Lo smartphone è ormai un regalo quasi scontato alla prima Comunione. Pochi però si chiedono se sia una buona idea mettere nelle mani di un bambino uno strumento così delicato. Scegliere l’età giusta per dare a un ragazzo un cellulare è una decisione importante, perché spalanca le porte di un nuovo mondo, ricco e complesso, destinato a occupare una parte importante della vita di chi lo utilizza. Con questa guida l’autrice invita ogni genitore, insegnante, educatore a valutare attentamente i motivi per cui varrebbe la pena aspettare a regalare uno smartphone. Non per demonizzare uno strumento dalle straordinarie potenzialità, ma per usarlo al meglio.
Papa Giovanni XXIII ci ha indicato quali sono le condizioni della pace. Ci ha chiesto di essere «uomini di buona volontà». Non abbiamo raccolto l’invito ed ora siamo chiamati «alle armi». Vale la pena di rileggere - o di leggere per la prima volta - la Pacem in terris, in questo volume introdotta, curata e introdotta da Mario Bertolissi, e di recitare un sentito mea culpa.
Marco Vanzini La risurrezione di Gesù tra storia e trascendenza. Panoramica delle posizioni recenti Andrea Villafiorita Monteleone L’escatologia universale nella recente Manualistica di area italiana. Il giudizio sul peccato e sulla storia e la ricreazione del cosmo Eusebio González Cuerpo y resurrección en 1 Corintios 15 Paul O’Callaghan Risurrezione, dissoluzione del corpo, reincarnazione, cremazione: ostacoli antichi e moderni all’ultimo articolo del Credo Antonio Ducay La Asunción de María como “anticipación” de la resurrección final Santiago Sanz Sánchez La resurrección, realización definitiva de la identidad personal Elena Colombetti Il corpo nella filosofia: note di riflessione María Ángeles Vitoria Arte y fe en el Juicio universal de Miguel Ángel Sergio Tapia Velasco El deseo de inmortalidad en la cultura actual
"Quella che è presentata subdolamente come la riforma della giustizia è tutt’altra cosa: una rivalsa di certa politica contro certa magistratura per spostare gli equilibri costituzionali a favore dell’impunità della prima e a danno dell'autonomia dell’indipendenza della seconda" (Gustavo Zagrebelsky). "Il pm separato dal giudice sarà meno imparziale, più interessato ad accusare che a cercare la verità. Il lavoro del Csm lo faranno tre organismi, con un enorme e inutile aumento delle spese. Il sorteggio vale solo per i magistrati: i politici continueranno a scegliersi chi vogliono. E tutte le ragioni del Sì sono bugie smentite dai dati. Per questo dobbiamo votare No" (Marco Travaglio). "Fino a 24 ore dal referendum, dirò No a questa controriforma che apre la strada al controllo del governo sul pm. Non è una battaglia di categoria, ma di democrazia. Perché per noi magistrati dal lato pratico non cambia nulla: ciò che cambia, e in peggio, è il servizio giustizia per i cittadini" (Nicola Gratteri).
Breve storia del Concilio Vaticano II con i profili biografici di alcuni protagonisti fondamentali, in cui vengono delineati i punti-chiave dei vari documenti, ricordate le varie fasi delle assemblee e vengono presentate le diverse posizioni teologiche e sociali. La speranza non è solo quella di risvegliare curiosità ed interesse storico, ma di spronare ogni comunità e ogni cristiano a riprendere in mano almeno le quattro Costituzioni dogmatiche (Sacrosanctum Concilium, Lumen Gentium, Dei Verbum, Gaudium et Spes) in modo da assaporare la preziosa azione dello Spirito, che mai ricusa di suggerire alla Chiesa vie nuove ed efficaci per l'annuncio della Buona Notizia secondo i "segni dei tempi". Prefazione di mons. Luigi Bettazzi. Postfazione del card. Arrigo Miglio.
«Lo senti questo silenzio? È la fabbrica che sta morendo». L’ultimo operaio di Mirafiori sta per andare in pensione. L’ultimo che ha indossato la tuta blu, l’ultimo che ha visto l’Avvocato Agnelli e che ha tifato Juventus per riconoscenza. Non è più Cipputi, perché è un operaio ancora più disilluso e solo, essendo ormai uscito persino dalle parole del mondo. Se ne va in dissolvenza, testimone di un passaggio storico. Mirafiori era la più grande fabbrica d’Europa. Oggi restano 4080 operai addetti alla produzione, ma sono quasi sempre in cassa integrazione. Fissano il vuoto dai palazzi costruiti per loro, che si stanno spopolando come la città che li aveva accolti. Niccolò Zancan è dovuto andare via da Torino per mettere a fuoco le cose. Ed è dovuto tornare per trovare l’ultimo operaio e ascoltare la sua storia unica e fiera, prima che tutto questo mondo - novecentesco - svanisca dietro la curva del secolo. Anche in questo libro Zancan riesce a raccontare la cronaca urticante del nostro presente attraverso uno stile poetico suo peculiare, senza venir meno alla critica sociale e civile.
Sulla scorta di una larga messe di fonti archivistiche e a stampa, e colmando una lacuna nella storiografia sul settore, il presente volume pone il proprio focus sul ruolo del Consiglio superiore della pubblica istruzione quale perno centrale nella governance del sistema universitario italiano. In particolare, con specifico riferimento alla prima età repubblicana, offre al lettore uno sguardo attento sul ruolo svolto dal Consiglio nella definizione delle grandi linee di sviluppo del sistema e nella più concreta gestione dei suoi meccanismi di autogoverno, dal rapporto centro-periferia agli equilibri tra atenei, fino alla dialettica tra gruppi e tendenze che ha attraversato nel corso degli anni il corpo docente.
Questo volume evidenzia un cambio di paradigma per l'Italia, che ha vissuto un particolare dinamismo dell'economia reale, coniugandolo con un'attenta disciplina dei conti pubblici, al punto da essere stata indicata come «modello» da analisti e istituzioni internazionali. La forza dell'economia reale italiana è oggi sempre più riconosciuta: per valore aggiunto l'Italia è la seconda manifattura d'Europa dopo la Germania, e la prima agricoltura davanti alla Francia; è il secondo Paese europeo per pernottamenti di turisti stranieri. Ma non è tutto: l'Italia non è più il fanalino di coda della crescita e il Mezzogiorno ha guidato la ripresa economica italiana post-pandemia davanti al Nord e al Centro. Anche sul fronte della finanza pubblica si è verificata una svolta: il rapporto debito/PIL è ora pressoché lo stesso del periodo pre-pandemico, mentre in altri Paesi avanzati si sono registrati aumenti preoccupanti. L'Italia è tornata in avanzo primario, ha riportato il deficit sotto il 3% e ha visto migliorare considerevolmente il proprio rating da parte delle principali agenzie internazionali. Statistiche aggiornate arricchiscono le analisi puntuali e documentano un'Italia solida, competitiva e credibile.
Chi era davvero Tristan Egolf? Quando Zachary Crane, giovane giornalista americano in crisi, si imbatte per caso in un vecchio romanzo in una libreria di Parigi, questa domanda inizia a tormentarlo. Il libro, "Le Seigneur des porcheries", è opera di un autore sconosciuto: Tristan Egolf, nato nel 1971 e morto suicida a soli trentatré anni in Pennsylvania. Uno scrittore visionario dall'anima irrequieta, rifiutato da tutti gli editori degli Stati Uniti ma ben accolto dal mondo letterario francese. La leggenda vuole che, mentre suonava la chitarra sul Pont des Arts, Tristan avesse incontrato una ragazza e se ne fosse innamorato; il padre di lei era il grande scrittore Patrick Modiano, e sarebbe stato lui a scoprire il talento del ragazzo e a presentare il suo manoscritto a Gallimard. Zachary Crane allora, forse perché anche lui come Tristan è esule volontario nella capitale francese, si trasforma in un detective letterario e si immerge in una ricerca appassionata tra Europa e Stati Uniti, per ricostruire la vita di Tristan Egolf al di là del mito. Mescolando le testimonianze di chi gli era stato vicino, documenti, memorie e articoli di giornale, Adrien Bosc compone un ritratto dove tutto è vero ma tutto è romanzo, un'indagine sull'identità e sulla scrittura che ripercorre la parabola di un autore dimenticato troppo presto.
Una società senza amore per la matematica è simile a una città senza concerti, parchi o musei. Il volume parte da questo profondo convincimento e ci accompagna in un viaggio attraverso le aspirazioni umane che sono alla radice della matematica come parte della cultura. Il lettore - anche e particolarmente chi ha avuto esperienze negative a scuola o associa la matematica a freddi e noiosi calcoli - è portato così a comprendere in prima persona come ogni essere umano possa vivere a modo suo momenti di esperienza matematica. A questo scopo l'autore offre un cambio di prospettiva: la matematica di sicuro "serve", ed è nata anche dalle azioni concrete degli esseri umani, eppure essa è intimamente legata alla ricerca della bellezza e della verità, alla curiosità, all'impegno e al coraggio, allo spirito giocoso e all'immaginazione. Per questo motivo, essa è da sempre uno spazio per il fiorire dell'essere umano, per il "vivere bene", e l'obiettivo dovrebbe essere non avvilirla asservendone lo studio a scopi lucrativi e pratici.
In Europa è a lungo prevalso il termine "olocausto" per descrivere l'annientamento delle comunità ebraiche per opera dei nazisti tra il 1939 e il 1945. Poi, nel 1985 il regista francese Claude Lanzmann concluse la lavorazione, protrattasi per dodici anni, della sua opera principale, intitolandola con uno dei termini ebraici per designare il genocidio: Shoah. A partire da quel momento, il vocabolo entrò nel lessico comune. Il film è un lavoro straordinario per durata e complessità. Attraverso la testimonianza di decine di individui, scelti tra quelli più vicini ai siti dello sterminio, Lanzmann offre una polifonia radicata nei luoghi del genocidio, ormai vuoti e muti. Il volume esamina la struttura dell'opera, collocandola tra le rappresentazioni documentarie della Shoah, e ne indaga il ruolo tanto nella storia del cinema quanto nella produzione del regista.