Il volume "Gesù è vivo" propone una riflessione intensa e appassionata sul cristianesimo come incontro personale con Cristo, più che come sistema dottrinale. Gli autori denunciano il fallimento delle ideologie moderne e indicano nel Vangelo l’unica risposta autentica alla crisi dell’uomo contemporaneo. Al centro dell’opera vi sono la speranza, la non violenza, la solidarietà e il primato dei valori spirituali. Gesù Cristo è presentato come presenza viva, capace di trasformare l’esistenza individuale e la società. Un testo testimoniale e provocatorio, che invita a riscoprire la fede come esperienza concreta e vitale.
Tempo e carità sono principi o movimenti legati l'uno all'altro e proprio nella loro strutturale apertura al trascendente diventano costitutivi della comunità ecclesiale. Mentre la preghiera cristiana è comunemente denominata "liturgia delle ore" proprio perché è un tutt'uno con il tempo che passa, la carità o amore per il prossimo è un comandamento e quindi pure legato inscindibilmente al tempo e alla sua origine. Entrambi sono un dono divino a edificazione di tutti e come tali essenziali «per l'edificazione della comunità» (1 Cor 14,12). È in questa prospettiva che sempre entrambi acquistano una rilevanza per tutto il diritto canonico. Nello spirito del canone 839 del CIC/1983 si desidera quindi aiutare a comprendere come «la carità con la quale Dio ha amato il mondo» (LG 41) spinge ogni fedele a compiere sempre "opere di carità", perché esse «aiutano grandemente a radicare e corroborare il regno di Cristo nelle anime e contribuiscono alla salvezza del mondo». Ecco il senso ultimo di queste annotazioni canonistiche su tempo e carità. Come afferma in modo autorevole ed efficace san Paolo: «La carità non avrà mai fine» (1 Cor 13,8).
Il volume promuove una teologia delle realtà sociali. Il contributo inerente alla dottrina sociale della Chiesa funge da punto di riferimento per gli altri saggi di etica sociale, intenti a esplorare l'apporto della fede in Gesù Cristo all'edificazione della cosa pubblica. L'angolatura da cui il credente scruta le vicende storiche è mutuata non dalle scienze sociali, di cui pure si avvale a motivo della loro capacità di illustrare il quadro sociale, bensì dalla tradizione apostolica, che si sostanzia nella dottrina sociale della Chiesa, intenta ad annunciare la salvezza che il Vangelo apporta in re sociali, disvelando il senso pieno delle realtà sociopolitiche e orientandovi l'agire umano.
Con sinteticità e chiarezza l’Autore presenta le ragioni teologiche utilizzate dal Documento Finale del Sinodo del 2024 per sostenere che la sinodalità è una dimensione costitutiva della Chiesa (nn. 12, 28). Il DF pone al vertice di tali ragioni teologiche il Battesimo, perché essendo ricevuto da tutti ed elevando tutti alla figliolanza divina, permette a tutti i cristiani di radunarsi insieme, testimoniare insieme, discernere insieme e camminare insieme verso una piena e visibile unità (nn. 15, 21). Per dar forza a questa sua affermazione, il DF sostiene che l’intero cammino sinodale si è svolto nella luce del magistero conciliare e che il Concilio Vaticano II è stato l’ispiratore di tutto il contenuto del DF (n. 5). Tale premessa, tuttavia, provoca non poca sorpresa nel lettore; non tutti concordano al riguardo, anzi, molti ne sono in pieno disaccordo, come dimostrano i numerosi dibattiti teologici sorti sul tema della sinodalità nel periodo postsinodale. Ecco allora la necessità di fare chiarezza, certi che le obiezioni sollevate in queste pagine possano aiutare il lettore a capire l’importanza del tema della sinodalità nella Chiesa e a fugare il rischio di possibili fraintendimenti.
Nei giorni del 2 e 3 giugno 1946, al termine della Seconda guerra mondiale e della Resistenza che aveva chiuso il ventennio fascista, gli italiani scelsero di dare all’Italia democratica una forma repubblicana. Ma quelle furono giornate storiche anche per un’altra ragione: per la prima volta a livello nazionale ‒ dopo le municipali di pochi mesi prima ‒ votarono le donne. Ebbe inizio così una trasformazione radicale, destinata a ridefinire i confini della cittadinanza e della democrazia italiana. A ottant’anni di distanza, questo numero di MicroMega torna su quel momento fondativo per ricostruirne il contesto, le tensioni, le speranze e per misurare quanto è stato fatto e quanto resta ancora da fare. Con contributi di: Maurizio Ridolfi, Patrizia Gabrielli, Chiara Giorgi, Carlo Galli, Paolo Flores d’Arcais, Guido Crainz, Emanuele Felice, Salvatore Romeo, Manfredi Alberti, Massimo Baldacci, Chiara Saraceno, Raffaele Carcano, Giorgia Serughetti, Alessandra Dino, Francesco Petruzzella, Davide Conti, Piero Ignazi, Francesco Filippi, Ezio Mauro, Elettra Santori.
Un'opera composta dal Maestro fra Gennaro Becchimanzi che contiene canti natalizi di varie tradizioni culturali, rivestiti di nuove armonie scritte per organo liturgico, eseguibili anche da cori polifonici. La presenza di più versioni armoniche, anche su singoli brani, conferisce al volume un alto valore didattico per i musicisti che vogliano cimentarsi nell'arte della composizione di armonie su tema dato. All'organista Michal Slawecki è stata affidata la registrazione dei brani contenuta nel CD audio allegato.
Brevi pensieri che accompagnano la vita quotidiana lungo tutto l'anno, prendendo spunto dalle pagine della Bibbia e dagli autori della nostra tradizione. Una riflessione su frammenti della quotidianità per cercare nello "spirito" quella profonda e vera pace che dona la «gioia del cuore».
È Natale. Carlotta corre ad aprire i suoi doni. Fra questi c'è un pigiama a pois caldo e soffice. È un "pigiama di Natale- perché in ogni pois c'è un'immagine natalizia. Quella sera, mentre in cielo c'è la luna piena, Carlotta va a dormire avvolta in quel meraviglioso pigiamino che la incuriosisce molto. Qualcosa di straordinario sta per accadere: tante storie, nuovi amici, altri luoghi renderanno questo Natale... magico. Età di lettura: da 8 anni.
Una raccolta di racconti inediti che vedono protagonista Rocco Schiavone, tra l’infanzia e la maturità, Roma e Aosta, la nostalgia e il dolore. L’amicizia con i compagni di Trastevere, prima da bambini e poi da adolescenti, eterni ragazzi di strada e di vita, sempre sospesi tra sfrontatezza e crimine. L’incontro inaspettato con la moglie Marina, in una tempesta di emozioni e presagi. Lo sdegno morale di fronte a un organizzatore di matrimoni, un wedding planner che sembra destinato a una brutta fine. Le pulsioni erotiche di un giorno di noia smisurata. La guerra e la Resistenza, le figurine dei calciatori, i sogni dell’infanzia. I morti ammazzati, i segreti di famiglia, la fatica di mettersi ancora una volta al lavoro su un nuovo caso. L’affetto e lo sprezzo per i colleghi, il rigore di chi cerca sempre la verità e applica una costante disubbidienza alla stupidità e all’ingiustizia. In queste storie Antonio Manzini sembra ripercorrere un cammino iniziato tredici anni fa con Pista nera creando un personaggio e un mondo in cui convivono umorismo e dramma, suspense e sensibilità, fotografia della realtà e rovesciamento tragicomico. I Tramezzini sono un punto di arrivo, e di rinnovata partenza.
Il volume affronta uno dei drammi più attuali della vita spirituale, il contrasto tra apparenza e verità, attraverso le figure di Bucharev e Rasputin. L’archimandrita Teodoro Bucharev è stato uno dei più importanti teologi russi dell’Ottocento; Grigorij Rasputin è stato un religioso e mistico, consigliere privato dei Romanov e figura molto influente su Nicola II di Russia nei primi anni del Novecento. Seguendo i percorsi di questi due personaggi, vengono presentati due modi opposti di vivere il monachesimo e, più in profondità, la stessa esistenza cristiana. Da una parte, il monachesimo interiore, nascosto e autentico; dall’altra, una religiosità esteriore, carismatica ma priva di vera trasformazione del cuore. Sullo sfondo, la tradizione del monachesimo russo e i suoi elementi fondamentali aiutano a comprendere il contesto storico e spirituale. Il libro invita il lettore a riscoprire il discernimento e a scegliere la verità davanti a Dio, oltre ogni maschera.
Come si fa a vivere liberi essendo sé stessi? A questa domanda, che ognuno di noi si è posto almeno una volta nella vita, Aniceto Masferrer prova a rispondere con questa piccola, preziosa guida, che accompagna il lettore in un percorso di graduale accettazione di sé. Questo, infatti, è il primo passo per vivere in libertà: conoscersi, accettarsi e perdonarsi, sono tre momenti fondamentali per costruire nel tempo il proprio «progetto personale», unico e irripetibile, che riempia di senso ogni istante della vita.
Così, giorno dopo giorno, possiamo conquistare una libertà vera, lontana dalla frenesia e dal rumore dei miti postmoderni. Una libertà ispirata dalla ricerca del bello e del buono, perché la nostra vita sia qualcosa di grande, con la consapevolezza che la felicità non è solo la fine del viaggio, ma il viaggio stesso.
Un profilo della vita di Francesco d'Assisi tracciato sulla base di una lunga ricerca, in connessione con il dibattito sulle caratteristiche dell'identità francescana e sul ruolo della povertà religiosa. Gli scritti del santo e il dettato delle fonti - costituite dalle diverse biografie agiografiche e dalle compilazioni redatte nel corso del secolo xiii - traspaiono all'interno di una narrazione biografica che lascia a ogni singolo lettore il "suo" san Francesco, la sua spiritualità e testimonianza. Un racconto rigoroso e appassionante della vita del figlio del mercante di Assisi che, dopo otto secoli, suscita ancora profonda ammirazione.