
La caratteristica di Armida Barelli, come ricordava padre Agostino Gemelli, è stata la fede; una fede semplice e audace, autentica e confidente, forte e tenera, capace di dare forma a tutta la sua vita ricca di opere, di incontri, di viaggi, di iniziative creative, di gioie e di dolori. La sua preghiera è quella di una donna appassionata, che segue il Signore vivendo nel mondo e che, per questo, impara a contemplare la presenza di Dio nei solchi della storia, nelle vicende della sua vita, del suo paese, della Chiesa. Le sue parole possono aiutare anche noi a pregare, vivendo da cristiani nel tempo che Dio oggi ci dona.
Questo libro, della collaudata collana «Cattedra del Confronto», affronta tre delle emozioni che più sembrano caratterizzare il nostro tempo. La paura - sociale, religiosa, etnica, affettiva - la rabbia - quotidiana, politica, televisiva, lavorativa - e lo stupore - che troppo spesso è sconcerto o semplice fascinazione. Attorno a queste tre, e ai legami che creano e distruggono, si confrontano gli autori di questo libro. Sono prospettive e voci differenti: lo psicanalista Luigi Zoja si confronta con la biblista Rosanna Virgili sulla paura, madre di tante emozioni e azioni; lo scrittore Paolo Nori ci provoca sulla rabbia, faccia a faccia con lo psicologo-teologo Stefano Federici che ci ricorda che l'ira è perfino divina; il filosofo Silvano Petrosino s'interroga sullo stupore e sulla bellezza incrociando la storica dell'arte e direttrice di Religion Today Katia Malatesta. «Le nostre relazioni con gli altri sono segnate dalle emozioni. L'incontro con l'altro non è mai semplicemente neutro. Gli altri si odiano o si amano, ci odiano o ci amano, ma la gamma delle emozioni è sterminata: gli altri possono essere noiosi, affascinanti, imbarazzanti, spaventosi, accoglienti, fastidiosi o rabbiosi, esasperanti o esasperati, inermi, divertenti, ingombranti, leziosi» (dall'introduzione di Andrea Decarli)
Il presente volume contiene i documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede circa le Commissioni Dottrinali: l'Istruzione del 23 febbraio 1967 sulla necessità di istituire le Commissioni Dottrinali presso le Conferenze Episcopali, i Suggerimenti inviati il 10 luglio 1968 ai Presidenti delle Conferenze Episcopali per migliorare il servizio delle Commissioni Dottrinali e la Lettera del 23 novembre 1990 ai Presidenti delle Conferenze Episcopali, con la quale la Congregazione ha richiamato e precisato alcuni aspetti importanti in merito alla composizione e al funzionamento delle Commissioni Dottrinali. Nella seconda e terza parte del volume sono raccolte alcune conferenze di esperti centrate sul tema delle Commissioni Dottrinali e il rapporto conclusivo pubblicato al termine degli incontri tra i Superiori della Congregazione per la Dottrina della Fede e i Presidenti delle Commissioni Dottrinali di alcune Conferenze Episcopali.
La storia cristiana è la storia di coloro che hanno accolto l'invito a seguire Cristo secondo una molteplicità di applicazioni che testimonia della grande creatività della vocazione cristiana. Hanno avuto così origine gli ordini religiosi, le congregazioni, le associazioni, gli istituti, le confraternite. Tuttavia l'accelerazione temporale, tipica della nostra epoca, ha fatto emergere la relatività delle applicazioni rispetto alla centralità della vocazione. Ma come incarnare la vocazione cristiana ai nostri giorni? Il grande teologo svizzero Hans Urs von Balthasar ha cercato di rispondere con la vita e le opere (di cui la presente rappresenta la riflessione più matura) a questo interrogativo. Per Balthasar le forme, o stati di vita cristiana, sono sostanzialmente due: quella del cristiano chiamato alla santità nella vita familiare e quella della particolare sequela secondo i consigli di povertà, castità e obbedienza. In un periodo in cui la riflessione sulla vita cristiana e religiosa si limita molte volte all'impegno sociale o alla veste da indossare, un'opera che va al cuore della vocazione cristiana.
Il testo sviluppa una riflessione sulla Terza Persona della Trinità: lo Spirito Santo. Insieme a numerose applicazioni pastorali, è svolta una catechesi per conoscere da vicino il «grande sconosciuto», ossia l'Amore vivo e operante, poiché «Dio è Amore». Sono spiegati i simboli che lo raffigurano, i riferimenti all'Antico e al Nuovo Testamento, la sua azione nella Chiesa. I doni e i frutti dello Spirito sono trattati in modo completo per individuare il cammino di testimonianza che ogni cristiano può e deve compiere, al fine di vivere e annunciare il Vangelo, in forza del battesimo e del sacramento della cresima. Ci è dato in dono lo Spirito di libertà, di bellezza, di umiltà e di unità; Maria è colei che ne è stata plasmata e che lo ha invocato nel Cenacolo per gli Apostoli e i cristiani di tutti i tempi.
Il movimento giansenista ha rappresentato una componente importante del cattolicesimo sei-settecentesco, attraverso l'attività intellettuale di alcuni illustri seguaci che hanno influito in maniera rilevante sul dibattito religioso e culturale dell'Italia di quei secoli. Tra questi ha occupato un ruolo di primo piano Giovanni Battista Guadagnini (1723-1807), sacerdote dal 1746 e autore di opere di natura teologica, ecclesiologica, storica e poetica. La ricerca qui svolta sul fondo archivistico recentemente rinvenuto, contenente opere manoscritte e inedite e un numero rilevante di lettere che l'arciprete scambiò con i principali protagonisti della cultura religiosa dell'epoca, consente di delineare, attraverso la biografia intellettuale di Guadagnini, l'evoluzione del movimento giansenista italiano dalla seconda metà del XVIII secolo ai primi decenni del secolo successivo, l'attività di Guadagnini si sviluppò a partire dagli anni Settanta del xviii secolo nel confronto con il riformismo religioso di Maria Teresa la e di Giuseppe 11 poi nella Lombardia asburgica e si dedicò soprattutto allo studio dei rapporti tra autorità politica ed ecclesiastica. Dopo la pubblicazione della bolla Auctorem fidei nel 1794, che condannò l'impianto dottrinale ed ecclesiologico del sinodo di Pistoia, i propositi riformatori a cui Guadagnini diede il proprio contributo conobbero una battuta d'arresto. La rivoluzione francese e la discesa nel 1796 delle truppe napoleoniche in Italia spinsero l'arciprete a concentrarsi sul tema dell'origine delle autorità terrene, in modo particolare di quella politica, e del rapporto tra il cristiano e l'autorità secolare. L'avvento di Napoleone diede nuova linfa ai propositi riformatori del movimento giansenista italiano, che, tuttavia, si dimostrò incapace di mantenere la compattezza che lo aveva contraddistinto nel corso del XVIII secolo.
Il legame tra matematica e misticismo è alle origini della matematica stessa. L'autore ripercorre in questo libro il lato mistico e metafisico del pensiero dei più grandi matematici da Pitagora ai giorni nostri dimostrando come il luogo comune, che considera inconciliabili la fede e la ragione, sia una costruzione artificiosa e inconsistente.
In ambito cattolico sono relativamente pochi i saggi sulla pornografia. Il presente volume affronta questo tema con coraggio. Lo fa per metterci in guardia dal rischio che essa rappresenta, soprattutto per i più giovani. Una «pandemia» che si diffonde quanto più viene minimizzata, una «tossina» che inquina l'ambiente umano, una «droga» che crea dipendenza e assuefazione. Senza mezzi termini, e con un intento specificamente pedagogico, l'autore ci svela il vero volto di un'industria che si arricchisce sulla pelle dei più deboli, che ci mostra come "piacere" quella che il più delle volte è deliberata violenza, che trasforma l'essere umano in oggetto, che nega la dialettica del dono e la sacralità del matrimonio. Internet e i mass media contribuiscono drammaticamente a questa situazione; la solitudine, l'isolamento o l'indigenza fanno il resto. La Dottrina sociale della Chiesa e gli insegnamenti dei pontefici - soprattutto a partire da Paolo VI - diffusamente citati nel testo ci forniscono gli strumenti necessari per denunciare e combattere questa piaga rimanendo «nella luce». Un libro davvero illuminante, aggiornato alle ultime tecnologie e tendenze, su ciò che la Chiesa dice sulla pornografia e su ciò che propone per premunirsi o guarire.
Il Cenacolo di Leonardo da Vinci è uno dei vertici della pittura di tutti i tempi. Il maestro del Rinascimento italiano lo dipinse negli ultimi anni del Quattrocento, nel refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie a Milano. E fu una vera rivoluzione. Nonostante il rapido e irreversibile degrado, infatti, nulla è riuscito a distruggere il fascino di quest’opera unica e straordinaria: Rubens, quasi a nome di tutti gli artisti “moderni”, sentenziò che essa aveva raggiunto «un tale grado di perfezione» che gli sembrava impossibile parlarne in termini adeguati, «e tantomeno imitarla». Ma questa Ultima cena è innanzitutto una vibrante icona spirituale, scaturita dalla sensibilità di un talento profondamente religioso, che mettendo in scena il drammatico istante dell’annuncio del tradimento, porta lo spettatore al cuore del mistero eucaristico, e quindi della fede cristiana.
La famiglia come vocazione e via privilegiata per la santità: questo libro contiene quattro incontri per fidanzati e per quanti desiderano approfondire la realtà del matrimonio alla luce del messaggio cristiano, in un periodo come il nostro in cui simili cose vengono osteggiate e svilite nel loro significato più profondo. La famiglia infatti è una realtà unica e insostituibile che è stata voluta non dall'uomo, dalla società o dalla Chiesa, ma da Dio: in essa si ritrova il progetto divino per il bene dell'uomo, così come è stato rivelato e realizzato in Cristo, unico redentore e salvatore del mondo.
Indiscusso protagonista dell’ultimo quarto di secolo del Novecento, primo pontefice proveniente dall’Est Europa quando ancora il mondo era diviso dalla cortina di ferro, Giovanni Paolo II è stato il papa dei record. Il suo magistero, i suoi viaggi, le sue udienze, le Giornate Mondiali della Gioventù, il numero di santi canonizzati, i rapporti con il mondo dello spettacolo e dello sport, l’attentato subito e la lunga sofferenza: tutto nella sua vita ha parlato al mondo e interrogato moltissime persone avvicinandole a Dio. Questo libro è il viaggio di due testimoni attraverso il suo pontificato: uno è un sacerdote della cosiddetta “generazione GP2”, l’altro il suo fotografo personale. Il primo scruta il suo pensiero e i suoi traguardi, l’altro esamina ogni dettaglio della vita del Grande Papa con il suo obiettivo di reporter. Percorsi diversi, che arrivano però a un’unica conclusione: Giovanni Paolo II passava in mezzo alla gente reggendo una croce come una persona convinta che la vita conduca al Cielo, esortando ciascuno a spalancare le porte a Cristo.
La grande storia della salvezza è l'orizzonte di senso della nostra piccola storia umana. In questa dimensione la Parola diventa l'alfabeto per comprendere la vita quotidiana, ma forse abbiamo ancora più bisogno di comprendere e vivere un'altra verità: la vita quotidiana stessa è alfabeto necessario per leggere la Scrittura, che è parola di Dio quando scopriamo che parla proprio di noi, quando la vediamo in atto nella nostra vita. L'Azione cattolica parla di primato della Vita: non possiamo incontrare il Signore se non "dentro" la nostra esistenza, nelle pieghe della storia umana.

