
Nei mesi della pandemia mentre lo smarrimento coinvolgeva intere comunità inermi dinnanzi al virus e si affacciava lo spettro non solo della morte ma anche del disagio economico e della fame l'anziano ex vescovo di Caserta continuava a sostenere con l'ascolto e la condivisione chiunque bussasse alla sua porta. L'esperienza di questa difficile condizione unita ad un costante rapporto con la Scrittura e in particolare con la Parola di Gesù si sono tradotte nelle omelie raccolte in questo prezioso volume affidato oggi ai tanti lettori di Nogaro che di lui ricordano i libri e il trentennale impegno a difesa di tutti gli esseri umani.
C'è un momento della giornata in cui la luce sembra mescolarsi all'intonaco della case ed evaporare con infinita delicatezza. Le strade s'illuminano. È l'ora della preghiera. L'ora di Dio nella nostra vita.
La Parola è il pane necessario che nutre la vita del cristiano lungo tutto l'intero itinerario terreno perché egli non soffra di stenti e non venga meno nel cammino; è il pane che, quando lo si mangia, libera da sé tutto il dinamismo e l'efficacia per fortificare coloro che si siedono alla sua mensa; è il pane che sta alla base del motivo per cui i fratelli si riuniscono per celebrare l'agape che comunica forza, che arricchisce ed eleva spiritualmente.
Il pane è la Parola-dabàr, cioè è Parola-evento, Parola-azione, che agisce, che crea, illumina, rinnova, trasforma; è il pane-Parola che interpella la coscienza dell'uomo, guida il cammino della storia, abbatte ogni ostacolo e ogni resistenza e consegue infallibilmente l'obiettivo che si è prefissato.
Il concilio Vaticano II insegna che la Parola "est res et verba" (evento e Parola intimamente connessi) e che si illuminano a vicenda (DV, 2). Così, il pane-Parola e il pane-Eucaristico si integrano senza confondersi. Si tratta di due dimensioni della stessa realtà. "La Parola proclamata viva ed efficace, prepara la ricezione del Sacramento - precisa Papa Francesco nella Esortazione "Evangelii Gaudium" - e nel Sacramento tale Parola raggiunge la sua massima efficacia" (EG, 174).
Per molto tempo liturgisti e teologi hanno guardato al rapporto tra liturgia e secolarismo in modo troppo ristretto e schematico. Spesso si presume che nell’accogliere la cultura del “secolo”, si debba abbandonare la liturgia, o, al contrario, che nello scegliere la liturgia si debba chiudere la porta alla cultura secolare. A partire dal solco tracciato dai documenti conciliari, l’autore respinge la presunta incolmabile frattura fra liturgia e cultura secolare, cercando di mostrare che, se si è sinceramente preoccupati del futuro della fede cristiana, tali modelli di pensiero possono e devono essere lasciati alle spalle, hanno bisogno di essere risignificati nel modo più profondo possibile. Le riflessioni di questo testo contribuiscono a una più profonda comprensione di come un rinnovato dialogo tra liturgia e cultura può diventare fertile per il futuro della fede cristiana.
Joris Geldhof (Aalst 1976) è professore di liturgia e teologia sacramentaria presso la Facoltà di teologia e studi religiosi dell’Università cattolica di Leuven (Belgio) e preside dell’Istituto liturgico della medesima università. È caporedattore della rivista Questions Liturgiques/Studies in Liturgy. Le sue principali aree di ricerca sono la teologia liturgica, l’eucaristia e le questioni relative alla sacramentalità cristiana in un mondo secolarizzato.
L’autore presenta in questo libro una completa sintesi di quanto ha predicato e insegnato per anni ed anche pubblicato in opere precedenti sul tema dell’Eucarestia.
Nella prima parte sviluppa i temi più dottrinali del sacramento e si richiama all’enciclica di Paolo VI “Eucharisticum Mysterium” e all’Esortazione post sinodale di Benedetto XVI “Sacramentum Caritatis”.
Nella seconda parte offre suggerimenti pastorali e di comportamento.
Nella terza parte svolge un excursus storico dagli Apostoli al Concilio Vaticano II fino al pensiero degli ultimi Arcivescovi della Diocesi di Milano.
Il libretto è una guida quotidiana per i quaranta giorni di Quaresima. È il tempo di preghiera e di approfondimento della propria fede.
La meditazione della Parola, che Dio ci dona nella santa Messa quotidiana, ci aiuta a capire qual è il compito che il Signore chiede da noi per ogni giorno specifico. Mettendo in pratica ciò che ci chiede, facciamo diventare realtà il Vangelo proclamato. Così come il Verbo si fece carne per la nostra salvezza, anche noi facciamo diventare “carne” il Vangelo ascoltato.
Il percorso quotidiano proposto:
*ascolto del Vangelo del giorno
*riflessione sugli spunti più importanti che ne emergono
*proposito personale della giornata: un piccolo gesto che ci aiuterà a mettere in atto la Parola del Vangelo ascoltata e meditata.
«Quando vuoi stare a tu per tu con Dio, quando decidi di dedicare tempo alla preghiera, metti il cellulare in modalità non disturbare o aereo. Ti concentrerai meglio su quello che dici e leggi in queste pagine. E ti accorgerai che ti guarda, ti ascolta e, nell'intimità che si crea tra voi due, parla silenziosamente al tuo cuore». Tra gli oltre 300 testi proposti in queste pagine: il nuovo ordinario della Messa in italiano e latino, una guida per una buona confessione, le preghiere del cristiano, le verità della fede e i precetti della Chiesa, i canti liturgici latini più importanti.
Omelie per l'anno liturgico - Ciclo C - per rivivere i vari misteri della vita, della morte e della resurrezione di Gesù. Come i già pubblicati volumi di Omelie del Ciclo A e B, anche questo libro si articola in gruppi di Omelie pensate e scritte per il tempo di Avvento, di Natale, di Quaresima, per il tempo pasquale e la solennità del Signore, per le domeniche del tempo ordinario.
P. Luca Garbinetto, religioso presbitero della Pia Società San Gaetano di Vicenza, ci fa entrare nella dinamica del suo ascolto, per donarci il frutto della sua lettura orante della Scrittura, nella restituzione di una parola ardente, incisiva, che arriva al cuore. Un ascolto esistenziale, che coinvolge la concretezza della vita, che non si scosta mai dal senso autentico del testo, ma ne coglie le ricadute per un cammino di conversione, lasciando scaturire come sfumature di luce che si rifrangono da un prisma, i riverberi spirituali per il nutrimento dell’uomo interiore.
Le sue intuizioni ci vengono trasmesse attraverso un dettato avvincente e profondo, piacevole e attraente, quasi da voler suscitare nel lettore un nuovo ascolto, dentro il cammino personale della vita cristiana di ciascuno, perché la Parola porti più frutto.
Ordo Divini Officii Recitandi Sacrique Peragendi pro Anno Domini 2021
L'ora della morte del Signore Gesù, le tre del pomeriggio, è un'ora privilegiata nel culto alla Divina misericordia. Don Pasqualino di Dio ci offre un sussidio per vivere con intensità e profondità questo momento e così onorare con devozione la passione e la morte di Gesù sulla croce. Gesù, infatti, dice a santa Faustina: «Ogni volta che senti l'orologio battere le tre, ricordati di immergerti tutta nella Mia Misericordia, adorandola ed esaltandola; invoca la sua onnipotenza per il mondo intero e specialmente per i poveri peccatori, poiché fu in quell'ora che venne spalancata per ogni anima. In quell'ora otterrai tutto per te stessa e per gli altri». E promette: «In quell'ora non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione». La devozione alla Divina Misericordia, la Parola di Dio, le meditazioni, scelte in maniera sapiente, e le preghiere aiuteranno ciascuno a entrare nel grande mistero della misericordia di Dio. Un invito alla preghiera, dunque, ma anche un invito alla misericordia a favore dei fratelli più deboli, in modo da mettere in pratica le parole di papa Francesco: «Misericordiati, misericordiamo!».

