Richard Rohr ci sfida a dividere la vita in due metà. Nella prima costruiamo la nostra identità, definiamo i nostri obiettivi e cerchiamo la nostra sicurezza. Nella seconda, invece, sviluppiamo una sensibilità più spirituale, ma insieme sperimentiamo la realtà del fallimento, della perdita e della caduta. Siamo tentati di pensare, allora, che, giunti a quel punto, si debba soltanto lasciar "scorrere" il tempo. È proprio distinguendo queste due traiettorie che Rohr sorprende il suo lettore: la caduta non è la fine ma è solo l’inizio, è ciò che ti porta in alto, che ti rialza e ti fa crescere. Le sofferenze, gli errori, le perdite non sono incidenti da evitare, bensì punti di forza per rivedere e ripensare il "contenuto", la profondità autentica di quell’identità che abbiamo costruito nella prima parte della nostra vita. Cadere verso l’alto è un’esplosione senza tempo, è scoprire il proprio vero sé nel dialogo delle due metà della vita di ciascuno. Un libro che offre speranza nei momenti di dolore, coraggio nelle esperienze di afflizione. Una riflessione che ci ispira a superare il nostro egocentrismo per trovare e realizzare a pieno il profondo significato della nostra esistenza, unica e preziosa.
Uscito in prima edizione nel 1991, in un’Europa appena riunita dopo il crollo del Muro e all’alba del quinto centenario dell’incontro con le Americhe, il saggio viene riproposto oggi perché le questioni centrali dell’identità europea che pone sono ancora drammaticamente irrisolte e chiedono urgentemente una risposta. Tra gli esaltatori dell’Europa e i suoi denigratori, questo libro cerca la strada del ripensamento critico, che riconosce nella scoperta dell’io il grande merito dell’Europa moderna e nella mancata scoperta dell’altro il suo limite. La proposta teorica — filosofica e teologica — qui avanzata non è di rendere il pensiero dell’io abbastanza flessibile e generoso da abbracciare anche l’altro (secondo il modello della "modernità incompiuta"), ma di partire dall’altro per ridefinire l’io (secondo un’ispirazione che è insieme evangelica e secolare). Su questa linea si dipanano diversi fili: solidarietà, pace, dialogo tra le culture, ecologia, qualità della vita, che compongono il tessuto di una possibile teologia della liberazione per l’Europa. Referente obbligato della riflessione di Armido Rizzi è la Bibbia, un testo aperto che esige di essere interpretato dalla ragione filosofica e dalla ragione teologica per far emergere l’unità tra l’ambito religioso e quello mondano nella com-passione per l’umano.
Sovente ci sentiamo chiedere: io voglio imparare a pregare, ma da dove devo partire? In pratica, cosa devo fare? Che cammino seguire? Il libro cerca di rispondere a queste domande in modo semplice e concreto. Come scrive l'autore nell’introduzione: "È importante suggerire ai giovani delle norme semplici e pratiche e chiedere loro di sperimentarle" perché "il cristiano non può stare in piedi senza preghiera, l’esperienza quotidiana lo conferma per tutti".
Dal padre padrone al Padre perdono: è la perfetta sintesi di questo libro che va ben oltre il classico commento alla preghiera insegnata da Gesù agli apostoli. Fratel Michael Davide conduce infatti il lettore dall’attualissimo tema dell’evaporazione della figura paterna al ritrovamento di una paternità terrena adulta e matura e, parallelamente, alla riscoperta di una paternità celeste "nel tempo dell’assenza" dell’una e dell’altra. Il padre (terreno e celeste) che l’autore ci invita a reincontrare è quello che appartiene all’orizzonte stesso di Gesù, della sua vita di figlio (umano e divino) che ci invita a riscoprirci figli in lui e con lui. Una paternità, dunque, perduta e ritrovata, che ci permette di guardare al mondo in maniera completamente nuova: poiché la riscoperta del padre apre un nuovo orizzonte anche sulla fraternità tra gli uomini e, come chiosa l’autore, «se diciamo: Padre Nostro, la domanda è scontata: "Dov’è tuo fratello?- e ogni volta che supplichiamo: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano", non saremo certo lasciati in pace e ci verrà sempre chiesto: "Quanti pani avete?…"».
Pellegrini e viaggiatori, la nostra vita è un eterno viaggio e la meta in cui troviamo stabilità e pienezza è infine Dio.
L'autrice è nata a Città di Castello (PG), ha svolto la professione di medico nella sua città. Laureata in Teologia ha collaborato con varie associazioni cattoliche. Ha pubblicato il libro "Il ministero della donna nella Chiesa, storia, teologia e attualità".
Questo testo nasce con la speranza di offrire a tutti quelli che si apprestano a leggerlo, la possibilità di percepire nel cuore la sofferenza e la prova che Cristo ha accettato per il bene dell’umanità. Per gli Apostoli, chiamati a continuare l’opera di Cristo, la Passione rappresenta il punto cardine della predicazione insieme all’annuncio della Risurrezione. La passione di Cristo è scuola, fonte di bene e di grazia, tesoro da custodire gelosamente. Solo così possiamo giungere a conoscere e percepire cosa abbia realmente patito il Cristo per l’umanità, la qual cosa ci apre alla conoscenza dell’amore di Dio Padre e di Dio Figlio.
La croce non è l’ira punitiva di Dio che si manifesta nella desolata morte in croce del Figlio, ma la carità congiunta senza limiti del Padre e del Figlio, di volere entrambi per amore la nostra salvezza. La croce è la teofania divina, estrema manifestazione di amore di Cristo. La croce è una teofania e un’azione congiunta d’amore della Trinità. La risurrezione trascende la storia ma è accaduta al cuore della storia degli esseri umani e di questo uomo Gesù. Per di più essa è profondamente trinitaria: il Padre ne è la fonte, lo Spirito ne è il soffio vivente e il Cristo glorificato vive della gloria divina e in comunione inalterabile col Padre e lo Spirito. L’annuncio evangelico necessita anche oggi di essere chiaro e sintetico. Il testo sviluppa nel contenuto i due misteri fondamentale della fede: unità e trinità di Dio; incarnazione, passione, morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Lo sviluppo dei capitoli ha come punto di riferimento il Gesù storico dei Vangeli, corroborato da riflessioni che vogliono aiutare il lettore a entrare nel mistero di Cristo.
Al momento del Battesimo Gesù riceve la pienezza dello Spirito Santo e gli è conferita la missione di portare la salvezza manifestando attraverso la sua opera redentrice l’amore di Dio. La pienezza di amore dello Spirito Santo viene riversata anche su di noi, divenuti figli di Dio per grazia e chiamati a diventare sempre più conformi a Cristo. Essere veramente cristiani significa manifestare in se stessi tutto quello che Cristo ha rivelato venendo in mezzo a noi, compiendo quanto il Padre gli aveva affidato con un’obbedienza totale di amore. Lo Spirito Santo è la carità, e anche noi veniamo trasformati fino a diventare una luce che illumina e un fuoco che riscalda i cuori per accompagnare il cammino travagliato dell’umanità e di tutto il creato verso la pienezza dei tempi, cioè verso la conclusione della storia di salvezza. Vivere questa vita nell’amore significa anticipare fin d’ora la gioia della vita eterna, perché è con l’amore, con quest’unica ricchezza che entreremo nel regno dei cieli e vivremo per sempre nell’amore e nella gioia di Dio.
"Le pagine che il lettore troverà raccolte in questo libro non sono semplicemente un trattato teologico o un saggio di spiritualità. Esse offrono invece una riflessione viva e concreta su tre realtà che accompagnano la vita di ogni uomo e di ogni donna: il lavoro, la festa e il Giubileo. Sono dimensioni che, se vissute alla luce del Vangelo, diventano vie privilegiate per riscoprire la propria dignità e per aprirsi all’incontro con Dio. Il lavoro, che plasma la vita e diventa collaborazione con l'opera creatrice di Dio; la festa, che trasfigura il tempo ordinario in lode e comunione; e il Giubileo, che rinnova il cuore e apre a un orizzonte di misericordia e speranza. Tre dimensioni che, pur diverse, si illuminano reciprocamente e costituiscono una via concreta per vivere con responsabilità, fiducia e gratitudine la nostra presenza nel mondo" (dalla Prefazione del card. Angelo De Donatis).
Francesco Marulli (Copertino, 1979), presbitero della Diocesi di Nardò-Gallipoli, svolge il ministero di parroco, direttore dell'Ufficio per la Pastorale sociale e il lavoro della sua Diocesi e assistente regionale per la Puglia e territoriale per la Metropolia di Lecce del Movimento Cristiano Lavoratori. Ha conseguito il Dottorato in Teologia con Specializzazione in Dottrina Sociale della Chiesa alla Pontificia Università Lateranense.
È possibile cercare Dio e non trovarlo? Può l'Assoluto celarsi a chi lo invoca con passione? Carlo Carretto risponde a questa sfida con la forza di una vita spesa all'inseguimento dell'Invisible. Dalle piazze gremite dell'impegno ecclesiale al silenzio abbacinante del Sahara, fino alla pace di Spello, fratel Carlo, ripercorre il suo cammino "incarnato" verso il Padre.
In queste pagine vibranti, egli smaschera le fatiche dell'uomo moderno. Per Carretto, Dio non è un concetto da capire, ma una Persona da amare; è l'Acqua e l'Aria in cui siamo immersi, una presenza reale che Si svela proprio quando tutto tace. "Stanco di ragionare, ho cercato di amare": un invito a farsi piccoli e ad abbandonare le resistenze della ragione per riscoprire, nel soffio della contemplazione, la gioia di lasciarsi finalmente trovare. "Io non cerco di capire, cerco di credere. Dio non l'ho raggiunto col capire, l'ho raggiunto nella fede".
Nel centenario della nascita, l'Azione Cattolica Italiana ricorda Vittorio Bachelet (1926-1980), protagonista di una stagione decisiva per la vita associativa e per la presenza dei laici nella Chiesa.
Le introduzioni alle Assemblee nazionali del 1970 e del 1973, qui riproposte, restituiscono il pensiero di un presidente capace di leggere il tempo nuovo aperto dal Concilio Vaticano Il e di indicare ai laici una strada fatta di dialogo, responsabilità e confronto con il mondo contemporaneo.
Un contributo prezioso per comprendere una stagione storica e per riflettere, oggi, sul senso dell'impegno ecclesiale e civile dei laici.
Lo scopo di questo lavoro è cercare e trovare il senso più profondo e vero dell’esistenza umana. Senza pretendere di voler dare una risposta ad un quesito tanto vasto e profondo, gli autori vogliono solo scorrere le pagine della Scrittura, ed umilmente mettersi in ascolto, per trovare, ed offrire al lettore, credente e non credente, solamente alcuni spunti, che egli, se lo vuole, potrà sviluppare, poi, e continuare ad approfondire.