
L'opera preveggente di Don Milani è davvero ancora illuminante. Le coscienze oggi sono appiattite - dice il grande pedagogista - perché il modello culturale dominante opera sul tempo libero e sulla diffusione dei media, anziché sulla conoscenza e sullo studio. Nella ricorrenza del 91° anniversario della nascita di Don Milani, restano ancora disuguaglianze e difetti nel sistema scolastico italiano, ma la Scuola di Barbiana ha rappresentato e rappresenta, a tutt'oggi, un punto focale di riferimento culturale per i docenti, i legislatori e i pedagogisti, sia italiani che stranieri.
L'Islam, che conta oltre un miliardo e mezzo di fedeli nel mondo, presenta oggi molti volti. A occupare la scena nei media sono spesso i suoi aspetti più minacciosi, le sue interpretazioni che sfociano nel fanatismo e nel fondamentalismo, specie nel Medio Oriente, che attraversa una fase di transizione in seguito alla Primavera araba. Ma di certo non è questa l'unica espressione della religione islamica, che ha una grande storia cosmopolita. Dal desiderio di offrire dell'Islam un ritratto contemporaneo a tutto tondo nasce questo dialogo tra un padre, Alberto, e un figlio, Dag, agnostico, antropologo e viaggiatore il primo, religioso, esperto di testi sacri e linguista il secondo. Il figlio ha deciso di vivere con la sua famiglia nelle montagne del Marocco, il padre abita nelle campagne sabine, ma entrambi riconoscono che in un mondo globale il dialogo interreligioso è un nodo decisivo per la convivenza tra i popoli. Per questo si confrontano con affetto, seppure con grande divergenza di opinioni, toccando nel libro tutte le questioni più spinose che rendono i rapporti tra musulmani e cristiani spesso complicati, se non conflittuali: dalla concezione della donna alla poligamia, dall'ortodossia intransigente alla pretesa di detenere la verità, dalle forme di preghiera alla minaccia del terrorismo di matrice religiosa. Introduzione di Franco Cardini.
Come si è configurato il senso del sacro nel corso del tempo e come si è trasformato passando dal sacro arcaico al sacro complesso delle manifestazioni storiche? Come comprendere la sua vera natura? E qual è la sua condizione nella nostra epoca, di fronte al processo di desacralizzazione? A queste domande Angela Ales Bello risponde attraverso un'indagine storico-filosofica delle figure rituali assunte dai fenomeni religiosi, che prendono forme sempre diverse, ma permangono come elementi costitutivi insopprimibili. Per cogliere l'origine di questi fenomeni, l'autrice compie uno scavo archeologico nelle recondite sfere interiori degli esseri umani che si aprono a una Potenza che li trascende. E lì che l'esperienza sacrale-religiosa, accettata o respinta, determina il corso dell'esistenza individuale. Ed è proprio per questo che non può essere trascurata o ignorata. Il libro si propone di ripensare questa esperienza per metterne in luce le caratteristiche essenziali e i diversi modi delle sue manifestazioni storiche fino al suo presunto esaurimento.
L'Alta Valle del Fortore, a Volturara (Appula) è stata testimone d'un interessante storia, Sia per l'esistenza della diocesi e dei suoi santi Vescovi, sia per la presenza di cristiani Valdesi, che nella valle si stanziarono subendo, qui come altrove, lotte e persecuzioni. Narrare la sua storia significa farla uscire dall'oblio per suscitare interesse per il proprio passato in vista del futuro.
Il Jainismo è una delle più antiche religioni dell'India. La sua manifestazione storica risale a più di 2500 anni fa, ma la dottrina è probabilmente basata su esperienze ancora più antiche. Dotato di una originale cosmologia, di una sua tradizione filosofica e di un preciso percorso iniziatico, il Jainismo ha come proprio cardine il distacco dalle passioni e la non-violenza assoluta (Ahimsa) nei confronti di ogni forma di vita. Paul Dundas, con il piglio dello studioso e l'entusiasmo del divulgatore, racconta la nascita di questa tradizione e analizza i suoi rapporti con le altre correnti filosofiche e religiose dell'India, in un gioco reciproco di rifiuti e appropriazioni di elementi culturali e dottrinali. È alla dottrina jaina che si ispirò, tra gli altri, il Mahatma Gandhi, nella cui pratica il principio irrinunciabile della non-violenza diviene anche uno strumento di lotta politica.
Questo volume recupera un titolo, "Storia sacra dell'antico Israele", che si era perso nella storiografia da oltre un secolo. Perché accostarsi a questa storia? E perché sacra? Il dogma moderno afferma che Dio non può entrare nello spazio e nel tempo, e quindi non può esserci una storia di salvezza. Al contrario, quella di Israele è una storia del tutto particolare, alla cui origine vi è la vocazione di Abramo, un fatto apparentemente insignificante dal quale sorge un ordine nuovo. Il rapporto tra l'uomo e Dio fa sì che il corso degli eventi diventi storia sacra. Con una narrazione avvincente, l'autore delinea le grandi figure dell'Antico Testamento collocate nel loro contesto storico. "Tornare a quella vecchia abitudine di leggere e conoscere la storia sacra (e farla leggere ai bambini e ai giovani) non può che generare una gratitudine e stupore davanti al Signore della storia che nella pienezza dei tempi ha posto la Sua dimora tra di noi" (dalla prefazione di Ignacio Carbajosa).
Direttamente collegato a "Un ragazzo valdese", questo nuovo volume della coppia Piera Egidi Bouchard e Giorgio Bouchard ripercorre la parte della vita di Giorgio successiva alla firma dell'Intesa tra le chiese valdesi e metodiste e lo stato.
Alle radici del dialogo inter-religioso dall'età tardo antica fino all'umanesimo i testi più significativi sul tema. Fin dall'epoca tardo-antica la filosofia del dialogo inter-religioso si è proposta di individuare le verità di base condivise tra le fedi al di là delle differenze di prospettive e tradizioni culturali. Il volume raccoglie diciotto contributi che attraversano la storia della cultura occidentale - dall'età tardo antica e medievale fino al periodo umanistico-rinascimentale - preceduti da un saggio introduttivo di Giulio d'Onofrio. Si delinea così una ricca panoramica dei testi più significativi sul tema: "Il Dialogo con Trifone" di Giustino; "Il discorso vero di Celso"; il "Discorso sulla tolleranza" del retore Temistio, una rassegna di temi e protagonisti del dibattito islamo-cristiano in lingua araba; gli scritti di Anselmo d'Aosta, di Abelardo, di Pietro il Venerabile, di Tommaso d'Aquino, di Raimondo Lullo, il "De pace fidei" di Cusano; la Lettera indirizzata al sultano Maometto II da papa Pio II, l'umanista Enea Silvio Piccolomini; le "Conclusiones" di Giovanni Pico della Mirandola; il dibattito tra Sèpulveda e Las Casas sulla conversione degli indios.
Primo volume di un'opera che comprende anche Teologia, spiritualità, cultura e scienza a Milano, Erasmo e Lutero presenta due personaggi che ancora oggi, con i loro discorsi, ci invitano ad attraversare con prudenza e fiducia l'immenso mare di sapere, vita ed esperienza che si aprì davanti ai loro occhi. La «fede» è la tematica principale, elaborata soprattutto da Lutero nelle sue implicazioni cristologiche, in spirito di profonda religiosità. Emergono i limiti del suo modo di recepire la tradizione cristiana in forza del principio «sola Scriptura», sia in rapporto al mondo dei Padri della Chiesa che nei confronti della più ampia tradizione teologica medievale. In campo cattolico, attorno al Concilio di Trento, si registrano le reazioni, anche polemiche, di un pensiero teologico che non rinuncia ad assumere in toto la propria storia, nella temperie culturale rinnovata da un'accentuata sensibilità umanistica. Il tema dell'eresia e quello dell'inquisizione, infine, testimoniano quanto a lungo travagliata sia stata, anche nel mondo cristiano, la conquista di alcuni inalienabili diritti civili della persona.
Franco Buzzi (1948) è dal 2007 prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano. Ha studiato teologia e filosofia a Milano, Roma e Monaco di Baviera. Ha dedicato i suoi lavori all'idealismo tedesco, al luteranesimo, al Concilio di Trento e alle dottrine politiche, giuridiche e teologiche della Seconda scolastica.
Il volume raccoglie omelie, lettere pastorali e messaggi pronunciati da papa Francesco in varie occasioni quando era ancora cardinale e arcivescovo di Buenos Aires, tra il 2008 e il 2012. Partendo da brani del Vangelo, papa Francesco traccia la via da seguire per costruire un mondo migliore per i giovani e dare loro il "pane della speranza". Così dice Bergoglio "Educare è di per sé un atto di speranza, non solo perché si educa per costruire un futuro, scommettendo su di esso, ma anche perché il fatto stesso di educare è pervaso da essa". L'opera è divisa in due capitoli: la prima parte "Il pane della speranza", la seconda "Non stancarti di seminare".

