
Il titolo di questo libro esprime l'essenziale del suo contenuto. Il Dio rivelatosi in Gesù Cristo è il Dio di ogni uomo. È così non solo perché la sua Rivelazione compie le attese dell'animo religioso e illumina le domande della ragione filosofica e scientifica, ma anche perché, nel suo farsi uomo, Cristo ha svelato il senso della vita di ogni persona, in ogni sua dimensione e in ogni sua fase storica, nella sua origine e nel suo compimento finale. Di più, nell'incarnazione l'Eterno ha fatto sua, in modo imprevedibile, la storia: si è fatto Egli stesso "storia". E ora - come Risorto - è vicino e fa sua la vita della Chiesa, di ogni cristiano e, in modo nascosto ma reale, di ogni uomo. Ecco in sintesi il mistero cristiano che in queste pagine viene tratteggiato, in un costante dialogo con le istanze dello spirito religioso e della ragione filosofica, tenendo presente il contesto culturale del nostro tempo, specie quello dell'Occidente secolarizzato. Nella Prima parte si presenta la specificità del cristianesimo in relazione alle religioni dell'umanità e alla ricerca filosofica su Dio così come si sono sviluppate nella storia. Nella Seconda parte si considerano, come interlocutori del kerygma cristiano, rispettivamente il pensiero filosofico agnostico e ateo, la visione scientifica del mondo e le istanze esistenziali e religiose emergenti nel contesto della società secolarizzata. Il libro è pensato come sussidio per un Corso di Introduzione al mistero cristiano. Ma si propone anche a chiunque desideri acquisire una consapevolezza più matura delle ragioni della propria fede e appropriarsi del suo contenuto essenziale: in Cristo, Dio si è rivelato facendosi - come autentico buon samaritano - prossimo di ogni uomo, di ognuno di noi.
Come individuare e definire le azioni simboliche dei profeti? Perché questi gesti, rari e occasionali nei profeti anteriori, si moltiplicano col passar del tempo e diventano centrali nei libri di Geremia e di Ezechiele? Che cosa dicono a noi, lettori del XXI secolo, questi gesti paradossali e talvolta sconcertanti (Isaia deve camminare nudo e scalzo per tre anni, Geremia non può sposarsi, Ezechiele mangia cibo cotto su sterco di animale, ecc.)? La parola del profeta diventa parte del suo corpo, la Parola di Dio si radica nella carne di un uomo e la trasforma, lo trasforma, per sempre.
Informazioni sull'autore
Donatella Scaiola, laica e sposata, è professore ordinario nella Facoltà di Missiologia della Pontificia Università Urbaniana e professore invitato nella Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e in altre istituzioni accademiche. Collabora con numerose riviste di carattere biblico, teologico e pastorale ed è direttore della rivista Parole di Vita.
Se la rivelazione di Dio si compie nell'incarnazione, il mistero di Dio e il mistero dell'uomo saranno per sempre intrecciati. In questo intreccio emergono, nel Vangelo di Luca, tre grandi temi (il battesimo, il dono e il perdono), su cui si confrontano i due autori, ciascuno attraverso il suo specifico campo di ricerca. La lettura dello psicanalista trova i fondamenti di un'antropologia che non si chiude nell'autoreferenzialità del Sé e si spalanca al mistero dell'altro e dell'Altro. Il teologo propone una visione dell'identità del credente e del popolo di Dio offerta attraverso i lembi di quella ferita che la Rivelazione cristiana provoca nella apparente regolarità dell'esistenza umana.
Gianni Kaufman, analista junghiano, vive e lavora a Milano. È socio ordinario del Centro Italiano di Psicologia Analitica con funzioni di seconda analisi e di supervisione.
È docente della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia e del Corso per Psicologi Analisti del Cipa, nonché membro del Consiglio dei Docenti del Cipa, Per dodici anni giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, è stato redattore della rivista La Pratica Analitica. Oltre alla pubblicazione di numerosi articoli, ha curato il libro Fra Cristo e il Si. Saggi su Psicologia Analitica e Cristianesimo (2009) e ha collaborato ai volumi collettanei La coppia, incontri e scontri. Percorsi e conflitti nella relazione d'amore (2016) e Metafore del Si (2017).
Roberto Maier, sacerdote milanese, è docente di Teologia all'Università Cattolica del Sacro Cuore e al Centro Studi di Spiritualità della Facolt~t Teologica dell'Italia Settentrionale. Il suo lavoro di ricerca si colloca al confine tra la teologia fondamentale e altre discipline umanistiche. Oltre a diversi contributi in opere collettanee, ha pubblicato The Game of Sophia. Economy Ecology and Human Dwelling (2016) e Il turbante azzurro (2016). Ha curato la traduzione di J-L. Nancy, La custodia del senso. Necessità e resistenza della poesia (2018). Di prossima pubblicazione è Il fondo delle parole.
Poesia ed esperienza spirituale (2019).
Il libro ha quattro parti. La prima parte descrive la Chiamata universale alla santità. Tutti, senza eccezioni, compresi i peccatori, sono chiamati alla santità. Dio ha il potere di trasformare i peccatori in santi. Si possono anche vedere le fondamentali verità sulla santità, nascoste agli occhi dei dotti e dei potenti, ma rivelate da Dio ai piccoli. La seconda parte spiega come il Battesimo ci ha resi uno con Cristo. Attraverso il nostro Battesimo, Cristo ci ha uniti a lui, lui vivente in noi e noi in lui. Egli ci rende suoi templi viventi e membra del suo Corpo. In questa seconda parte vediamo come le Scritture proclamino il nostro essere “uno” con Cristo. Nella terza parte scopriamo le sette colonne della santità mediante le quali noi collaboriamo con Cristo nella costruzione di questa casa di santità in noi. Infine, nella quarta parte, abbiamo un barlume dell’opera d’arte realizzata da Dio: la trasformazione in Cristo. L’unione con Cristo cresce fino a che possiamo amare come egli ci ha amato e siamo trasformati in lui, così che non siamo più noi a vivere, ma Cristo vive in noi.
Zacharias MATTAM, sdb, è rettore del Collegio Diocesano Redemptoris Mater di Bangalore (India). Ha conseguito il baccalaureato presso il Pontifical Athenaeum, Poona; la licenza in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico ed il dottorato presso la Pontificia Università Salesiana di Roma. Autore di numerose pubblicazioni tradotte in varie lingue tra cui ricordiamo: Aprendo la Bibbia scrutate le Scritture perché parlano di me (2001); La voce dell’Amato. Commento esegetico, kerygmatico, teologico e spirituale del Vangelo secondo san Luca (2013); Siate santi, perché io sono santo. Le sette colonne della santità (2018).
… si tratta non già di costruire la Chiesa, quanto di ricostruire, a meno che non ci consideriamo in campo missionario, dove l’impianto, la plantatio della Chiesa deve cominciare dal primo annuncio del Vangelo. Ma noi, nei paesi di antica formazione cristiana, dobbiamo avere una attenta coscienza d’un fattore indispensabile nella questione della costituzione della Chiesa, ed è la tradizione, è il lavoro compiuto nei secoli da chi nell’edificazione della Chiesa, ci ha preceduti.
Noi siamo degli eredi, noi siamo dei continuatori d’un’opera precedente; noi dobbiamo avere il senso della storia, e formare in noi lo spirito di fedeltà, umile e fortunata per quanto i secoli passati ci hanno tramandato di vivo e di autentico nella formazione del corpo mistico di Cristo.
Dobbiamo guardarci dall’incoscienza dello spirito rivoluzionario proprio di tanta gente del nostro tempo, la quale tutto ignora o vuol ignorare del lavoro compiuto dalle precedenti generazioni, e crede di poter iniziare l’opera salvatrice dell’umanità ripudiando tutto quanto l’esperienza, convalidata da un magistero di coerenza e di autenticità, ci ha conservato, e ricominciando da zero l’impresa d’una nuova civiltà.
“In omnibus operibus tuis, memorare novissima tua, et in aeternum non peccabis” (Siracide 7,40). I “novissimi”, cioè le cose ultime, che nella teologia cristiana vengono indicati in morte, giudizio, inferno e paradiso. La meditazione assidua di tali realtà permette non solo di non lasciarsi affascinare e assorbire oltre misura dalle cose penultime (le realtà del mondo presente), garantendo quindi un maggiore equilibrio nella conduzione dell’esistenza umana, ma orienta verso un futuro assoluto, che sta sempre al di là di ogni momento della storia del singolo e del mondo. Soltanto se diretta verso qualcosa e non verso il nulla, la vita umana, breve o lunga che sia, è vera- mente vita e non illusione. Come non accostare alla saggezza del Siracide un pensiero tratto da Le ultime lettere di Jacopo Ortis: “se gli uomini si conducesse- ro sempre al fianco la morte, non servirebbero sì vilmente”? Ci troviamo di fronte ad un problema cruciale dell’uomo in quanto tale, che resta identico anche nel variare dei contesti socio-culturali.
Può apparire ingenuo o presuntuoso proporre alcune riflessioni su Gesù di Nazareth dopo duemila anni nei quali una moltitudine di testi ne hanno approfondito la vita e la personalità, sia sotto l’aspetto umano sia quale rivelazione divina della sua umanità. Ho ritenuto quindi utile presentare una sintesi coordinata degli approfondimenti storici e teologici che sono stati pubblicati attraverso i secoli, raccogliendo sull’argomento, nei singoli capitoli, impostazioni tematiche e sviluppi razionali di eccelsi studiosi, che vengono indicati nella vasta bibliografia, che sono riuscito a leggere negli anni e che mi sono sembrati di maggiore interesse, coordinando il meglio dei loro scritti, più o meno attendibili. Questa umile opera di raccolta è un invito a prendere coscienza della vastità e profondità dell’argomento. Lo scopo non è di proporre un testo di teologia o una rassegna delle varie interpretazioni possibili della persona di Gesù, emerse in secoli diversi con diversi metodi critici, ma di raggruppare un insieme di sfaccettature compatibili che ne descrivono la persona umana. Dario Rezza
Sulla scorta dell'insegnamento di Papa Francesco : " Non posso formare una persona religiosa senza prendere in considerazione la sua vita, la sua esperienza , la sua mentalità e il suo contesto culturale", il volume affronta l'urgente problema dell'inculturazione in riferimento alla formazione alla vita consacrata e al ministero ordinato.
Questo studio intende offrire alcune linee d'intervento, aiuta a suggerire cammini formativi capaci di coinvolgere tutte le culture nelle comunità multiculturali e internazionali, e a contestualizzare le proposte di formazione in ogni cultura. Utile per la formazione iniziale e permanente delle persone consacrate e dei presbiteri, e come proposta di una rinnovata significatività della vocazione al presbiterato e alla vita consacrata.
Nella Prima Parte il libro indaga gli atteggiamenti dei giovani davanti al problema del significato dell’esistenza, una dimensione che è strettamente collegata alla capacità di riconoscere se stessi e la propria vocazione. Aiuta a capire come i giovani affrontano la questione del senso e il bisogno di “religiosità” in un’epoca segnata dalla frammentazione, dalla dispersione delle esperienze e dalla crisi dell’educazione.
La Seconda Parte è un vademecum, una guida e un formulario per rendere familiare l’urgente compito dell’accompagnamento spirituale e vocazionale. Lo scopo è avviare genitori, educatori, operatori della pastorale, animatori, sacerdoti e persone consacrate ad accompagnare ragazzi/e giovani a scoprire il proprio progetto di vita alla luce di Dio, al fine di accoglierlo e di seguirlo, in modo da realizzare se stessi e la propria missione nel mondo.
Pagine brevi. Testi agili r pronti all’uso, per una rinnovata azione pastorale nel mondo dell’umana sofferenza: ogni persona è soggetto attivo e responsabile.
Una collana che le edizioni CVS offrono a tutti coloro che ricercano: meditazioni bibliche, celebrazioni, schede per incontri, brevi saggi. Strumenti utili, che accompagnano la creatività necessaria ad ogni comunità cristiana per pregare e crescere nella fede.
La morte, il giudizio, l'inferno e il paradiso sono le realtà ultime e definitive del vivere che ognuno è destinato ad affrontare, ma che sono abitualmente aggirate o rimosse. Papa Francesco affronta questi temi con rispetto per la sofferenza, con i dubbi e le oscurità che l'accompagnano, e attinge al patrimonio della vita cristiana per guardare con onestà intellettuale al mistero dell'esistenza. Perché infondere fiducia in quelle esperienze ignote che ci fanno sentire fragili e soli è possibile se si pensa, come ha affermato il papa, che «abbiamo un Padre che sa piangere, che piange con noi, che ci aspetta per consolarci, perché conosce le nostre sofferenze e ha preparato per noi un futuro diverso».
Il volume completa un progetto di riflessione finalizzato a rendere le parrocchie e le comunità; cristiane più; dinamiche, in grado di attivare processi di rinnovamento e di essere in grado di dare impulso a una "nuova tappa di evangelizzazione". Nella prima l'autore espone i comportamenti che ritiene importanti per evangelizzare nel tempo presente. Nella seconda parte si mette in ascolto dell'appello di papa Francesco ad "uscire verso le periferie esistenziali", indicando cinque campi di azione: l'accoglienza e l'ascolto dei lontani, l'impegno con i poveri, il vangelo in carcere, la Buona notizia ai malati psichici e la sfida di una società; libera dall'omofobia.

