
Viviamo in un'epoca di schermi onnipresenti. Ma qual è il prezzo che pagheranno i nostri figli per questa sovraesposizione digitale? Basandosi su numerosi studi scientifici e fornendo dati statistici dettagliati, Michel Desmurget rivela gli effetti nocivi di smartphone, tablet e computer. Mentre la tecnologia frammenta l'attenzione, impoverisce il linguaggio e indebolisce la comprensione del reale, la lettura precoce e continuativa è uno strumento insostituibile per stimolare lo sviluppo cognitivo, arricchire il lessico e migliorare l'attenzione e la comprensione del mondo, contribuendo in maniera determinante non solo al successo scolastico, ma anche alla futura carriera professionale. Questo libro è un inno alla lettura e un appello urgente a genitori, insegnanti e alla società intera: amare i libri non è un lusso, ma una necessità vitale per le future generazioni.
Viviamo nell'era del digitale, è un dato di fatto, e gli schermi sono ovunque: in ufficio, a scuola, a casa, nelle nostre tasche. Per dovere o per svago, gli occhi tornano sempre lì. Specie quelli dei più giovani, visto che li usano come principale - se non unico - canale d'intrattenimento. Qualche cifra? In Occidente, i bambini sotto i due anni trascorrono in media tre ore al giorno davanti a un monitor. Tra gli otto e i dodici anni le ore diventano cinque, e salgono a sette tra i tredici e i diciotto. Possibile che un'attività tanto pervasiva non impatti sul loro sviluppo? Per anni ci siamo lasciati cullare dal mito che vedeva nei nativi digitali i fortunati destinatari di un balzo evolutivo, da Homo sapiens a Homo numericus: multitasking, più attento e intuitivo, pronto a cogliere le infinite possibilità offerte dalla Rete. Una visione dorata diffusa anche da media, sedicenti «esperti» e divulgatori non meglio qualificati. Troppo a lungo gli interessi di pochi e l'accondiscendenza di molti ci hanno spinti a ignorare i messaggi allarmati della scienza, proprio come è successo per il tabacco, i cambiamenti climatici e gli alimenti pieni di zuccheri. Sì, perché le ricerche sono ormai concordi: tutto quel tempo passato davanti a uno schermo ha gravi conseguenze su salute, comportamento e capacità intellettuali dei nostri figli. Finalmente, in queste pagine, un neuroscienziato ci presenta i dati per come sono: preoccupanti, e tali da imporre un immediato cambio di rotta.

