
IL LIBRO
La tradizione orientale dell’icona, in particolare della raffigurazione pittorica di Cristo e della sua spiritualità, è tutt’oggi un punto di incontro e un elemento di unione per molti cristiani. Essa è presente sia nella Chiesa d’Oriente sia in quella d’Occidente, il suo simbolismo e il suo linguaggio toccano in maniera indelebile il cuore dei fedeli, al punto di farne l’espressione privilegiata della fede.
Ma qual è il segreto del suo profondo e irresistibile richiamo? Per il cardinale Schönborn la risposta è nel Mistero stesso di Cristo, Verbo Incarnato, Dio fattosi uomo e divenuto perciò «circoscrivibile». Gesù è il fondamento dell’icona, del suo enorme potere d’attrazione, della sua capacità di «parlare» ai credenti. Essa ci attira perché attraverso di lei, prescindendo dalla sua qualità artistica, noi possiamo percepire la forza della Sua presenza, la forza della presenza di Cristo.
Nell’analisi di Schönborn l’icona diventa inoltre il punto di partenza per comprendere meglio il concetto di antropocentrismo cristiano: la dignità dell’uomo deriva dal fatto che egli è stato creato da Dio e per Dio, a Sua immagine e somiglianza; nel crearlo, Egli lo ha fatto oggetto di un amore infinito, donandogli quelle caratteristiche peculiari che lo rendono, in mezzo alle altre creature, la Sua immagine vivente.
L'AUTORE
CHRISTOPH SCHÖNBORN (1945), domenicano, arcivescovo di Vienna dal 1995 e presidente della Conferenza Episcopale Austriaca, è stato uno degli artefici del Catechismo della Chiesa Cattolica. Teologo di vaglia, è autore di numerose opere tradotte in tutto il mondo.
Il testo raccoglie gli atti del seminario biblico La visione del Dio invisibile nel volto del Crocifisso, svoltosi pressù la Cattedra Gloria Crucis della Pontificia Universita' Lateranense.
Nella sua storia la Chiesa ha assunto strategie di comunicazione diverse a seconda delle epoche accompagnandole a riflessioni la cui eterogeneità mostra le diverse preoccupazioni pastorali che di volta in volta emergevano, fino all’attenzione prestata con il Concilio Vaticano II. Il presente volume intende rintracciare le coordinate dell’impegno della Chiesa nel mondo dei media.
Un contributo alla Teologia della Grazia nella prima metà del sec. XIII.
Come incontrare la Verita' senza cadere negli inganni del pensiero umano.
Dal proclama dell´apostolo Paolo alla scuola filosofica di Atene sul “Dio ignoto” si prende l´avvio per arrivare alla piena conoscenza di Cristo, Uomo-Dio, unico vero maestro di Sapienza e Virtù.
I dubbi cadono e si affermano le certezze che inducono alla vera fede e al profondo amore.
L´“Ignoto” diventa l´atteso e l´amato per l´intera umanità.
Lo scopo di questo libro è quello di offrire a tutti qualche itinerario esistenziale che faciliti la ricerca e l’incontro, perché la fede diventi sempre più un vedere in Gesù il Figlio di Dio. Un vedere che trasformi in Lui. Itinerario utile ai credenti e ai non credenti. Con intelligenza e tatto pastorale l’autore coniuga la serietà scientifica, secondo il metodo teologico con la vita concreta. Sacra Scrittura, Padri, Magistero, liturgia, vita di santità confluiscono in una visione ampia e armonica.
Molto interessante è il tentativo, originale, di inserire le problematiche cristologiche nell’itinerario verso Gesù Cristo, seguendo passo passo il cammino del Vangelo di Marco.
Il male nella vita presente, il dolore degli innocenti, il peccato originale, l'eternita' dell'inferno.
Ritenuti a torto un mero retaggio del passato, i vizi capitali costituiscono un’autentica enciclopedia delle passioni umane, una lettura geniale dell’agire umano nelle sue derive negative e nei beni cercati attraverso di essi. Chiunque consideri con attenzione questi vizi potrebbe trovarvi ogni possibile situazione di vita, di classe sociale, di attività proprie della giornata dell’uomo di sempre. Si potrebbe dire dei vizi capitali quello che il regista polacco Kiesloswski aveva osservato a proposito dei comandamenti: “Essi riassumono l’intera nostra esistenza, ciò che siamo e ciò che vorremmo essere: tutti li disattendiamo eppure tutti ci riconosciamo in essi”. Questa polarità di trasgressione e ideale evidenzia la perenne attualità del discorso sui vizi, mettendo in guardia da una suggestione mortale: la tentazione di eliminare gli ideali dalla vita, rassegnandosi ad accogliere passivamente ciò che capita, con indifferenza. L’importanza di studiare i vizi capitali si giustifica infine per la profonda saggezza di cui sono portatori. Non a caso sono stati lungo i secoli oggetto di indagine da parte di artisti e studiosi delle discipline più diverse: le loro analisi delineano un profilo dell’uomo di tutti i tempi. Questo libro intende esplorare tale saggezza, avventurandosi in un percorso affascinante che coinvolge teologia, filosofia, psicologia, arte e letteratura.
Giovanni Cucci è laureato in filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo l’ingresso nella Compagnia di Gesù ha compiuto gli studi di teologia a Napoli presso la Facoltà S. Luigi e successivamente la licenza in psicologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, dove ha anche conseguito il dottorato in filosofia. Insegna etica presso lo studentato della Compagnia di Gesù a Padova ed è professore di filosofia e psicologia all’Università Gregoriana. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: “Ricoeur oltre Freud. L’etica verso un’estetica” (Cittadella Editrice, Assisi 2007) e per le edizioni AdP “La forza della debolezza. Aspetti psicologici della vita spirituale” (2007).
I Simposi sono un punto fermo nel cammino Pro Sanctitate: offrono approfondimenti culturalmente e spiritualmente validi per la formazione personale e comunitaria.
Il volume raccoglie interessanti e approfondite relazioni, tenute da illustri teologi nel III Convegno di Studi sulla teologia e spiritualità del Servo di Dio, Guglielmo Giaquinta.

