Che cosa e come vedono gli occhi di coloro che credono? Si crede perché si è visto oppure si vede perché si crede? Con originalità e precisione Rousselot scioglie i nodi e le fatiche nel comporre ed esplorare l'atto di fede nelle sue dimensioni di razionalità e intuizione, libertà e certezza, percezione e decisione. Il saggio "Gli occhi della fede", tradotto in molte lingue, ha ispirato innumerevoli pensatori - da Henri de Lubac, fino a Ratzinger e papa Francesco (enciclica Lumen fidei) - che hanno ripreso la felice metafora della luce della grazia e degli occhi della fede. Un classico della teologia del Novecento che ha influenzato ampiamente la riflessione sulla fede: l'atto di fede emerge nella sua essenza come azione integrale della persona, esperienza di disposizione affettiva e scelta libera trasformate da una relazione d'amore gratuita ed eccedente.
In ogni domenica e in ogni festa dell’anno liturgico, ai credenti è proposta una pagina di Vangelo. Con un ciclo che si ripete ogni tre anni: nel primo (anno A) la prevalenza dei brani è tratta da Matteo, nel secondo (anno B) da Marco e nel terzo (anno C) da Luca, mentre Giovanni e gli Atti degli Apostoli sono utilizzati in tutti e tre gli anni. Queste pagine evangeliche hanno ispirato, come poche altre, la storia dell'arte. Non solo l'arte sacra, ma anche quella nata con altri intenti; l'arte antica e quella contemporanea; l'arte che abita nelle chiese e nei musei e quella che preferisce i muri delle città; l'arte dei pittori e degli scultori, degli illustratori, dei grafici e dei fotografi; l'arte firmata e quella anonima di un disegno infantile. Attingendo a questo straordinario deposito di immagini e di simboli, l'autore propone, per ogni domenica e per le festività dell'anno, una lettura che mette in rilievo aspetti inattesi e tuttavia fondamentali della storia sacra. In questo volume, dedicato all'Anno B nella trilogia "I colori del cielo", oltre cento opere d'arte ci introducono, così, alla comprensione e all'ascolto dei testi evangelicis
Il libro offre gli strumenti più aggiornati per uno studio efficace delle politiche pubbliche nel nostro paese. Nella loro analisi empiricamente fondata, e sulla base di specifici riferimenti teorico-interpretativi, gli autori - tutti qualificati esperti della materia - illustrano le caratteristiche e la portata del policy change (in termini di cambiamenti dei processi e della performance) avvenuto nei 25 anni della cosiddetta «seconda repubblica».
I sistemi semplici si somigliano tutti, ogni sistema complesso è complesso a modo suo. Così, parafrasando l'incipit di "Anna Karenina", Giorgio Parisi - premio Nobel per la Fisica nel 2021 proprio «per contributi rivoluzionari alla teoria dei sistemi complessi» - introduce la sua visione della complessità, che non è una nuova scienza, ma «un modo nuovo e diverso di guardare la natura». In questo libro, Parisi mostra il cammino che, a partire dalla nascita della fisica statistica nell'Ottocento, e dunque dall'introduzione della probabilità nelle leggi fisiche, ha condotto allo studio e alla descrizione matematica dei «comportamenti collettivi emergenti», quelli cioè che compaiono solo se il numero di agenti coinvolti (elettroni, molecole, neuroni, individui...) è elevato, e quindi non è possibile capirli guardando al comportamento dei singoli elementi. È l'ambito di fenomeni come la magnetizzazione dei vetri di spin, leghe metalliche composte per esempio da una piccola percentuale di ferro diluita in oro. Le scoperte di Parisi in un campo così lontano dall'esperienza comune non solo gli hanno fatto vincere il Nobel, ma hanno condotto allo sviluppo di tecniche fondamentali nel mondo di oggi, per l'ottimizzazione delle risorse, per la gestione delle reti, e soprattutto nell'intelligenza artificiale, dalle prime reti neurali ai Large Language Models e oltre, a cui sono dedicati gli ultimi capitoli del libro. Il racconto di Parisi è una dichiarazione di fiducia nella scienza pura, guidata dalla pura curiosità: è giusto, è bello affrontare problemi scientifici per il gusto di farlo, non per le presunte ricadute pratiche (che magari ci saranno lo stesso, per le vie più impreviste). Ma la sua fiducia non è cieca: le pagine finali esaminano i tanti rischi dell'intelligenza artificiale, a partire da quello, molto concreto, del monopolio, e indicano alcune possibili vie per una scienza e una tecnologia al servizio dell'umanità.
Una raccolta di testimonianze dall'aldilà che ci aiutano a capire il vero senso della vita.
Che cosa ha voluto dirci Dio attraverso le parole e l’opera dei mistici vissuti nel Novecento, un secolo segnato da due conflitti mondiali, da paure e sofferenze che hanno scosso l’intera umanità? Luigi Maria Epicoco e Luciano Regolo sono partiti da questa domanda per un’affascinante ricerca spirituale sulle tracce del filo conduttore «celeste» che lega figure molto diverse, eppure capaci di testimoniare il medesimo amore per Dio e di proiettarlo sul prossimo, su chiunque abbia bussato alla loro porta, come una carezza sul cuore.
Gli indizi cardine? Le parole ricorrenti nel loro linguaggio e nel loro modus vivendi, che rimandano sempre e instancabilmente alla Parola di Vita, mettendo in luce come le esperienze e il pensiero dei mistici contemporanei, pur appartenendo a un’epoca a noi vicina, sono straordinariamente in linea con quelli di santi di secoli addietro come Caterina da Siena, Francesco d’Assisi, Teresa d’Avila e molti altri.
«Non siamo stati creati per soffrire, ma per amare»: il messaggio di Madre Speranza riecheggia ancora oggi e ci ricorda che solo nell’amore possiamo trovare un modo autentico di percorrere il nostro cammino sulla terra. Per capire come affrontare gli inciampi e le avversità di ogni giorno, le vite dei santi e mistici cristiani possono essere di grande aiuto. Tra i tanti da cui prendere esempio, gli autori hanno scelto tre straordinari testimoni di fede: San Pio, il frate di Pietrelcina, Madre Speranza, la religiosa di Spagna, e Natuzza Evolo, la mistica calabrese, sposa e madre di cinque figli.
Ne è nato una sorta di glossario dell’anima, tratto dagli insegnamenti di queste figure di alta spiritualità, maestri senza tempo per chi voglia davvero vivere il Vangelo nella quotidianità e gustare la gioia di credere, più forte di ogni avversità.
Luigi Maria Epicoco è un presbitero della diocesi di L’Aquila. Laureato in Filosofia e Dottorato in Teologia Morale. Docente stabile di Filosofia all’ISSR Fides et Ratio di L’Aquila, e docente incaricato alla Pontificia Università Lateranense, alla Pontificia Accademia Alfonsiana e alla Pontificia Facoltà Teologica Theresianum. Nei suoi studi e nel suo ministero si occupa di formazione e spiritualità cristiana. Tra le sue ultime pubblicazioni: La luce in fondo (2021), La pietra scartata (2021), La scelta di Enea (2022), Le affidabili (2023) e Per custodire il fuoco (2023).
Luciano Regolo, giornalista, ha lavorato per diverse testate. Attualmente è condirettore di «Famiglia Cristiana» e di «Maria con te». Ha scritto numerosi libri sulla storia dei Savoia e sul rapporto oscuro tra Corona e fascismo tradotti in varie lingue e, per Mondadori, i best seller: Natuzza Evolo (2010), Natuzza amica mia (2011), Il dolore si fa gioia (2013), Le lacrime della Vergine (2014), Paravati. Dove la Madonna parlò a Natuzza (2014) e, con padre Raffaele Talmelli, Il diavolo (2014).
"Quella che è presentata subdolamente come la riforma della giustizia è tutt’altra cosa: una rivalsa di certa politica contro certa magistratura per spostare gli equilibri costituzionali a favore dell’impunità della prima e a danno dell'autonomia dell’indipendenza della seconda" (Gustavo Zagrebelsky). "Il pm separato dal giudice sarà meno imparziale, più interessato ad accusare che a cercare la verità. Il lavoro del Csm lo faranno tre organismi, con un enorme e inutile aumento delle spese. Il sorteggio vale solo per i magistrati: i politici continueranno a scegliersi chi vogliono. E tutte le ragioni del Sì sono bugie smentite dai dati. Per questo dobbiamo votare No" (Marco Travaglio). "Fino a 24 ore dal referendum, dirò No a questa controriforma che apre la strada al controllo del governo sul pm. Non è una battaglia di categoria, ma di democrazia. Perché per noi magistrati dal lato pratico non cambia nulla: ciò che cambia, e in peggio, è il servizio giustizia per i cittadini" (Nicola Gratteri).
«Un lavoro estremamente approfondito e sentito, in esplicito omaggio ai nostri due indimenticabili poeti, Valerio Negrini e Stefano D’Orazio, e alle splendide parole che hanno saputo donare alla musica dei Pooh. Leggendo questo libro è possibile capire fino in fondo i mille valori, significati, emozioni, concetti e a volte anche contenuti storici che Valerio e Stefano hanno saputo inserire fra le pieghe delle nostre canzoni. Spesso, infatti, persino a noi capita di scoprire nei testi dei dettagli illuminanti o commoventi solo dopo anni che cantiamo certi brani: quindi ora auspichiamo che pure voi possiate non solo rileggere, ma davvero riscoprire queste poesie.» (Dalla Prefazione di Roby, Dodi e Red)
Sulla scorta di una larga messe di fonti archivistiche e a stampa, e colmando una lacuna nella storiografia sul settore, il presente volume pone il proprio focus sul ruolo del Consiglio superiore della pubblica istruzione quale perno centrale nella governance del sistema universitario italiano. In particolare, con specifico riferimento alla prima età repubblicana, offre al lettore uno sguardo attento sul ruolo svolto dal Consiglio nella definizione delle grandi linee di sviluppo del sistema e nella più concreta gestione dei suoi meccanismi di autogoverno, dal rapporto centro-periferia agli equilibri tra atenei, fino alla dialettica tra gruppi e tendenze che ha attraversato nel corso degli anni il corpo docente.
Questo volume evidenzia un cambio di paradigma per l'Italia, che ha vissuto un particolare dinamismo dell'economia reale, coniugandolo con un'attenta disciplina dei conti pubblici, al punto da essere stata indicata come «modello» da analisti e istituzioni internazionali. La forza dell'economia reale italiana è oggi sempre più riconosciuta: per valore aggiunto l'Italia è la seconda manifattura d'Europa dopo la Germania, e la prima agricoltura davanti alla Francia; è il secondo Paese europeo per pernottamenti di turisti stranieri. Ma non è tutto: l'Italia non è più il fanalino di coda della crescita e il Mezzogiorno ha guidato la ripresa economica italiana post-pandemia davanti al Nord e al Centro. Anche sul fronte della finanza pubblica si è verificata una svolta: il rapporto debito/PIL è ora pressoché lo stesso del periodo pre-pandemico, mentre in altri Paesi avanzati si sono registrati aumenti preoccupanti. L'Italia è tornata in avanzo primario, ha riportato il deficit sotto il 3% e ha visto migliorare considerevolmente il proprio rating da parte delle principali agenzie internazionali. Statistiche aggiornate arricchiscono le analisi puntuali e documentano un'Italia solida, competitiva e credibile.
Quali strumenti usare per generare testi, immagini, suoni e video? Come creare con l'intelligenza artificiale senza perdere la tua voce? Come cambia il ruolo di creativi, artisti e storyteller nell'era dell'algoritmo? Informazioni, tecniche, strumenti e suggerimenti essenziali per lavorare con l'intelligenza artificiale nel mondo della creatività. Il libro affronta ogni aspetto: dai modelli generativi di testo, immagine, audio e video, alle nuove estetiche nate dagli algoritmi, fino agli impatti culturali e sociali che ne derivano. Un manuale che va "dritto al punto". Perfetto per chi vuole scoprire le potenzialità dell'AI, sviluppare nuove competenze e integrare queste tecnologie nel proprio flusso creativo. Destinato a chi è alle prime armi, ma anche a professionisti, artisti, designer e storyteller che vogliono creare nell'era dell'algoritmo.
Quattro capitoli di «filosofia della religione», quattro trainanti profili di mistici, spirituali e alchimisti tratteggiati con impareggiabile perizia dal più grande storico e filosofo della scienza del Novecento. Tradotto per la prima volta in italiano, e accompagnato da un ampio saggio introduttivo, il penetrante volume di Koyré rappresenta un apporto essenziale per la determinazione storiografica e teoretica del «pensiero religioso liberale», che viene qui fissato nel suo momento originario, come risposta alla crisi religiosa del XVI secolo, durante l’esodo dalle grandi Chiese europee favorito dal rinnovamento della coscienza morale generato dalla Riforma e dall’Umanesimo erasmiano. Caspar Schwenckfeld, Sebastian Franck, Paracelso e Valentin Weigel - questi i protagonisti dei "medaglioni" koyreani - hanno rivestito, in questo senso, un ruolo fondamentale nel difficile attingimento del principio di libertà, opposto con coraggio al principio confessionale. Il ruolo giocato dalla tradizione mistica, nell’audace e pionieristico collegamento, sottolineato da Koyré, che la stringe all’incipiente rivoluzione scientifica e alla più avanzata riflessione filosofica, suggerisce una lettura nuova, e per certi versi inedita, della costruzione dell’interminabile modernità nella quale ancora siamo, offrendo al lettore un contributo alla storia della cultura che è anche contributo a una più profonda intelligenza del suo presente.