esistesse altro modo per esprimerlo, o comunque quel modo fosse il più naturale. Inoltre, Ibn Arabi è un sufi, e quello dei sufi è il regno dell'immaginazione creatrice.
Cristianesimo e islam nel passato e nel presente: un percorso tra divergenze e analogie, nodi e snodi
La Bibbia nel Corano: Adamo, Eva, Caino, Abele, Abramo, Giuseppe figlio di Giacobbe, Maria e Gesù
I musulmani in Europa: la sfida della multiculturalità e la necessità dell’accoglienza e dell’ascolto
E' possibile ai musulmani tentare una lettura islamica della Bibbia e ai cristiani un approccio cristiano del Corano sfuggendo a volontà proselitiste e a pretesti polemici?
Una riflessione alla ricerca dei presupposti culturali e teologici, per un confronto interculturale e un dialogo islamo-cristiano oltre gli stereotipi.
Dalla quarta di copertina:
E' possibile ai musulmani tentare una lettura islamica della Bibbia e ai cristiani un approccio cristiano al Corano sfuggendo a volontà proselitiste e pretesti polemici? E' possibile trovare nelle diverse tradizioni religiose forme complementari di una comune ricerca dell’unica Verità?
La riflessione di La Torre intorno ai concetti chiave della fede islamica e al rapporto teologico tra Bibbia e Corano si pone nell’ottica di un autentico confronto interculturale, del superamento di equivoci e incomprensioni, per un dialogo islamo-cristiano oltre gli stereotipi.
Analizzando convergenze e divergenze tra i due testi sacri, La Torre intende così fornire un contributo alla ricerca nell’"altro" del volto di Dio.
C'è un momento, nella vita di tutti, degli adolescenti in modo particolare, in cui la fede ricevuta da bambini in maniera inconsapevole, non basta più. Mille domande si affacciano all'orizzonte, mille interrogativi esplodono: Perché credere? Cosa c'è dopo la morte? Perché devo andare a Messa? È un momento importante in cui la fede infantile si prepara a diventare una fede adulta. Una fede che rompe con le abitudini del passato per diventare più vera e più forte: ecco il significato del titolo di questo libro. Non è un thriller da leggere tutto d'un fiato, ma un volumetto da tenere a portata di mano e da consultare quando, appunto, la fede "diventa difficile", cioè tormenta, provoca, interpella. Questo libro può essere di aiuto anche per gli educatori dei ragazzi: per la catechesi, gli incontri giovanili, i ritiri spirituali, in famiglia.
Il tempo di Quaresima costituisce un'occasione favorevole a un ascolto più pacato, disteso e anche continuativo della parola di Dio. Ecco uno strumento accessibile a tutti per favorire l'avvicinamento alla pratica della lectio divina, una sorta di "iniziazione" alla frequentazione della Parola. Sono qui proposti trenta passi tratti dal Vangelo di Matteo che ci conducono all'incontro con il volto di Cristo, così che anche noi, resi liberi dalla Parola che è via, verità e vita, impariamo a fare continuamente della nostra vita un servizio d'amore.

