
Esortazione Apostolica Postsinodale del Santo Padre Benedetto XVI all'Episcopato, al Clero, alle Persone Consacrate e ai Fedeli Laici sulla Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione della giustizia e della pace.
Come si declina il credere del singolo all'interno dell'istituzione Chiesa? Si cerca qui di rispondere seguendo due binari: da una parte interrogando i fondamenti stessi del cristianesimo, dunque formulando la domanda come problema teologico; dall'altra osservando la pratica di vita del cristiano nella Chiesa di oggi, con richiami all'attualità del Vangelo. Il nocciolo teologico riconduce al paradosso di Karl Barth - per cui Dio è il Totalmente Altro cui solo si può credere - e pone il serio dilemma della dialettica fra religione e fede, nel senso non solo della contrapposizione ma della complementarietà: come pensare infatti una scelta di fede senza constatare l'anteriorità della religione? Una radice dialettica del cristianesimo che si traduce anche nell'antinomia fra il nostro appartenere a una Tradizione, che come tale si irrigidisce nell'ordine di una comunità religiosa, e il nostro viverla come appello. Nelle diverse sfaccettature, le riflessioni qui compiute convergono sulla categoria che fa del cristianesimo una religione unica: la libertà. Una sfida teorica, che è anche un monito all'agire: Ecclesia semper reformanda est.
C'è salvezza anche per gli animali? Una risposta cristiana. La Scrittura e la sapiente riflessione dei padri della chiesa offrono un approccio positivo e ponderato al rapporto tra animale e uomo, mostrando che a quest'ultimo non è dato un potere arbitrario e assoluto, bensì la responsabilità di custodire il creato quale mandatario di Dio. L'uomo, cioè, non è isolato al centro della creazione, ma è posto in una grande comunione di creature: al centro ci sono solo Dio, la comunione e l'amore.
"L'opera Teologia della speranza di Jürgen Moltmann, edita in edizione originaria nel 1964 (e in traduzione italiana come BTC 6 nel 1970, è ormai un testo classico della teologia del XX secolo. Il messaggio dell'opera, tradotta nelle principali lingue internazionali, affermava che l'esistenza cristiana e l'azione sociale si devono coniugare insieme. A lungo attesa, ora finalmente vi fa seguito questa nuova opera, "Etica della speranza", in cui l'Autore spiega come si potrebbero prospettare, alla luce di una teologia della speranza, delle visuali etiche, dei giudizi etici e un agire concreto. Questa nuova opera, "Etica della speranza", non è un manuale che tratta di princìpi generali atemporali, ma un progetto di prassi etica. A un capitolo fondamentale sul nesso esistente tra escatologia ed etica seguono tre passaggi: il teologo cerca di delineare un'etica della vita in contrasto con un'etica della morte, un'etica della terra di fronte alle sfide ecologiche del presente e, infine, un'etica della giustizia di fronte ai crescenti squilibri sociali e globali nella convivenza sociale. La speranza incoraggia a fare quel che oggi e domani è necessario fare, con coraggio, di fronte al pericolo.
Il volume raccoglie i primi risultati della seconda fase di lavoro (20072011) dell'Area internazionale e interconfessionale di ricerca Temi di Teologia Fondamentale in prospettiva ecumenica, costituita nel 2001 presso la Pontificia Università Lateranense e composta da sette teologi cattolici e luterani. Dopo la prima fase (2001-2006), dedicata all'approfondimento dei temi della Rivelazione e della fede e della loro rilevanza per l'antropologia e l'ecclesiologia, il gruppo di ricerca si è concentrato sulla disamina teologico-fondamentale del rapporto tra sacramento e Parola. In concreto si è trattato di verificare se le formulazioni dottrinali della tradizione romano-cattolica e di quella evangelicoluterana, nel descrivere la realtà del sacramento/dei sacramenti e la realtà della Parola, si riferiscano alla stessa e identica res: l'evento del rendersi presente del volere e agire salvifico del Creatore nel Suo Logos incarnato per opera dello Spirito Santo, evento che è il fondamento e contenuto della fede. Gli studi qui raccolti permettono di constatare che la risposta a tale quesito è positiva.
La collana Scuola e sapienza cristiana nasce dal lavoro e dal dialogo interdisciplinare sviluppato tra Insegnanti di Religione di tutta Italia. Raccoglie gli Atti dei congressi che vengono organizzati con cadenza annuale dall'ISSR Ecclesia Mater insieme all'Ufficio per la Pastorale Scolastica di Roma. Ciascun volume si interroga sul rapporto che intercorre fra l'insegnamento della religione cattolica (IRC) e un diverso ambito del sapere scientifico, presentando e valorizzando lo speciale contributo offerto dall'IRC alla formazione interdisciplinare richiesta dalla scuola di oggi.
La tendenza all'unità è tipica di ogni ortodossia, che tuttavia è attraversata da forze centrifughe eterodosse. Il conflitto tra ortodossia ed eterodossia ci informa sull'essenza stessa delle istituzioni religiose deputate a costruire e a conservare l'unità fondante del loro credo. Lo stesso cristianesimo resta incomprensibile se la vicenda della costituzione del suo canone non viene letta sullo sfondo del conflitto che oppose le diverse interpretazioni dell'eredità di Cristo. Questo volume prende avvio da un testo inedito di Schelling su Marcione, attorno al quale sono state idealmente disposte le storie esemplari di tre eretici: Claudio di Torino, l'iconoclasta; David Lazzaretti, il "messia" anarchico; Ernesto Buonaiuti, il prete modernista scomunicato dal Sant'Uffizio nel 1925
Il volume raccoglie gli Atti del Convegno tenutosi presso l’Università Pontificia Salesiana (UPS) di Roma dal 3 al 5 dicembre 2010, organizzato dalla Facoltà di Filosofia dell’UPS in collaborazione con il Movimento FAC (Fraterno Aiuto Cristiano), l’Associazione “Nuova Costruttività” e il VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo), con il supporto di SRI Group. Nell’occasione, grazie alla partecipazione di eminenti e qualificati rappresentanti del mondo ecclesiale ed istituzionale, culturale, accademico ed imprenditoriale, sia nazionale che internazionale, si è inteso approfondire – anche nei suoi aspetti metafisici, antropologici ed etici – il tema dei modelli di sviluppo economico, in vista dell’individuazione di elementi utili per affrontare il persistente momento di “crisi”, di cui gli elementi di carattere specificamente finanziario non sono che una delle manifestazioni. I contenuti della Lettera enciclica di Papa Benedetto XVI, Caritas in veritate, hanno ispirato esplicitamente vari interventi, volti a raccogliere l’auspicio ad «un nuovo slancio del pensiero per comprendere meglio le implicazioni del nostro essere una famiglia; l’interazione tra i popoli del pianeta ci sollecita a questo slancio, affinché l’integrazione avvenga nel segno della solidarietà piuttosto che della marginalizzazione».
La teologia e la filosofia hanno qualcosa da dire e da dare, e magari anche qualcosa da imparare o su cui riflettere, dal mondo dell’economia e della finanza? La “crisi” in corso non è nel contempo rivelatrice di un’esigenza più profonda, di un’opportunità nuova per una svolta verso una direzione più solidale e fraterna, e per questo più profondamente umana, e più sostenibile per e da tutti, segnata anche da un vero cambiamento di atteggiamenti e di stili di vita? Come “costruire” verso questa direzione?
Il volume, specie nella sua terza parte, si confronta con le prospettive del pensiero realistico-dinamico del teologo e filosofo salesiano Tommaso Demaria (Vezza d’Alba 1908 - Torino 1996), che a partire dalla tradizione filosofica realista, ed in dichiarata fedeltà ad essa, ha inteso offrire un significativo contributo di pensiero, in parte ancora inesplorato, a proposito della “metafisica della realtà storica”, interessandosi delle realtà sociali complesse e dinamiche – iniziando dall’impresa industriale –, della relazione tra individuo e gruppo di appartenenza, del rapporto tra natura e storia, della soggettività personale ed ecclesiale. Una proposta che, a quindici anni dalla morte dell’autore, presenta degli spunti preziosi ed attuali per l’elaborazione di una prospettiva di pensiero “sapienziale” che nel contesto dell’odierna società secolarizzata e globalizzata si impegni per quell’“allargamento degli orizzonti della razionalità” così caro al magistero di Papa Benedetto XVI.
Contributi di: Marcello Allasia, Donato Bagnardi, Tarcisio Bertone, Diego Bona, Danilo Broggi, Luigino Bruni, Massimo Caputi, Carola Carazzone, Pascual Chávez Villanueva, Luca Cipriani, Ivo Coelho, Stefano Curci, Piero Damosso, Antonio Fazio, Stefano Fontana, Giulio Gallazzi, Joshtrom Kureethadam, Lorenzo Leuzzi, Enrico Luciani, Mauro Mantovani, Nicola Mele, Carlo Nanni, Daniele Pace, Giovanni Palmerio, Sabino Palumbieri, Oliviero Riggi, Piergiorgio Roggero, Roberto Roggero, Alessandra Smerilli, Giuseppe Tacconi, Mario Toso, Mario Vargas Saénz, Stefano Zamagni, Massimo Zortea.
Furono molti i missionari che, nel loro zelo per la diffusione del Vangelo e nel loro amore per la Cina, ne diventarono studiosi, cioè sinologi. L’Autore ne ha scelti cinquanta, una rappresentanza che spazia tra i secoli, tra le congregazioni cattoliche e tra i protestanti. Gli Italiani hanno numericamente un posto di riguardo, che oggettivamente meritano. Molti sono gesuiti, perché il Papa Gregorio XIII aveva inizialmente affidato ai gesuiti l’evangelizzazione della Cina.
La loro storia è raccontata per mezzo di lettere, inventate, ma verosimili, che permettono di sentirli parlare, di condividere brevemente le loro vite e i loro sentimenti, per guardare la Cina come la videro loro.
Il periodo d’oro della sinologia missionaria è tra il 1600 e il 1800, ma, come il lettore scoprirà, ci furono sinologi missionari anche nel Medioevo e nel XX secolo.
La loro visione della Cina è più spirituale che accademica e per questo inimitabilmente affascinante.
Il servizio di evangelizzazione con i giovani di oggi è un impegno serio, quando ci si rende conto con esattezza del suo significato.
Pensare, studiare, approfondire diventa così la risposta consapevole e matura di chiunque crede alla pastorale giovanile e vuole aiutare i giovani che ama ad incontrare il Signore Gesù per affidare a lui, in modo consapevole e maturo, la propria voglia di vita e la personale ricerca di speranza.
Le difficoltà non riguardano solo il «come» evangelizzare. Non coinvolgono solo i due interlocutori, quasi fosse sufficiente cambiare qualcosa in chi lancia la comunicazione e in chi la riceve, per risolvere le interferenze che la disturbano. Esse vanno maggiormente verso il centro del processo: riguardano il «che cosa» comunicare. È in gioco, infatti, da una parte, la vita, il suo senso, le ragioni che ci spingono a fidarci di essa, oltre la disperazione della morte e, dall’altra, l’annuncio del Vangelo di Gesù, il Signore.
La sfida cui la pastorale giovanile è chiamata a dare risposta, assume perciò il tono inquietante dell’interrogativo che sta alla radice della crisi attuale dell’esperienza religiosa: si può amare questa vita e sognare felicità in compagnia di tutti gli uomini, confessando contemporaneamente che Gesù è il Signore, nella comunità dei credenti?
Il libro tenta di offrire una risposta positiva all’interrogativo. Per farlo, gli autori hanno dato voce alle tante persone che in questi anni, felici e impegnativi per la pastorale giovanile italiana, hanno condiviso la stessa preoccupazione e lo stesso entusiasmo.
DESCRIZIONE: Questo saggio di Bernhard Welte, nato da un corso universitario tenuto a Freiburg nel 1949, riproduce il tono del dialogo e della ricerca. Uno stile dove davvero la domanda teologica, nel coinvolgere credenti e non, interseca la sfida filosofica di poter comprendere il mondo in una apertura verso ciò che viene incontro. Di qui il binomio “cattolicità e ragione” dove l’una non si oppone all’altra, come invece ipotizzava Karl Jaspers: per Welte “cattolicità” non è ciò che determinandosi come tale esclude l’altro, ma è quella scelta precisa che ci rende uomini con una stessa “ragione”. Entrambe sono dipendenti dal concetto di verità: se vi è una ragionevolezza della fede che constatiamo nella scelta del credente per una Persona storicamente determinata, v’è una ragione non paga dei suoi limiti in quanto cela in sé l’infinito. L’uomo è per Welte “concretezza infinita” in cerca di verità: una verità infinitamente più grande del singolo perché indissolubile dalla sua stessa libertà.
COMMENTO: Che rapporto c'è tra l'uomo e la Verità? Che ne è della verità degli altri di fronte alla Rivelazione? Qui cattolicità è un orizzonte di apertura e non di esclusione. Una riflessione che, confrontandosi con Jaspers, permette di comprendere - per il credente e il non credente - un presente complesso in cui si affacciano finitezza e libertà umana.
BERNHARD WELTE (1906-1983) è stato tra i maggiori filosofi della religione nella seconda metà del Novecento. Tra le sue opere pubblicate da Morcelliana ricordiamo: Maria la Madre di Gesù (1977); Dialettica dell’amore. Fenomenologia dell’amore e amore cristiano (1986); Che cosa è credere. Riflessioni per la filosofia della religione (20013); Sul male. Una ricerca tomista (2008); Filosofia del calcio (2010).
COLLANA: Il Pellicano Rosso n. 142
Al di là dei più oscuri rischi dell’esistenza,
quale gioia perfetta procura agli sposi
la prospettiva di un’alleanza eterna!
La felicità degli sposi non ha senso se non quando accende quella dell’altro, degli altri. La felicità così vissuta è certamente mescolata a sofferenze, a delusioni, a fallimenti, ma tutto ciò verifica la qualità di questa gioia. Nella vita di una coppia le prove approfondiscono i fondamenti dell’alleanza e rinsaldano la forza del legame. Non avendo il loro centro di gravità in se stesse, le nozze non costituiscono un circolo chiuso in cui ricondurre tutto agli sposi, ma fanno degli sposi una sorgente di gioia e di fecondità che si estende al resto del mondo.
Jean Bastaire (Chamalières 1927) ha collaborato per vent’anni alla rivista francese Esprit. È da sempre impegnato per il rinnovamento della chiesa e per una lettura cristiana dell’ecologia. Presso le nostre edizioni ha già pubblicato Eros redento (1991).

