
La teologia morale nasce, come materia autonoma, all'inizio del Seicento per istruire i confessori sui singoli casi di coscienza. Nello scontro tra lassisti e rigoristi sulla soluzione dei casi dubbi emerge la figura di Juan Caramuel, passato alla storia come il "principe dei lassisti". Lo scopo di questo lavoro è quello di superare il linguaggio provocatorio di Caramuel per cogliere il suo sforzo di creare una teologia morale che sappia giudicare le nuove situazioni che si erano create nella società del tempo.
Nell’esortazione apostolicaVerbum Domini (2010),a proposito del legame tra la Sacra Scrittura e il sacramento della riconciliazione, Benedetto XVI scrive: «Affinché si approfondisca la forza riconciliatrice della Parola di Dio si raccomanda che il singolo penitente si prepari alla confessione meditando un brano adatto della Sacra Scrittura».
L’invito è raccolto da questo volume, che presenta brani evangelici che hanno un legame immediato con le tematiche intrinseche al sacramento della riconciliazione: conversione, richiesta di perdono, confessione, riconciliazione.
L’autore li ha corredati di un commento spirituale per aiutare il lettore a entrare in contatto con i protagonisti e soprattutto con Gesù Cristo, il Verbo di Dio che chiama alla conversione (Parte prima), che invita a chiedergli perdono (Parte seconda), che perdona i peccatori (Parte terza), che prende su di sé il peccato e lo espia nella sua passione e morte (Parte quarta), che conferisce la potestà di perdonare i peccati a Pietro e agli apostoli e ai loro successori (Parte quinta), che ci dà un esempio di come può essere il dialogo di salvezza del sacramento della confessione in alcuni memorabili episodi del Vangelo (Parte sesta). Chiudono il volume alcuni testi che favoriscono un esame di coscienza ampio e aggiornato a tematiche attuali (Parte settima).
Punti forti
Prefazione del card. Julián Herranz. Il volume contiene alcune linee-guida per effettuare l’esame di coscienza a partire «da quei brani del Vangelo che si pongono come promesse di felicità, di gioia, di beatitudine, di benedizione. Quindi non solo dalle Beatitudini del Vangelo di Matteo».
Destinatari
Adatto a chiunque desideri prepararsi alla confessione meditando il Vangelo, il volume può essere utilizzato anche in occasione di un ritiro spirituale, di un pellegrinaggio, di una celebrazione penitenziale, di una Giornata Mondiale della Gioventù (oltre, ovviamente, che nel periodo quaresimale).
Autore
Andrea Mardegan, milanese, laureato in lettere moderne e in teologia, è stato ordinato sacerdote nel 1984. Si è dedicato prevalentemente alla pastorale scolastica e universitaria, e al ministero della confessione e della direzione spirituale. Attualmente è cappellano del collegio universitario Torriana di Milano. Autore di articoli di spiritualità, con Paoline Editoriale Libri ha pubblicato: Contemplare Cristo con gli occhi di Maria. I misteri del Rosario meditati (20103), Ho desiderato ardentemente. Incontrare Cristo nell’Eucaristia (2005). Ha inoltre curato l’antologia Josemaría Escrivá. Una libertà da vivere (2004) e, con Roberto Balletta, il libro di autori vari La Chiesa nella società secolarizzata. Proposte pastorali (2009).
Il '900 ha conosciuto una vigorosa e imprevista rinascita d'interesse per la Trinità. Da qui l'intento del saggio: rivisitare il lascito della tradizione cristiana nella consapevolezza che il volto trinitario di Dio non è un accessorio secondario del credo cristiano ma il suo orizzonte di verità ultimo e risolutivo. Dopo un'introduzione di carattere metodologico, la riflessione si sofferma sulla promessa veterotestamentaria, si concentra sulla pienezza dei tempi nell'evento di Gesù Cristo e si ripercorrono alcune figure significative della Tradizione cristiana e della storia del pensiero.
«Da tempo la cultura si è distaccata dall’orizzonte delle riflessioni e delle intuizioni radicate nei percorsi filosofici profondi, stimolanti e a volte provocatori che, per Hegel, rappresentavano la «coscienza del proprio tempo». Sembra che il dramma della filosofia contemporanea consista proprio nella perdita della sua vocazione alta, che riassume in sé e condensa le interrogazioni, le aspirazioni, le questioni che costantemente si pone l’uomo nelle diverse epoche storiche, confrontandosi anche con le grandi elaborazioni teologiche... Indubbiamente una di tali questioni riguarda l’“annuncio” del messaggio evangelico e le difficoltà che l’uomo incontra per la sua comprensione. La funzione dell’ermeneutica veritativa in teologia fondamentale di Ireneusz Wojciech Korzeniowski costituisce un tentativo di recupero di questa dimensione smarrita, “coscienziale” della filosofia, intesa come arte nobile del pensare critico. Si tratta della sfida di ritrovare l’orizzonte perduto della verità, considerata ormai la grande assente della cultura contemporanea con evidenti, gravi conseguenze per lo stesso annuncio evangelico e per la fondazione epistemologica del sapere teologico... Questo impegno di vari illustri pensatori necessita ora sia di una nuova lettura sia di un ampliamento, affinché la teologia possa riaffermare il suo carattere vivo e stimolante, senza perdere il compito fondamentale di ricercare la verità nella sua dimensione trascendente. Ecco perché il contributo di Ireneusz Korzeniowski si presenta come un interessante tentativo di indagine interdisciplinare. In esso, tramite la mediazione dell’ermeneutica veritativa, si compie la possibilità di un incontro tra teologia e filosofia, riannodando i loro rapporti come suggeriva la Fides et ratio. Si mostra, così, la via per una nuova fondazione della “credibilità” della Rivelazione nell’odierno contesto culturale».
S.E. Gianfranco Card. Ravasi
Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura
«...l’attuale rapporto tra fede e ragione richiede un attento sforzo di discernimento, perché sia la ragione che la fede si sono impoverite e sono divenute deboli l’una di fronte al-l’altra. La ragione, priva dell’apporto della Rivelazione, ha percorso sentieri laterali che rischiano di fare perdere di vista la sua meta finale. La fede, priva della ragione, ha sottolineato il sentimento e l’esperienza, correndo il rischio di non essere più una proposta universale. È illusorio pensare che la fede, dinanzi a una ragione debole, abbia maggior incisività; essa, al contrario, cade nel grave pericolo di essere ridotta a mito o superstizione. Alla stessa stregua, una ragione che non abbia dinanzi una fede adulta non è provocata a puntare lo sguardo sulla novità e radicalità dell’essere» (FR n. 48).
Uno studio come il presente, potrebbe aiutare a ricomporre una visione unitaria per consentire un rinnovato rapporto tra fede e ragione. Esso è tanto più urgente quanto più cresce e si impone una forma di scienza che individua la verità solo per via sperimentale. Proprio questa provocazione che evidenzia il limite, dovrebbe aiutare filosofia e teologia a ritrovare un cammino comune dopo i “sentieri interrotti” e a restituire la passione per la verità e il desiderio di ricerca ancora una volta trovata.
S. E. Rev.ma Mons. Rino Fisichella
Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione
La formulazione del tema sviluppato in queste pagine dipende dal testo di Giovanni che propone il dialogo di Gesù con Nicodemo. La necessità di rinascere, in quel caso, è prospettata come la condizione preliminare per poter vedere il regno di Dio. Stando alla lettera di Gv 3, la nuova nascita dallo Spirito appare come univocamente alternativa rispetto alla prima, definitiva come nascita dalla carne, e pertanto connotata in senso negativo.
In realtà, nella precisa prospettiva della fede cristiana è facile prevedere che la nuova nascita, richiesta per vedere il regno di Dio, debba essere concepita in un rapporto non soltanto alternativo rispetto alla prima, piuttosto in un rapporto di ripresa nei confronti di quella.
La seconda nascita deve riprendere la prima e portarne alla luce la verità latente, che è appunto la verità dello Spirito.
La relazione tra vita cristiana e salvezza è abbastanza scontata. È forse possibile vivere, semplicemente, senza una tale prospettiva' Nella Bibbia coesistono varie teologie della salvezza. Una prima differenza si potrebbe fare tra l'Antico e il Nuovo Testamento. Dentro i due stessi contesti si possono incontrare tanti tipi di salvezza, quante sono le culture teologiche dentro le quali essi si sviluppano. La presente ricerca è una indagine sui concetti di vita e di salvezza nella Bibbia. In entrambe le alleanze, Dio è sorgente primordiale di vita e roccia di salvezza. Per il Nuovo Testamento, tuttavia, è in Cristo che l'uomo riceve sia la vita sia la salvezza. Questa, in fondo, si riduce a un unico atto di Dio, anzi, a una persona, Cristo Gesù, che chiede di essere accolta nella fede, vissuta nell'amore, attesa nella speranza. Il testo è scaturito dal corso: "Vita cristiana in prospettiva soteriologia", tenuto in vari semestri al Pontificio Istituto Pastorale dell'Università Lateranense.
Come essere missionari oggi? Come evangelizzare? Perché? Che cosa significa evangelizzare, dove si deve agire, come e chi deve farlo? Come parlare di Dio all'uomo di oggi che, molto spesso, si sente realizzato senza Dio? L'autore, apostolo della Nuova Evangelizzazione, affronta alcune di queste domande in pagine che mirano a destare in ogni cristiano un nuovo spirito missionario, che non è riservato a gruppi di "specialisti", ma deve essere vissuto come un impegno quotidiano delle comunità e dei gruppi di cristiani.
Un invito ad attingere alle fonti della Parola di Dio per percorrere con coraggio e creatività il cammino della nostra fede.
E’ una caratteristica di Jaca Book aver proposto a pensatori già suoi autori di disegnare e realizzare le loro Opere. Di fronte ad un pensatore "pastore" cioè ad una figura come Luigi Negri, attuale Vescovo di San Marino e Pennabilli, in occasione del suo settantesimo genetliaco è stato normale convenire di pubblicare una cernita importante di scritti che esprimessero un itinerario e costituissero un contributo culturale editorialmente organizzato.
Due parti scandiscono la presente raccolta. La prima raccoglie scritti filosofici e da questi, oltre alla amicale lontana influenza del metafisico Bontadini, non è certo assente una larga competenza teologica e una forte passione alla storia della cultura. Il tema della crisi, quella che oggi chiameremmo crisi antropologica radicale, percorre l’approccio di autori che da Campanella ad Hobbes giunge ai novecentisti Guardini e Guitton. La crisi inizia in quel Rinascimento, così ricco per l’Occidente di scienze, arti e sapere e così propenso all’autonomizzazione dell’uomo fino a renderlo più facilmente preda dell’ideologia e del potere, perché più povero di vita relazionata con il senso e la dimensione religiosa. La seconda parte è una conseguenza della prima. Il pensatore-pastore accompagna, nel suo messaggio pastorale e culturale, Giovanni Paolo II durante tutto il suo pontificato con scritti interpretativi che aiutano a cogliere nel Cristo la pienezza di umanità e la chiave culturale dello stesso uomo contemporaneo.
Nell'Aprile del 1802, alla vigilia di un Concordato che avrebbe ristabilito i rapporti fra la Santa Sede e la Francia di Napoleone, Chateaubriand dava alle stampe il “Genio del Cristianesimo”, un'apologia della fede cattolica il cui argomento di fondo era l'evidenza estetica della verità del cristianesimo: la bellezza delle forme culturali che il cristianesimo ha assunto nella storia non è che il riflesso della verità dei suoi fondamenti. L'apologia sarebbe diventata in pochissimo tempo il libro più letto d'Europa, offrendo un contributo essenziale alla rianimazione del religioso nella Francia postrivoluzionaria. Associato alla liquidazione novecentesca del fenomeno romantico, l'apologia estetica di Chateaubriand sarebbe stata poi a lungo riposta nello scaffale delle opere prive di una dignità storica. Nemmeno la cultura religiosa e teologica sarebbe stata capace per molto tempo di vedervi qualcosa di più che un ingenuo e impreciso catechismo estetico. Ma agli occhi della teologia di oggi, istruita dalle istanze del pensiero contemporaneo, il tema estetico celebrato nel “Genio del Cristianesimo” torna a suscitare interesse. Rimesso sui binari di transiti storici non convenzionali, può essere riletto come un'opera densa di importanti sollecitazioni teoriche che la teologia dell'epoca non aveva saputo riconoscere, ma che dal punto di vista delle svolte teologiche contemporanee, appaiono chiare e pertinenti.
"A chi vuole saperne di più, in modo chiaro e dettagliato, porgo con gioia questo libro, che espone le cose maggiormente rilevanti e sorprendentemente vere circa la Persona e missione dello Spirito Santo, come detto nel titolo" (dall'introduzione). Il volume presenta, in modo chiaro ed essenziale, la dottrina sullo Spirito Santo. I vari aspetti teologici e pastorali legati al tema sono raccolti attorno a due aspetti fondamentali. Uno riguarda la Persona o l?identità propria che caratterizza lo Spirito Santo: la sua specificità personale. Ciò costituisce la prima parte, che può considerarsi una risposta all?interrogativo: "Chi è lo Spirito Santo?". La seconda parte analizza le opere meravigliose che compie lo Spirito di Dio lungo la storia della salvezza fino ai nostri giorni, e oltre ancora, verso la parusia finale di Cristo, per decifrare la sua missione peculiare e insostituibile. Essa è dunque pensata come la risposta a un secondo interrogativo: "Che cosa fa lo Spirito Santo?". Il Paraclito è chiamato anche il divino Sconosciuto: il volume delinea alcuni sprazzi luminosi della sua identità e segue le tracce della sua azione nella vita della Chiesa e dei cristiani.
"Ascoltate il vostro matrimonio. Sposandovi -nel Signore-, vi siete detti reciprocamente -sì-, avete scelto una scala di valori da realizzare insieme, avete proclamato la vostra fedeltà a Dio, vi siete proposti di sognare Amore". Questa la "cifra" che caratterizza il fascicolo. Esso prende in considerazione 14 temi fondamentali del matrimonio, sia sotto l'aspetto spirituale e di fede, sia sotto il profilo antropologico. Le brevi meditazioni, semplici ma profonde, invitano gli sposi a cogliere in profondità il significato del sacramento celebrato e della loro appartenenza alla comunità credente. Nato come piccolo dono in occasione del matrimonio, il libretto è utile anche per coppie più "mature" e ben si adatta a tutti gli sposi: quelli credenti e più impegnati, ma anche quelli ancora "in ricerca". Rispetto alla precedente edizione, l"opera è completamente rinnovata nella grafica e nei testi.

