
Ormai non ci sono più dubbi: gli Stati Uniti di Trump sono un'oligarchia, un governo di miliardari per i miliardari. Da una parte, un manipolo di ultraricchi esercita un enorme potere economico e controlla la politica attraverso i finanziamenti alle campagne elettorali; dall'altra, milioni di cittadini statunitensi faticano ad arrivare alla fine del mese. Mentre le disuguaglianze diventano sempre più evidenti e l'autoritarismo prende piede, gli americani vengono inesorabilmente privati sia dei beni di prima necessità sia dei loro diritti fondamentali. Come rompere, allora, il circolo vizioso di un sistema tanto fallimentare e corrotto? Denunciando le ingiustizie e le degenerazioni di un'amministrazione che mina la democrazia per arricchirsi e rafforzare la propria influenza, in "Contro l'oligarchia" il senatore Bernie Sanders esorta ad agire. Se vogliamo proteggere i principi democratici e ricostruire una realtà più equa, sostiene Sanders, dobbiamo innanzitutto mettere in discussione i valori morali alla base della società odierna, chiedendoci cosa vogliamo realmente ottenere e quale sia il vero bene da perseguire. Il suo messaggio risuona forte e chiaro: la democrazia non è uno sport da spettatori, non basta seguirla da lontano. Se vogliamo realizzare una rivoluzione politica, dobbiamo unirci tutti alla lotta, in ogni modo possibile. D'altronde, la storia insegna: divisi, perdiamo; uniti, vinciamo.
Come possiamo accettare un sistema economico che rende i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri? Come possiamo accettare un sistema politico che permette ai super-ricchi di comprare elezioni e politici? Per Bernie Sanders - popolare senatore americano "socialista democratico", due volte in corsa per la Casa Bianca - la rabbia contro lo status quo è giustificata. Alimentato da un’avidità incontrollata e responsabile di un livello di disuguaglianza senza precedenti, il capitalismo sfrenato mina la democrazia e distrugge il pianeta. Primo candidato nella storia americana a rifiutare i finanziamenti dei grandi donatori, delle lobby e di Wall Street, in questo libro Sanders si scaglia contro la classe dei miliardari e denuncia la natura immorale del sistema oligarchico, corrotto e truccato, che domina gli Stati Uniti: «L’ingiustizia economica ci sta uccidendo. Stanno portando avanti una guerra di classe contro i lavoratori e stanno vincendo. È ora di reagire!». Dopo il racconto della sua straordinaria campagna presidenziale del 2020 - un movimento dal basso che ha riavvicinato alla politica milioni di americani delusi -, della guerra sferratagli dall’establishment dem e della sua battaglia per contrastare l’agenda reazionaria di Donald Trump, Sanders esorta a non aver paura di "sfidare il capitalismo" e presenta un programma dettagliato di cambiamento radicale che rappresenta un riferimento imprescindibile per la sinistra mondiale. Una vera e propria rivoluzione politica dalla parte dei lavoratori e della classe media, impoverita dalla crisi, che ha il suo fulcro nel riconoscimento che i diritti economici sono diritti umani e che occorre creare una società più giusta che offra un livello di vita dignitoso per tutti. Non un’utopia, ma la democrazia come dovrebbe essere. Prefazione di Fausto Bertinotti.
"Sanders ha detto chiaramente che vuole reintrodurre forme progressive di tassazione ed elevare il salario minimo a 15 dollari l'ora. Inoltre vorrebbe rendere gratuiti il sistema sanitario e il sistema educativo in un Paese dove la disuguaglianza nell'accesso all'educazione ha raggiunto livelli senza precedenti, smascherando l'abisso che separa le vite della maggioranza degli americani (da quelle di un'esigua minoranza), e i mistificanti discorsi sulla meritocrazia dei vincitori del sistema." (Thomas Piketty, "Le Monde") Prefazione all'edizione italiana di Marco d'Eramo. Postfazione di John Nichols. Postfazione all'edizione italiana di Carlo Formenti.

