Questo volume intende contribuire con fedeltà e creatività a un cammino ecclesiale di confronto franco e sereno, per una comprensione della fede e un annuncio del Vangelo che incontrino le domande e la ricerca di senso che inquietano i credenti e il mondo contemporaneo
Il padre Giuseppe Tissot nacque ad Annecy (Savoia) il 1° settembre 1840 e fu ordinato sacerdote il 30 maggio 1863 entrando in quello stesso anno nella congregazione dei Missionari di San Francesco di Sales. Dotato di una straordinaria eloquenza e di un'altrettanta profonda spiritualità, percorse la Francia per predicare ritiri nei collegi, nelle parrocchie, nelle comunità religiose. Dal 1872 al 1880 si dedicò al rinnovamento spirituale della Savoia di cui fu uno dei principali artefici. Nel 1880 fu eletto superiore generale dei Missionari di San Francesco di Sales e superiore delle Figlie della Croce di Chavanod. Morì ad Annecy il 2 agosto 1894. "L'arte di utilizzare le proprie colpe, secondo san Francesco di Sales" pubblicato nel 1879 ha fatto un grande bene alle anime e può continuare a farlo nell'epoca di confusione spirituale che stiamo attraversando.
Il volume raccoglie per la prima volta gli scritti ecclesiologici di Romano Guardini. Pur non essendo un "ecclesiologo di professione", Guardini ha più volte approcciato il mistero della Chiesa, al punto che il saggio "Il senso della Chiesa" - edito per la prima volta nel 1922 - viene spesso considerato il punto di avvio di un'intensa stagione di rinnovamento dell'ecclesiologia cattolica, che avrebbe trovato il suo approdo nel Concilio Vaticano II. Gli scritti ecclesiologici di Guardini si caratterizzano per la sostanziale omogeneità tematica (la Chiesa come prosecuzione dell'opera di Cristo, come incontro tra santità divina e debolezza umana, come garante oggettiva della verità rivelata contro le derive soggettivistiche), per le sue intersezioni con altri ambiti del pensiero guardiniano (la filosofia della persona e della comunità come "realtà viventi"; la reazione all'idealismo e al positivismo; l'interesse per il rinnovamento liturgico), per la sua sintonia con la dottrina del Vaticano II. Finalmente l'edizione completa e critica di questi suoi studi ecclesiologici, che costellano l'intera sua produzione con un tratto di assoluta originalità.
I saggi qui raccolti, alcuni dei quali inediti, delineano una proposta metodologica per l'interpretazione dei testi biblici e rispondono agli interrogativi sul senso della teologia nella vita cristiana. In un'epoca in cui molti teologi si domandavano se fosse legittimo applicare metodi storico-critici alla lettura della Bibbia, Romano Guardini offriva un contributo lungimirante, che si mantiene attuale anche a distanza di quasi un secolo. Confrontandosi con Anselmo di Canterbury e Karl Barth, attraverso temi quali la creazione e il rapporto tra mito e Sacra Scrittura, l'autore dimostra che quest'ultima è un testo insieme sacro, spirituale e storico. La Rivelazione si rivolge a ogni persona e a ogni tempo, al singolo nella sua unicità e all'umanità intera. In linea con il motto anselmiano Credo ut intelligam, credo per poter comprendere, solo con gli occhi della fede è possibile leggere la Bibbia in maniera autentica, quale «messaggio dall'eternità di Dio al presente». Romano Guardini (1885-1968) è stato uno dei protagonisti della storia culturale europea del sec. XX. Presso la Morcelliana è in corso di stampa l'Opera Omnia.
Nell’epoca in cui tutto è diventato user-friendly, quella della fede rimane un’avventura impegnativa e per questo degna della libertà. La prosa cristiana - comprensibilmente, in un tempo complesso come il nostro - ha preferito tacere il tema e rassicurare tutti: una certa retorica, poco accorta, rischia però di banalizzare l’insegnamento esigente di Gesù. Questo libro non offre soluzioni, ma è un invito a riscoprire la bellezza e i pericoli del cristianesimo. Forse, così, smetteremo di pensare che credere in Dio, una delle questioni che ha impegnato l’umanità per millenni, significhi confrontarsi con orizzonti di piccolo cabotaggio. Occorre piuttosto esporsi alle radicali domande che il vangelo pone al nostro modo di stare al mondo. Di attraversare i pericoli del cristianesimo ne vale senz’altro la pena: quando ci si cimenta con il difficile, la vita è sottratta alla legge della necessità e dischiude l’incanto che custodisce sotto la sua dura scorza.
Nel tentativo di conciliare la presenza del male nel mondo con la sua creazione a opera di un Dio che è amore, prendendo in considerazione dapprima il mondo fisico, poi i vegetali, gli animali e l'uomo, l'autore giunge a formulare una ipotesi sull'esistenza di Dio soffermandosi sulla sua caratteristica principale cioè l'amore. Considerando la natura del male fisico, e perciò esaminato il mondo fisico e le sue caratteristiche, poi, gli esseri viventi, vegetali e animali, mettendo in risalto che non hanno nel loro modo di agire alcuna libertà, ed infine l'essere umano e la sua duplice natura materiale e spirituale, l'autore afferma che le relazioni umane, che permettono alla persone di vivere in modo associato, frutto di scelte libere, si ispirano e traggono la loro linfa vitale da una tensione verso il bene che è una espressione della natura divina cioè l'amore.
Ponzio Pilato, il governatore della Giudea che, secondo i Vangeli, ha consegnato Gesù alla morte in croce, lavandosene la mani, è una delle figure più conosciute nella storia umana che ha incuriosito e affascinato intere generazioni. Se per alcuni è responsabile della morte del Cristo, per altri è un martire (Chiesa copta) e addirittura un santo (Chiesa etiope). Attingendo a piene mani da fonti di ogni genere, Camillo Bartolini ricostruisce il racconto della vita di Pilato, dalla giovinezza, ai giorni della passione di Gesù, fino alla sua morte, restituendoci il lato oscuro e misterioso dell'uomo che ha cambiato per sempre la storia del mondo.
Quando Messori pubblicò il primo libro, Ipotesi su Gesù, divenuto subito un bestseller mondiale, molti lo esortarono a scrivere anche delle «ipotesi su Maria». La proposta fu accolta quasi trent’anni dopo, nel 2005, e anche in questo caso la fatica dell’Autore è stata premiata con traduzioni estere, numerose ristampe fino alla nuova presente edizione. In anni di lavoro è nato un volume di oltre sessanta capitoli che si possono leggere da soli prima che in un unicum. Il risultato è vivace e «colorato»: il dogma si unisce all’aneddoto, l’esegesi biblica alle apparizioni, la spiritualità alla storia, la teologia al mistero. Vi si incrociano dotti, letterati, veggenti e mistiche, pellegrini, miracolati, santi e peccatori, inquisitori ed eresiarchi, imperatori e contadini. Una carrellata sorprendente in un mondo spesso segreto, che l’autore affronta da devoto confesso, allergico però alla retorica mielosa di certo devozionalismo. Queste pagine sono al contempo rigorose e divulgative. Sono l’esito – come sempre – della vivacità e chiarezza del grande giornalista unite alla solidità dello studioso aggiornato, dalla documentazione implacabile.
Ogni sapere teologico è a servizio dell' unità della fede. Soprattutto quando tale sapere scaturisce da una vita dedicata ad investigare sul senso della verità rivelata e trasmessa, condizione per ogni autentica ricerca. Gli studi che in questa miscellanea vengono presentati,rappresentano una variazione tematica sul sapere teologico e sul suo metodo,a partire dall'insegnamento del prof. P. Jared Wicks, la cui esistenza è stata interamente impegnata a perlustrare la possibile unità della fede tra i membri delle varie chiese cristiane,in cui viva vox Vangelii resonat (DV8). Come mostra il titolo , L'attenzione è focalizzata su i due campi di studio che hanno caratterizzato il lavoro e l'insegnamento del P. Wicks nella Pontificia Università Gregoriana: l'area della teologia fondamentale e l'area delle questioni ecumeniche. In tal senso, i contributi presenti nel volume ad opera di professori docenti in varie parti del mondo, ma anche di giovani ricercatori, esprimono il fil rouge della ricerca attuale, a testimonianza di un'amicizia che si traduce nella passione per il teologare.
Papa Francesco, nella sua ultima e più cristologica lettera enciclica, Dilexit nos, che ha come tema proprio l'amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo, sottolinea come questo amore incarnato è ben espresso attraverso il simbolo del suo Cuore, che come uomo condivide i nostri sentimenti. Partendo da questo presupposto il testo ci invita a riflettere sulle caratteristiche dell'amore divino-umano di Gesù Cristo per poter partecipare alla redenzione che proprio attraverso il suo amore si è realizzata riconsegnando all'uomo la capacità di vincere i suoi limiti.
Dopo l'Editoriale nel quale Elena Beccalli, rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, propone la prolusione tenuta in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, Massimo Epis introduce il percorso di ricerca documentato in una serie di articoli che intendono illustrare tratti salienti del panorama teologico contemporaneo in Europa: intervengono Michael Quisinsky, Robert Cheaib; Arnaud Join-Lambert, Martin McKeever, Marinella Perroni, Jean-Pierre Sonnet. Il quaderno 1/2026 di "Teologia" inaugura una serie di contributi che intendono celebrare i cinquant'anni di vita della rivista.