
È dalla crisi della preghiera che Hans Küng parte in questo aureo testo. Una crisi esita, insieme, della secolarizzazione e delle domande inevase di giustizia di fronte al male e al dolore innocente. Ma proprio il continuo riproporsi di questi interrogativi è per Küng la condizione per scoprire il senso universalmente umano della preghiera: «La preghiera può trasformare l'uomo, ma l'uomo dovrebbe trasformarsi anche nella sua preghiera. La preghiera è qualcosa di vivente, può crescere, maturare, diventare matura. [...] Anche la preghiera deve diventare adulta, deve essere lo specchio, l'espressione dell'intera personalità. Da come uno prega si capisci che uomo egli è».
«Il sogno di una Chiesa», come quella qui delineata sulla scia del Vaticano II e di due grandi testimoni come Rosmini e papa Francesco, deve continuare perché sia realizzato ogni giorno e diventi un sogno contagioso, trasmesso a donne e uomini che possano contribuire a edificare una Chiesa di pietre vive. Un sogno che faccia ardere il cuore e diventi profezia per il futuro, attraverso la riscoperta della perenne freschezza della linfa evangelica. Collegando i fili che uniscono la riflessione rosminiana e il magistero quotidiano dell'attuale papa, emerge infatti la trama comune di una tela che ci offre l'immagine affascinante di una Chiesa profondamente evangelica e, per questo, attrattiva per la sua stessa bellezza.
La modernità si caratterizza per il fatto che l’uomo non "riceve" il mondo, ma lo costruisce. Ciò che appare
dipendere da altro è visto come negazione libertà personale. D'altra parte è sotto gli occhi di tutti l'insufficienza della "buona" volontà dei molti a risolvere alcuni dei conflitti fondamentali che segnano l'esistenza: la violenza, l'ingiustizia, ogni forma di negazione degli altri.
Come colmare questa insufficienza senza negare la resposabilità personale? La teologia della grazia tenta di rispondere a questa domanda alla luce della rivelazione e dell'esperienza della presenza di Dio nella vita dei credenti.
"La primavera della Chiesa e l'azione dello Spirito" è un volume che raccoglie i diversi interventi di un convegno internazionale tenutosi all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, dedicato all'approfondimento dell'azione dello Spirito Santo nei nuovi movimenti e comunità ecclesiali, che hanno portato, con la loro linfa evangelica di vita cristiana e di azione apostolica, un soffio nuovo di spiritualità e di entusiasmo alla vita ecclesiale. La Chiesa infatti ringiovanisce in forza del Vangelo e lo Spirito continuamente la rinnova, edificandola e guidandola "con diversi doni gerarchici e carismatici" (Lumen Gentium, 4).
Catechesi sui sacramenti dopo il “Nuovo Catechismo”
Servendosi di solide categorie tomiste, con uno stile chiaro e accessibile a tutti, l'autore costruisce una morale dello studio esaustiva delle complesse problematiche che la vanno a comporre. L'opera è rivolta a tutti coloro che coltivano interessi culturali, di ogni età e grado, e ha lo scopo di sensibilizzare circa i risvolti etici connessi all'attività intellettuale spesso sottesi o comunque sottovalutati. Il meraviglioso itinerario della conoscenza cela invero molte insidie, e solo chi lo percorre con animo retto e orientato al debito fine, vi troverà gioia e perfezione per la propria vita.
Il presente volume, che costituisce la terza parte dell'intero "Saggio sull'etica normativa nella Summa Theologiae di San Tommaso d'Aquino", considera le articolazioni antropologico-morali di quello che San Tommaso denomina "motus rationalis creaturae in Deum", analizzando le due tensioni correlate e basilari della natura umana: l'aspettativa della felicità e l'appetito razionale, entrambe coinvolte nella dinamica dell'azione morale verso il fine. L'autrice propone di ravvisare nel trattato tommasiano De Beatitudine una pregiudiziale teologica più che un'evidenza aristotelica - pure presente come cospicua fonte - e di rileggere la normazione etica in seno alla modalità tensiva dell'appetito razionale, tipico della crenatura intelligente, libera e per sé potestativa.
Teologia, Josemaria EscrivàJosemaría Escrivá de Balaguer nacque in Spagna, a Barbastro, il 9 gennaio 1902. Dopo aver ricevuto una educazione cristiana dai suoi genitori fu ordinato sacerdote il 28 marzo 1925. Il 2 ottobre 1928 fondò l’Opus Dei. Si trasferì a Roma nel 1946, dove risiedette fino al giorno della sua morte, il 26 giugno 1975.
Il 17 maggio 1992 è stato beatificato da San Giovanni Paolo II e dieci anni dopo, il 6 ottobre 2002, fu proclamato santo.
La presente opera in tre volumi espone teologicamente l’insieme del messaggio di San Josemaría sulla santificazione del lavoro professionale e dell’intera vita quotidiana.
Può il vangelo ispirare la chiesa e la società nel ripensare la donna e la sua originalità? Lo sguardo di Gesù dà visibilità alle donne che incontra, così poco visibili e così fraintese quando le lenti con cui si guarda al mondo sono esclusivamente quelle del punto di vista maschile. Con lucida ed equilibrata analisi, grazie a una profonda conoscenza della Scrittura, nei testi qui raccolti l'autrice illumina la ricchezza di una vocazione cristiana vissuta al femminile, con tutto il suo spessore di esperienza, di conoscenza di Dio e della carne degli esseri umani.
Gli interventi pubblicati in questo volume "in ascolto della teologia" e "in ascolto delle scienze umane" sono un contributo alla comprensione di una tematica, quella dei "segni dei tempi", che è stata in auge negli anni intorno al Concilio Vaticano II, ma che solo alla fine del secolo scorso è diventata oggetto di riflessione e di studio in riferimento alla catechesi e all'evangelizzazione. Hanno affermato i Vescovi alla XIII Assemblea ordinaria: «La "nuova evangelizzazione" chiede alla Chiesa di saper discernere i segni dello Spirito all'opera, indirizzandone ed educandone le espressioni, in vista di una fede adulta e consapevole».
In un mondo segnato dalla fretta e dalla superficialità, leggere pagine sulla contemplazione può essere un gesto controcorrente. E se sono pagine scritte da uno dei più celebri scrittori del Novecento, tale scelta sarà ripagata dalla scoperta di una profondità intellettuale di cui la piattezza di certa cultura contemporanea nemmeno sospetta l'esistenza. Mentre scriveva questi testi, Thomas Merton, il bohémien marxista diventato trappista, viveva ancora la scoperta della propria interiorità alla luce del mistero cristiano. E riversava in questo libro la ricchezza della propria meditazione sul senso della contemplazione: «La profonda, penetrante visione di una verità che ne abbraccia tutti gli elementi essenziali in un unico colpo d'occhio». A questo sono chiamati tutti i credenti: non solo frati, suore, preti o monaci, ma anche chi abita a Harlem o la casalinga presa dalle proprie faccende - sostiene il trappista americano. Contemplare vuol dire vedere Dio attraverso un'infinità carità che ci restituisce il dovere di un amore altrettanto infinito per ogni creatura. La contemplazione non è sinonimo di «raffinato estetismo spirituale» bensì la possibilità di «trovare Dio per vie ignote e impercettibili». In altre parole, resistere alla «bancarotta spirituale» dei tempi moderni. Leggere Thomas Merton, «un straordinario americano» secondo papa Francesco, vuol dire iniziare un viaggio verso la verità di Dio, il quale si nasconde (anche) dentro di noi.
Nel 2015 è stato indetto da Papa Francesco l’anno della misericordia. Questo tema, che traduce e interpreta la benevolenza, l’amore, la benignità, la grazia e la clemenza, secondo il termine ebraico hesed, è centrale nell’esperienza cristiana. Esso è altresì fondamentale nelle diverse rappresentazioni cristiane. Centrale è la dimensione umana del messaggio, restituito con innegabile intensità nell’arte.
Il presente volume prende le mosse da un lavoro di ricerca accademico della scuola di alta formazione di arte e teologia della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, sezione San Luigi che, in collaborazione con la fondazione culturale San Fedele di Milano, ha riguardato lo studio di figure e rappresentazioni della misericordia nell’arte, letta nella molteciplità della sue espressioni: dall’arte visiva, all’architettura, al cinema.

