
Senza la Regola Bollata il fascino e il carisma di Francesco si sarebbero esauriti con lui. La Regola Bollata è il vertice mistico di Francesco: dal ‘noi' sognato da lui al ‘noi' sognato con Dio. È la sua notte dello spirito, la sua crisi meno nota: non di fede, non di fraternità, ma di futuro. Lo scritto che Francesco sente meno suo («lo feci scrivere») è nello stesso tempo quello che porta a compimento il suo Ordo Amoris. Egli inventa un nuovo genere letterario: una Regola per fratelli. Non un punto di arrivo ma di partenza. La Regola Bollata è il passaggio dalla paternità possessiva a quella che dona vita e sa farsi da parte. Qui vediamo un Francesco vicino a chiunque - sia un genitore, un educatore, un leader - abbia mai dovuto imparare che governare non significa legiferare, ma custodire e consegnare un mistero.
Un classico della spiritualità del Novecento, ricercato dai lettori che hanno amato lo stile poetico e profondo di Leclerc, francescano tra i più noti dell’età contemporanea. Suo il celebre "La sapienza di un povero". Come può il "Cantico delle creature" risuonare ancora credibile dopo l’inferno dei campi di concentramento? San Francesco d’assisi ci insegna a vivere ciò che oggi manca crudelmente alla nostra società frammentata: la fraternità. Nei nostri universi disincantati, questo cantore della creazione ci infonde la gioiosa speranza di cui abbiamo bisogno per essere veramente e pienamente umani.
Il lavoro di sr. Monica M. Agosta ci permette di approfondire un episodio significativo della biografia di Chiara e, in certo modo, anche di Francesco, con una attenzione che mescola la lettura storico-critica delle fonti con la loro interpretazione teologica e che quindi offre un tentativo di teologia spirituale, intesa come comprensione teologica di un vissuto cristiano.
Come sempre, per il credente la teologia si pone al servizio della fede, che è più importante della teologia: anche in questo caso, la migliore comprensione delle lacrime di Chiara sul corpo esanime di Francesco potrà giovare a comprendere il mistero del dolore e dell'amore per Cristo che sia Francesco che Chiara hanno vissuto in pienezza.
La XVII edizione del Festival Francescano tenutasi a Bologna dal 25 al 28 settembre 2025 si è concentrata su quella pagina straordinaria, certamente la più conosciuta tra gli scritti di san Francesco, che è il Cantico delle Creature.
Come tradizione, il Festival, prima di trasferirsi nella sua sede propria che è la piazza, ha dedicato mezza giornata ad approfondire scientificamente il tema.
«Il Cantico delle connessioni» è stato il motto del Festival: dalle connessioni poetiche espresse nel Cantico di Francesco, alla miriade di connessioni possibili nel mondo di oggi.
«Spero che risulti abbastanza chiaro che il centro focale di tutto non è Francesco d’Assisi, ma colui che ha riempito la sua vita e di cui egli è stato un’icona vivente, Gesù Cristo. Non saprei, diversamente, come farmi perdonare da Francesco l’aver osato aggiungere un ennesimo titolo all'immensa bibliografia su di lui». Così l’autore riassume il senso di questo ebook, che raccoglie un saggio su Francesco d’Assisi come genio religioso (inedito in lingua italiana) e diversi scritti più brevi su aspetti particolari della santità del poverello, che coprono un arco di più di quattro decenni: dall'VIII centenario della nascita del Santo, nel 1982, fino all'ascesa al soglio pontificio del cardinal Bergoglio che, per primo nella storia, ha scelto di chiamarsi con il nome del Poverello d’Assisi.
Il centenario francescano è ormai in atto, a ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi (1226-2026). Un secolo fa questa ricorrenza – che offrì al podestà di Assisi, Arnaldo Fortini, l’occasione per dare un volto nuovo alla città – fu abilmente sfruttata dalla propaganda politica, fino a far indossare a Francesco i panni di un convinto patriota. Oggi, con maggiore aderenza alla storia, si preferisce ricordare l’impegno che egli mise a sedare le contese e a instaurare nuovi patti di pace.
In queste pagine l’autore raccoglie articoli pubblicati in quotidiani e riviste, in particolar modo ne L’Osservatore Romano e in San Francesco Patrono d’Italia. I testi sono presentati nella loro forma originaria, con l’aggiunta dei riferimenti alle Fonti Francescane per agevolare quanti desiderano approfondire la lettura.
"Francesco non chiede d'essere guardato: è un dito teso verso la luna, un fuoco che indica Dio e ci consegna - nudi e liberi - alla gioia". Di san Francesco crediamo di sapere tutto: il santo della natura, dei poveri, della pace. Ma proprio ciò che crediamo di sapere ci impedisce di conoscerlo. In questo libro a due voci, Franco Nembrini e Fabio Rosini tornano ai testi che Francesco ci ha lasciato di suo pugno e li liberano dalle letture addomesticate, riconsegnandoci un uomo molto più scomodo e molto più vivo. Dall'incontro con i lebbrosi, dove ciò che era amaro diventa dolce, fino alla povertà scelta come libertà totale, emerge il volto di un convertito che non si accontenta: tenero e durissimo, capace di chiamare "sorella" la morte e di restare lieto nella tribolazione. Il dito e la luna: perché Francesco non vuole essere ammirato, ma indica un Altro. Un percorso che, capitolo dopo capitolo, smonta i nostri inganni e ci mette davanti alla domanda che davvero conta: quanto siamo disposti a giocare della nostra vita.
Negli ultimi mesi della sua vita, san Francesco attraversa luoghi, memorie e strade che la tradizione ha custodito solo in parte. Questo saggio ricostruisce, con rigore documentario e passione storica, il soggiorno del Santo nel territorio di Nocera Umbra e il suo ultimo viaggio verso Assisi. Attraverso il confronto tra fonti francescane, testimonianze locali e documenti d'archivio, Angelo Menichelli propone una rilettura affascinante e fondata di uno dei passaggi più intensi della vicenda francescana.
"Francesco continua a insegnarci che l'amore, quando è vissuto fino in fondo, diventa la forma più credibile di ogni parola". (Dalla prefazione di padre Enzo Fortunato)
Questo libro offre una rilettura controcorrente e profondamente ecclesiale di San Francesco d’Assisi, restituendone il volto autentico di santo innamorato di Cristo presente nell’Eucaristia. Attraverso le fonti francescane e un commento attento e attualizzante, l’autore mostra come la spiritualità francescana sia inseparabile dalla fede nel sacramento e dal rispetto per il sacerdozio e la Chiesa. Un testo “inattuale” e per questo necessario, che invita a superare letture ideologiche e riduttive del Poverello per riscoprirne la radicale conformazione a Cristo.
Sul monte della Verna la vicenda di san Francesco d'Assisi raggiunge il suo apice: l'apparizione del Serafino crocifisso e il dono delle stigmate aprono uno dei misteri più profondi della storia cristiana. Un evento straordinario che può essere compreso pienamente solo se letto alla luce di un altro elemento essenziale della spiritualità francescana: il rapporto di Francesco con gli angeli.
Questo volume propone una prospettiva originale, mostrando come il fenomeno delle stigmate non sia separabile dall'universo angelico che accompagna l'esperienza spirituale del santo.
La devozione a san Michele, il simbolismo del Serafino, la lotta contro il maligno, il segno del Tau e il desiderio di conformarsi a Cristo compongono un unico itinerario interiore.
Le stigmate appaiono cosi non solo come segno della Passione impressa nella carne, ma come espressione di una trasformazione maturata nel fuoco dell'amore divino.
Ne emerge il ritratto di un Francesco meno convenzionale e più radicale: uomo visitato dagli angeli, segnato dalla croce, provato nel combattimento spirituale e reso trasparenza vivente del Vangelo.

