
Questa biografia presenta il grande generale e l'uomo privato alle prese con il conflitto tra ideali e realtà storiche in un epoca di rotture e nuovi orizzonti. Il volume non è solo una "Vita" di Napoleone ma anche la rivisitazione delle interpretazioni che gli storici ne hanno dato in questi due secoli.
All'uomo di oggi, spesso insicuro e pessimista, paralizzato dal timore di non riuscire e da un senso di inadeguatezza, l'autore offre rassicuranti parole di conforto e di incoraggiamento. Attraverso brevi frasi, riflessioni e massime illuminanti aiuta il lettore a vivere una vita piena e ricca.
Chi fu veramente Virginia Oldoini, contessa di Castiglione? La sincera patriota che sedusse Napoleone III per favorire l'unità d'Italia, o la scaltra cocotte che mise le proprie grazie a disposizione di Cavour per fini assai meno nobili? Aristocratica, ricca, annoiata, bellissima, la contessina aveva appena diciotto anni quando Vittorio Emanuele II decise di servirsi di lei per guadagnare alla causa italiana l'imperatore francese. Nell'alcova di Virginia passarono le più importanti teste coronate d'Europa, tanto che alla sua morte i servizi segreti sabaudi bruciarono tutti i documenti che la riguardavano, lasciandosi però sfuggire lettere, diari e memoriali, grazie ai quali Arrigo Petacco è riuscito a ricostruire questa pagina di storia italiana.
Molti sono, per l'autore, i processi che mettono a repentaglio la democrazia. Prima di tutto la globalizzazione economica e l'accentramento di un grande potere decisionale nelle mani di poche multinazionali che sfuggono al controllo politico. Poi la creazione di organismi sovranazionali, più lontani dai cittadini, spesso governati da élite tecnocratiche non formate attraverso competizioni elettorali. E come se non bastasse, anche le nuove tecnologie, come Internet che alterano il meccanismo tradizionale della rappresentanza politica (basta pensare all'uso spesso arbitrario dei sondaggi).
La città contemporanea diffusa e anonima è ormai da più parti sottoposta ad analisi critica sia per quanto riguarda la forma e la configurazione fisico-spaziale sia per quanto riguarda l'organizzazione sociale. In questo volume l'attenzione è focalizzata su concetti quali identità e bisogni di identificazione, senso di comunità, legami e supporto sociale, relazioni interpersonali. Si propone un modello antropologico in cui si configurano come bisogni primari dell'individuo sia quello di vivere in ambienti leggibili e ricchi di significato sia quello di poter fruire di spazi per confrontarsi e per sviluppare rapporti e relazioni sociali. In questa prospettiva, la città deve configurarsi come luogo per abitare, vale a dire come spazio pensato per il cittadino e a misura dei suoi reali bisogni: da un lato, l'accento viene posto su temi connessi con la progettazione, l'intervento urbanistico e la pianificazione territoriale, quali la leggibilità e la significatività dell'ambiente, il ruolo delle memorie collettive, i valori culturali; dall'altro, sui processi e sui sistemi di interazione nonché sul ruolo che i legami sociali e la partecipazione dei cittadini svolgono per il benessere dell'individuo e la qualità della vita collettiva.
Al contrario di ciò che spesso si crede, lo spirito creativo non è un dono unico posseduto solo dai giganti dell'arte, della letteratura, della scienza o dalle persone di successo: è una capacità alla portata di chiunque voglia esplorare nuove possibilità. In questo saggio Daniel Goleman - che con le sue ricerche sull'intelligenza emotiva ha rivoluzionato il nostro modo di guardare noi stessi e gli altri -, Michael Ray e Paul Kaufman mostrano come portare la creatività nei diversi ambiti della nostra esistenza: nelle relazioni con gli altri, nella vita familiare, sul lavoro e nella comunità. Con esempi pratici e storie illuminanti, gli autori ci aiutano a riconoscere e a dare voce alla nostra creatività, e ci ricordano che "lo spirito creativo è dentro di noi, qualsiasi cosa facciamo. Il difficile sta nel liberarlo. Speriamo che questo libro vi aiuti a farlo".
Enea Silvio Piccolomini (successivamente Papa Pio II), Paolo dal Pozzo Toscanelli, Guarino Veronese, Filippo Beroaldo il Vecchio, il Poliziano, Girolamo Savonarola, Giovanni Pico della Mirandola. Sette grandi umanisti che illuminarono il loro tempo, il Rinascimento. La riscoperta delle "lettere antiche", un papa che scegliendo il suo nome si ispira a Virgilio, un poeta raffinatissimo nella Firenze dei Medici che canta le gesta degli esponenti della signoria e scrive indimenticabili poesie, un genio considerato tale anche dai suoi contemporanei per la sua cultura poliedrica, un frate domenicano che fustigò il suo tempo, giudicandolo corrotto, e che concluse sul rogo la sua avventura terrena.

