
“Verso la fede cieca, e verso l’amore cieco, ho nutrito e nutro sospetti fin dai tempi in cui studiavo a Roma.” Questa diffidenza nei confronti di ogni assolutismo ha sempre guidato Hans Küng, il più critico tra i teologi cattolici, il rivoluzionario che ha detto sì alla pillola e no all’infallibilità papale. È possibile oggi, si chiede, credere in una religione? Oppure la complessità del mondo contemporaneo ci spinge sempre più verso un’etica globale, condivisa e condivisibile da tutti? Per illustrare le sue risposte a queste domande universali, Hans Küng ripercorre i momenti fondamentali della propria esistenza. Dai dubbi del periodo universitario ai dissidi con le gerarchie ecclesiastiche negli anni Settanta, dall’impegno volto a favorire il dialogo interconfessionale al conferimento nel 2008 della medaglia d’oro Otto Hahn per la pace, le tappe di questo itinerario esemplare toccano alcuni tra i temi caldi della nostra epoca: il multiculturalismo, la natura contraddittoria della libertà, la delicata relazione tra morale e ricerca scientifica, la necessità di superare i limiti angusti dell’intolleranza religiosa. Questo libro racconta l’avventura affascinante di una ricerca personale instancabile e coraggiosa. Scagliandosi contro il nichilismo di troppi pensatori moderni, Küng accompagna il lettore in una straordinaria ascesa spirituale, alla ricerca di una nuova prospettiva fondata sull’amore, la consapevolezza di sé e il rispetto del diverso. Un autentico inno alla gioia capace di rivolgersi a tutti, anche a chi non crede: perché sia il valore dell’uomo, e non il dogma, a guidare finalmente la nostra storia.
HANS KÜNG (1928) è un sacerdote, teologo e filosofo svizzero. Ha partecipato come esperto al Concilio Vaticano II. Nel 1979 la Congregazione per la dottrina della fede gli ha revocato l’autorizzazione a insegnare la teologia cattolica. Con Rizzoli ha pubblicato tra gli altri Ebraismo (1993), Cristianesimo (1997), Islam (2005), tutti presenti in BUR, e Ciò che credo (2010).
Il volume propone un itinerario di approfondimento culturale e spirituale sul tema della sofferenza, enigma che inquieta la coscienza dell’uomo di ogni tempo. A partire dall’abisso della Shoah e dalla comprensione della tragica ferita che un male simile ha lasciato nell’umanità, l’autore ricostruisce il contesto dell’attuale riflessione fenomenologica ed esistenziale sul dolore, anche alla luce delle insidiose suggestioni dettate dalle emergenti forme di spiritualità.
La meditazione articolata nel libro trova compimento in un’ampia e profonda indagine biblico-teologica sulla dimensione cristiana della sofferenza e sul mistero pasquale e salvifico di Cristo crocifisso e risorto, di un Dio coinvolto sino in fondo nell’umano patire, che dissipa l’angoscia della morte e del dolore ed offre provocazioni sempre nuove alla vita di fede.
Giuseppe Cinà, presbitero camilliano, ha conseguito la Laurea in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e la Laurea in Filosofia presso l’Università di Bologna. Ha esercitato il ministero camilliano presso istituzioni sanitarie dell’Ordine e in strutture ospedaliere statali. Dal 1987 insegna all’Istituto Internazionale di Teologia Pastorale Sanitaria di Roma, del quale è stato anche Preside e Direttore della rivista scientifica. Professore di Antropologia teologica, ha pubblicato vari scritti, tra i quali: Fenomeni di alienazione nella società contemporanea (Bologna 1971), Il senso della sofferenza negli scritti di Viktor Frankl e le suggestioni per la recente teologia (Roma 1992). Curatore, con altri, del Dizionario di teologia pastorale sanitaria (Torino 1997), collabora da anni con riviste quali Camillianum, Iglesia viva, Rivista di Scienze religiose, Anime e corpi.
Fredric Jameson definisce l'opera di Roland Boer "uno straordinario tour de force" alla scoperta delle riflessioni che numerosi intellettuali marxisti hanno dedicato alla religione e alla teologia. Prendendo le mosse da pensatori classici quali Walter Benjamin, Antonio Gramsci e Louis Althusser, fino ad arrivare ad alcuni autori al centro del dibattito contemporaneo - Alain Badiou, Slavoj Zizek, Giorgio Agamben e Antonio Negri -, il progetto critico di Boer mira innazitutto a sviluppare categorie utili al rinnovamento del dibattito sul rapporto tra marxismo e religione. A guidarlo in questo lavoro è la convinzione, seguendo Marx, che la religione sia quella "coscienza capovolta del mondo" che il mestiere della critica deve ribaltare, riportare con i piedi per terra, rivelandone le forme e le funzioni ideologiche ma anche i complessi legami che essa intrattiene con i bisogni e i desideri dell'animo umano. Boer non intende riproporre un'analisi dei fenomeni religiosi come mere espressioni della "miseria reale", né proporre una riedizione di temi già esplorati dalla teologia della liberazione. E neppure si deve leggere il suo lavoro come una corrente marxologica interna a quella costellazione affatto disomogenea che è la teologia politica. La sua originalità e la sua forza stanno soprattutto nella capacità di portare alla luce l'inconscio religioso di tanta parte del marxismo occidentale. Con una postfazione di Antonio Negri.
E' possibile parlare di Dio in un contesto di incertezza del senso? Sì, a condizione che si offra, come suggerisce Italo Mancini, un cristianesimo capace di liberare la storia e di creare uno spazio per l'invocazione. Ma ciò richiede la fatica della riflessione e il dialogo con la cultura.
Questo agile manuale si presenta come un'introduzione alla storia, alle istituzioni, alla liturgia, agli autori e alle peculiarità teologiche dell'antica Chiesa orientale Armena. Pur essendo stata la prima nazione ad adottare il cristianesimo come religione di stao, verso il 301, l'Armenia e la storia della sua Chiesa sono oggi in gran parte sconosciute alla maggioranza dei cristiani. Terra di martiri e di croci, di monaci e asceti, di copisti e miniatori, teologi e maestri di spiritualità, l'Armenia è oggi una piccola repubblica a sud del Caucaso, nata di recente dalle ceneri dell'Unione sovietica. Ma la sua Chiesa vanta una tradizione antichissima, una liturgia piena di fascino, una spiritualità originale e di grande spessore teologico.
Il testo presenta dodici lezioni che cercano di concretizzare cosa e come debba comportarsi l'insegnante di religione a scuola nel tentativo di collegare l'insegnamento della Religione Cattolica ad altre discipline (filosofia in particolare).
Nel pensiero morale cattolico il soggetto risponde dei suoi atti in quanto sono volontari. Il peccato involontario, pertanto, non è imputabile moralmente al soggetto, non può essere oggetto di penitenza e non necessita di perdono. Involontario è anche il male causato da coscienza invincibilmente erronea, che pure è norma di condotta.
Tale dottrina, che ancora domina il pensiero teologico-morale cattolico, ha suscitato negli ultimi anni molto disagio e difficoltà varie. Non casualmente l'allora card. Ratzinger e papa Giovanni Paolo II hanno espresso dubbi su di essa, giacché sembra togliere consistenza e tragicità al male provocato dall'uomo.
Una rilettura integrale della questione è resa possibile dalla tradizione teologica delle Chiese ortodosse, che hanno conservato la nozione di peccato involontario, un peccato del quale costantemente si chiede penitenzialmente perdono a Dio nelle celebrazioni liturgiche e sacramentali. Segno della debolezza originaria dei figli di Adamo, il peccato involontario costituisce pur sempre un male addossabile all'uomo e al suo agire.
L'autore analizza le fonti e i concetti che sostengono la posizione della tradizione ortodossa, così come appaiono nella liturgia, nella letteratura patristica e nella teologia ortodossa contemporanea.
Nella conclusione, esprime la convinzione che tale tradizione può aiutare a ritrovare la percezione adeguata della serietà del male, di ogni male, anche di quello del quale l'uomo è causa pur non facendolo oggetto del suo volere.
Sommario
Un fatto per cominciare… Introduzione. Il peccato involontario nel pensiero occidentale: dalle certezze del passato al disagio odierno. I. Il «peccato involontario» nella liturgia orientale. II. Le radici greche del «peccato involontario». III. Il «peccato involontario» nella tradizione orientale del primo millennio. IV. Il «peccato involontario» nella teologia ortodossa contemporanea. Oltre il disagio e lo scandalo. Per una conclusione. Appendice.
Note sull'autore
BASILIO PETRÀ (Arezzo 1946), figlio di genitori greci, laureato in filosofia e dottore in teologia morale, è presbitero della diocesi di Prato. È professore ordinario di teologia morale fondamentale e di morale familiare presso la Facoltà teologica dell'Italia centrale (Firenze); dal 1979 è docente invitato di teologia morale patristica greca presso l'Accademia Alfonsiana (Roma); dal 1992 tiene corsi di morale ortodossa presso il Pontificio Istituto Orientale (Roma). È consultore della Congregazione per le Chiese orientali cattoliche, professore invitato presso l'Istituto ecumenico San Nicola di Bari, membro del Board of Governors dell'Intams (International Academy for Marital Spirituality) di Bruxelles. I suoi ambiti di ricerca e di pubblicazione sono la teologia morale, la tradizione ortodossa e la teologia del matrimonio. Presso le EDB ha pubblicato: Tra cielo e terra. Introduzione alla teologia morale ortodossa contemporanea (1992); Il matrimonio può morire? Studi sulla pastorale dei divorziati risposati (1996); Preti sposati per volontà di Dio? Saggio su una Chiesa a due polmoni (2004); La penitenza nelle Chiese ortodosse. Aspetti storici e sacramentali (2005); La Chiesa dei Padri. Breve introduzione all'Ortodossia (2a ed. aumentata, 2007) e La contraccezione nella tradizione ortodossa. Forza della realtà e mediazione pastorale (2009).
Lo studio è dedicato all'opera di Emmanuel Lévinas e, in particolare, a un tema che il filosofo francese volutamente non esplicita a livello terminologico, anzi lo esclude, in quanto ritenuto troppo svilito e non più rispondente al suo vero significato. Si tratta del tema dell'amore, inteso come amore per l'altro o per il prossimo, che egli riconduce all'orizzonte della responsabilità.
È questo il nome severo dell'amore, che dà accesso all'unicità, che apre - per così dire - la porta al/del soggetto. Nelle parole volto, responsabilità, dono, ospitalità, bontà e testimonianza - scaturite dal dialogo-confronto con filosofi e autori contemporanei - risuona non soltanto il significato umano e infinito della parola amore ma anche il grande valore che essa ha in Lévinas, tanto da divenire strategica per la lettura e l'interpretazione dell'insieme del pensiero levinasiano.
Sommario
Note redazionali e abbreviazioni. Prefazione (B. Salvarani). Introduzione. I. EMMANUEL LÉVINAS FILOSOFO E TALMUDISTA. 1. L'incontro con la filosofia di Edmund Husserl e di Martin Heidegger. 2. L'uscita dall'«essere». 3. Dall'«esistenza» all'«esistente». 4. Il Tempo e l'Altro. 5. L'ebraismo: una religione da adulti. II. IL PROBLEMA ETICO. 1. Eros e fecondità. 2. Il volto e l'esteriorità: l'etica in Totalità e infinito. 3. Prossimità e sostituzione: l'etica in Altrimenti che essere. 4. Il bene e l'Infinito. III. L'«AMORE» VERSO L'ALTRO. 1. Autori in dialogo con Emmanuel Lévinas. 2. Zygmunt Bauman e Daniel Sibony. IV. OLTRE LÉVINAS, CON LÉVINAS. 1. L'etica e la giustizia. 2. L'amore difficile. Conclusione. Ringraziamenti. Postfazione. Da Heidegger a Shushanì (G.D. Cova). Bibliografia. Indici.
Note sull'autore
PIER LUIGI CABRI, sacerdote dehoniano, laureato in filosofia, ha compiuto gli studi di teologia a Reggio Emilia e a Bologna dove ha conseguito il dottorato presso la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna (FTER). Lavora alle Edizioni Dehoniane Bologna, dove da anni segue in particolare il comparto EDB scuola. Insegna teologia fondamentale all'ISSR C. Ferrini di Modena e fa parte del Dipartimento di teologia dell'evangelizzazione della FTER. Ha pubblicato La lettura infinita. Interpretazioni talmudiche di Emmanuel Lévinas (Roma 1993).
Tutto da Dio parte, tutto a lui ritorna. Dalla Trinità alla Trinità, origine, fine, modello di ogni realtà creata: alla sera del mondo, alla fine della storia, l'umanità e la creazione intera si daranno appuntamento alle soglie della casa del Padre, dalla cui onnipotenza un giorno sono partite. «Da sempre lo schema dell'exitus-reditus ha suggestionato la mia immaginazione, che il tempo poi non ha fatto altro che arricchire e consolidare. La determinazione di riprendere in mano la penna e di usarlo come punto di riferimento per una revisione globale dell'intero corpus theologicum è da considerarsi una conseguenza quasi logica di questo stato d'animo» (dalla Prefazione).
L'autore non intende rispondere alla domanda in merito a chi appartenga il diritto di primogenitura della dottrina dell'exitus-reditus tra primissimi scritti cristiani e filosofia neoplatonica, ma batte la strada del raccordo, della corrispondenza, della complementarietà, in nome della collaborazione fra pensiero laico e pensiero cristiano, fra ragione e rivelazione, fra filosofia e teologia, che domina fin da principio l'intera vicenda della storia della Chiesa fino ai nostri giorni. Lo studio prende avvio con una lunga premessa storica e prosegue con la trattazione dell'intera riflessione teologica, dall'inizio alla fine, dalla protologia all'escatologia, secondo le linee dell'exitus et reditus. Frosini stesso nell'introduzione lo definisce come «un lavoro finale, riassuntivo e conclusivo».
Sommario
Prefazione. Introduzione. I. L'EXITUS-REDITUSNELLA STORIA. 1. Cominciamo da s. Tommaso. 2. Dionigi il grande mediatore. 3. Il platonismo dei pdri. II. L'EXITUS A PATRE. 1. La Trinità, inizio senza inizio. 2. La Trinità all'opera. 3. Il peccato dell'uomo. 4. La missione del Figlio. 5. La missione dello Spirito Santo. 6. La missione della Chiesa. 7. La conferma della liturgia. III. IL REDITUS AD PATREM. 1. Lo Spirito inizia il processo di ritorno. 2. L'unicità di Cristo rimessa in questione. 3. L'impegno ascetico. 4. L'impegno cosmico. 5. Il gemito della creazione. 6. L'ora del ritorno. Conclusione. Maria, l'éschaton raggiunto. Bibliografia. Indice dei nomi.
Note sull'autore
GIORDANO FROSINI ha pubblicato presso le EDB diversi volumi nei quali la teologia è ripensata con un impianto sistematico, ma con un linguaggio e con una sensibilità che la comunicano come spiritualità per il credente: Aspettando l'aurora. Saggio di escatologia cristiana (31996); Una Chiesa possibile (32010); La Trinità mistero primordiale (22008); i volumi dedicati a Dio Padre (Incontro al Padre. Una Teo-logia per tutti, 21999), a Gesù Figlio («Chi dite che io sia?». Una cristologia per tutti, 1997), allo Spirito Santo (Lo Spirito che dà la vita. Una sintesi di pneumatologia, 21998); Teologia oggi. Una sintesi completa e aggiornata (21997); Spiritualità e teologia (2000); Desiderio di infinito. Il cristianesimo e le aspirazioni dell'uomo (2001); La risurrezione inizio del mondo nuovo (2002); Il ritorno della speranza. Una nuova teologia, una nuova spiritualità (2005); Teresa di Lisieux e l'Aldilà (2006); Piccolo manuale di teologia. Una sintesi aggiornata per catechisti e operatori di pastorale (42009); Babele o Gerusalemme? Teologia delle realtà terrestri: I. La città. Seconda edizione riveduta e aggiornata (2007); Un nuovo volto di Dio? (2008); Per un mondo nuovo. La chiesa inizio e serva del Regno (2010); con Antonio Acerbi, Cinquant'anni di Chiesa in Italia. I convegni ecclesiali da Roma a Verona (2006); e inoltre La chiesa siete voi, Esperienze, Fossano 2009. Alcune sue opere sono state tradotte in albanese, portoghese, spagnolo e polacco.
Il titolo di questo volume, che riprende quello del libro pubblicato nel 1964, intende sottolineare l’ambiguità della parola «religione», che al singolare rappresenta l’apertura costitutiva dell’uomo al mistero della vita, mentre al plurale indica le diverse tradizioni religiose.
Il filo conduttore degli scritti riuniti nel volume è l’invito che l’autore rivolge alle religioni a compiere uno sforzo comune (cosa che molti rappresentanti contemporanei delle tradizioni religiose stanno tentando di fare) per scoprire uno dei compiti fondamentali e permanenti della religione - e della laicità, intesa come secolarità sacra: aiutare l’uomo a raggiungere la sua pienezza.
Il volume include nella prima sezione, oltre al libro menzionato, vari articoli che approfondiscono il concetto di religione da varie angolature e sviluppano alcuni aspetti più universali della religiosità intesa come dimensione umana. La seconda sezione tratta delle religioni comparate e della filosofia delle religioni nell’incontro, mentre la terza abbraccia argomenti più specifici, fra i quali articoli che riguardano il corpo e la medicina, in quanto la religione «religa» non solo l’uomo a Dio, ma anche lo spirito al corpo.
Il mistero della Trinità spiegato come una sinfonia musicale.

