Cosa faceva il mondo delle origini prima dell'arrivo dell'uomo? L'albero della conoscenza del bene e del male, che albero era? Con quali piante è stata costruita l'arca di Noè? Sotto quale albero Abramo riposa quando tre messaggeri vengono da lui in visita? E ancora: di quanti rovi fa davvero esperienza Mosè? Che piante trovano gli ebrei nel deserto? Quali invece quando fanno ritorno nella Terra promessa? Attraverso una narrazione chiara e coinvolgente, il volume accompagna il lettore alla scoperta del mondo vegetale nella Bibbia ebraica, dai grandi racconti delle origini fino ai testi della tradizione rabbinica. Alberi, arbusti, erbe e legni diventano il filo conduttore per rileggere episodi noti e meno noti in una prospettiva originale e accessibile, capace di riservare sorprese e spunti di riflessione sulla questione ambientale, uno dei grandi temi della vita contemporanea. Ogni riferimento al mondo naturale apre così nuove prospettive di senso e restituisce una visione dell'ebraismo per cui la natura è, per l'umanità intera, fonte di insegnamento, equilibrio e benedizione.
Il libro approfondisce, con il metodo della lectio divina, la sezione centrale della Prima Lettera di Pietro: 1Pt 2,11-4,11. I temi proposti dall'autore petrino rimandano probabilmente ad un'antica «catechesi battesimale» che ha come destinatari i cristiani di Roma, provati dalla persecuzione dell'imperatore Domiziano. Spicca nella lettera l'incoraggiamento a perseverare nella fede rivitalizzando la dimensione battesimale della vocazione cristiana per fare la differenza qualitativa nella realtà sociale nella quale i credenti in Cristo vivono. E Gesù stesso, il Signore crocifisso e risorto, a condurre la comunità come «buon Pastore» che guida la Chiesa. I credenti camminano «sulle orme del Pastore», dando ragione della speranza viva che è nel loro cuore. Con la ricchezza del suo messaggio teologico-spirituale, questo passo della Scrittura sostiene anche oggi il nostro itinerario aperto alla speranza e alla pace. In tempo di crisi, l'annuncio del Vangelo rappresenta per la comunità il senso del suo esserci, genera un'autentica risposta vocazionale e apre al rinnovamento delle relazioni ecclesiali e nella società.
Giuseppe De Virgilio, è docente di Esegesi del Nuovo Testamento e Teologia Biblica nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce. È membro dell'Associazione Biblica Italiana e vice-presidente del Consiglio di Amministrazione della Federazione Biblica Cattolica. Dirige la collana «Bibbia e Vocazione» (Editrice Rogate - Roma) e «Sentieri della Parola» (insieme a E. González) per l'Editrice Edusc (Roma). Ha in attivo diverse pubblicazioni ed ha curato alcune opere collettive, tra le quali il Dizionario Biblico della Vocazione (Rogate, Roma 2007). Tra le pubblicazioni più recenti: Il discepolo amato e la sua testimonianza. Itinerario nel vangelo secondo Giovanni, Ancora, Milano 2024; L'epistolario paolino.
Studi di esegesi e teologia, Edusc, Roma 2025; Bibbia e teologia morale. Analisi dei modelli ermeneutici, Cittadella, Assisi 202
Un'edizione della Bibbia Tabor: elegante e innovativa, con copertina soft touch ed elastico. Robusta e resistente, ideale da portare sempre con sé. In un volume unico, con testo integrale disposto su due colonne: note brevi, indice analitico, sussidi e appendici. Le introduzioni e le note completano il testo. Rilegata, questa Bibbia è pensata per i giovani e per chiunque voglia portare sempre con sé le Sacre Scritture.
Un viaggio intenso attraverso sette salmi tra i più amati, profondi ed esemplificativi della Bibbia (1, 23, 27, 88, 103, 122, 139). Con lo sguardo competente di un biblista autorevole, l'autore accompagna il lettore in meditazioni accessibili e intime, dove la preghiera si intreccia a un'attenta lettura del testo e delle sue parole. Fiducia, paura, gratitudine, angoscia e speranza trovano voce in pagine che invitano a riscoprire i salmi come parole vive, da interpretare con discernimento e attualizzare nella vita e nell'orazione. Un invito a lasciarsi trasformare dalla profondità, dalla poesia e dalla forza spirituale del salterio.
Senza pretese di carattere esegetico o ermeneutico, il volume propone una riflessione pastorale-catechetica sulla composizione dei cinque libri del Salterio e la presentazione antropologico-messianica dei singoli salmi. Considerare la valenza dei diversi salmi aiuta noi credenti, sia dell'alleanza antica che di quella nuova, a storicizzare e nello stesso tempo a rendere umano il rapporto con Dio, riconoscendo la sua fedeltà ed esprimendo la complessità del nostro animo dove dubbio, paura, gioia e lode sono in una logica conseguenza, e dove l'antropologia presenta la sua luce e le sue ombre al creatore e pastore del suo popolo, nell'umiltà e nella verità.
Le istituzioni di un popolo sono le forme di vita sociale che esso segue per libera scelta o che riceve come imposte da un’autorità. Per il biblista Roland de Vaux, gli individui sono soggetti alle istituzioni, le quali però non esistono se non in funzione della società che esse sorreggono, si tratti di società familiare, politica o religiosa. Per descrivere tali forme antiche, lo storico deve tenere conto delle testimonianze del passato: innanzitutto dei testi, poi dei monumenti e di quanto gli permette di ricostruire le condizioni e il quadro della vita sociale di quel popolo. Il documento Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia ebraica, al n. 85, afferma: "è soprattutto studiando i grandi temi dell’Antico Testamento e la loro continuità nel Nuovo che ci si rende conto dell’impressionante simbiosi che unisce le due parti della Bibbia cristiana e, al tempo stesso, della forza sorprendente dei legami spirituali che uniscono la Chiesa di Cristo al popolo ebraico". Seguendo questa traccia, il libro vuole contribuire agli studi fondamentali sull’Antico Testamento, approfondendo il dato di fede e coltivando l’intenzione di diventare uno strumento di supporto pastorale e culturale.
Se resta chiusa su uno scaffale — o confinata nei luoghi del culto — la Bibbia rischia di diventare silenziosa. Ma la sua voce è fatta per altro: per attraversare le nostre giornate, abitare le domande, inquietare e accendere. Questo libro nasce da un'esperienza viva, intensa, capace di toccare mente e cuore: quella di una Parola che non smette di educare, orientare, accompagnare. Una Parola che non si limita a consolare, ma chiama, provoca, rimette in cammino. Attraverso alcune delle pagine più potenti dei profeti — figure antiche eppure sorprendentemente vicine — l'autore ci guida a riscoprire un messaggio che parla ancora oggi, dentro un tempo spesso affollato di rumori ma povero di voci che contano davvero. Le loro parole, messe i relazione con la vita concreta di oggi, attraversano il deserto contemporaneo e riaprono spazi di consapevolezza e di speranza. Perché nelle loro storie non c'è solo il passato: c'è anche la tua storia. Una storia che attende di essere ascoltata, riletta, e forse finalmente raccontata.
Un'intensa amicizia pareva irrimediabilmente spezzata dalla morte improvvisa. Ma Gesù, che nutriva un amore profondo per il defunto Lazzaro e le sue due sorelle, ridestò quel legame infranto. L'evangelista affida allo scritto la memoria di quell'evento sconvolgente per far crescere la fede in Cristo nei credenti di allora e nei lettori a venire. Nel medesimo istante, l'aver sconfitto, sia pure temporaneamente, la morte diviene per Gesù stesso un segno che lo conferma nella consapevolezza della propria missione: attrarre tutti al Padre nel mondo dei risorti.
Un manuale che fornisce gli strumenti introduttivi allo studio della linguistica del discorso e li applica agli studi biblici. Un testo che fornisce nella prima parte un’introduzione alle proprietà del discorso e alle diverse metodologie di studio e, nella seconda, presenta una serie di esempi tratti dall’Antico Testamento, con ampio commento ed esposizione delle caratteristiche discorsive che condizionano anche l’interpretazione del testo.
Il libro inquadra la relazione tra Bibbia e teologia morale, analizzando il funzionamento di alcuni recenti modelli ermeneutici. Nella loro varietà e ricchezza, essi esprimono la fecondità dell'attuale ricerca.
Si propone un percorso in tre capitoli. Nel Capitolo I si presenta la riflessione dell'enciclica Veritatis splendor (1993) di Giovanni Paolo I, studiando in particolare inn. 36-37 e il documento della Pontificia Commissione Biblica, Bibbia e Morale. Le radici bibliche dell'agire morale (2008). Nel Capitolo II vengono analizzati sei modelli a partire dal soggetto: patristico-scolastico; del Comandamento; della legge naturale; della liberazione; della teologia biblica dell'esperienza morale; categorie selettive. Nel Capitolo III vengono studiati sei modelli a partire dal testo ispirato: il modello dell'ermeneutica simbolica; della narrazione; della lettura trasformante; della poetica affettiva; della ricerca dei paradigmi; della triplice via.
Sappiamo che il tempo è tiranno, ci obbliga a "correre" sempre e comunque, a sorvolare sul vero gusto e significato della vita, come Dio ha voluto donarcela. Ed allora qualche breve spazio giornaliero da dedicare alle Sacre Scritture, può aiutarci a "gustare" il vero scopo della nostra pur breve esistenza. E così il lettore, impegnato oppure no nella vita cristiana, può trarre dalle mie modeste meditazioni - che sono anche per me un valido motivo di riflessione mattutina - un aiuto ad aprire la sua giornata con una fresca ventata di "sante parole", attualizzate nella vita di tutti i giorni dell’anno.
C’è un momento, alle origini valdesi, in cui la Bibbia esce dal recinto degli specialisti e diventa parola portata per le strade, tradotta, imparata, predicata, brandita come obbedienza a Dio. Francesca Tasca torna a quel momento inaugurale senza miti e senza scorciatoie apologetiche. Attraverso cronache, commenti, lettere, sermoni e testi controversistici, segue le tracce minute di una rivoluzione fragile e ostinata: laici e laiche che riconoscono nelle Scritture non un oggetto da venerare a distanza, ma una voce da ascoltare e annunciare. Ne emerge una storia concreta del testo biblico come forza di identità, conflitto e trasformazione, alle radici del movimento valdese. E una domanda viva: che cosa accade quando la Parola cambia mani?