
Ormai non ci sono più dubbi: gli Stati Uniti di Trump sono un'oligarchia, un governo di miliardari per i miliardari. Da una parte, un manipolo di ultraricchi esercita un enorme potere economico e controlla la politica attraverso i finanziamenti alle campagne elettorali; dall'altra, milioni di cittadini statunitensi faticano ad arrivare alla fine del mese. Mentre le disuguaglianze diventano sempre più evidenti e l'autoritarismo prende piede, gli americani vengono inesorabilmente privati sia dei beni di prima necessità sia dei loro diritti fondamentali. Come rompere, allora, il circolo vizioso di un sistema tanto fallimentare e corrotto? Denunciando le ingiustizie e le degenerazioni di un'amministrazione che mina la democrazia per arricchirsi e rafforzare la propria influenza, in "Contro l'oligarchia" il senatore Bernie Sanders esorta ad agire. Se vogliamo proteggere i principi democratici e ricostruire una realtà più equa, sostiene Sanders, dobbiamo innanzitutto mettere in discussione i valori morali alla base della società odierna, chiedendoci cosa vogliamo realmente ottenere e quale sia il vero bene da perseguire. Il suo messaggio risuona forte e chiaro: la democrazia non è uno sport da spettatori, non basta seguirla da lontano. Se vogliamo realizzare una rivoluzione politica, dobbiamo unirci tutti alla lotta, in ogni modo possibile. D'altronde, la storia insegna: divisi, perdiamo; uniti, vinciamo.
"Sanders ha detto chiaramente che vuole reintrodurre forme progressive di tassazione ed elevare il salario minimo a 15 dollari l'ora. Inoltre vorrebbe rendere gratuiti il sistema sanitario e il sistema educativo in un Paese dove la disuguaglianza nell'accesso all'educazione ha raggiunto livelli senza precedenti, smascherando l'abisso che separa le vite della maggioranza degli americani (da quelle di un'esigua minoranza), e i mistificanti discorsi sulla meritocrazia dei vincitori del sistema." (Thomas Piketty, "Le Monde") Prefazione all'edizione italiana di Marco d'Eramo. Postfazione di John Nichols. Postfazione all'edizione italiana di Carlo Formenti.

